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IL DOPPIO EX - Pià: “Atalanta-Napoli partita intensa, Alisson e Giovane possono dire la loro"
19.02.2026 19:10 di Napoli Magazine
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“Alisson con i contromovimenti e con l’uno i contro uno veramente può essere l’arma in più. Tanti ragazzi quando arrivano in Europa hanno bisogno di capire le richieste del calcio europeo, anche quando vieni dal calcio portoghese - ha detto l’ex attaccante di Napoli e Atalanta e talent scout Inacio Pià a Radio Marte nel corso di Forza Napoli Sempre-  che è più lento di quello sudamericano. E’ del 2002, ha tutto il tempo per mostrare quanto vale in una piazza che ha tutto per metterlo in condizione di esplodere di nuovo. Alisson può imparare a fare le due fasi, in Italia l’allenatore ha bisogno della massima disponibilità ed il giocatore deve adattarsi perché in Serie A è fondamentale saper anche difendere, direi in generale nel calcio di oggi. Alisson e Giovane sono due giocatori importanti dal punto di vista tecnico. Alisson non ha paura dell’uno contro uno, Giovane è invece più utile dentro al campo, è creativo e vede la porta. Bisogna dar loro il tempo di inserirsi bene nell’ambiente Napoli, che passa spesso dall’esaltazione al dubbio. Bisogna trovare l’equilibrio giusto ma in prospettiva sono veramente giocatori che possono dire la loro a Napoli. Giovane è più una seconda punta, una punta centrale che può fare reparto da solo. Se può svariare su tutto il fronte d’attacco può far davvero male”. L’Atalanta in Champions ha avuto una partita non ai suoi soliti standard, il risultato col Borussia è giusto ma la Dea è viva: manca De Katelaere che è importante perchè è colui che ha maggiore talento. A Bergamo sarà un test importante sia per l’Atalanta che per il Napoli: la prima deve riprendersi dalla delusione Champions, la seconda deve restare attaccata alle prime posizioni. Sarà una partita intensa. In Europa c’è maggiore intensità, anche da parte delle “piccole” e questo fa la differenza, cosa che l’ultimo turno della Champions ha dimostrato in modo inequivocabile, ma non credo che il calcio italiano sia alla deriva. Credo il problema sia soprattutto l’intensità”. 

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IL DOPPIO EX - Pià: “Atalanta-Napoli partita intensa, Alisson e Giovane possono dire la loro"

di Redazione

19/02/2026 - 19:10

“Alisson con i contromovimenti e con l’uno i contro uno veramente può essere l’arma in più. Tanti ragazzi quando arrivano in Europa hanno bisogno di capire le richieste del calcio europeo, anche quando vieni dal calcio portoghese - ha detto l’ex attaccante di Napoli e Atalanta e talent scout Inacio Pià a Radio Marte nel corso di Forza Napoli Sempre-  che è più lento di quello sudamericano. E’ del 2002, ha tutto il tempo per mostrare quanto vale in una piazza che ha tutto per metterlo in condizione di esplodere di nuovo. Alisson può imparare a fare le due fasi, in Italia l’allenatore ha bisogno della massima disponibilità ed il giocatore deve adattarsi perché in Serie A è fondamentale saper anche difendere, direi in generale nel calcio di oggi. Alisson e Giovane sono due giocatori importanti dal punto di vista tecnico. Alisson non ha paura dell’uno contro uno, Giovane è invece più utile dentro al campo, è creativo e vede la porta. Bisogna dar loro il tempo di inserirsi bene nell’ambiente Napoli, che passa spesso dall’esaltazione al dubbio. Bisogna trovare l’equilibrio giusto ma in prospettiva sono veramente giocatori che possono dire la loro a Napoli. Giovane è più una seconda punta, una punta centrale che può fare reparto da solo. Se può svariare su tutto il fronte d’attacco può far davvero male”. L’Atalanta in Champions ha avuto una partita non ai suoi soliti standard, il risultato col Borussia è giusto ma la Dea è viva: manca De Katelaere che è importante perchè è colui che ha maggiore talento. A Bergamo sarà un test importante sia per l’Atalanta che per il Napoli: la prima deve riprendersi dalla delusione Champions, la seconda deve restare attaccata alle prime posizioni. Sarà una partita intensa. In Europa c’è maggiore intensità, anche da parte delle “piccole” e questo fa la differenza, cosa che l’ultimo turno della Champions ha dimostrato in modo inequivocabile, ma non credo che il calcio italiano sia alla deriva. Credo il problema sia soprattutto l’intensità”.