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LA PREMIER - Caro energia, Meloni: "Non possiamo dire ai cittadini che i soldi ci sono solo per la difesa"
28.05.2026 12:42 di Napoli Magazine
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"Il governo sta facendo e farà tutto quello che può e deve per combattere le conseguenze delle crisi internazionali che stiamo vivendo". È questo il messaggio che la premier Giorgia Meloni, ospite di Mattino Cinque su Canale 5, ha rivolto ai cittadini italiani. Un impegno a cui ha fatto seguito una promessa: "I provvedimenti del governo in arrivo per scongiurare gli effetti della crisi saranno sempre puntuali. Del resto è quello che abbiamo fatto dall'inizio". Su Modena e il terrorismo, la presidente del Consiglio è stata più attendista: "Le ipotesi sul tavolo al momento sono diverse, bisogna andare in fondo. Ma al di là di questi fatti drammatici, l'integralismo islamico è un pericolo reale".

Nella prima parte dell'intervista, Meloni si è soffermata sul caro carburante: "Il costo del carburante in Italia è cresciuto sensibilmente meno di quanto non sia accaduto per esempio in Francia o in Germania". Un punto di orgoglio per la premier: "Il taglio delle accise sui carburanti è stato un modo per impedire che esplodesse l'aumento dei prezzi". La situazione però è ben lontana dall'essere risolta, anche perché si tratta di una crisi globale che è impensabile sia affrontata e debellata da un Paese in solitaria: "Non possiamo pensare che i singoli governi siano in grado di rispondere con gli strumenti ordinari". Proprio per questo la premier Giorgia Meloni ha insistito sulla necessità di un intervento a livello europeo: "L'Italia ha chiesto alla Commissione europea l'estensione di una flessibilità già concessa per le spese in sicurezza e difesa", ha detto in riferimento alla sospensione del Patto di stabilità come misura straordinaria per affrontare il momento delicato. 

 Con Bruxelles, ha ammesso la premier, "c'è un'interlocuzione in corso, chiaramente rispetto allo scenario noi lavoriamo perché si trovi un accordo e il prima possibile si possa tornare alla normalità. Siamo molto impegnati, soprattutto a livello diplomatico su questo obiettivo. Non possiamo dire ai cittadini che i soldi ci sono solo per la difesa, e lo dico da persona che sostiene con forza la necessità che Italia ed Europa facciano di più per difendersi". Anche perché, ha aggiunto Meloni: "Quando chiedi a qualcun altro di occuparsi della tua difesa, poi lo paghi". Oltre alle misure d'emergenza, che possono tamponare la situazione, il governo pensa anche a soluzioni più stabili e di lungo periodo. "Qualche decennio fa questa nazione ha deciso di rinunciare all'energia nucleare e lo abbiamo pagato", ha ricordato la premier. "Oggi questo governo ha avuto il coraggio di riaprire questo capitolo e di riaprire la produzione dell'energia nucleare in Italia. Un modo veloce, sicuro, pulito ed efficace per tutti i prezzi e per garantire quell'energia che serve a un paese manifatturiero importante come l'Italia molto esposto a crisi come quelle che stiamo vivendo".

Breve il capitolo politico, in cui Giorgia Meloni si è soffermata più che altro sulla tenuta del governo: "L'opposizione ci scommette da prima che ci insediassimo, ci dava per spacciati dopo 6 mesi e siamo diventati uno dei governi più longevi d'Italia". Poi la spallata sarcastica: "Sui pronostici la sinistra non è fortissima, se guardiamo anche il voto di Venezia", riferendosi alla vittoria di lunedì del candidato sindaco di centrodestra Simone Venturini, dato sfavorito dai sondaggi fino all'ultimo. Sulla durata del governo, che si avvicina di giorno in giorno al primato di giorni in carica, ha aggiunto: "Non è una questione di record, ma abbiamo visto come la stabilità e la continuità producano dei risultati in termini di credibilità, di alleanze, di investimenti che puoi attrarre. Spero che in ogni caso possa essere normalità conquistata capace di rimanere. Farò del mio meglio perché questa nazione sia stabile anche dopo le prossime elezioni, al di là di quello che succederà".

Da ultimo il capitolo immigrazione e integrazione, anche alla luce dei fatti di Modena. Sul caso specifico la premier non si è espressa: "Sono varie le opzioni, dal disagio psichiatrico all'attentato terroristico. Serve fare piena luce". Ma il pericolo dell'integralismo islamico, che per Giorgia Meloni è "reale", è uno dei motivi della politica anti-illegali del governo: "Stando al numero degli sbarchi quest'anno, sta dando risultati importanti, ed è la ragione della nostra politica di rafforzamento dei presidi di sicurezza. Bisogna continuare a tenere molto alta l'attenzione sul fenomeno (dell'integralismo), non dobbiamo abbassare la guardia".

Sul tema però, ha aggiunto Meloni, il governo da anni accusa le resistenze di "chi deve far rispettare quella legge", che addirittura sarebbe arrivato a "mettere in discussione" quelle stesse norme. "Abbiamo avuto tanti casi in cui non si rema nella stessa direzione e questo rallenta la capacità che noi abbiamo di dare delle risposte", ha concluso. "Saremmo più veloci se ci fosse questa spinta". Sia dalla parte della magistratura che da parte dell'opposizione politica.

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LA PREMIER - Caro energia, Meloni: "Non possiamo dire ai cittadini che i soldi ci sono solo per la difesa"

di Redazione

28/05/2026 - 12:42

"Il governo sta facendo e farà tutto quello che può e deve per combattere le conseguenze delle crisi internazionali che stiamo vivendo". È questo il messaggio che la premier Giorgia Meloni, ospite di Mattino Cinque su Canale 5, ha rivolto ai cittadini italiani. Un impegno a cui ha fatto seguito una promessa: "I provvedimenti del governo in arrivo per scongiurare gli effetti della crisi saranno sempre puntuali. Del resto è quello che abbiamo fatto dall'inizio". Su Modena e il terrorismo, la presidente del Consiglio è stata più attendista: "Le ipotesi sul tavolo al momento sono diverse, bisogna andare in fondo. Ma al di là di questi fatti drammatici, l'integralismo islamico è un pericolo reale".

Nella prima parte dell'intervista, Meloni si è soffermata sul caro carburante: "Il costo del carburante in Italia è cresciuto sensibilmente meno di quanto non sia accaduto per esempio in Francia o in Germania". Un punto di orgoglio per la premier: "Il taglio delle accise sui carburanti è stato un modo per impedire che esplodesse l'aumento dei prezzi". La situazione però è ben lontana dall'essere risolta, anche perché si tratta di una crisi globale che è impensabile sia affrontata e debellata da un Paese in solitaria: "Non possiamo pensare che i singoli governi siano in grado di rispondere con gli strumenti ordinari". Proprio per questo la premier Giorgia Meloni ha insistito sulla necessità di un intervento a livello europeo: "L'Italia ha chiesto alla Commissione europea l'estensione di una flessibilità già concessa per le spese in sicurezza e difesa", ha detto in riferimento alla sospensione del Patto di stabilità come misura straordinaria per affrontare il momento delicato. 

 Con Bruxelles, ha ammesso la premier, "c'è un'interlocuzione in corso, chiaramente rispetto allo scenario noi lavoriamo perché si trovi un accordo e il prima possibile si possa tornare alla normalità. Siamo molto impegnati, soprattutto a livello diplomatico su questo obiettivo. Non possiamo dire ai cittadini che i soldi ci sono solo per la difesa, e lo dico da persona che sostiene con forza la necessità che Italia ed Europa facciano di più per difendersi". Anche perché, ha aggiunto Meloni: "Quando chiedi a qualcun altro di occuparsi della tua difesa, poi lo paghi". Oltre alle misure d'emergenza, che possono tamponare la situazione, il governo pensa anche a soluzioni più stabili e di lungo periodo. "Qualche decennio fa questa nazione ha deciso di rinunciare all'energia nucleare e lo abbiamo pagato", ha ricordato la premier. "Oggi questo governo ha avuto il coraggio di riaprire questo capitolo e di riaprire la produzione dell'energia nucleare in Italia. Un modo veloce, sicuro, pulito ed efficace per tutti i prezzi e per garantire quell'energia che serve a un paese manifatturiero importante come l'Italia molto esposto a crisi come quelle che stiamo vivendo".

Breve il capitolo politico, in cui Giorgia Meloni si è soffermata più che altro sulla tenuta del governo: "L'opposizione ci scommette da prima che ci insediassimo, ci dava per spacciati dopo 6 mesi e siamo diventati uno dei governi più longevi d'Italia". Poi la spallata sarcastica: "Sui pronostici la sinistra non è fortissima, se guardiamo anche il voto di Venezia", riferendosi alla vittoria di lunedì del candidato sindaco di centrodestra Simone Venturini, dato sfavorito dai sondaggi fino all'ultimo. Sulla durata del governo, che si avvicina di giorno in giorno al primato di giorni in carica, ha aggiunto: "Non è una questione di record, ma abbiamo visto come la stabilità e la continuità producano dei risultati in termini di credibilità, di alleanze, di investimenti che puoi attrarre. Spero che in ogni caso possa essere normalità conquistata capace di rimanere. Farò del mio meglio perché questa nazione sia stabile anche dopo le prossime elezioni, al di là di quello che succederà".

Da ultimo il capitolo immigrazione e integrazione, anche alla luce dei fatti di Modena. Sul caso specifico la premier non si è espressa: "Sono varie le opzioni, dal disagio psichiatrico all'attentato terroristico. Serve fare piena luce". Ma il pericolo dell'integralismo islamico, che per Giorgia Meloni è "reale", è uno dei motivi della politica anti-illegali del governo: "Stando al numero degli sbarchi quest'anno, sta dando risultati importanti, ed è la ragione della nostra politica di rafforzamento dei presidi di sicurezza. Bisogna continuare a tenere molto alta l'attenzione sul fenomeno (dell'integralismo), non dobbiamo abbassare la guardia".

Sul tema però, ha aggiunto Meloni, il governo da anni accusa le resistenze di "chi deve far rispettare quella legge", che addirittura sarebbe arrivato a "mettere in discussione" quelle stesse norme. "Abbiamo avuto tanti casi in cui non si rema nella stessa direzione e questo rallenta la capacità che noi abbiamo di dare delle risposte", ha concluso. "Saremmo più veloci se ci fosse questa spinta". Sia dalla parte della magistratura che da parte dell'opposizione politica.