Presso la sala del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II sono stati presentati i risultati del primo anno di attività del progetto “MollusCA Blu”, cofinanziato nell’ambito del PN FEAMPA Campania 2021/2027 – Intervento Codice 111501 e promosso dal gruppo di ricerca Genenvet, in collaborazione con la Regione Campania – Direzione Generale Politiche Agricole, Alimentari e Forestali – e il CO.GE.MO. di Napoli, Consorzio di Gestione della Pesca dei Molluschi Bivalvi. Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del direttore del Dipartimento, Aniello Anastasio, che ha evidenziato il valore strategico della ricerca applicata e il ruolo fondamentale del medico veterinario nelle attività di monitoraggio ambientale e sicurezza alimentare, e del presidente del CO.GE.MO. di Napoli, Francesco D’Isanto. L’incontro, moderato dal prof. Vincenzo Peretti, responsabile scientifico del progetto, ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra istituzioni, mondo accademico e operatori del comparto ittico. Nel suo intervento, Peretti ha ringraziato gli operatori del CO.GE.MO. per la collaborazione e il contributo fornito alle attività sul campo, sottolineando come “MollusCA Blu” rappresenti un progetto pionieristico a livello regionale e nazionale, nato con l’obiettivo di migliorare la gestione sostenibile degli stock naturali, tutelare l’ecosistema marino, favorire il ripopolamento di Ensis minor nelle aree costiere tradizionalmente vocate e contribuire al rilancio economico della pesca locale. Di particolare rilievo anche l’intervento del dirigente regionale Maurizio Cinque, che ha ricordato il ruolo strategico del FEAMPA nel sostenere pescatori e imprese del settore ittico, evidenziando l’importanza degli investimenti rivolti alla sostenibilità ambientale, all’innovazione e alla valorizzazione delle risorse marine. Sono quindi seguite le relazioni tecniche degli esperti, prof. Emanuele D’Anza, dott.ssa Ornella Coco e avv. Stefano Sorriento, che hanno illustrato le diverse fasi operative del progetto: dalle attività di monitoraggio e identificazione della risorsa “cannolicchio” (Ensis minor) lungo la fascia costiera campana, fino alle analisi di laboratorio e agli aspetti tecnico-amministrativi indispensabili per la realizzazione degli interventi programmati. Le conclusioni sono state affidate all’Assessora alla Pesca e Acquacoltura della Regione Campania, avv.ta Fiorella Zabatta, che ha sottolineato il valore ambientale ed economico dell’iniziativa: “Intervenire oggi sul tema del cannolicchio significa parlare non soltanto di una risorsa economica importante per le nostre comunità costiere, ma anche di biodiversità, equilibrio degli ecosistemi marini e responsabilità nella gestione del mare. Il mare è una risorsa preziosa ma fragile: proteggerlo significa garantire un futuro al lavoro dei pescatori, alla qualità delle nostre acque e alla ricchezza biologica del Mediterraneo. Per questa ragione riteniamo fondamentale rafforzare i piani di gestione, basandoli su dati scientifici, monitoraggio costante e collaborazione tra istituzioni, mondo della ricerca e operatori del settore. In questo percorso assumono un ruolo strategico gli accordi di collaborazione finanziati attraverso il FEAMPA, che consentono di costruire reti territoriali, promuovere innovazione, sostenibilità e buone pratiche, oltre a sostenere progetti dedicati alla tutela della biodiversità marina e alla gestione responsabile delle risorse ittiche”. La tutela del mare non rappresenta un vincolo, ma un investimento sul futuro dei territori costieri e delle comunità che vivono di pesca. In quest’ottica, “MollusCA Blu” prosegue il secondo anno di attività incentivando le azioni mirate alla riattivazione produttiva dei banchi naturali attraverso l’impiego dell’attrezzo tradizionale denominato “cannellara”. Gli interventi interesseranno in particolare il Compartimento Marittimo di Napoli, comprendente i litorali di Napoli e Caserta, con l’obiettivo di rafforzare il ciclo biologico della specie e ripristinarne la presenza nei tratti costieri storicamente vocati alla pesca del cannolicchio.
di Redazione
13/05/2026 - 16:36
Presso la sala del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II sono stati presentati i risultati del primo anno di attività del progetto “MollusCA Blu”, cofinanziato nell’ambito del PN FEAMPA Campania 2021/2027 – Intervento Codice 111501 e promosso dal gruppo di ricerca Genenvet, in collaborazione con la Regione Campania – Direzione Generale Politiche Agricole, Alimentari e Forestali – e il CO.GE.MO. di Napoli, Consorzio di Gestione della Pesca dei Molluschi Bivalvi. Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del direttore del Dipartimento, Aniello Anastasio, che ha evidenziato il valore strategico della ricerca applicata e il ruolo fondamentale del medico veterinario nelle attività di monitoraggio ambientale e sicurezza alimentare, e del presidente del CO.GE.MO. di Napoli, Francesco D’Isanto. L’incontro, moderato dal prof. Vincenzo Peretti, responsabile scientifico del progetto, ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra istituzioni, mondo accademico e operatori del comparto ittico. Nel suo intervento, Peretti ha ringraziato gli operatori del CO.GE.MO. per la collaborazione e il contributo fornito alle attività sul campo, sottolineando come “MollusCA Blu” rappresenti un progetto pionieristico a livello regionale e nazionale, nato con l’obiettivo di migliorare la gestione sostenibile degli stock naturali, tutelare l’ecosistema marino, favorire il ripopolamento di Ensis minor nelle aree costiere tradizionalmente vocate e contribuire al rilancio economico della pesca locale. Di particolare rilievo anche l’intervento del dirigente regionale Maurizio Cinque, che ha ricordato il ruolo strategico del FEAMPA nel sostenere pescatori e imprese del settore ittico, evidenziando l’importanza degli investimenti rivolti alla sostenibilità ambientale, all’innovazione e alla valorizzazione delle risorse marine. Sono quindi seguite le relazioni tecniche degli esperti, prof. Emanuele D’Anza, dott.ssa Ornella Coco e avv. Stefano Sorriento, che hanno illustrato le diverse fasi operative del progetto: dalle attività di monitoraggio e identificazione della risorsa “cannolicchio” (Ensis minor) lungo la fascia costiera campana, fino alle analisi di laboratorio e agli aspetti tecnico-amministrativi indispensabili per la realizzazione degli interventi programmati. Le conclusioni sono state affidate all’Assessora alla Pesca e Acquacoltura della Regione Campania, avv.ta Fiorella Zabatta, che ha sottolineato il valore ambientale ed economico dell’iniziativa: “Intervenire oggi sul tema del cannolicchio significa parlare non soltanto di una risorsa economica importante per le nostre comunità costiere, ma anche di biodiversità, equilibrio degli ecosistemi marini e responsabilità nella gestione del mare. Il mare è una risorsa preziosa ma fragile: proteggerlo significa garantire un futuro al lavoro dei pescatori, alla qualità delle nostre acque e alla ricchezza biologica del Mediterraneo. Per questa ragione riteniamo fondamentale rafforzare i piani di gestione, basandoli su dati scientifici, monitoraggio costante e collaborazione tra istituzioni, mondo della ricerca e operatori del settore. In questo percorso assumono un ruolo strategico gli accordi di collaborazione finanziati attraverso il FEAMPA, che consentono di costruire reti territoriali, promuovere innovazione, sostenibilità e buone pratiche, oltre a sostenere progetti dedicati alla tutela della biodiversità marina e alla gestione responsabile delle risorse ittiche”. La tutela del mare non rappresenta un vincolo, ma un investimento sul futuro dei territori costieri e delle comunità che vivono di pesca. In quest’ottica, “MollusCA Blu” prosegue il secondo anno di attività incentivando le azioni mirate alla riattivazione produttiva dei banchi naturali attraverso l’impiego dell’attrezzo tradizionale denominato “cannellara”. Gli interventi interesseranno in particolare il Compartimento Marittimo di Napoli, comprendente i litorali di Napoli e Caserta, con l’obiettivo di rafforzare il ciclo biologico della specie e ripristinarne la presenza nei tratti costieri storicamente vocati alla pesca del cannolicchio.