Ci sarà una ripresa
Difficile fare previsioni
Una ricetta medica falsa per giustificare la positività al doping costa sei anni di stop a Ruti Aga. La maratoneta etiope, tra le più forti al mondo, è stata infatti squalificata dopo che dalle indagini è emerso che l'atleta aveva presentato una prescrizione medica falsa: vincitrice della maratona di Tokyo nel 2019 e salita sul podio in quelle di Berlino e New York, Ruti Aga è risultata positiva al metilprednisolone (una sostanza proibita) dopo aver vinto la mezza maratona in Cina lo scorso marzo, come reso noto dall'Athletics Integrity Unit (AIU). L'atleta ha dichiarato di aver ricevuto la sostanza da un medico in Etiopia per curare un dolore al ginocchio; tuttavia, l'AIU ha accertato che la clinica indicata nel documento non esiste e che la presunta prescrizione era stata firmata da un familiare, il quale non è un medico abilitato. E' stato inoltre riferito che Aga non ha risposto alle accuse relative all'uso di metilprednisolone e alla "manomissione" del processo antidoping; di conseguenza, la squalifica di sei anni è stata comminata senza ricorrere a un'udienza. La sanzione per l'atleta trentaduenne comprende due anni per l'assunzione della sostanza proibita e ulteriori quattro anni per la manomissione.
di Redazione
22/10/2026 - 16:24
Una ricetta medica falsa per giustificare la positività al doping costa sei anni di stop a Ruti Aga. La maratoneta etiope, tra le più forti al mondo, è stata infatti squalificata dopo che dalle indagini è emerso che l'atleta aveva presentato una prescrizione medica falsa: vincitrice della maratona di Tokyo nel 2019 e salita sul podio in quelle di Berlino e New York, Ruti Aga è risultata positiva al metilprednisolone (una sostanza proibita) dopo aver vinto la mezza maratona in Cina lo scorso marzo, come reso noto dall'Athletics Integrity Unit (AIU). L'atleta ha dichiarato di aver ricevuto la sostanza da un medico in Etiopia per curare un dolore al ginocchio; tuttavia, l'AIU ha accertato che la clinica indicata nel documento non esiste e che la presunta prescrizione era stata firmata da un familiare, il quale non è un medico abilitato. E' stato inoltre riferito che Aga non ha risposto alle accuse relative all'uso di metilprednisolone e alla "manomissione" del processo antidoping; di conseguenza, la squalifica di sei anni è stata comminata senza ricorrere a un'udienza. La sanzione per l'atleta trentaduenne comprende due anni per l'assunzione della sostanza proibita e ulteriori quattro anni per la manomissione.