Ci sarà una ripresa
Difficile fare previsioni
Umberto Chiariello, giornalista, nel suo editoriale per Campania Sport dopo il pareggio per 3-3 tra Napoli e Roma, ha analizzato la situazione degli azzurri e del calcio italiano: "Oggi si è visto qualcosa che non è abituale per il calcio italiano, almeno negli anni passati non è stato mai così. Sembra un calcio di un'altra nazione. Nove partite, caterve di gol. Un'Atalanta-Frosinone che finisce 4-4, con colpi di scena, rimonte fatte, subite. Napoli-Roma che finisce 3-3. C'è una sola partita che sembra da calcio italiano. Genoa-Venezia 1-0. Nessuno 0-0. Pensate che negli anni '70 in Europa si pose il problema del gol, che era diventato questo sconosciuto, al punto che la UEFA tirò fuori una norma innovativa, che era quella del gol in trasferta che vale doppio. A parità di punti e di gol, ovviamente. Quando l'hanno tolta di recente, ci è sembrato perfino strano. Ma in realtà quella norma era aberrante, era antisportiva. Perché non è giusto che, se si finisce a pari vittorie a testa e a pari gol fatti, debba passare la squadra che ha segnato in trasferta. Si era fatta questa norma per un motivo di fondo, per incentivare le squadre ad attaccare. Perché negli anni '70 vigeva il catenaccio in tutta Europa e non si segnava mai. L'1-0 era il risultato proprio più gettonato, oltre allo 0-0 che imperava. Oggi questa norma è stata eliminata perché di gol se ne vedono tanti. Anche se vediamo in Europa le grandi partite europee della Champions, non finiscono mai 0-0. Finiscono 4-2, 4-3, 2-0, 3-0. Il PSG va a Manchester City, fa tre gol in mezz'ora e compagnia bella. Questa cosa significa una cosa molto semplice: che chi allena oggi deve cambiare mentalità se viene da un calcio antico. Deve capire che fare gol e difenderlo non è più la norma, anzi. Oggi bisogna giocare per far male all'avversario, a fare un gol in più. La frase che disse Conte in conferenza stampa di presentazione a Palazzo Reale, "Gli attacchi fanno divertire, le difese fanno vincere", non è più vera. L'anno scorso ha vinto l'Inter, che non era la migliore difesa, ma ha stracciato tutti per gol fatti. E oggi si dimostra che chi gioca per fare un gol in più spesso prevale. Abbiamo visto grandi squadre contro difese importanti, dove gli attacchi hanno letteralmente maramaldeggiato i difensori. In questa logica il Napoli sembra un panda. Allegri va in vantaggio e pensa solo a difendersi. Immediatamente blocco basso, una volta si chiamava catenaccio, difesa e contropiede. Oggi si parla di blocco medio-basso, medio-alto, alto, blocco basso. Cioè il Napoli si difende portandosi gli avversari nella sua area di rigore. Ma sono cambiate le regole, innanzitutto. La prima cosa è che i difensori sono diventati dei pinguini. Devono difendere con le braccia attaccate dietro la schiena in una maniera innaturale e rischiano anche di farsi male, perché uno che va a terra con le braccia dietro la schiena non può bilanciare il proprio corpo e rischia di farsi male. La seconda cosa è che oggi i contatti sono vivisezionati da 14 a 18 telecamere. E quindi i difensori devono stare molto più attenti a evitare che vengano sanzionati. La terza cosa è che si sono persi proprio i riferimenti tattici, di tattica individuale del difendente, che non sa più marcare perché non si cura più nell'allenamento la marcatura dell'avversario, che una volta era un dogma. Addirittura allo stopper non gli si chiedeva neanche se sapesse calciare. Bucava il pallone normalmente, ma doveva saper marcare. Era l'uomo dedicato solo alla marcatura del centravanti. Se sapesse giocare la palla era assolutamente ininfluente. Gente come Brio, Cattaneo, Mozzini. Il pallone lo bucavano, ma vagli sotto a quelli lì. Erano, tra virgolette, degli assassini legalizzati. Vinicio, non ho mai visto uno più cattivo di Cattaneo nella mia vita. Ne abbiamo visto Pasquale Bruno, ne abbiamo visti di difensori cattivi. Oggi non è così. Oggi si difende di reparto, si guarda la palla. Insomma, mi fa ridere chi dice: "Ma Maradona ha fatto solo 300 gol in carriera, Messi ne ha fatti mille". Invertiamo le epoche. Io voglio vedere quanti gol avrebbe fatto al posto di Maradona e quanti ne farebbe oggi uno come Diego con le marcature di oggi. A zona, non più a uomo. Perché lo seguivano in due anche quando andava a fare la pipì, il signor Maradona. Ce n'erano due che lo seguivano. Oggi non è così. Ci sono spazi, ci sono riferimenti diversi e si segna molto di più e si gioca anche molto di più. Il Napoli di Allegri si abbassa, immancabilmente. Poi ci sono gli errori individuali, quelli vanno messi in conto. Ieri le sceneggiate di Di Lorenzo, ma in particolare di Beukema, sono state... Quella di Beukema è stata addirittura risibile. Si butta a terra, poi capisce che l'azione prosegue, si rialza, arriva in ritardo, capisce di aver fatto la frittata, si ributta a terra e i compagni gli vanno pure dietro. "Eh, c'era fallo!". Balerdi l'ha sfiorato, su. Così come Di Lorenzo ha fatto alla fine di Vasquez, il difensore del Genoa, che, sentitosi toccato da De Bruyne, va a terra, convinto che l'arbitro fischi fallo. Non hanno capito che quest'anno le direttive arbitrali sono diverse. Il fallo è fallo quando è proprio fallo forte, perché la soglia deve essere alta. Una manina sulla spalla non ti dà diritto di buttarti a terra e reclamare il fallo. Se non c'è contatto nelle parti basse del corpo, vale a dire sulle gambe, ginocchia, piedi, caviglie, non te lo fischiano. Il Napoli è stato anche ingenuo. Quindi il primo tema è la qualità dei difendenti e del loro modo di difendere. Il secondo tema è che il Napoli purtroppo si riporta in area di rigore gli avversari. E il terzo tema è che il Napoli non sa palleggiare. Una volta si diceva che il miglior modo per difendersi è tenere la palla, perché se la palla ce l'ho io, non ce l'hanno gli avversari. È lapalissiano, no? Il Napoli va in vantaggio due volte e non riesce a tener palla. Gasperini era molto preoccupato. Fa entrare Balerdi per questo motivo, lo dice in conferenza stampa. Perché aveva paura dei contropiedi del Napoli e Balerdi è uno veloce. Toglie Hermoso, che aveva speso tanto nel primo tempo, e mette Balerdi per difendersi dai contropiedi del Napoli. Solo che quelli non ci attaccano più e Balerdi va avanti. Balerdi fa doppietta da calcio d'angolo, tra l'altro. 8-1 nel secondo tempo, il conto dei corner, se ricordo bene. Il Napoli ha subito quattro rimonte. Tre in campionato. A Milano con l'Inter, doppio vantaggio. A Firenze e con la Roma, doppio vantaggio. E poi 3-2 a otto minuti, anzi a sette minuti dalla fine, più il recupero. Tredici totali. Niente da fare. Col Villarreal è andato in vantaggio e poi ha preso tre pere. L'Inter, dal canto suo, che non è irreprensibile in difesa, ha fatto cinque rimonte. Allora, fate il conto. Il Napoli ha perso sette punti in campionato per le rimonte subite. Tre a Milano, due con la Fiorentina e due con la Roma. Di cui due sono scontri diretti per l'alta classifica. L'Inter ne fa quindici, andando sotto cinque volte. Forse questo fa la differenza tra i 22 punti dell'Inter e la metà del Napoli. A Napoli si dice: un 50% è come un ferro vecchio. Perché quello siamo diventati, ferro vecchio. Undici punti in classifica, decimo posto. La peggiore classifica dei tempi, non so quando, perché ho fatto una verifica negli ultimi anni, perfino Garcia stava messo meglio. E c'era ancora a questo punto del campionato. E i numeri sono impietosi. Il Napoli nelle ultime quattro partite ha preso dieci gol. Tre a Villarreal, uno a Venezia decisivo. Tre con il Bodø, che è stato battuto, e tre con la Roma. E in quattro partite, tre volte si è fatto rimontare. Da Villarreal, Bodø e Roma. Sono coincidenze, sono errori individuali e basta? Che può fare il tecnico? E il tecnico intanto ha recuperato Anguissa, McTominay, due doppiette consecutive. Ha trovato una soluzione per De Bruyne molto intelligente. Gli è stato dato atto ad Allegri di avere avuto questa intuizione di mettere De Bruyne in un ruolo che in questo Napoli è più confacente, da regista. Però poi, se il Napoli ha 11 punti in classifica, non possiamo invocare solo la malasorte, la sfortuna, i rimbalzi, i cattivi arbitri, la Marotta League, Thuram, Beukema, Di Lorenzo. Chi fa questo non vuole bene al Napoli. La verità è che questo Napoli sarà anziano, però per me è forte. C'ha giocatori straordinari, ma chi ce li ha? McTominay, Anguissa, De Bruyne, Lobotka, Gilmour a centrocampo. Chi ce li ha? Neres, Vergara, Politano, Alisson. Hojlund secondo me è uno dei centravanti più forti in circolazione. Ieri il duello con Ndicka è stata una cosa straordinaria. Quando Hojlund se n'è andato di forza sulla sinistra è stato devastante. Lì Olivera doveva solo allargare il piattone e gli ha sparato addosso al portiere. Eppure siamo decimi, staccati, e non abbiamo accorciato sulla Roma. Giornata negativissima perché hanno vinto Inter, Como, Juventus. Inter, Como, Juventus e Lazio. Chi solo avesse osato immaginare che a otto giornate di campionato la Lazio avesse il doppio dei punti del Napoli, quando a Gattuso hanno fatto un contratto che lo confermano se arriva tra i primi dodici. Sono io che esagero? O forse c'è da riflettere sulla mancanza di modernità del tecnico del Napoli?" .
di Redazione
26/10/2026 - 14:27
Umberto Chiariello, giornalista, nel suo editoriale per Campania Sport dopo il pareggio per 3-3 tra Napoli e Roma, ha analizzato la situazione degli azzurri e del calcio italiano: "Oggi si è visto qualcosa che non è abituale per il calcio italiano, almeno negli anni passati non è stato mai così. Sembra un calcio di un'altra nazione. Nove partite, caterve di gol. Un'Atalanta-Frosinone che finisce 4-4, con colpi di scena, rimonte fatte, subite. Napoli-Roma che finisce 3-3. C'è una sola partita che sembra da calcio italiano. Genoa-Venezia 1-0. Nessuno 0-0. Pensate che negli anni '70 in Europa si pose il problema del gol, che era diventato questo sconosciuto, al punto che la UEFA tirò fuori una norma innovativa, che era quella del gol in trasferta che vale doppio. A parità di punti e di gol, ovviamente. Quando l'hanno tolta di recente, ci è sembrato perfino strano. Ma in realtà quella norma era aberrante, era antisportiva. Perché non è giusto che, se si finisce a pari vittorie a testa e a pari gol fatti, debba passare la squadra che ha segnato in trasferta. Si era fatta questa norma per un motivo di fondo, per incentivare le squadre ad attaccare. Perché negli anni '70 vigeva il catenaccio in tutta Europa e non si segnava mai. L'1-0 era il risultato proprio più gettonato, oltre allo 0-0 che imperava. Oggi questa norma è stata eliminata perché di gol se ne vedono tanti. Anche se vediamo in Europa le grandi partite europee della Champions, non finiscono mai 0-0. Finiscono 4-2, 4-3, 2-0, 3-0. Il PSG va a Manchester City, fa tre gol in mezz'ora e compagnia bella. Questa cosa significa una cosa molto semplice: che chi allena oggi deve cambiare mentalità se viene da un calcio antico. Deve capire che fare gol e difenderlo non è più la norma, anzi. Oggi bisogna giocare per far male all'avversario, a fare un gol in più. La frase che disse Conte in conferenza stampa di presentazione a Palazzo Reale, "Gli attacchi fanno divertire, le difese fanno vincere", non è più vera. L'anno scorso ha vinto l'Inter, che non era la migliore difesa, ma ha stracciato tutti per gol fatti. E oggi si dimostra che chi gioca per fare un gol in più spesso prevale. Abbiamo visto grandi squadre contro difese importanti, dove gli attacchi hanno letteralmente maramaldeggiato i difensori. In questa logica il Napoli sembra un panda. Allegri va in vantaggio e pensa solo a difendersi. Immediatamente blocco basso, una volta si chiamava catenaccio, difesa e contropiede. Oggi si parla di blocco medio-basso, medio-alto, alto, blocco basso. Cioè il Napoli si difende portandosi gli avversari nella sua area di rigore. Ma sono cambiate le regole, innanzitutto. La prima cosa è che i difensori sono diventati dei pinguini. Devono difendere con le braccia attaccate dietro la schiena in una maniera innaturale e rischiano anche di farsi male, perché uno che va a terra con le braccia dietro la schiena non può bilanciare il proprio corpo e rischia di farsi male. La seconda cosa è che oggi i contatti sono vivisezionati da 14 a 18 telecamere. E quindi i difensori devono stare molto più attenti a evitare che vengano sanzionati. La terza cosa è che si sono persi proprio i riferimenti tattici, di tattica individuale del difendente, che non sa più marcare perché non si cura più nell'allenamento la marcatura dell'avversario, che una volta era un dogma. Addirittura allo stopper non gli si chiedeva neanche se sapesse calciare. Bucava il pallone normalmente, ma doveva saper marcare. Era l'uomo dedicato solo alla marcatura del centravanti. Se sapesse giocare la palla era assolutamente ininfluente. Gente come Brio, Cattaneo, Mozzini. Il pallone lo bucavano, ma vagli sotto a quelli lì. Erano, tra virgolette, degli assassini legalizzati. Vinicio, non ho mai visto uno più cattivo di Cattaneo nella mia vita. Ne abbiamo visto Pasquale Bruno, ne abbiamo visti di difensori cattivi. Oggi non è così. Oggi si difende di reparto, si guarda la palla. Insomma, mi fa ridere chi dice: "Ma Maradona ha fatto solo 300 gol in carriera, Messi ne ha fatti mille". Invertiamo le epoche. Io voglio vedere quanti gol avrebbe fatto al posto di Maradona e quanti ne farebbe oggi uno come Diego con le marcature di oggi. A zona, non più a uomo. Perché lo seguivano in due anche quando andava a fare la pipì, il signor Maradona. Ce n'erano due che lo seguivano. Oggi non è così. Ci sono spazi, ci sono riferimenti diversi e si segna molto di più e si gioca anche molto di più. Il Napoli di Allegri si abbassa, immancabilmente. Poi ci sono gli errori individuali, quelli vanno messi in conto. Ieri le sceneggiate di Di Lorenzo, ma in particolare di Beukema, sono state... Quella di Beukema è stata addirittura risibile. Si butta a terra, poi capisce che l'azione prosegue, si rialza, arriva in ritardo, capisce di aver fatto la frittata, si ributta a terra e i compagni gli vanno pure dietro. "Eh, c'era fallo!". Balerdi l'ha sfiorato, su. Così come Di Lorenzo ha fatto alla fine di Vasquez, il difensore del Genoa, che, sentitosi toccato da De Bruyne, va a terra, convinto che l'arbitro fischi fallo. Non hanno capito che quest'anno le direttive arbitrali sono diverse. Il fallo è fallo quando è proprio fallo forte, perché la soglia deve essere alta. Una manina sulla spalla non ti dà diritto di buttarti a terra e reclamare il fallo. Se non c'è contatto nelle parti basse del corpo, vale a dire sulle gambe, ginocchia, piedi, caviglie, non te lo fischiano. Il Napoli è stato anche ingenuo. Quindi il primo tema è la qualità dei difendenti e del loro modo di difendere. Il secondo tema è che il Napoli purtroppo si riporta in area di rigore gli avversari. E il terzo tema è che il Napoli non sa palleggiare. Una volta si diceva che il miglior modo per difendersi è tenere la palla, perché se la palla ce l'ho io, non ce l'hanno gli avversari. È lapalissiano, no? Il Napoli va in vantaggio due volte e non riesce a tener palla. Gasperini era molto preoccupato. Fa entrare Balerdi per questo motivo, lo dice in conferenza stampa. Perché aveva paura dei contropiedi del Napoli e Balerdi è uno veloce. Toglie Hermoso, che aveva speso tanto nel primo tempo, e mette Balerdi per difendersi dai contropiedi del Napoli. Solo che quelli non ci attaccano più e Balerdi va avanti. Balerdi fa doppietta da calcio d'angolo, tra l'altro. 8-1 nel secondo tempo, il conto dei corner, se ricordo bene. Il Napoli ha subito quattro rimonte. Tre in campionato. A Milano con l'Inter, doppio vantaggio. A Firenze e con la Roma, doppio vantaggio. E poi 3-2 a otto minuti, anzi a sette minuti dalla fine, più il recupero. Tredici totali. Niente da fare. Col Villarreal è andato in vantaggio e poi ha preso tre pere. L'Inter, dal canto suo, che non è irreprensibile in difesa, ha fatto cinque rimonte. Allora, fate il conto. Il Napoli ha perso sette punti in campionato per le rimonte subite. Tre a Milano, due con la Fiorentina e due con la Roma. Di cui due sono scontri diretti per l'alta classifica. L'Inter ne fa quindici, andando sotto cinque volte. Forse questo fa la differenza tra i 22 punti dell'Inter e la metà del Napoli. A Napoli si dice: un 50% è come un ferro vecchio. Perché quello siamo diventati, ferro vecchio. Undici punti in classifica, decimo posto. La peggiore classifica dei tempi, non so quando, perché ho fatto una verifica negli ultimi anni, perfino Garcia stava messo meglio. E c'era ancora a questo punto del campionato. E i numeri sono impietosi. Il Napoli nelle ultime quattro partite ha preso dieci gol. Tre a Villarreal, uno a Venezia decisivo. Tre con il Bodø, che è stato battuto, e tre con la Roma. E in quattro partite, tre volte si è fatto rimontare. Da Villarreal, Bodø e Roma. Sono coincidenze, sono errori individuali e basta? Che può fare il tecnico? E il tecnico intanto ha recuperato Anguissa, McTominay, due doppiette consecutive. Ha trovato una soluzione per De Bruyne molto intelligente. Gli è stato dato atto ad Allegri di avere avuto questa intuizione di mettere De Bruyne in un ruolo che in questo Napoli è più confacente, da regista. Però poi, se il Napoli ha 11 punti in classifica, non possiamo invocare solo la malasorte, la sfortuna, i rimbalzi, i cattivi arbitri, la Marotta League, Thuram, Beukema, Di Lorenzo. Chi fa questo non vuole bene al Napoli. La verità è che questo Napoli sarà anziano, però per me è forte. C'ha giocatori straordinari, ma chi ce li ha? McTominay, Anguissa, De Bruyne, Lobotka, Gilmour a centrocampo. Chi ce li ha? Neres, Vergara, Politano, Alisson. Hojlund secondo me è uno dei centravanti più forti in circolazione. Ieri il duello con Ndicka è stata una cosa straordinaria. Quando Hojlund se n'è andato di forza sulla sinistra è stato devastante. Lì Olivera doveva solo allargare il piattone e gli ha sparato addosso al portiere. Eppure siamo decimi, staccati, e non abbiamo accorciato sulla Roma. Giornata negativissima perché hanno vinto Inter, Como, Juventus. Inter, Como, Juventus e Lazio. Chi solo avesse osato immaginare che a otto giornate di campionato la Lazio avesse il doppio dei punti del Napoli, quando a Gattuso hanno fatto un contratto che lo confermano se arriva tra i primi dodici. Sono io che esagero? O forse c'è da riflettere sulla mancanza di modernità del tecnico del Napoli?" .