"Si protrarranno fino a sera i colloqui tra Andrea Sempio e la nostra psicologa, psicoterapeuta e criminologa, volti a tratteggiarne la personalità. Sarà utile da contrapporre o eventualmente accompagnare quella fatta dai Racis", il Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche a cui si è rivolto l'accusa. L'avvocato Liborio Cataliotti spiega così, in un video, i motivi per cui Sempio si trova da ieri a Roma, come anticipato dal Messaggero. "Abbiamo recuperato tutto il materiale probatorio, documentale e informatico, e lo abbiamo distribuito tra i nostri vari consulenti", aggiunge precisando che questi ultimi sono al lavoro su cinque consulenze.
Le consulenze, spiega l'avvocato Cataliotti, saranno "una medico-legale, per determinare le cause e il tempo del decesso, una antropometrica, per verificare se le impronte possono collimare con le dimensioni del piede di Andrea Sempio".
Un'altra ancora "sarà volta a ripulire i poco comprensibili e difficilmente ascoltabili audio delle intercettazioni, una sarà una replica alla Bpa", ovvero l'analisi delle tracce ematiche sulla scena del crimine per ricostruire la dinamica del delitto, "una sarà un supplemento di perizia dattiloscopia sulla impronta 33 e soprattutto sui rapporti con l'impronta 45".
"Prima di avere ultimato questo lavoro, che ai nostri consulenti richiederà circa due settimane - ricordo che abbiamo venti giorni dalla chiusura delle indagini per ultimare il lavoro - scusateci ma non rilasceremo altre dichiarazioni - conclude Cataliotti - perché sarebbero fondate su una lettura frammentaria del fascicolo che, anche per quanto riguarda le indagini tradizionali è molto corposo".
Per la Procura di Pavia, Andrea Sempio non sarebbe passato per caso, dopo aver "notato la presenza di un'ambulanza e di diverse persone", come mise a verbale, in via Pascoli a Garlasco, davanti alla villetta dei Poggi, nel pomeriggio del 13 agosto 2007, dopo che in mattinata Chiara era stata uccisa, per l'accusa, dal commesso allora 19enne. Di quel suo passaggio davanti all'abitazione nei mesi scorsi erano riemerse anche alcune foto. Negli atti gli inquirenti, riportando pure delle piantine della zona, scrivono che "non si capisce per quale motivo" Sempio in auto col padre, dopo le ore 15 di quel giorno, passando da casa della nonna del ragazzo a quella familiare, "avrebbe dovuto transitare all'altezza di via Pascoli", dato che non era lungo il percorso, anzi si trovava "esattamente nella direzione opposta". In un verbale del 2008 il giovane aveva dichiarato che "nel transitare per via Pavia giunti all'altezza di via Pascoli, notavo la presenza di un'ambulanza e delle persone". Sempre per i pm, però, non è "verosimile che dal breve tratto di via Pavia, percorso dall'indagato e dal padre, fossero visibili le persone presenti in via Pascoli, considerata la distanza e la presenza di due rotatorie". La versione di Sempio, anche su questo punto, dunque, per l'accusa è "palesemente inverosimile". Il ragazzo, tra l'altro, nel 2008 aveva raccontato di essersi "recato nuovamente in via Pascoli per curiosità verso le 16 da solo". E che aveva saputo da una giornalista che "era stata trovata morta una ragazza all'interno della propria abitazione" e qualcuno dei presenti aveva fatto il nome di Chiara Poggi. Poi, era tornato a casa e più tardi era andato ancora là in via Pascoli col padre.
Per andare alla ricerca di "tracce del passato" di Andrea Sempio, che lui avrebbe cancellato, la Procura di Pavia, nella nuova indagine sull'omicidio di Chiara Poggi chiusa di recente, ha attivato persino una "rogatoria" negli Usa nel giugno 2025 per "ottenere ulteriori informazioni presso Meta" e con l'intento di recuperare i contenuti del profilo Facebook che il commesso chiuse a fine febbraio 2017, dopo l'interrogatorio nella prima indagine che finì con una archiviazione. La rogatoria, però, spiegano i pm negli atti, "non ha consentito di riempire il vuoto informativo pregresso". Gli inquirenti danno conto della "singolare circostanza" che Sempio, perquisito nel maggio 2025, non aveva "computer fissi o portatili". Per l'accusa, avrebbe distrutto "materiale documentale" e si sarebbe disfatto di "dispositivi informatici" e memorie dopo la "emersione della prima indagine". Poi, parlano anche della "cancellazione" di altre "tracce", ossia della "chiusura del profilo Facebook dal quale l'agenzia investigativa Skp", che lavorava per la difesa di Alberto Stasi, aveva "tratto le pubblicazioni di Sempio in corrispondenza dei principali snodi del processo" a carico dell'ex bocconiano. Sempio, dopo l'interrogatorio del 27 febbraio 2017 in cui i pm gli avevano contestato anche alcuni post su Fb, "attivava un nuovo profilo tutt'ora in uso, non rendendo più accessibile il precedente". Tuttavia, la rogatoria negli Stati Uniti non ha avuto successo. Ad ogni modo, come già emerso, attraverso le analisi delle ricerche web sui telefoni e di agende, quaderni e appunti, gli investigatori hanno tracciato il profilo di Sempio, come di una persona ossessionata dalla violenza e dal sesso "non consenziente". E che non menziona mai "l'omicidio" di Chiara Poggi e "raramente" anche la prima indagine.
di Redazione
12/05/2026 - 19:02
"Si protrarranno fino a sera i colloqui tra Andrea Sempio e la nostra psicologa, psicoterapeuta e criminologa, volti a tratteggiarne la personalità. Sarà utile da contrapporre o eventualmente accompagnare quella fatta dai Racis", il Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche a cui si è rivolto l'accusa. L'avvocato Liborio Cataliotti spiega così, in un video, i motivi per cui Sempio si trova da ieri a Roma, come anticipato dal Messaggero. "Abbiamo recuperato tutto il materiale probatorio, documentale e informatico, e lo abbiamo distribuito tra i nostri vari consulenti", aggiunge precisando che questi ultimi sono al lavoro su cinque consulenze.
Le consulenze, spiega l'avvocato Cataliotti, saranno "una medico-legale, per determinare le cause e il tempo del decesso, una antropometrica, per verificare se le impronte possono collimare con le dimensioni del piede di Andrea Sempio".
Un'altra ancora "sarà volta a ripulire i poco comprensibili e difficilmente ascoltabili audio delle intercettazioni, una sarà una replica alla Bpa", ovvero l'analisi delle tracce ematiche sulla scena del crimine per ricostruire la dinamica del delitto, "una sarà un supplemento di perizia dattiloscopia sulla impronta 33 e soprattutto sui rapporti con l'impronta 45".
"Prima di avere ultimato questo lavoro, che ai nostri consulenti richiederà circa due settimane - ricordo che abbiamo venti giorni dalla chiusura delle indagini per ultimare il lavoro - scusateci ma non rilasceremo altre dichiarazioni - conclude Cataliotti - perché sarebbero fondate su una lettura frammentaria del fascicolo che, anche per quanto riguarda le indagini tradizionali è molto corposo".
Per la Procura di Pavia, Andrea Sempio non sarebbe passato per caso, dopo aver "notato la presenza di un'ambulanza e di diverse persone", come mise a verbale, in via Pascoli a Garlasco, davanti alla villetta dei Poggi, nel pomeriggio del 13 agosto 2007, dopo che in mattinata Chiara era stata uccisa, per l'accusa, dal commesso allora 19enne. Di quel suo passaggio davanti all'abitazione nei mesi scorsi erano riemerse anche alcune foto. Negli atti gli inquirenti, riportando pure delle piantine della zona, scrivono che "non si capisce per quale motivo" Sempio in auto col padre, dopo le ore 15 di quel giorno, passando da casa della nonna del ragazzo a quella familiare, "avrebbe dovuto transitare all'altezza di via Pascoli", dato che non era lungo il percorso, anzi si trovava "esattamente nella direzione opposta". In un verbale del 2008 il giovane aveva dichiarato che "nel transitare per via Pavia giunti all'altezza di via Pascoli, notavo la presenza di un'ambulanza e delle persone". Sempre per i pm, però, non è "verosimile che dal breve tratto di via Pavia, percorso dall'indagato e dal padre, fossero visibili le persone presenti in via Pascoli, considerata la distanza e la presenza di due rotatorie". La versione di Sempio, anche su questo punto, dunque, per l'accusa è "palesemente inverosimile". Il ragazzo, tra l'altro, nel 2008 aveva raccontato di essersi "recato nuovamente in via Pascoli per curiosità verso le 16 da solo". E che aveva saputo da una giornalista che "era stata trovata morta una ragazza all'interno della propria abitazione" e qualcuno dei presenti aveva fatto il nome di Chiara Poggi. Poi, era tornato a casa e più tardi era andato ancora là in via Pascoli col padre.
Per andare alla ricerca di "tracce del passato" di Andrea Sempio, che lui avrebbe cancellato, la Procura di Pavia, nella nuova indagine sull'omicidio di Chiara Poggi chiusa di recente, ha attivato persino una "rogatoria" negli Usa nel giugno 2025 per "ottenere ulteriori informazioni presso Meta" e con l'intento di recuperare i contenuti del profilo Facebook che il commesso chiuse a fine febbraio 2017, dopo l'interrogatorio nella prima indagine che finì con una archiviazione. La rogatoria, però, spiegano i pm negli atti, "non ha consentito di riempire il vuoto informativo pregresso". Gli inquirenti danno conto della "singolare circostanza" che Sempio, perquisito nel maggio 2025, non aveva "computer fissi o portatili". Per l'accusa, avrebbe distrutto "materiale documentale" e si sarebbe disfatto di "dispositivi informatici" e memorie dopo la "emersione della prima indagine". Poi, parlano anche della "cancellazione" di altre "tracce", ossia della "chiusura del profilo Facebook dal quale l'agenzia investigativa Skp", che lavorava per la difesa di Alberto Stasi, aveva "tratto le pubblicazioni di Sempio in corrispondenza dei principali snodi del processo" a carico dell'ex bocconiano. Sempio, dopo l'interrogatorio del 27 febbraio 2017 in cui i pm gli avevano contestato anche alcuni post su Fb, "attivava un nuovo profilo tutt'ora in uso, non rendendo più accessibile il precedente". Tuttavia, la rogatoria negli Stati Uniti non ha avuto successo. Ad ogni modo, come già emerso, attraverso le analisi delle ricerche web sui telefoni e di agende, quaderni e appunti, gli investigatori hanno tracciato il profilo di Sempio, come di una persona ossessionata dalla violenza e dal sesso "non consenziente". E che non menziona mai "l'omicidio" di Chiara Poggi e "raramente" anche la prima indagine.