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Basket: Caserta in lutto per Oscar, omaggio davanti alla Reggia per "O rey do triple"
19.04.2026 13:01 di Napoli Magazine
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Caserta in lutto per la morte del cestista brasiliano Oscar, otto anni all'ombra della Reggia tra il 1982 e il 1990, in cui ha lasciato tanti ricordi sportivi - la squadra vinse una Coppa Italia nel 1988 - e soprattutto umani. Così sabato pomeriggio la Juvecaserta 2021 (in Serie B nazionale ma erede dello storico club in cui militò Oscar), squadra e staff, insieme a tanti tifosi e appassionati, si sono ritrovati a piazza Carlo di Borbone, davanti alla Reggia Vanvitelliana, per salutare "Mao Santa". È stato issato il vecchio striscione inneggiante a Oscar "o rey do triple", sono stati accesi fumogeni bianconeri, cantati cori nostalgici e noti tra i casertani ("Oscar mitraglia, è il grido di battaglia"); e poi tanti applausi per ricordare un cestista che ha posto le basi per far vincere lo scudetto a Caserta; era il 1991 quando l'allora Phonola Caserta conquistò il primo scudetto per una squadra del sud Italia, e Oscar se n'era andato l'anno prima lasciando un senso di grandezza e consapevolezza fondamentale. Avrebbe potuto giocare in Nba, ed invece ha preferito Caserta, la piccola città del Sud che nessuno conosce e in cui tutti mi dicevano "cosa vai a fare"; ma "quando sono andato via tutti conoscevano Caserta" disse quando lasciò la città.
E con un post su Facebook il Comune di Caserta ha ricordato Oscar, e quel 2016 in cui gli fu tributata la cittadinanza onoraria; "con il suo immenso talento - si legge - Oscar ha reso possibile la realizzazione di un sogno, facendo grande la Juvecaserta e portandola ai vertici del basket nazionale ed europeo. Oscar è rimasto sempre legato a Caserta, di cui nel 2016 è divenuto cittadino onorario. Un rapporto unico quello con la nostra città, con un popolo che lo ha amato sin dal primo giorno e che in lui ha trovato un simbolo di orgoglio e di riscatto. Di lui, oltre alle straordinarie qualità tecniche, abbiamo ammirato il grande spessore umano, che gli ha consentito di conquistare un'intera comunità".
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Basket: Caserta in lutto per Oscar, omaggio davanti alla Reggia per "O rey do triple"

di Redazione

19/04/2026 - 13:01

Caserta in lutto per la morte del cestista brasiliano Oscar, otto anni all'ombra della Reggia tra il 1982 e il 1990, in cui ha lasciato tanti ricordi sportivi - la squadra vinse una Coppa Italia nel 1988 - e soprattutto umani. Così sabato pomeriggio la Juvecaserta 2021 (in Serie B nazionale ma erede dello storico club in cui militò Oscar), squadra e staff, insieme a tanti tifosi e appassionati, si sono ritrovati a piazza Carlo di Borbone, davanti alla Reggia Vanvitelliana, per salutare "Mao Santa". È stato issato il vecchio striscione inneggiante a Oscar "o rey do triple", sono stati accesi fumogeni bianconeri, cantati cori nostalgici e noti tra i casertani ("Oscar mitraglia, è il grido di battaglia"); e poi tanti applausi per ricordare un cestista che ha posto le basi per far vincere lo scudetto a Caserta; era il 1991 quando l'allora Phonola Caserta conquistò il primo scudetto per una squadra del sud Italia, e Oscar se n'era andato l'anno prima lasciando un senso di grandezza e consapevolezza fondamentale. Avrebbe potuto giocare in Nba, ed invece ha preferito Caserta, la piccola città del Sud che nessuno conosce e in cui tutti mi dicevano "cosa vai a fare"; ma "quando sono andato via tutti conoscevano Caserta" disse quando lasciò la città.
E con un post su Facebook il Comune di Caserta ha ricordato Oscar, e quel 2016 in cui gli fu tributata la cittadinanza onoraria; "con il suo immenso talento - si legge - Oscar ha reso possibile la realizzazione di un sogno, facendo grande la Juvecaserta e portandola ai vertici del basket nazionale ed europeo. Oscar è rimasto sempre legato a Caserta, di cui nel 2016 è divenuto cittadino onorario. Un rapporto unico quello con la nostra città, con un popolo che lo ha amato sin dal primo giorno e che in lui ha trovato un simbolo di orgoglio e di riscatto. Di lui, oltre alle straordinarie qualità tecniche, abbiamo ammirato il grande spessore umano, che gli ha consentito di conquistare un'intera comunità".