Il giornalista Carlo Alvino è intervenuto nel suo editoriale nel corso di 'Dillo ad Alvino' su Teleclub Italia: "Ma quale austerity? La garanzia del Napoli si chiama Aurelio De Laurentiis. Competitività e conti in ordine per continuare a vincere. Si fa un gran parlare di un Napoli destinato a ridimensionare budget e ambizioni. È una teoria che purtroppo circola, ma che ignora la realtà dei fatti e soprattutto la storia della presidenza De Laurentiis. Certamente il club opererà una revisione dei costi, intervenendo sull’età media e sugli ingaggi. Ingaggi che non rispettano i parametri di sostenibilità, anche in virtù delle nuove norme europee che impongono un rapporto ferreo tra fatturato e spese per il personale. Ma attenzione: oculatezza non è sinonimo di ritirata. La verità è che il vero motore del Napoli è la visione strategica di Aurelio De Laurentiis. La sua gestione ha già ampiamente dimostrato, tra scetticismo e contestazioni, di saper coniugare il successo sportivo con il rigore economico, ed è la sua capacità decisionale ad aver garantito al Napoli una stabilità che poche società in Italia possono vantare, permettendo al club di restare ai vertici a prescindere dai nomi in panchina. E vengo all’argomento del giorno. Certo, la presenza di un leader indiscusso come Antonio Conte era un valore aggiunto, ma il progetto Napoli non inizia con Conte né finisce con Conte. È l’impronta del presidente a fare la differenza. Far passare l’idea che senza un determinato allenatore, o con una gestione dei costi più attenta, il club perda competitività è fuorviante".
di Redazione
20/05/2026 - 21:52
Il giornalista Carlo Alvino è intervenuto nel suo editoriale nel corso di 'Dillo ad Alvino' su Teleclub Italia: "Ma quale austerity? La garanzia del Napoli si chiama Aurelio De Laurentiis. Competitività e conti in ordine per continuare a vincere. Si fa un gran parlare di un Napoli destinato a ridimensionare budget e ambizioni. È una teoria che purtroppo circola, ma che ignora la realtà dei fatti e soprattutto la storia della presidenza De Laurentiis. Certamente il club opererà una revisione dei costi, intervenendo sull’età media e sugli ingaggi. Ingaggi che non rispettano i parametri di sostenibilità, anche in virtù delle nuove norme europee che impongono un rapporto ferreo tra fatturato e spese per il personale. Ma attenzione: oculatezza non è sinonimo di ritirata. La verità è che il vero motore del Napoli è la visione strategica di Aurelio De Laurentiis. La sua gestione ha già ampiamente dimostrato, tra scetticismo e contestazioni, di saper coniugare il successo sportivo con il rigore economico, ed è la sua capacità decisionale ad aver garantito al Napoli una stabilità che poche società in Italia possono vantare, permettendo al club di restare ai vertici a prescindere dai nomi in panchina. E vengo all’argomento del giorno. Certo, la presenza di un leader indiscusso come Antonio Conte era un valore aggiunto, ma il progetto Napoli non inizia con Conte né finisce con Conte. È l’impronta del presidente a fare la differenza. Far passare l’idea che senza un determinato allenatore, o con una gestione dei costi più attenta, il club perda competitività è fuorviante".