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IL PARERE - Padovan: "Il Napoli ha giocato meglio dell’Inter e non meritava la sconfitta"
08.09.2026 22:56 di Napoli Magazine
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Nel corso del suo intervento, il giornalista Giancarlo Padovan ha analizzato le prospettive delle squadre italiane in Champions League, soffermandosi sulla sfida tra Napoli e Arsenal, sulla crescita mostrata dagli azzurri contro l’Inter e sul ruolo di Massimiliano Allegri.

"Champions League? Mi aspetto che le squadre italiane possano dimostrare di essere migliorate e di essere diventate più competitive anche a livello europeo. Credo che tutte abbiano le possibilità di entrare nelle prime ventiquattro e di superare la prima fase. Poi magari qualcuna potrà anche ambire alle prime otto. L’obiettivo deve essere quello di costruire un percorso migliore rispetto alla scorsa stagione, che per le italiane è stata piuttosto deludente. Naturalmente ogni partita va giocata e ci sono sempre delle difficoltà, ma penso che le nostre squadre possano fare un buon cammino.

Napoli-Arsenal? È una partita sicuramente molto difficile, soprattutto considerando le assenze e il momento particolare che sta attraversando il Napoli. Però la prestazione contro l’Inter è stata incoraggiante.

Per me il Napoli ha giocato meglio dell’Inter e non meritava certamente la sconfitta. Anguissa ha avuto un’occasione clamorosa che avrebbe potuto cambiare completamente l’andamento della partita. Se avesse segnato il 3-2, probabilmente la gara sarebbe finita in maniera diversa. Contro l’Inter abbiamo visto un buon calcio. Abbiamo visto un Napoli capace di attaccare e di cercare il gol anche quando si trova in vantaggio. La squadra non si è limitata a difendere, ha provato a giocare e ad andare nella metà campo avversaria. Negli ultimi venti minuti, purtroppo, il Napoli si è abbassato troppo e ha iniziato a difendere con un blocco eccessivamente basso. In quel momento ha subito la pressione dell’Inter e ha preso gol. Ma, al di là del risultato, abbiamo visto una squadra che ha qualità e che può mettere in difficoltà gli avversari.

Abbiamo visto anche alcuni giocatori ritrovati. Politano, per esempio, mi è sembrato un giocatore in crescita rispetto a quello che avevamo visto all’inizio della stagione. E poi dobbiamo ancora vedere un Napoli con De Bruyne stabilmente in campo. Probabilmente avremo questa possibilità contro l’Arsenal. Sono quindi segnali consolanti, anzi direi soprattutto incoraggianti. A Milano il Napoli ha giocato una buona partita, per certi aspetti ottima, ed è stato completamente diverso rispetto alla prestazione negativa contro il Como.

Allegri? Io sono tra quelli che inizialmente non si sono scaldati particolarmente per il suo arrivo. Anzi, ero piuttosto critico e pensavo che il Napoli potesse scegliere un allenatore diverso, soprattutto dopo un percorso importante con tecnici come Spalletti e Conte. Pensavo che potesse arrivare un allenatore meno speculatore. Però Allegri ha dimostrato di poter cambiare. Ha dimostrato di avere le caratteristiche per modificare il proprio modo di interpretare le partite e di capire che non esiste soltanto un tipo di calcio. Esistono altri modi di giocare e altri atteggiamenti. Credo che Allegri sappia perfettamente che Napoli rappresenti una delle sue ultime, se non l’ultima, grandi occasioni per rilanciarsi ai massimi livelli.

Per rilanciarsi bisogna vincere qualcosa. Lo ha detto anche lui quando è arrivato: bisogna conquistare un trofeo. Che sia il campionato o un’altra competizione, questo lo vedremo, ma una cosa è certa: il Napoli ha bisogno di vittorie. La città ha fame di vittorie ed è stata abituata a vincere negli ultimi anni, prima con Spalletti e poi con Conte. Per questo le aspettative nei confronti di Allegri sono molto alte. Allegri deve in qualche modo smentire anche se stesso e il suo passato, dimostrando di poter proporre qualcosa di diverso. A Milano, per tre quarti di partita, secondo me lo ha fatto. Poi è ricaduto in alcuni meccanismi più difensivi e la squadra si è abbassata troppo.

Il Napoli, però, non è stato perfetto nemmeno in fase difensiva. Di solito le squadre di Allegri sono molto solide e difficili da superare, mentre in questa occasione la difesa ha concesso qualcosa. Bisogna però essere onesti nell’analisi. Se Anguissa avesse segnato il gol del 3-2, probabilmente oggi parleremmo di una partita completamente diversa. Il Napoli ha creato tante occasioni e avrebbe avuto bisogno semplicemente di maggiore precisione e di maggiore cinismo. Non sarebbe stato giusto criticare Allegri dopo la partita contro l’Inter come era stato fatto dopo la sconfitta con il Como. Contro il Como la prestazione è stata negativa, mentre a Milano abbiamo visto una squadra capace di creare, di giocare e di mettere in difficoltà una delle formazioni più forti del campionato.

Gli errori tecnici? Allegri insiste molto su questo aspetto ed è giusto farlo. Nel calcio gli errori tecnici possono favorire o sfavorire una squadra e spesso determinano il risultato finale. A San Siro il Napoli ha avuto le occasioni per chiudere la partita e non è riuscito a sfruttarle.

Aziendalismo? È vero che Allegri viene visto come un allenatore molto vicino alle esigenze della società e lui stesso si è definito un aziendalista. Questo, agli occhi di alcuni tifosi, può sembrare un difetto, soprattutto dopo un mercato nel quale il Napoli è rimasto praticamente fermo. Io, però, credo che la gente debba anche capire la situazione economica. De Laurentiis ha speso tanto e forse questo è il momento di ridurre il disavanzo, di contenere le spese e di abbassare il costo degli ingaggi.

Ci sono momenti nei quali si può investire molto e altri nei quali bisogna fare scelte diverse. Allegri, in questo momento, è funzionale agli obiettivi del presidente e io non mi sento di criticarlo per questo. La sua è una scelta di realismo. Che senso avrebbe chiedere pubblicamente l’acquisto di Tizio o Caio se la società non può o non vuole spendere? Si creerebbe soltanto una frizione con la proprietà e questo potrebbe avere conseguenze negative anche sulla squadra.

Secondo me Allegri fa bene ad avere questo atteggiamento. È chiaro che il tifoso vorrebbe sempre il meglio e vorrebbe vedere grandi investimenti, ma non sempre è possibile. E questo non vale soltanto per il Napoli: anche Juventus, Milan e Inter devono fare i conti con determinate esigenze economiche. L’importante, adesso, è che il Napoli continui a crescere e che riesca a trasformare i segnali positivi visti contro l’Inter in risultati. La partita contro l’Arsenal sarà molto difficile, ma può rappresentare anche un’occasione per dimostrare che questa squadra è capace di competere ad alti livelli".

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IL PARERE - Padovan: "Il Napoli ha giocato meglio dell’Inter e non meritava la sconfitta"

di Redazione

08/09/2026 - 22:56

Nel corso del suo intervento, il giornalista Giancarlo Padovan ha analizzato le prospettive delle squadre italiane in Champions League, soffermandosi sulla sfida tra Napoli e Arsenal, sulla crescita mostrata dagli azzurri contro l’Inter e sul ruolo di Massimiliano Allegri.

"Champions League? Mi aspetto che le squadre italiane possano dimostrare di essere migliorate e di essere diventate più competitive anche a livello europeo. Credo che tutte abbiano le possibilità di entrare nelle prime ventiquattro e di superare la prima fase. Poi magari qualcuna potrà anche ambire alle prime otto. L’obiettivo deve essere quello di costruire un percorso migliore rispetto alla scorsa stagione, che per le italiane è stata piuttosto deludente. Naturalmente ogni partita va giocata e ci sono sempre delle difficoltà, ma penso che le nostre squadre possano fare un buon cammino.

Napoli-Arsenal? È una partita sicuramente molto difficile, soprattutto considerando le assenze e il momento particolare che sta attraversando il Napoli. Però la prestazione contro l’Inter è stata incoraggiante.

Per me il Napoli ha giocato meglio dell’Inter e non meritava certamente la sconfitta. Anguissa ha avuto un’occasione clamorosa che avrebbe potuto cambiare completamente l’andamento della partita. Se avesse segnato il 3-2, probabilmente la gara sarebbe finita in maniera diversa. Contro l’Inter abbiamo visto un buon calcio. Abbiamo visto un Napoli capace di attaccare e di cercare il gol anche quando si trova in vantaggio. La squadra non si è limitata a difendere, ha provato a giocare e ad andare nella metà campo avversaria. Negli ultimi venti minuti, purtroppo, il Napoli si è abbassato troppo e ha iniziato a difendere con un blocco eccessivamente basso. In quel momento ha subito la pressione dell’Inter e ha preso gol. Ma, al di là del risultato, abbiamo visto una squadra che ha qualità e che può mettere in difficoltà gli avversari.

Abbiamo visto anche alcuni giocatori ritrovati. Politano, per esempio, mi è sembrato un giocatore in crescita rispetto a quello che avevamo visto all’inizio della stagione. E poi dobbiamo ancora vedere un Napoli con De Bruyne stabilmente in campo. Probabilmente avremo questa possibilità contro l’Arsenal. Sono quindi segnali consolanti, anzi direi soprattutto incoraggianti. A Milano il Napoli ha giocato una buona partita, per certi aspetti ottima, ed è stato completamente diverso rispetto alla prestazione negativa contro il Como.

Allegri? Io sono tra quelli che inizialmente non si sono scaldati particolarmente per il suo arrivo. Anzi, ero piuttosto critico e pensavo che il Napoli potesse scegliere un allenatore diverso, soprattutto dopo un percorso importante con tecnici come Spalletti e Conte. Pensavo che potesse arrivare un allenatore meno speculatore. Però Allegri ha dimostrato di poter cambiare. Ha dimostrato di avere le caratteristiche per modificare il proprio modo di interpretare le partite e di capire che non esiste soltanto un tipo di calcio. Esistono altri modi di giocare e altri atteggiamenti. Credo che Allegri sappia perfettamente che Napoli rappresenti una delle sue ultime, se non l’ultima, grandi occasioni per rilanciarsi ai massimi livelli.

Per rilanciarsi bisogna vincere qualcosa. Lo ha detto anche lui quando è arrivato: bisogna conquistare un trofeo. Che sia il campionato o un’altra competizione, questo lo vedremo, ma una cosa è certa: il Napoli ha bisogno di vittorie. La città ha fame di vittorie ed è stata abituata a vincere negli ultimi anni, prima con Spalletti e poi con Conte. Per questo le aspettative nei confronti di Allegri sono molto alte. Allegri deve in qualche modo smentire anche se stesso e il suo passato, dimostrando di poter proporre qualcosa di diverso. A Milano, per tre quarti di partita, secondo me lo ha fatto. Poi è ricaduto in alcuni meccanismi più difensivi e la squadra si è abbassata troppo.

Il Napoli, però, non è stato perfetto nemmeno in fase difensiva. Di solito le squadre di Allegri sono molto solide e difficili da superare, mentre in questa occasione la difesa ha concesso qualcosa. Bisogna però essere onesti nell’analisi. Se Anguissa avesse segnato il gol del 3-2, probabilmente oggi parleremmo di una partita completamente diversa. Il Napoli ha creato tante occasioni e avrebbe avuto bisogno semplicemente di maggiore precisione e di maggiore cinismo. Non sarebbe stato giusto criticare Allegri dopo la partita contro l’Inter come era stato fatto dopo la sconfitta con il Como. Contro il Como la prestazione è stata negativa, mentre a Milano abbiamo visto una squadra capace di creare, di giocare e di mettere in difficoltà una delle formazioni più forti del campionato.

Gli errori tecnici? Allegri insiste molto su questo aspetto ed è giusto farlo. Nel calcio gli errori tecnici possono favorire o sfavorire una squadra e spesso determinano il risultato finale. A San Siro il Napoli ha avuto le occasioni per chiudere la partita e non è riuscito a sfruttarle.

Aziendalismo? È vero che Allegri viene visto come un allenatore molto vicino alle esigenze della società e lui stesso si è definito un aziendalista. Questo, agli occhi di alcuni tifosi, può sembrare un difetto, soprattutto dopo un mercato nel quale il Napoli è rimasto praticamente fermo. Io, però, credo che la gente debba anche capire la situazione economica. De Laurentiis ha speso tanto e forse questo è il momento di ridurre il disavanzo, di contenere le spese e di abbassare il costo degli ingaggi.

Ci sono momenti nei quali si può investire molto e altri nei quali bisogna fare scelte diverse. Allegri, in questo momento, è funzionale agli obiettivi del presidente e io non mi sento di criticarlo per questo. La sua è una scelta di realismo. Che senso avrebbe chiedere pubblicamente l’acquisto di Tizio o Caio se la società non può o non vuole spendere? Si creerebbe soltanto una frizione con la proprietà e questo potrebbe avere conseguenze negative anche sulla squadra.

Secondo me Allegri fa bene ad avere questo atteggiamento. È chiaro che il tifoso vorrebbe sempre il meglio e vorrebbe vedere grandi investimenti, ma non sempre è possibile. E questo non vale soltanto per il Napoli: anche Juventus, Milan e Inter devono fare i conti con determinate esigenze economiche. L’importante, adesso, è che il Napoli continui a crescere e che riesca a trasformare i segnali positivi visti contro l’Inter in risultati. La partita contro l’Arsenal sarà molto difficile, ma può rappresentare anche un’occasione per dimostrare che questa squadra è capace di competere ad alti livelli".