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IL RACCONTO - Nappo: "Mi è capitato di soccorrere un ragazzo all'85°, troppo spesso i temi di prevenzione sono blandi"
30.06.2026 16:45 di Napoli Magazine
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A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Giovanni Nappo, allenatore che ha salvato la vita ad un ragazzo lo scorso gennaio: "Ricevere il premio Fair Play è per sensibilizzare e dare voce alle mission che nel privato porto avanti con la mia associazione Giuseppe e Rocco Perrino. Mi è capitato quest'anno di soccorrere un ragazzo all'ottantacinquesimo di una partita. Troppo spesso i temi di prevenzione sono blandi. La federazione dilettanti sta facendo tanto. Noi allenatori siamo tenuti a fare corsi e se hai un minimo di formazione prendi consapevolezza della situazione. Cosa deve fare la federazione per la prevenzione? Quando dico blando, lo racchiudo in un esempio. Quando il Napoli acquista un calciatore, lo manda a Villa Stuart per ore. Le visite medico-sportive della scuole calcio, benché le regole italiane sono stringenti, le visite sono insufficienti. Bisogna approfondire oltre la spirometria e l'elettrocardiogramma. Il professionista ha lo stesso valore umano di un calciatore amatoriale. Le mission della mia associazione? Finanziamo visite sportive a livello sportivo in maniera approfondita, si tiene sul filo dell'attenzione tutto quello che è sul territorio. Spesso quando succede qualcosa, si sfrutta il tema caldo. Ma è la costanza che fa la differenza. E noi come associazione diamo continuità informativa e sensibilizzazione per far capire che anche i genitori possono salvare la vita ad un bimbo o un ragazzo. Le strutture sono insufficienti e carenti. Nell'episodio che mi ha visto protagonista abbiamo aspettato 25-28 minuti l'ambulanza. E basta pensare che i primi 4 minuti sono fondamentali. Oggi sono un imprenditore, ma mi ritengo un umile figlio di operai. Il calcio è sempre stata la mia passione, ho giocato fino ai 23 anni, poi l'ho riscoperto un paio d'anni fa. Volevo allenare per dare qualcosa ad un gruppo e oggi siamo in Eccellenza scindendo il titolo del Buccino e del Poggiomarino calcio. Sarà un'esperienza nuova per me, ricca di ostacoli, ma abbiamo umiltà per farlo in modo professionale".

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IL RACCONTO - Nappo: "Mi è capitato di soccorrere un ragazzo all'85°, troppo spesso i temi di prevenzione sono blandi"

di Redazione

30/06/2026 - 16:45

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Giovanni Nappo, allenatore che ha salvato la vita ad un ragazzo lo scorso gennaio: "Ricevere il premio Fair Play è per sensibilizzare e dare voce alle mission che nel privato porto avanti con la mia associazione Giuseppe e Rocco Perrino. Mi è capitato quest'anno di soccorrere un ragazzo all'ottantacinquesimo di una partita. Troppo spesso i temi di prevenzione sono blandi. La federazione dilettanti sta facendo tanto. Noi allenatori siamo tenuti a fare corsi e se hai un minimo di formazione prendi consapevolezza della situazione. Cosa deve fare la federazione per la prevenzione? Quando dico blando, lo racchiudo in un esempio. Quando il Napoli acquista un calciatore, lo manda a Villa Stuart per ore. Le visite medico-sportive della scuole calcio, benché le regole italiane sono stringenti, le visite sono insufficienti. Bisogna approfondire oltre la spirometria e l'elettrocardiogramma. Il professionista ha lo stesso valore umano di un calciatore amatoriale. Le mission della mia associazione? Finanziamo visite sportive a livello sportivo in maniera approfondita, si tiene sul filo dell'attenzione tutto quello che è sul territorio. Spesso quando succede qualcosa, si sfrutta il tema caldo. Ma è la costanza che fa la differenza. E noi come associazione diamo continuità informativa e sensibilizzazione per far capire che anche i genitori possono salvare la vita ad un bimbo o un ragazzo. Le strutture sono insufficienti e carenti. Nell'episodio che mi ha visto protagonista abbiamo aspettato 25-28 minuti l'ambulanza. E basta pensare che i primi 4 minuti sono fondamentali. Oggi sono un imprenditore, ma mi ritengo un umile figlio di operai. Il calcio è sempre stata la mia passione, ho giocato fino ai 23 anni, poi l'ho riscoperto un paio d'anni fa. Volevo allenare per dare qualcosa ad un gruppo e oggi siamo in Eccellenza scindendo il titolo del Buccino e del Poggiomarino calcio. Sarà un'esperienza nuova per me, ricca di ostacoli, ma abbiamo umiltà per farlo in modo professionale".