Beppe Marotta, presidente dell'Inter, ha rilasciato alcune dichiarazioni a DAZN, dopo la vittoria contro il Parma e la conquista dello Scudetto: "E' il decimo scudetto da dirigente e il primo da presidente: ha un sapore diverso? Assolutamente, un sogno che si è realizzato. Il primo ringraziamento va ai presidente che mi hanno preceduto, sono fonte di ispirazione. Un grazie a questi stupendi tifosi e alla nostra proprietà che ci ha fatto lavorare con tranquillità, ma direi che questo è lo scudetto di Chivu e della squadra. Come è nata la decisione su Chivu? Come ha raccontato in questi giorni Inzaghi, la risoluzione consensuale è avvenuta lunedì e martedì avevamo già scelto Chivu. Abbiamo avuto coraggio, ma è un coraggio ponderato. Chivu aveva dalla sua il Triplete, l'essere stato capitano nell'Ajax a 21 anni, aver vinto con la Primavera dell'Inter e l'esperienza col Parma. Abbiamo supportato la sua poca esperienza per il resto ha grandissime qualità e deve stare all'Inter per tanti anni. C'è stato un momento in cui abbiamo capito di essere tornati quelli di sempre? Dopo il periodo iniziale un po' negativo, ma contraddistinto da prestazioni molto belle, Abbiamo capito che la squadra era unita e l'allenatore era il loro leader. Non ho mai esonerato un allenatore durante un campionato, dove essere aiutato e le valutazioni spesso vengono fatte d'istinto. Non c'erano le condizioni per cambiare, sapevamo il valore suo e della squadra. Ci ha già chiesto qualcosa? Ci vediamo tutti i giorni, si parla di tutto. Adesso non è il momento, ma abbiamo le idee chiare su come agire grazie anche al confronto con la proprietà che ci detterà le linee guida. Gruppo consolidato negli anni e zoccolo duro di italiani, dovremo continuare e vedere quali sono i migliori talenti italiani. Bastoni? E' una sicurezza. Mi riferisco ai talenti che giocano altrove e che possono fare al caso nostro. Ci sono giocatori bravi che possono essere ideali per il nostro gioco, come stranieri d'esperienza: serve il giusto mix, solo con i giovani non si vince. Gli stranieri devono avere una qualità: devono portare la cultura della vittoria. Palestra? Purtroppo non è nostro, ma ha un grandissimo avvenire".
di Redazione
03/05/2026 - 23:39
Beppe Marotta, presidente dell'Inter, ha rilasciato alcune dichiarazioni a DAZN, dopo la vittoria contro il Parma e la conquista dello Scudetto: "E' il decimo scudetto da dirigente e il primo da presidente: ha un sapore diverso? Assolutamente, un sogno che si è realizzato. Il primo ringraziamento va ai presidente che mi hanno preceduto, sono fonte di ispirazione. Un grazie a questi stupendi tifosi e alla nostra proprietà che ci ha fatto lavorare con tranquillità, ma direi che questo è lo scudetto di Chivu e della squadra. Come è nata la decisione su Chivu? Come ha raccontato in questi giorni Inzaghi, la risoluzione consensuale è avvenuta lunedì e martedì avevamo già scelto Chivu. Abbiamo avuto coraggio, ma è un coraggio ponderato. Chivu aveva dalla sua il Triplete, l'essere stato capitano nell'Ajax a 21 anni, aver vinto con la Primavera dell'Inter e l'esperienza col Parma. Abbiamo supportato la sua poca esperienza per il resto ha grandissime qualità e deve stare all'Inter per tanti anni. C'è stato un momento in cui abbiamo capito di essere tornati quelli di sempre? Dopo il periodo iniziale un po' negativo, ma contraddistinto da prestazioni molto belle, Abbiamo capito che la squadra era unita e l'allenatore era il loro leader. Non ho mai esonerato un allenatore durante un campionato, dove essere aiutato e le valutazioni spesso vengono fatte d'istinto. Non c'erano le condizioni per cambiare, sapevamo il valore suo e della squadra. Ci ha già chiesto qualcosa? Ci vediamo tutti i giorni, si parla di tutto. Adesso non è il momento, ma abbiamo le idee chiare su come agire grazie anche al confronto con la proprietà che ci detterà le linee guida. Gruppo consolidato negli anni e zoccolo duro di italiani, dovremo continuare e vedere quali sono i migliori talenti italiani. Bastoni? E' una sicurezza. Mi riferisco ai talenti che giocano altrove e che possono fare al caso nostro. Ci sono giocatori bravi che possono essere ideali per il nostro gioco, come stranieri d'esperienza: serve il giusto mix, solo con i giovani non si vince. Gli stranieri devono avere una qualità: devono portare la cultura della vittoria. Palestra? Purtroppo non è nostro, ma ha un grandissimo avvenire".