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Pallamano: Qualificazioni Europei 2026, l'Italia femminile trionfa 36-20 nel ritorno con la Bosnia
08.03.2026 22:31 di Napoli Magazine
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Serviva una reazione, è arrivata puntuale. L’Italia domina la Bosnia Erzegovina nella quarta giornata del Gruppo 2 di qualificazione agli EHF EURO 2026, al Pala Giovanni Paolo II di Pescara s’impone con un netto 36-20 (p.t. 16-8) e ribalta la sconfitta di giovedì scorso a Cazin (28-25). È una vittoria che vale tanto per il morale, ma ancora di più per la classifica: girata in proprio favore la differenza reti nello scontro diretto, la Nazionale è sicura del terzo posto che le permetterà di arrivare ad aprile, alle gare contro Olanda e Svizzera, con le chances ancora intatte di accedere alla fase finale del torneo continentale.

LA PARTITA. Il DT Alfredo Rodriguez conferma le azzurre già impiegate a Cazin, con l’unica novità dell’ingresso in lista dell’ala sinistra Chiara Ferrara per l’infortunata Serena Eghianruwa. L’Italia inizia con Cabrini fra i pali, Gozzi e Podda sulle ali, la linea dei terzini formata da Bernabei, Dalla Costa e Manojlovic, Squizziato come pivot.

L’avvio è prepotente: 7-3 dopo 10’ con Ramona Manojlovic autentica mattatrice dell’attacco italiano. Il terzino della Nazionale chiuderà con 10 realizzazioni, top scorer ed MVP della serata in condivisione con Maddalena Cabrini, autentico baluardo fra i pali. L’11-7 di Džakmic, la migliore tra le bosniache, è il momento di maggiore contatto nella prima frazione perché poco dopo, al 25’, le azzurre aprono il break (5-1) che fissa il punteggio sul 16-8. Difesa solida, attacco efficiente sono le armi su cui si fonda l’accelerazione di Dalla Costa e compagne, preludio ad una ripresa con pochi sussulti e molti sorrisi. Le parate di Cabrini – e poi anche di Francesca Luchin subentrata al 45’ – propiziano i molteplici contropiedi italiani. Anche l’impatto di Asia Mangone è dirompente: la mancina emiliana fa male in penetrazione, è suo il 25-15 al 49’. La prova di squadra si concretizza nello score dell’incontro, con 13 giocatrici su 16 a segno. Tra loro anche le giovanissime Falser e Giliberto. L’Italia può festeggiare con il pubblico di Pescara: il 36-20, prima vittoria contro la Bosnia Erzegovina dal 2002 a oggi, certifica il terzo posto nel Gruppo 2.

Alfredo Rodriguez, DT della Nazionale: «Penso che abbiamo giocato una grandissima partita, con grande concertazione sui compiti che la squadra aveva soprattutto a livello difensivo. Questo ci ha permesso di giocare in modo veloce e di sfruttare le situazioni di contropiede. C’è stato spazio per tutte le giocatrici del roster e credo che si sia vista quella proattività in difesa che credo debba caratterizzare lo stile di gioco italiano. Tutti eravamo delusi dalla sconfitta in Bosnia, ma qualche incidente di percorso è normale e la partita persa giovedì era esaattamente questo. Oggi dovevamo dimostrare la nostra superiorità e lo abbiamo fatto contro un’avversaria che rispettiamo, ma alla quale abbiamo sempre creduto di essere superiori. Per me, ripeto, era davvero importante dimostrare il carattere, lo stile italiano e un approccio vincente. La Svizzera? Le partite di aprile saranno molto diverse da queste e saranno ancora una volta un modo per misurarci con un livello di pallamano molto alto. Noi abbiamo bisogno di crescere su tutti i fronti, soprattutto su quello fisico, ma credo che abbiamo tutte le possibilità di fare un grande lavoro e poi vedremo il risultato».

Ora, acquisita la certezza del terzo posto, l’Italia si giocherà tutte le chances di qualificazione nelle due partite di aprile contro l’Olanda, il 9 aprile a San Giugliano in Campania, e in ultimo contro la Svizzera nella sesta giornata del 12 aprile a Zurigo.

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Pallamano: Qualificazioni Europei 2026, l'Italia femminile trionfa 36-20 nel ritorno con la Bosnia

di Redazione

08/03/2026 - 22:31

Serviva una reazione, è arrivata puntuale. L’Italia domina la Bosnia Erzegovina nella quarta giornata del Gruppo 2 di qualificazione agli EHF EURO 2026, al Pala Giovanni Paolo II di Pescara s’impone con un netto 36-20 (p.t. 16-8) e ribalta la sconfitta di giovedì scorso a Cazin (28-25). È una vittoria che vale tanto per il morale, ma ancora di più per la classifica: girata in proprio favore la differenza reti nello scontro diretto, la Nazionale è sicura del terzo posto che le permetterà di arrivare ad aprile, alle gare contro Olanda e Svizzera, con le chances ancora intatte di accedere alla fase finale del torneo continentale.

LA PARTITA. Il DT Alfredo Rodriguez conferma le azzurre già impiegate a Cazin, con l’unica novità dell’ingresso in lista dell’ala sinistra Chiara Ferrara per l’infortunata Serena Eghianruwa. L’Italia inizia con Cabrini fra i pali, Gozzi e Podda sulle ali, la linea dei terzini formata da Bernabei, Dalla Costa e Manojlovic, Squizziato come pivot.

L’avvio è prepotente: 7-3 dopo 10’ con Ramona Manojlovic autentica mattatrice dell’attacco italiano. Il terzino della Nazionale chiuderà con 10 realizzazioni, top scorer ed MVP della serata in condivisione con Maddalena Cabrini, autentico baluardo fra i pali. L’11-7 di Džakmic, la migliore tra le bosniache, è il momento di maggiore contatto nella prima frazione perché poco dopo, al 25’, le azzurre aprono il break (5-1) che fissa il punteggio sul 16-8. Difesa solida, attacco efficiente sono le armi su cui si fonda l’accelerazione di Dalla Costa e compagne, preludio ad una ripresa con pochi sussulti e molti sorrisi. Le parate di Cabrini – e poi anche di Francesca Luchin subentrata al 45’ – propiziano i molteplici contropiedi italiani. Anche l’impatto di Asia Mangone è dirompente: la mancina emiliana fa male in penetrazione, è suo il 25-15 al 49’. La prova di squadra si concretizza nello score dell’incontro, con 13 giocatrici su 16 a segno. Tra loro anche le giovanissime Falser e Giliberto. L’Italia può festeggiare con il pubblico di Pescara: il 36-20, prima vittoria contro la Bosnia Erzegovina dal 2002 a oggi, certifica il terzo posto nel Gruppo 2.

Alfredo Rodriguez, DT della Nazionale: «Penso che abbiamo giocato una grandissima partita, con grande concertazione sui compiti che la squadra aveva soprattutto a livello difensivo. Questo ci ha permesso di giocare in modo veloce e di sfruttare le situazioni di contropiede. C’è stato spazio per tutte le giocatrici del roster e credo che si sia vista quella proattività in difesa che credo debba caratterizzare lo stile di gioco italiano. Tutti eravamo delusi dalla sconfitta in Bosnia, ma qualche incidente di percorso è normale e la partita persa giovedì era esaattamente questo. Oggi dovevamo dimostrare la nostra superiorità e lo abbiamo fatto contro un’avversaria che rispettiamo, ma alla quale abbiamo sempre creduto di essere superiori. Per me, ripeto, era davvero importante dimostrare il carattere, lo stile italiano e un approccio vincente. La Svizzera? Le partite di aprile saranno molto diverse da queste e saranno ancora una volta un modo per misurarci con un livello di pallamano molto alto. Noi abbiamo bisogno di crescere su tutti i fronti, soprattutto su quello fisico, ma credo che abbiamo tutte le possibilità di fare un grande lavoro e poi vedremo il risultato».

Ora, acquisita la certezza del terzo posto, l’Italia si giocherà tutte le chances di qualificazione nelle due partite di aprile contro l’Olanda, il 9 aprile a San Giugliano in Campania, e in ultimo contro la Svizzera nella sesta giornata del 12 aprile a Zurigo.