“Quando Snai decise di acquistare il 50% di Varenne, pensavamo di aver preso un buon cavallo, come potevano essercene tanti. Non ci saremmo mai aspettati che sarebbe diventato il fenomeno che nessuno, al giorno d'oggi, è riuscito a eguagliare nell'ippica del trotto. Un cavallo capace di migliorarsi sempre e di creare intorno a sé un tifo che non si era mai visto prima e che purtroppo non si è visto più”. Queste le parole di Maurizio Ughi, fondatore ed ex amministratore delegato di Snai, che ha condiviso ai microfoni di Agipronews alcuni ricordi dell'epopea sportiva di Varenne.
L'intuizione di entrare in società con Enzo Giordano per la proprietà di Varenne, racconta Ughi, arrivò da Vanni Parenti e Francesco Ruffo che allora dirigevano gli ippodromi Snai. “Giordano – ricorda – voleva vendere il 50% agli svedesi, ma a quel punto intervenimmo noi con l'impegno di fare campagna promozionale per l'ippica attraverso le sue vittorie. Come dicevo per scherzo, lo abbiamo ritirato dalle corse per fargli fare solo alcune corse, i gran premi più importanti, una corsa al mese ma quelle lì le vinceva tutte. E ha vinto in Italia, in Gran Bretagna, in Francia, in Svezia, in America. Varenne era un bel cavallo, ma la sua vera bellezza non si vedeva, era dentro, nel cervello, nella forza mentale. Fuori dalle corse era pacato, tranquillo, quando andava nel box sbadigliava. Mai visto un cavallo sbadigliare. Ma quando entrava in gara le sapeva gestire come nessun altro. Sorpassava tutti e quando andava in testa non lo passavi più. Aumentava l'andatura solo se gli avversari si avvicinavano. Risparmiava le forze, era furbo. Al di là delle leve fisiche, questo era il suo segreto”.
Fra i tanti successi di Varenne, quello che Ughi ricorda con più affetto è la vittoria contro Moni Maker all'Ippodromo di San Siro nel 2000, quando convinse l'allora direttore della Gazzetta dello Sport, Candido Cannavò, a vedere dal vivo una corsa del fenomeno italiano del trotto. “Varenne – spiega Ughi – sorpassò Moni Maker all'ultima curva in seconda ruota per poi andare a vincere di due lunghezze. In quel momento Cannavò capì davvero la forza di Varenne come miracolo sportivo e divenne uno dei suoi più grandi sostenitori. Le prime pagine della Gazzetta con 'Fenomeno Varenne', 'Varenne vince tutto' sono state riprese dai telegiornali e da tutta l'informazione, contribuendo a creare il mito. In corsa c'era un tifo mai visto, la gente piangeva e invadeva le piste”.
Altra caratteristica di Varenne, ricorda Ughi, era il suo amore per il pubblico che dimostrava in ogni occasione, anche dopo le gare. “Penso a quella fotografia – ha concluso – davanti alla tribuna dell'Ippodromo di Milano dove lui ha la testa in giù, quasi fra le zampe, come se facesse un inchino. Lui era un attore, si pavoneggiava, non scappava dal pubblico e non vedeva l'ora di stare in mezzo alla gente dopo le gare. E poi ha avuto la fortuna di avere un ottimo guidatore come Giampaolo Minnucci, persona simpatica e scanzonata che è stato la sua voce in maniera spiritosa e brillante”.
di Redazione
18/08/2026 - 17:33
“Quando Snai decise di acquistare il 50% di Varenne, pensavamo di aver preso un buon cavallo, come potevano essercene tanti. Non ci saremmo mai aspettati che sarebbe diventato il fenomeno che nessuno, al giorno d'oggi, è riuscito a eguagliare nell'ippica del trotto. Un cavallo capace di migliorarsi sempre e di creare intorno a sé un tifo che non si era mai visto prima e che purtroppo non si è visto più”. Queste le parole di Maurizio Ughi, fondatore ed ex amministratore delegato di Snai, che ha condiviso ai microfoni di Agipronews alcuni ricordi dell'epopea sportiva di Varenne.
L'intuizione di entrare in società con Enzo Giordano per la proprietà di Varenne, racconta Ughi, arrivò da Vanni Parenti e Francesco Ruffo che allora dirigevano gli ippodromi Snai. “Giordano – ricorda – voleva vendere il 50% agli svedesi, ma a quel punto intervenimmo noi con l'impegno di fare campagna promozionale per l'ippica attraverso le sue vittorie. Come dicevo per scherzo, lo abbiamo ritirato dalle corse per fargli fare solo alcune corse, i gran premi più importanti, una corsa al mese ma quelle lì le vinceva tutte. E ha vinto in Italia, in Gran Bretagna, in Francia, in Svezia, in America. Varenne era un bel cavallo, ma la sua vera bellezza non si vedeva, era dentro, nel cervello, nella forza mentale. Fuori dalle corse era pacato, tranquillo, quando andava nel box sbadigliava. Mai visto un cavallo sbadigliare. Ma quando entrava in gara le sapeva gestire come nessun altro. Sorpassava tutti e quando andava in testa non lo passavi più. Aumentava l'andatura solo se gli avversari si avvicinavano. Risparmiava le forze, era furbo. Al di là delle leve fisiche, questo era il suo segreto”.
Fra i tanti successi di Varenne, quello che Ughi ricorda con più affetto è la vittoria contro Moni Maker all'Ippodromo di San Siro nel 2000, quando convinse l'allora direttore della Gazzetta dello Sport, Candido Cannavò, a vedere dal vivo una corsa del fenomeno italiano del trotto. “Varenne – spiega Ughi – sorpassò Moni Maker all'ultima curva in seconda ruota per poi andare a vincere di due lunghezze. In quel momento Cannavò capì davvero la forza di Varenne come miracolo sportivo e divenne uno dei suoi più grandi sostenitori. Le prime pagine della Gazzetta con 'Fenomeno Varenne', 'Varenne vince tutto' sono state riprese dai telegiornali e da tutta l'informazione, contribuendo a creare il mito. In corsa c'era un tifo mai visto, la gente piangeva e invadeva le piste”.
Altra caratteristica di Varenne, ricorda Ughi, era il suo amore per il pubblico che dimostrava in ogni occasione, anche dopo le gare. “Penso a quella fotografia – ha concluso – davanti alla tribuna dell'Ippodromo di Milano dove lui ha la testa in giù, quasi fra le zampe, come se facesse un inchino. Lui era un attore, si pavoneggiava, non scappava dal pubblico e non vedeva l'ora di stare in mezzo alla gente dopo le gare. E poi ha avuto la fortuna di avere un ottimo guidatore come Giampaolo Minnucci, persona simpatica e scanzonata che è stato la sua voce in maniera spiritosa e brillante”.