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NEWS - Golfo di Napoli, Greenpeace e Blue Marine Foundation documentano lo stato della "barriera corallina del Mediterraneo" per chiederne una protezione efficace
22.07.2026 12:33 di Napoli Magazine
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Nel mese di luglio i sub di Greenpeace Italia e Blue Marine Foundation si sono immersi nelle acque del Golfo di Napoli insieme a due ricercatori guidati dal DISTAV dell’Università di Genova per studiare e documentare la straordinaria biodiversità del Banco di Santa Croce, in cui è presente un ricco habitat di coralligeno considerato “la barriera corallina del Mediterraneo”. I dati raccolti serviranno a sostenere l’inserimento di questa importante zona ecologica nella proposta di ampliamento e rizonazione dell'Area Marina Protetta di Punta Campanella. L’immersione ha permesso di osservare un’abbondante presenza di pesci, tra cui dentici, cernie e aquile di mare, e una vasta popolazione di gorgonie rosse (Paramuricea clavata) e gialle (Eunicella cavolinii) in buone condizioni di salute. Inoltre sono presenti molte colonie di corallo nero (Savalia savaglia), piuttosto rare nei nostri mari. Tuttavia, nella porzione sud orientale del banco è evidente la proliferazione di mucillagini bentoniche, fenomeno ormai diffuso in Mediterraneo. Queste formazioni, causate da condizioni ambientali alterate, ricoprono il fondale soffocando gli organismi e degradando la qualità dell’habitat.

«Il Banco di Santa Croce è un autentico scrigno di biodiversità nel cuore del Golfo di Napoli e ospita uno degli habitat più preziosi del Mediterraneo, il coralligeno. Sebbene l'area goda già di una forma di protezione come Zona di Tutela Biologica (ZTB), includerla nell'Area Marina Protetta di Punta Campanella significherebbe rafforzare concretamente la sua protezione e garantire una gestione più efficace di questo patrimonio naturale, oggi sempre più esposto alle pressioni delle attività umane, tra cui l’eccessivo traffico di imbarcazioni», dichiara Valentina Di Miccoli, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia.

L’attività fa parte del progetto “AMPower” promosso da Greenpeace Italia e Blue Marine Foundation, che unisce ricerca scientifica, dialogo con le istituzioni e coinvolgimento delle comunità locali per rafforzare la tutela del mare e contribuire a proteggere almeno il 30% dei mari italiani entro il 2030. Il progetto coinvolge attualmente sei Aree Marine Protette italiane (AMP) che hanno presentato progetti di ampliamento o che hanno in gestione dei siti della rete Natura 2000, per aumentare la superficie di mare protetto nel nostro Paese e promuoverne una corretta gestione. Oltre a Punta Campanella, le Aree Marine Protette coinvolte sono: Asinara (Sardegna), Bergeggi (Liguria), Torre Guaceto (Puglia), Porto Cesareo (Puglia) e Ventotene (Lazio). 

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NEWS - Golfo di Napoli, Greenpeace e Blue Marine Foundation documentano lo stato della "barriera corallina del Mediterraneo" per chiederne una protezione efficace

di Redazione

22/07/2026 - 12:33

Nel mese di luglio i sub di Greenpeace Italia e Blue Marine Foundation si sono immersi nelle acque del Golfo di Napoli insieme a due ricercatori guidati dal DISTAV dell’Università di Genova per studiare e documentare la straordinaria biodiversità del Banco di Santa Croce, in cui è presente un ricco habitat di coralligeno considerato “la barriera corallina del Mediterraneo”. I dati raccolti serviranno a sostenere l’inserimento di questa importante zona ecologica nella proposta di ampliamento e rizonazione dell'Area Marina Protetta di Punta Campanella. L’immersione ha permesso di osservare un’abbondante presenza di pesci, tra cui dentici, cernie e aquile di mare, e una vasta popolazione di gorgonie rosse (Paramuricea clavata) e gialle (Eunicella cavolinii) in buone condizioni di salute. Inoltre sono presenti molte colonie di corallo nero (Savalia savaglia), piuttosto rare nei nostri mari. Tuttavia, nella porzione sud orientale del banco è evidente la proliferazione di mucillagini bentoniche, fenomeno ormai diffuso in Mediterraneo. Queste formazioni, causate da condizioni ambientali alterate, ricoprono il fondale soffocando gli organismi e degradando la qualità dell’habitat.

«Il Banco di Santa Croce è un autentico scrigno di biodiversità nel cuore del Golfo di Napoli e ospita uno degli habitat più preziosi del Mediterraneo, il coralligeno. Sebbene l'area goda già di una forma di protezione come Zona di Tutela Biologica (ZTB), includerla nell'Area Marina Protetta di Punta Campanella significherebbe rafforzare concretamente la sua protezione e garantire una gestione più efficace di questo patrimonio naturale, oggi sempre più esposto alle pressioni delle attività umane, tra cui l’eccessivo traffico di imbarcazioni», dichiara Valentina Di Miccoli, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia.

L’attività fa parte del progetto “AMPower” promosso da Greenpeace Italia e Blue Marine Foundation, che unisce ricerca scientifica, dialogo con le istituzioni e coinvolgimento delle comunità locali per rafforzare la tutela del mare e contribuire a proteggere almeno il 30% dei mari italiani entro il 2030. Il progetto coinvolge attualmente sei Aree Marine Protette italiane (AMP) che hanno presentato progetti di ampliamento o che hanno in gestione dei siti della rete Natura 2000, per aumentare la superficie di mare protetto nel nostro Paese e promuoverne una corretta gestione. Oltre a Punta Campanella, le Aree Marine Protette coinvolte sono: Asinara (Sardegna), Bergeggi (Liguria), Torre Guaceto (Puglia), Porto Cesareo (Puglia) e Ventotene (Lazio).