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BOSNIA - Il c.t. Barbarez: "Pazzesco qualificarsi al Mondiale contro l'Italia, ci abbiamo creduto"
05.06.2026 12:13 di Napoli Magazine
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"È davvero pazzesco. Qualificarsi e poi giocare in casa contro l'Italia è stato qualcosa di speciale. Ma noi come squadra ci abbiamo creduto. E le persone intorno a noi, l'intero Paese, erano in preda all'euforia. Lo sono ancora. È bellissimo vederlo". Ha risposto subito con fare emozionato al solo pensiero di prendere parte al Mondiale al posto degli Azzurri il ct della Bosnia ed Erzegovina, Sergej Barbarez, in un'intervista a Sky Sports DE.

"Regalare questa sensazione a un intero Paese è qualcosa di incredibile. Sono tutti schierati al nostro fianco. La gente non vede l'ora che arrivi questo Mondiale perché crede davvero in noi. Ovviamente anche noi crediamo in noi stessi. Ma vedere quei volti felici, ogni giorno in Bosnia, attraverso i social media o nelle videochiamate, è davvero qualcosa di speciale. Sono felicissimo di aver potuto fare la mia parte. Ci stiamo godendo questo momento, ma sappiamo anche che abbiamo del lavoro da fare. Abbiamo i nostri sogni, e questo è importante".

"Come descriverebbe il carattere della sua squadra?", gli ha domandato il giornalista. E il tecnico della Bosnia ha subito replicato: "Questo gruppo incarna esattamente ciò che ho vissuto da giocatore e che ora vivo da allenatore. La dinamica all'interno del gruppo, l'equilibrio: sono elementi importantissimi", ha assicurato. "Abbiamo giovani calciatori come Alajbegovic, che ha iniziato con noi a 17 anni e ora ne ha 18. Poi c'è Edin Dzeko, che ne ha più di 40. A loro si aggiungono giocatori intorno ai 30 anni, che fanno da guida. E poi molti ragazzi di 19, 20, 21 anni".

Ricordando un aspetto molto curioso della Nazionale dei dragoni: "Siamo quasi la squadra più giovane di questo Mondiale. Mi piace molto. I ragazzi sono orgogliosi. Hanno una voglia matta di farne parte, di giocare insieme ai loro idoli. Questo può anche essere complicato, ma da noi funziona meravigliosamente. I giovani hanno un grande rispetto per le stelle, ma allo stesso tempo vogliono sentirsi parte integrante della squadra. Ora come ora questo meccanismo funziona benissimo".

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BOSNIA - Il c.t. Barbarez: "Pazzesco qualificarsi al Mondiale contro l'Italia, ci abbiamo creduto"

di Redazione

05/06/2026 - 12:13

"È davvero pazzesco. Qualificarsi e poi giocare in casa contro l'Italia è stato qualcosa di speciale. Ma noi come squadra ci abbiamo creduto. E le persone intorno a noi, l'intero Paese, erano in preda all'euforia. Lo sono ancora. È bellissimo vederlo". Ha risposto subito con fare emozionato al solo pensiero di prendere parte al Mondiale al posto degli Azzurri il ct della Bosnia ed Erzegovina, Sergej Barbarez, in un'intervista a Sky Sports DE.

"Regalare questa sensazione a un intero Paese è qualcosa di incredibile. Sono tutti schierati al nostro fianco. La gente non vede l'ora che arrivi questo Mondiale perché crede davvero in noi. Ovviamente anche noi crediamo in noi stessi. Ma vedere quei volti felici, ogni giorno in Bosnia, attraverso i social media o nelle videochiamate, è davvero qualcosa di speciale. Sono felicissimo di aver potuto fare la mia parte. Ci stiamo godendo questo momento, ma sappiamo anche che abbiamo del lavoro da fare. Abbiamo i nostri sogni, e questo è importante".

"Come descriverebbe il carattere della sua squadra?", gli ha domandato il giornalista. E il tecnico della Bosnia ha subito replicato: "Questo gruppo incarna esattamente ciò che ho vissuto da giocatore e che ora vivo da allenatore. La dinamica all'interno del gruppo, l'equilibrio: sono elementi importantissimi", ha assicurato. "Abbiamo giovani calciatori come Alajbegovic, che ha iniziato con noi a 17 anni e ora ne ha 18. Poi c'è Edin Dzeko, che ne ha più di 40. A loro si aggiungono giocatori intorno ai 30 anni, che fanno da guida. E poi molti ragazzi di 19, 20, 21 anni".

Ricordando un aspetto molto curioso della Nazionale dei dragoni: "Siamo quasi la squadra più giovane di questo Mondiale. Mi piace molto. I ragazzi sono orgogliosi. Hanno una voglia matta di farne parte, di giocare insieme ai loro idoli. Questo può anche essere complicato, ma da noi funziona meravigliosamente. I giovani hanno un grande rispetto per le stelle, ma allo stesso tempo vogliono sentirsi parte integrante della squadra. Ora come ora questo meccanismo funziona benissimo".