Il pilota torinese Francesco Bagnaia parla per la prima volta del fuorionda con Di Giannantonio a Misano che tanto ha fatto discutere negli ultimi giorni e che Pecco definisce, senza mezzi termini, "una totale mancanza di rispetto". Bagnaia ribadisce di sentirsi supportato da Ducati ("Come ho detto in tutte le interviste"), ammette di essersi espresso male in riferimento a quel "Non me lo fanno fare" e spiega nel dettaglio cosa intendesse dire con quella frase.
Puoi dirci qualcosa su quello che è successo?
"È molto semplice. Mi conoscete molto bene, mi ascoltate ogni giorno quando corriamo. Credo che molte volte mi sia stato chiesto: 'La squadra ti sta supportando?'. E io ho sempre detto di sì. La squadra sta facendo il massimo per aiutarmi. Detto questo, quello che è successo nell’ultima gara, a Misano, per me è stata una totale mancanza di rispetto, ma è andata così. Quel fuorionda è stato mostrato fuori dal suo contesto. Non stavamo parlando di qualcosa di completamente segreto o privato, perché ne stavamo parlando lì, in quel posto. Però è fuori contesto perché il video non è completo: stavamo parlando anche di un’altra cosa. Sicuramente l’ultima frase che ho detto non è stata corretta. Ma tutti attraversano momenti difficili, tutti hanno della frustrazione dentro e qualche volta si dicono le cose nel modo sbagliato. Quello che ho sempre detto è che Ducati mi ha sostenuto moltissimo. Quello che intendevo dire è che quando continui a mettere e togliere le cose mille volte, a un certo punto non ti permettono più di farlo giustamente. Io sono d'accordo con questa decisione, sono il primo a non voler continuare a farlo. Quello che mi è uscito dalla bocca è stato espresso nel modo sbagliato. Ma ciò che è successo successivamente, per me, è stato un disastro, perché è stata una totale mancanza di rispetto. Nel rapporto tra giornalisti e piloti deve esserci rispetto. Credo di essere sempre stato molto gentile con tutti voi. Non sono mai stato maleducato, non ho mai detto nulla di scorretto e ho sempre cercato di avere un buon rapporto con tutti. So quanto sia importante avere un buon rapporto con i giornalisti, perché siete voi a parlare al mondo per conto nostro. E quello che è successo, per me, non è corretto".
Quindi non sei contento della televisione e, in un certo senso, del fatto che in quei luoghi venga registrato tutto.
"Il modo in cui è successo, per me, non è corretto".
Pensi che esista un problema più generale riguardo alle frasi estrapolate dal loro contesto? Ricordo che un paio di anni fa avevi parlato della differenza tra moto ufficiali e moto satellite e avevi ricevuto moltissimi insulti online.
"È chiaro che potete prendere le nostre parole e metterle online nel modo che preferite. Potete prendere tre parole e inserirle in due contesti completamente diversi: uno positivo e uno negativo. Siete voi a dover essere trasparenti e a dover comprendere quello che stiamo dicendo. So che qualche volta è importante avere un bel titolo acchiappa-click, perché ormai funziona così. Io, però, ho sempre cercato di essere il più trasparente possibile. Adesso cercherò di esserlo meno e forse, in futuro, avrete meno da parte mia".
Riesci però a capire il punto di vista della Ducati?
"Assolutamente sì, perché ieri ne abbiamo parlato. È normale che, per come è uscito in televisione, sembri una cosa terribile. Ma loro hanno anche le interviste del venerdì e della domenica. E quello che ho detto in entrambe le interviste è sempre che Ducati mi ha sostenuto. Quindi sanno come la penso. Sanno che non sono completamente impazzito. Ho chiesto scusa per le parole che ho utilizzato, ma so anche quanto sia importante il rapporto fra noi. Il nostro rapporto continua a essere buono e non c’è nulla di diverso rispetto al passato".
Pecco, posso chiederti qualcosa a proposito di quello che ha detto Dani Pedrosa sulla Tv spagnola? Ha detto che forse non dovresti pensare ai risultati, all'essere in Q2 e cose del genere, ma solo a riacquistare un feeling con la moto. Ma non è già questo quello che più o meno stavi cercando di fare? Non pensare ai risultati?
"Sì. Onestamente, quello che sto cercando di fare e che cercherò di fare ancora di più questo fine settimana è di andare in pista con la mente libera e cercare semplicemente di godermi la guida, sviluppando la mia velocità, sviluppando il mio feeling. E, giro dopo giro, magari troverò qualcosa di diverso. È vero che è una cosa che cerco già di fare e purtroppo non mi ha aiutato, ma cercherò sempre di godermi la guida. In questo momento sto solo faticando a guidare, quindi il primo passo è divertirsi e poi cercare di sviluppare di nuovo la velocità".
Pecco, il calo di forma dura da Silverstone, quindi gli ultimi tre weekend. E quello è stato anche il momento in cui hai subìto l'operazione, giusto? Sei proprio sicuro che queste due cose non siano assolutamente collegate?
"Spero di sì. Adesso ho molta più forza nel braccio ed è chiaro che fosse la cosa giusta. L'unico problema è che c'è ancora un po' di sindrome compartimentale e faccio molta fatica ad aggrapparmi alla moto. Ma devo solo aspettare, ogni corpo ha bisogno del suo tempo per recuperare, e in questo caso il mio ha bisogno di più tempo. Ma una mia cosa e a Misano non ha condizionato la guida".
Pensi di essere stato un po' ingenuo ? Perché comunque eri in un posto dove è pieno di telecamere e di microfoni. È vero che quello era un fuorionda, non era un'intervista, però...
"Forse sono probabilmente ingenuo nel valutare le situazioni, perché penso che le persone siano sempre in buona fede quando invece non lo sono. E in questo caso, le mie parole sono state prese fuori contesto in un video che non doveva esistere. Mi hanno già chiesto scusa per questo, perché non è il modo in cui si lavora. Poi credo di voler accettare le scuse, perché mi sono rotto le p... di polemiche, ne sono già state fatte troppe. E capisco che una volta uscita questa polemica i giornalisti l'abbiano sfruttata, perché non non si può mai rimanere indietro. Però non è che ho sottovalutato la situazione, penso sempre nella buona fede delle persone e, come ho detto, sono state prese parole fuori contesto. L'ultima frase è stata sbagliata, presa in un momento sicuramente di nervosismo e frustrazione, ma il discorso era che nel momento in cui metti, togli, metti, togli, metti, togli mille volte le cose, a un certo punto non te lo fanno più fare. Ma giustamente, io sono d'accordo con questa cosa qua. Sono io il primo a non volerlo fare, ma ho sempre detto in ogni intervista che ho fatto che Ducati mi sta supportando, sotto tutti gli aspetti possibili, e quindi non non mi è piaciuto per niente il modo in cui è stato raccontato quell'episodio lì. Capisco che un po' di audience, un po' di polemica faccia sempre piacere, però credo anche che, come ho detto prima, il rispetto debba essere messo al centro di ogni cosa. Io ho sempre dato tanta trasparenza in tutto, forse anche troppa, e dopo quello che è successo sicuramente cambierà: non avrete più la trasparenza che ho sempre dato".
Questa questa cosa ha conseguenze sul tuo rapporto con Ducati?
"No, perché da persone mature si parla, si chiariscono le cose e si va avanti".
Come vedi la situazione nel Mondiale?
"Credo sia una situazione complicata per tutti, mancano sette-otto gare, dipende. Aragon, Misano e qua sono piste molto buone per la Ducati e dove Marc è sempre andato molto forte. Dopo arriveranno piste più difficili, buone per Bezzecchi e alcune anche cattive per Bezzecchi, quindi è difficile. C'è da dire che Marc Marquez è nove volte campione del mondo, queste situazioni lo animano tanto e quindi è un osso molto duro e servirà la miglior versione di Bez per riuscire a contrastarlo. E, se riuscirà come credo, a tornare al livello di inizio campionato, secondo me potrà provare a lottare con Marc per giocarsi il titolo fino alla fine".
Tu l'avevi fatto un recupero simile, da oltre 90 punti di distacco con Quartararo. Cosa ti dà un recupero così in termini di fiducia? Ti senti imbattibile...
"Per prima cosa c'è da puntualizzare un aspetto tecnico, cioè che io comunque avevo la Ducati, che in quel momento - a parte la prima parte del campionato dove avevamo fatto un po' di casino tecnicamente - era diventata una macchina da guerra, mentre invece la Yamaha iniziava a faticare un po', quindi a livello tecnico avevo un vantaggio. Però entri in una situazione in cui sei obbligato a vincere. Se vuoi recuperare, se vuoi vincere, sei obbligato a vincere. E sapere di dover vincere in qualche modo ti motiva a tenere la concentrazione e il tuo livello molto alto. E io mi ricordo che, dopo la caduta a Sachsenring, feci un discorso alla squadra, gli chiesi di aiutarmi e vincemmo quattro gare di fila, quasi cinque con Aragon, dove Bastianini fu fortissimo, però comunque eravamo arrivati da -91 a -10 nel giro di cinque gare, quindi fu un grande recupero. Adesso, rispetto a Marc, anche Bezzecchi ha avuto diverse sfortune, ha perso tanti punti, anche perché Martin l'ha fatto cadere a Balaton. Sono state diverse situazioni, però comunque adesso è game on, si riparte quasi da zero".
di Redazione
17/09/2026 - 22:36
Il pilota torinese Francesco Bagnaia parla per la prima volta del fuorionda con Di Giannantonio a Misano che tanto ha fatto discutere negli ultimi giorni e che Pecco definisce, senza mezzi termini, "una totale mancanza di rispetto". Bagnaia ribadisce di sentirsi supportato da Ducati ("Come ho detto in tutte le interviste"), ammette di essersi espresso male in riferimento a quel "Non me lo fanno fare" e spiega nel dettaglio cosa intendesse dire con quella frase.
Puoi dirci qualcosa su quello che è successo?
"È molto semplice. Mi conoscete molto bene, mi ascoltate ogni giorno quando corriamo. Credo che molte volte mi sia stato chiesto: 'La squadra ti sta supportando?'. E io ho sempre detto di sì. La squadra sta facendo il massimo per aiutarmi. Detto questo, quello che è successo nell’ultima gara, a Misano, per me è stata una totale mancanza di rispetto, ma è andata così. Quel fuorionda è stato mostrato fuori dal suo contesto. Non stavamo parlando di qualcosa di completamente segreto o privato, perché ne stavamo parlando lì, in quel posto. Però è fuori contesto perché il video non è completo: stavamo parlando anche di un’altra cosa. Sicuramente l’ultima frase che ho detto non è stata corretta. Ma tutti attraversano momenti difficili, tutti hanno della frustrazione dentro e qualche volta si dicono le cose nel modo sbagliato. Quello che ho sempre detto è che Ducati mi ha sostenuto moltissimo. Quello che intendevo dire è che quando continui a mettere e togliere le cose mille volte, a un certo punto non ti permettono più di farlo giustamente. Io sono d'accordo con questa decisione, sono il primo a non voler continuare a farlo. Quello che mi è uscito dalla bocca è stato espresso nel modo sbagliato. Ma ciò che è successo successivamente, per me, è stato un disastro, perché è stata una totale mancanza di rispetto. Nel rapporto tra giornalisti e piloti deve esserci rispetto. Credo di essere sempre stato molto gentile con tutti voi. Non sono mai stato maleducato, non ho mai detto nulla di scorretto e ho sempre cercato di avere un buon rapporto con tutti. So quanto sia importante avere un buon rapporto con i giornalisti, perché siete voi a parlare al mondo per conto nostro. E quello che è successo, per me, non è corretto".
Quindi non sei contento della televisione e, in un certo senso, del fatto che in quei luoghi venga registrato tutto.
"Il modo in cui è successo, per me, non è corretto".
Pensi che esista un problema più generale riguardo alle frasi estrapolate dal loro contesto? Ricordo che un paio di anni fa avevi parlato della differenza tra moto ufficiali e moto satellite e avevi ricevuto moltissimi insulti online.
"È chiaro che potete prendere le nostre parole e metterle online nel modo che preferite. Potete prendere tre parole e inserirle in due contesti completamente diversi: uno positivo e uno negativo. Siete voi a dover essere trasparenti e a dover comprendere quello che stiamo dicendo. So che qualche volta è importante avere un bel titolo acchiappa-click, perché ormai funziona così. Io, però, ho sempre cercato di essere il più trasparente possibile. Adesso cercherò di esserlo meno e forse, in futuro, avrete meno da parte mia".
Riesci però a capire il punto di vista della Ducati?
"Assolutamente sì, perché ieri ne abbiamo parlato. È normale che, per come è uscito in televisione, sembri una cosa terribile. Ma loro hanno anche le interviste del venerdì e della domenica. E quello che ho detto in entrambe le interviste è sempre che Ducati mi ha sostenuto. Quindi sanno come la penso. Sanno che non sono completamente impazzito. Ho chiesto scusa per le parole che ho utilizzato, ma so anche quanto sia importante il rapporto fra noi. Il nostro rapporto continua a essere buono e non c’è nulla di diverso rispetto al passato".
Pecco, posso chiederti qualcosa a proposito di quello che ha detto Dani Pedrosa sulla Tv spagnola? Ha detto che forse non dovresti pensare ai risultati, all'essere in Q2 e cose del genere, ma solo a riacquistare un feeling con la moto. Ma non è già questo quello che più o meno stavi cercando di fare? Non pensare ai risultati?
"Sì. Onestamente, quello che sto cercando di fare e che cercherò di fare ancora di più questo fine settimana è di andare in pista con la mente libera e cercare semplicemente di godermi la guida, sviluppando la mia velocità, sviluppando il mio feeling. E, giro dopo giro, magari troverò qualcosa di diverso. È vero che è una cosa che cerco già di fare e purtroppo non mi ha aiutato, ma cercherò sempre di godermi la guida. In questo momento sto solo faticando a guidare, quindi il primo passo è divertirsi e poi cercare di sviluppare di nuovo la velocità".
Pecco, il calo di forma dura da Silverstone, quindi gli ultimi tre weekend. E quello è stato anche il momento in cui hai subìto l'operazione, giusto? Sei proprio sicuro che queste due cose non siano assolutamente collegate?
"Spero di sì. Adesso ho molta più forza nel braccio ed è chiaro che fosse la cosa giusta. L'unico problema è che c'è ancora un po' di sindrome compartimentale e faccio molta fatica ad aggrapparmi alla moto. Ma devo solo aspettare, ogni corpo ha bisogno del suo tempo per recuperare, e in questo caso il mio ha bisogno di più tempo. Ma una mia cosa e a Misano non ha condizionato la guida".
Pensi di essere stato un po' ingenuo ? Perché comunque eri in un posto dove è pieno di telecamere e di microfoni. È vero che quello era un fuorionda, non era un'intervista, però...
"Forse sono probabilmente ingenuo nel valutare le situazioni, perché penso che le persone siano sempre in buona fede quando invece non lo sono. E in questo caso, le mie parole sono state prese fuori contesto in un video che non doveva esistere. Mi hanno già chiesto scusa per questo, perché non è il modo in cui si lavora. Poi credo di voler accettare le scuse, perché mi sono rotto le p... di polemiche, ne sono già state fatte troppe. E capisco che una volta uscita questa polemica i giornalisti l'abbiano sfruttata, perché non non si può mai rimanere indietro. Però non è che ho sottovalutato la situazione, penso sempre nella buona fede delle persone e, come ho detto, sono state prese parole fuori contesto. L'ultima frase è stata sbagliata, presa in un momento sicuramente di nervosismo e frustrazione, ma il discorso era che nel momento in cui metti, togli, metti, togli, metti, togli mille volte le cose, a un certo punto non te lo fanno più fare. Ma giustamente, io sono d'accordo con questa cosa qua. Sono io il primo a non volerlo fare, ma ho sempre detto in ogni intervista che ho fatto che Ducati mi sta supportando, sotto tutti gli aspetti possibili, e quindi non non mi è piaciuto per niente il modo in cui è stato raccontato quell'episodio lì. Capisco che un po' di audience, un po' di polemica faccia sempre piacere, però credo anche che, come ho detto prima, il rispetto debba essere messo al centro di ogni cosa. Io ho sempre dato tanta trasparenza in tutto, forse anche troppa, e dopo quello che è successo sicuramente cambierà: non avrete più la trasparenza che ho sempre dato".
Questa questa cosa ha conseguenze sul tuo rapporto con Ducati?
"No, perché da persone mature si parla, si chiariscono le cose e si va avanti".
Come vedi la situazione nel Mondiale?
"Credo sia una situazione complicata per tutti, mancano sette-otto gare, dipende. Aragon, Misano e qua sono piste molto buone per la Ducati e dove Marc è sempre andato molto forte. Dopo arriveranno piste più difficili, buone per Bezzecchi e alcune anche cattive per Bezzecchi, quindi è difficile. C'è da dire che Marc Marquez è nove volte campione del mondo, queste situazioni lo animano tanto e quindi è un osso molto duro e servirà la miglior versione di Bez per riuscire a contrastarlo. E, se riuscirà come credo, a tornare al livello di inizio campionato, secondo me potrà provare a lottare con Marc per giocarsi il titolo fino alla fine".
Tu l'avevi fatto un recupero simile, da oltre 90 punti di distacco con Quartararo. Cosa ti dà un recupero così in termini di fiducia? Ti senti imbattibile...
"Per prima cosa c'è da puntualizzare un aspetto tecnico, cioè che io comunque avevo la Ducati, che in quel momento - a parte la prima parte del campionato dove avevamo fatto un po' di casino tecnicamente - era diventata una macchina da guerra, mentre invece la Yamaha iniziava a faticare un po', quindi a livello tecnico avevo un vantaggio. Però entri in una situazione in cui sei obbligato a vincere. Se vuoi recuperare, se vuoi vincere, sei obbligato a vincere. E sapere di dover vincere in qualche modo ti motiva a tenere la concentrazione e il tuo livello molto alto. E io mi ricordo che, dopo la caduta a Sachsenring, feci un discorso alla squadra, gli chiesi di aiutarmi e vincemmo quattro gare di fila, quasi cinque con Aragon, dove Bastianini fu fortissimo, però comunque eravamo arrivati da -91 a -10 nel giro di cinque gare, quindi fu un grande recupero. Adesso, rispetto a Marc, anche Bezzecchi ha avuto diverse sfortune, ha perso tanti punti, anche perché Martin l'ha fatto cadere a Balaton. Sono state diverse situazioni, però comunque adesso è game on, si riparte quasi da zero".