A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Mario Fabbroni: "Ci credo alla rimonta? Faccio un ragionamento al contrario. Se fossimo noi a sette punti dall'Inter? L'arrivo di Conte al Napoli avrebbe portato il club in un meccanismo più grande a quelli in cui eravamo abituati: la mentalità vincente. È patrimonio di poche squadre in Europa. Vincere ti abitua a questo. Ma poi queste squadre hanno patrimonio da spendere. A me piace l'idea che ci siano campioni, anche se avanti con l'età, facciano parte del campionato e delle squadre e che stiano fianco a fianco con i giovani. C'è ancora una fortissima percentuale di napoletani che ragionano in modo "provinciale", nel senso che non guardano oltre il proprio orticello. Continua ad esserci questo complesso di inferiorità nella città. De Laurentiis ha risposto bene dall'America, con questa possibilità che Conte lasci Napoli con un primo e un secondo posto. Secondo me ha sorpreso anche Conte. All'inizio il mister parlava dei nove nuovi calciatori da amalgamare. E cercavamo di capire quale fosse il problema. Ma lui era abituato a lavorare con un corpo squadra di alto profilo che mal assorbiva elementi da mettere in questo gruppo. E dall'inizio disse che la stagione poteva diventare difficile. Poi l'ecatombe ha consentito di scoprire delle energie che Conte non aveva visto. Ora santificarlo è bene, ma dire anche cosa è successo è una critica altrettanto onesta da fare. Non è tutto da buttare quello che c'è, bisogna avere coraggio. Chi può portare la mentalità vincente al Napoli? In Italia non ne vedo di allenatori così come Conte, forse bisogna prenderlo dall'estero. Klopp mi piacerebbe, è difficile; De Laurentiis non forzerà per l'uscita di Conte, ma dall'America è stato piuttosto chiaro. Per lui Malagò è adatto a far partire il cambiamento e starà immaginando anche un altro sogno. C'è anche da dire che uno dei suoi obiettivi è mettersi a capo di una cordata di presidenti che vogliono portare un'idea differente".
di Redazione
07/04/2026 - 17:22
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Mario Fabbroni: "Ci credo alla rimonta? Faccio un ragionamento al contrario. Se fossimo noi a sette punti dall'Inter? L'arrivo di Conte al Napoli avrebbe portato il club in un meccanismo più grande a quelli in cui eravamo abituati: la mentalità vincente. È patrimonio di poche squadre in Europa. Vincere ti abitua a questo. Ma poi queste squadre hanno patrimonio da spendere. A me piace l'idea che ci siano campioni, anche se avanti con l'età, facciano parte del campionato e delle squadre e che stiano fianco a fianco con i giovani. C'è ancora una fortissima percentuale di napoletani che ragionano in modo "provinciale", nel senso che non guardano oltre il proprio orticello. Continua ad esserci questo complesso di inferiorità nella città. De Laurentiis ha risposto bene dall'America, con questa possibilità che Conte lasci Napoli con un primo e un secondo posto. Secondo me ha sorpreso anche Conte. All'inizio il mister parlava dei nove nuovi calciatori da amalgamare. E cercavamo di capire quale fosse il problema. Ma lui era abituato a lavorare con un corpo squadra di alto profilo che mal assorbiva elementi da mettere in questo gruppo. E dall'inizio disse che la stagione poteva diventare difficile. Poi l'ecatombe ha consentito di scoprire delle energie che Conte non aveva visto. Ora santificarlo è bene, ma dire anche cosa è successo è una critica altrettanto onesta da fare. Non è tutto da buttare quello che c'è, bisogna avere coraggio. Chi può portare la mentalità vincente al Napoli? In Italia non ne vedo di allenatori così come Conte, forse bisogna prenderlo dall'estero. Klopp mi piacerebbe, è difficile; De Laurentiis non forzerà per l'uscita di Conte, ma dall'America è stato piuttosto chiaro. Per lui Malagò è adatto a far partire il cambiamento e starà immaginando anche un altro sogno. C'è anche da dire che uno dei suoi obiettivi è mettersi a capo di una cordata di presidenti che vogliono portare un'idea differente".