Guido Angelozzi, direttore sportivo del Cagliari, ha rilasciato alcune dichiarazioni a DAZN, prima del match contro il Parma: "Cerchiamo sempre di fare la nostra partita per vincere. Siamo due squadre giovani e mi auguro che venga fuori una bella gara, poi vinca il migliore. Il modo di comunicare con i ragazzi? Da parte mia è rimasto più o meno lo stesso, perché cambiare alla mia età non è semplice. Però cerco di adeguarmi. Fabio è più giovane di me, io sono del ’71, quindi c’è una differenza generazionale. È molto bravo perché riesce a entrare nella testa dei calciatori: lui la chiama Generazione Z, quindi complimenti a lui. Io resto un po’ alle vecchie maniere, ma penso di riuscire comunque a farmi capire. Nelle ultime tre abbiamo fatto un punto, ma bisogna anche dire che stasera ci mancano sette titolari. Non è facile per l’allenatore e per la squadra mantenere sempre lo stesso livello di risultati quando hai tante assenze. Nelle scorse partite ci sono mancati sei o sette giocatori, ed è normale che questo incida. Inoltre, oggi abbiamo in rosa molti ragazzi dal 2005 in su: quando hai una squadra così giovane può capitare di non riuscire sempre a ottenere il risultato"
di Redazione
27/02/2026 - 20:42
Guido Angelozzi, direttore sportivo del Cagliari, ha rilasciato alcune dichiarazioni a DAZN, prima del match contro il Parma: "Cerchiamo sempre di fare la nostra partita per vincere. Siamo due squadre giovani e mi auguro che venga fuori una bella gara, poi vinca il migliore. Il modo di comunicare con i ragazzi? Da parte mia è rimasto più o meno lo stesso, perché cambiare alla mia età non è semplice. Però cerco di adeguarmi. Fabio è più giovane di me, io sono del ’71, quindi c’è una differenza generazionale. È molto bravo perché riesce a entrare nella testa dei calciatori: lui la chiama Generazione Z, quindi complimenti a lui. Io resto un po’ alle vecchie maniere, ma penso di riuscire comunque a farmi capire. Nelle ultime tre abbiamo fatto un punto, ma bisogna anche dire che stasera ci mancano sette titolari. Non è facile per l’allenatore e per la squadra mantenere sempre lo stesso livello di risultati quando hai tante assenze. Nelle scorse partite ci sono mancati sei o sette giocatori, ed è normale che questo incida. Inoltre, oggi abbiamo in rosa molti ragazzi dal 2005 in su: quando hai una squadra così giovane può capitare di non riuscire sempre a ottenere il risultato"