Una tripla sulla sirena con la maglia della nazionale, per di più in semifinale di un Europeo Under 18. E non in uno schema provato e riprovato in allenamento, ma con l'estemporaneità in una frazione di secondo. Ovvero quello che ogni bambino sogna quando comincia a giocare a basket. Adesso quel sogno che ha portato sabato alla vittoria contro la Francia, per Edoardo Di Meo è diventato realta', fissato in un video virale sui social, anche oltre il successivo ko nella finalissima con la Slovenia. Oltre all'argento dei giovani talenti azzurri, di questo europeo rimane il gesto tecnico del canestro vincente allo scadere in semifinale, a lenire quel po' di amarezza per non esser saliti sul gradino piu' alto del podio. "Dico che il nostro è un argento vinto", racconta al telefono con l'ANSA il playmaker azzurro. Da poche ore è di nuovo a casa, poi 3-4 giorni di relax e di nuovo a Tortona per la nuova stagione. "Le ultime 72 ore sono state una centrifuga - prosegue Di Meo -. Prima la gioia immensa per la finale conquistata, poi l'amarezza per com'è finita e la notte difficile dopo il ko con la Slovenia. Ma già oggi stiamo realizzando quello che abbiamo fatto: un percorso unico e di crescita". Impossibile poi dimenticare quel canestro allo scadere. "Ci sono tantissimi video bellissimi ovunque - ci dice -. E' stata un'emozione incredibile: il pubblico che esulta, tutti in piedi, i miei compagni che mi abbracciano. E' un ricordo che non cancellerò mai. Era il mio sogno un tiro così, il sogno che ogni bambino ha quando inizia a giocare a basket". Colpisce poi l'esultanza: Edoardo resta fermo, impassibile, si lascia travolgere dai suoi compagni e poi fa il gesto del '3' rivolgendosi alla panchina. "Ero tesissimo - spiega parlando di quegli istanti -. Non son mai stato uno che esterna le emozioni o che esulta in modo eclatante, mi contengo sempre molto. In quel momento non mi sembrava vero, è stata una cosa emozionantissima. Sono stato fermo anche perché non mi aspettavo un boato del genere e mi sono goduto il casino. Poi ho guardato la panchina e ho fatto il gesto del '3' che mi è venuto spontaneo". Come spontaneo è stato lo schema. "Non era una rimessa provata, anzi era la prima volta che la facevamo - svela Di Meo -. Ma il timeout era disegnato così e quando siamo rientrati in campo abbiamo visto come erano disposti, quella rimessa era perfetta per far tirare me da libero, c'è stata grande lucidità da parte dei coach". C'è poi la tecnica individuale di un ragazzo di appena 18 anni che il prossimo anno finirà il liceo scientifico e poi proverà a fare l'università; nel frattempo oggi gioca a Tortona e vuole continuare a crescere, consapevole del fatto che il gap tra giovanili e senior è molto alto. "L'impatto è duro - dice -. Già quando ci siamo affacciati nella B2 lombarda, poi ho avuto la fortuna di fare l'aggregato in Serie A e ho capito che per arrivare a quel livello c'è un gap elevatissimo: c'è tutto un mondo che io sono molto curioso di raggiungere". Di certo il movimento degli 'azzurrini' lascia ben sperare: quella dell'under 18 è la quinta medaglia vinta dal settore giovanile maschile negli ultimi 4 anni. Nel 2023 c'era stato l'argento all'Europeo Under 16, nel 2024 l'argento al Mondiale Under 17, nel 2025 l'oro all'Europeo Under 20 e il bronzo all'Europeo Under 18. Facile prevedere che c'è ancora domani per il basket italiano. "Questo in particolare è un gruppo con un grande cuore, con voglia vincere - conclude Di Meo -. Il percorso che abbiamo fatto è veramente unico e di crescita. Per i prossimi anni non posso dire con certezza che vinceremo ancora, ma se giochiamo a questo livello faremo grandi tornei".
di Redazione
03/08/2026 - 16:30
Una tripla sulla sirena con la maglia della nazionale, per di più in semifinale di un Europeo Under 18. E non in uno schema provato e riprovato in allenamento, ma con l'estemporaneità in una frazione di secondo. Ovvero quello che ogni bambino sogna quando comincia a giocare a basket. Adesso quel sogno che ha portato sabato alla vittoria contro la Francia, per Edoardo Di Meo è diventato realta', fissato in un video virale sui social, anche oltre il successivo ko nella finalissima con la Slovenia. Oltre all'argento dei giovani talenti azzurri, di questo europeo rimane il gesto tecnico del canestro vincente allo scadere in semifinale, a lenire quel po' di amarezza per non esser saliti sul gradino piu' alto del podio. "Dico che il nostro è un argento vinto", racconta al telefono con l'ANSA il playmaker azzurro. Da poche ore è di nuovo a casa, poi 3-4 giorni di relax e di nuovo a Tortona per la nuova stagione. "Le ultime 72 ore sono state una centrifuga - prosegue Di Meo -. Prima la gioia immensa per la finale conquistata, poi l'amarezza per com'è finita e la notte difficile dopo il ko con la Slovenia. Ma già oggi stiamo realizzando quello che abbiamo fatto: un percorso unico e di crescita". Impossibile poi dimenticare quel canestro allo scadere. "Ci sono tantissimi video bellissimi ovunque - ci dice -. E' stata un'emozione incredibile: il pubblico che esulta, tutti in piedi, i miei compagni che mi abbracciano. E' un ricordo che non cancellerò mai. Era il mio sogno un tiro così, il sogno che ogni bambino ha quando inizia a giocare a basket". Colpisce poi l'esultanza: Edoardo resta fermo, impassibile, si lascia travolgere dai suoi compagni e poi fa il gesto del '3' rivolgendosi alla panchina. "Ero tesissimo - spiega parlando di quegli istanti -. Non son mai stato uno che esterna le emozioni o che esulta in modo eclatante, mi contengo sempre molto. In quel momento non mi sembrava vero, è stata una cosa emozionantissima. Sono stato fermo anche perché non mi aspettavo un boato del genere e mi sono goduto il casino. Poi ho guardato la panchina e ho fatto il gesto del '3' che mi è venuto spontaneo". Come spontaneo è stato lo schema. "Non era una rimessa provata, anzi era la prima volta che la facevamo - svela Di Meo -. Ma il timeout era disegnato così e quando siamo rientrati in campo abbiamo visto come erano disposti, quella rimessa era perfetta per far tirare me da libero, c'è stata grande lucidità da parte dei coach". C'è poi la tecnica individuale di un ragazzo di appena 18 anni che il prossimo anno finirà il liceo scientifico e poi proverà a fare l'università; nel frattempo oggi gioca a Tortona e vuole continuare a crescere, consapevole del fatto che il gap tra giovanili e senior è molto alto. "L'impatto è duro - dice -. Già quando ci siamo affacciati nella B2 lombarda, poi ho avuto la fortuna di fare l'aggregato in Serie A e ho capito che per arrivare a quel livello c'è un gap elevatissimo: c'è tutto un mondo che io sono molto curioso di raggiungere". Di certo il movimento degli 'azzurrini' lascia ben sperare: quella dell'under 18 è la quinta medaglia vinta dal settore giovanile maschile negli ultimi 4 anni. Nel 2023 c'era stato l'argento all'Europeo Under 16, nel 2024 l'argento al Mondiale Under 17, nel 2025 l'oro all'Europeo Under 20 e il bronzo all'Europeo Under 18. Facile prevedere che c'è ancora domani per il basket italiano. "Questo in particolare è un gruppo con un grande cuore, con voglia vincere - conclude Di Meo -. Il percorso che abbiamo fatto è veramente unico e di crescita. Per i prossimi anni non posso dire con certezza che vinceremo ancora, ma se giochiamo a questo livello faremo grandi tornei".