"Siamo pronti ad ospitare giovani e famiglie che soffrono le conseguenze del terremoto". L'Abate di Montevergine, in provincia di Avellino, dom Riccardo Luca Guariglia, pronto ad accogliere gli sfollati dei Campi Flegrei, mettendo a loro disposizione 50-60 posti letto ricavati nella foresteria del santuario. Monsignor Guariglia ha lanciato l'invito in una conversazione telefonica con il vescovo di Pozzuoli-Ischia, monsignor Carlo Villano. In particolare, l'invito è rivolto alle comunità parrocchiali e, attraverso queste, alle famiglie in condizioni economiche disagiate che più di altre stanno soffrendo l'emergenza di questi giorni. La diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia, guidata da monsignor Sergio Melillo, sta invece raccogliendo beni di prima necessità destinati attraverso la Protezione Civile e la Caritas, alle comunità colpite dal terremoto di venerdì scorso. Numerosi sindaci irpini, a cominciare da quello di Avellino, Nello Pizza, si sono detti disponibili a dare un alloggio ad una parte dei circa trecento sfollati.
di Redazione
03/08/2026 - 16:40
"Siamo pronti ad ospitare giovani e famiglie che soffrono le conseguenze del terremoto". L'Abate di Montevergine, in provincia di Avellino, dom Riccardo Luca Guariglia, pronto ad accogliere gli sfollati dei Campi Flegrei, mettendo a loro disposizione 50-60 posti letto ricavati nella foresteria del santuario. Monsignor Guariglia ha lanciato l'invito in una conversazione telefonica con il vescovo di Pozzuoli-Ischia, monsignor Carlo Villano. In particolare, l'invito è rivolto alle comunità parrocchiali e, attraverso queste, alle famiglie in condizioni economiche disagiate che più di altre stanno soffrendo l'emergenza di questi giorni. La diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia, guidata da monsignor Sergio Melillo, sta invece raccogliendo beni di prima necessità destinati attraverso la Protezione Civile e la Caritas, alle comunità colpite dal terremoto di venerdì scorso. Numerosi sindaci irpini, a cominciare da quello di Avellino, Nello Pizza, si sono detti disponibili a dare un alloggio ad una parte dei circa trecento sfollati.