Raffaele Di Fusco, ex portiere del Napoli, ha parlato nel corso di Terzo Tempo Calcio Napoli, trasmissione in onda su Televomero: “La figura del presidente della FIGC non è quella più importante. Dev’essere un politico in grado di ‘contrastare’ le società. Per la riforma del calcio serve chi conosce tutti i problemi. Ovvero i grandi ex calciatori come Baggio, Del Piero, Zola e Maldini. È la squadra dirigenziale che è importante per la riforma del calcio italiano. Bisogna cambiare il regolamento dei settori giovanili, dove fino alla maggiore età l’80% dei ragazzi devono essere italiani e non stranieri. Oggi gli italiani sono il 20%. Ci sono da fare una serie di riforme per poter rinascere e chi meglio dei grandi campioni. Il nuovo ct? È normale che si facciano 4-5 nomi. Tra tutto il calderone, alla fine deciderà il presidente federale. Sarà una figura politica e ognuno porta la propria. Ma devono investire, significa costruire una rete di osservatori, non averne un paio. Penso si debbano obbligare le società ad avere infrastrutture. De Laurentiis? Sono vent’anni che vuole puntare sulla cantera e la scugnizzeria, ha grandi idee, ma deve portare a termine qualcosa. Perché in vent’anni non ha messo un mattone. L’espulsione di Bastoni nasce perché vengono sbagliate le preventive. Donnarumma ha rilanciato più corto, poi una respinta dell’avversario ha portato il giocatore della Bosnia lanciato a tutto campo. Bastoni ha dovuto rimediare a un errore di Mancini che sbaglia la preventiva, perché sta troppo avanti. Se l’Inter non mantiene il suo ritmo, non so Chivu come reagisce. Perché avrà alle spalle Allegri e Conte che hanno tanta esperienza in queste situazioni e non so Chivu come reggerà la pressione. È un punto interrogativo”.
di Redazione
04/04/2026 - 00:03
Raffaele Di Fusco, ex portiere del Napoli, ha parlato nel corso di Terzo Tempo Calcio Napoli, trasmissione in onda su Televomero: “La figura del presidente della FIGC non è quella più importante. Dev’essere un politico in grado di ‘contrastare’ le società. Per la riforma del calcio serve chi conosce tutti i problemi. Ovvero i grandi ex calciatori come Baggio, Del Piero, Zola e Maldini. È la squadra dirigenziale che è importante per la riforma del calcio italiano. Bisogna cambiare il regolamento dei settori giovanili, dove fino alla maggiore età l’80% dei ragazzi devono essere italiani e non stranieri. Oggi gli italiani sono il 20%. Ci sono da fare una serie di riforme per poter rinascere e chi meglio dei grandi campioni. Il nuovo ct? È normale che si facciano 4-5 nomi. Tra tutto il calderone, alla fine deciderà il presidente federale. Sarà una figura politica e ognuno porta la propria. Ma devono investire, significa costruire una rete di osservatori, non averne un paio. Penso si debbano obbligare le società ad avere infrastrutture. De Laurentiis? Sono vent’anni che vuole puntare sulla cantera e la scugnizzeria, ha grandi idee, ma deve portare a termine qualcosa. Perché in vent’anni non ha messo un mattone. L’espulsione di Bastoni nasce perché vengono sbagliate le preventive. Donnarumma ha rilanciato più corto, poi una respinta dell’avversario ha portato il giocatore della Bosnia lanciato a tutto campo. Bastoni ha dovuto rimediare a un errore di Mancini che sbaglia la preventiva, perché sta troppo avanti. Se l’Inter non mantiene il suo ritmo, non so Chivu come reagisce. Perché avrà alle spalle Allegri e Conte che hanno tanta esperienza in queste situazioni e non so Chivu come reggerà la pressione. È un punto interrogativo”.