Al Salone Internazionale di Torino venerdì 15 sarà presentato in anteprima il libro dedicato a Gino Bartali, "Un uomo per bene" (Edizioni Frate Indovino), di Sergio Meda, in libreria da lunedì scorso. Un omaggio "tra fede, sport e coraggio silenzioso" all'uomo e alla leggenda del ciclismo, a 80 anni dalla sua ultima vittoria della Corsa Rosa, nei giorni in cui si corre il 109/o Giro d'Italia. Un viaggio nella vita di Ginettaccio fra sport, lealtà, fatica, coraggio silenzioso; il ritratto di un uomo semplice e di un grande campione, umile, leale, che nel buio della Seconda guerra mondiale, si fece staffetta umanitaria, da Firenze ad Assisi, per salvare gli ebrei perseguitati. Trasportava documenti falsi nascosti nel telaio della sua bicicletta, prodotti dalla tipografia Brizi di Assisi. In questo modo Bartali contribuì a mettere in salvo almeno 800 ebrei, che grazie a quelle identità di copertura trovarono rifugio e scampo dalla deportazione nazifascista. Nel volume la prefazione di Francesco Moser che lo ricorda con grandissimo affetto e riconoscenza.
di Redazione
13/05/2026 - 17:16
Al Salone Internazionale di Torino venerdì 15 sarà presentato in anteprima il libro dedicato a Gino Bartali, "Un uomo per bene" (Edizioni Frate Indovino), di Sergio Meda, in libreria da lunedì scorso. Un omaggio "tra fede, sport e coraggio silenzioso" all'uomo e alla leggenda del ciclismo, a 80 anni dalla sua ultima vittoria della Corsa Rosa, nei giorni in cui si corre il 109/o Giro d'Italia. Un viaggio nella vita di Ginettaccio fra sport, lealtà, fatica, coraggio silenzioso; il ritratto di un uomo semplice e di un grande campione, umile, leale, che nel buio della Seconda guerra mondiale, si fece staffetta umanitaria, da Firenze ad Assisi, per salvare gli ebrei perseguitati. Trasportava documenti falsi nascosti nel telaio della sua bicicletta, prodotti dalla tipografia Brizi di Assisi. In questo modo Bartali contribuì a mettere in salvo almeno 800 ebrei, che grazie a quelle identità di copertura trovarono rifugio e scampo dalla deportazione nazifascista. Nel volume la prefazione di Francesco Moser che lo ricorda con grandissimo affetto e riconoscenza.