Su CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello”, è intervenuto l’ex vicepresidente della Lega Pro Marcel Vulpis: "Il Presidente della FIGC Gabriele Gravina è il coordinatore tecnico che è predisposto al coordinamente tecnico delle nazionali di calcio. Lui in quanto Presidente di una FSN, Federazione Sportiva Nazionale, ha diritto di almeno 36.000 euro lordi. Dopo di che, Gravina ha presentato una mozione al consiglio federale che l’ha approvata, quindi non li ha rubati, un emolumento sul suo lavoro. Vi avverto: non è l’unico presidente di una federazione a guadagnare così tanto. Quello che non capisco è lo stipendio che guadagna il Presidente della Lega Pro Marani. Se andiamo a controllare il bilancio complessivo della distribuzione dei redditi in Italia, Mariani guadagna più del nostro Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. C’è una situazione di crisi. A questo punto chiamo Giorgia Meloni e gli dico: “ Scusa Giorgia, perché Marani guadagna più di te perché deve gestire 60 presidenti mentre tu devi gestire 60 milioni di italiani?”. Giorgia Meloni meriterebbe di più per il ruolo che ricopro. Marani ha utilizzato lo stesso metodo di Gravina. Ha presentato una mozione al consiglio federale per chiedere un aumento sul suo lavoro perché ha detto che lui si impegna tutto l’anno e ha bisogno di un emolumento. A quel punto si parlava di una cifra vicina a quella della Meloni. Io quando ricoprivo il ruolo di vicepresidente della Lega Pro prendevo 0 euro. A Marani chiedo: come si passa dal 2020/21 a 0 da 220/230 euro oggi? Tra l'altro in quel momento i club non saltavano o venivano sanzionati come adesso, quindi non ci sono stati grandi miglioramenti. All’epoca questi regali non si facevamo. Io non tornerei mai in Lega Pro, ma qualora dovessi tornarci non chiederei mai 220 euro. Io e Ghirelli lo facevano come volontari e lo facevamo seriamente lo stesso il nostro lavoro. Quindi, i soldi che prendi oggi non vanno nelle casse frazionate dei 60 club. La colpa non è di Marani, ma di chi ha deciso di darglieli. Due sono le cose: o il lavoro di Marani è sopravvalutato o quello della Meloni è sottovalutato. Io penso che sia più sottovalutato l’impegno lavorativo della Meloni. Almeno che Marani non voglia fare il Premier, ma io non ce lo vedrei bene. Troppe penalizzazioni? Il calcio italiano si è sempre contraddistinto per situazione e fasi di crisi, anche quando c’eravamo noi ci sono state delle penalizzazioni. Non voglio dire che Marani non sappia fare il suo lavoro, non c’è solo lui al comando, c’è sempre un lavoro d’insieme. Nel nostro periodo storico però, tutti questi casini non c’erano, allora o eravamo particolarmente bravi noi o è sfortunato Marani. L’unico problema che avevamo fu con il Catania Calcio che non nasceva come cattiva gestione nostra come Lega poiché eravamo sul pezzo. Quando sei dentro al sistema vedi certe cose, anche se parliamo di Lega Pro e non la Serie A. La Lega Pro è la porta d’accesso al professionismo. Io sono contrario al tema che ogni volta che salta una squadra c’è la golden share da parte della seconda squadra della Serie A, tra un po’ la Lega Pro diventerà la Lega delle seconde squadre della Serie A. Tra quelle sessanta squadre, venti saranno seconde squadre della Serie A. Siccome i giovani non li fanno giocare, dove li mandano? Almeno fossero italiani! Talvolta non sono neanche italiani, oltre al problema del minutaggio, il risultato che stiamo vedendo con la nazionale italiana è il frutto di un gioco di incastri di potere fra le diverse leghe che porta ad un nulla di fatto poiché si auto annullano tra di loro. Per questo il calcio italiano non va avanti perché non c’è uno che si decide e dice che è il momento di rivoluzionare il calcio in Italia e di far giocare i giovani. Tra i 5 e i 6 anni rischiamo ancora di non andare ai mondiali e non avremo più giocatori per la nazionale. A quel punto dovremo andarci a prendere dalla Serie C. Nelle ultime settimana è stato pubblicato le stime sul monte ingaggi della Serie C e la Serie B che sono bombe vere e proprie. Quando li recuperi questi soldi? La categoria dei presidenti, chiunque essi siano, ha un ego espanso che non ho mai visto in nessun altro settore merceologico o industriale. Per questo è una categoria particolare. Ghirelli si è dimesso da Presidente della Lega Pro perché ha cercato di fare una riforma di campionato che andava nella direzione di provare a fare un campionato più equilibrato, dando la possibilità alle piccole e medie squadre dell’epoca di provare a giocarsela senza avere il budget del Padova, del Catanzaro e del Bari dell’epoca. I club grandi che erano all’interno del consiglio della Lega diedero la maggioranza qualificata in modo che per far passare questa riforma, nonostante il voto, non serve solo la maggioranza semplice. Alcuni club grandi convinsero quelli medi ad aiutarli a tenere questo status quo per continuare a spendere un boato di soldi nel monte ingaggi in modo che nel giro di 2 o 3 anni potessero ritornare in Serie B. La volontà di cambiare le cose non c’è e nessuno prova a cambiare perché per fare queste riforme ci vogliono 2 o 3 anni e quando si arriva all’elezione del Presidente Federale si cerca di ottenere il massimo perchè qualsiasi cosa succede nessuno gli può dire nulla perché ha il controllo totale, come lui stesso ha detto, e il pieno consenso perché è stato eletto e non c’è alcun motivo per cui si debba ritirare. I voti li prendi mantenendo lo status quo perché se cominciasse a dire di rendere i campionati più equilibrati avrebbe perso tanti voti. Siamo in un paese democratico e liberale e bisogna dire le cose come stanno. Se un Presidente decide di fare la follia di acquistare Marcel Vulpis a 58 anni e di dargli 60.000 per giocare in club di Serie D, non c’è nessuna legge che te lo vieta. Questo è un paese sfasciato alle radici, non c’è una cosa dritta".
di Redazione
13/03/2026 - 15:25
Su CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello”, è intervenuto l’ex vicepresidente della Lega Pro Marcel Vulpis: "Il Presidente della FIGC Gabriele Gravina è il coordinatore tecnico che è predisposto al coordinamente tecnico delle nazionali di calcio. Lui in quanto Presidente di una FSN, Federazione Sportiva Nazionale, ha diritto di almeno 36.000 euro lordi. Dopo di che, Gravina ha presentato una mozione al consiglio federale che l’ha approvata, quindi non li ha rubati, un emolumento sul suo lavoro. Vi avverto: non è l’unico presidente di una federazione a guadagnare così tanto. Quello che non capisco è lo stipendio che guadagna il Presidente della Lega Pro Marani. Se andiamo a controllare il bilancio complessivo della distribuzione dei redditi in Italia, Mariani guadagna più del nostro Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. C’è una situazione di crisi. A questo punto chiamo Giorgia Meloni e gli dico: “ Scusa Giorgia, perché Marani guadagna più di te perché deve gestire 60 presidenti mentre tu devi gestire 60 milioni di italiani?”. Giorgia Meloni meriterebbe di più per il ruolo che ricopro. Marani ha utilizzato lo stesso metodo di Gravina. Ha presentato una mozione al consiglio federale per chiedere un aumento sul suo lavoro perché ha detto che lui si impegna tutto l’anno e ha bisogno di un emolumento. A quel punto si parlava di una cifra vicina a quella della Meloni. Io quando ricoprivo il ruolo di vicepresidente della Lega Pro prendevo 0 euro. A Marani chiedo: come si passa dal 2020/21 a 0 da 220/230 euro oggi? Tra l'altro in quel momento i club non saltavano o venivano sanzionati come adesso, quindi non ci sono stati grandi miglioramenti. All’epoca questi regali non si facevamo. Io non tornerei mai in Lega Pro, ma qualora dovessi tornarci non chiederei mai 220 euro. Io e Ghirelli lo facevano come volontari e lo facevamo seriamente lo stesso il nostro lavoro. Quindi, i soldi che prendi oggi non vanno nelle casse frazionate dei 60 club. La colpa non è di Marani, ma di chi ha deciso di darglieli. Due sono le cose: o il lavoro di Marani è sopravvalutato o quello della Meloni è sottovalutato. Io penso che sia più sottovalutato l’impegno lavorativo della Meloni. Almeno che Marani non voglia fare il Premier, ma io non ce lo vedrei bene. Troppe penalizzazioni? Il calcio italiano si è sempre contraddistinto per situazione e fasi di crisi, anche quando c’eravamo noi ci sono state delle penalizzazioni. Non voglio dire che Marani non sappia fare il suo lavoro, non c’è solo lui al comando, c’è sempre un lavoro d’insieme. Nel nostro periodo storico però, tutti questi casini non c’erano, allora o eravamo particolarmente bravi noi o è sfortunato Marani. L’unico problema che avevamo fu con il Catania Calcio che non nasceva come cattiva gestione nostra come Lega poiché eravamo sul pezzo. Quando sei dentro al sistema vedi certe cose, anche se parliamo di Lega Pro e non la Serie A. La Lega Pro è la porta d’accesso al professionismo. Io sono contrario al tema che ogni volta che salta una squadra c’è la golden share da parte della seconda squadra della Serie A, tra un po’ la Lega Pro diventerà la Lega delle seconde squadre della Serie A. Tra quelle sessanta squadre, venti saranno seconde squadre della Serie A. Siccome i giovani non li fanno giocare, dove li mandano? Almeno fossero italiani! Talvolta non sono neanche italiani, oltre al problema del minutaggio, il risultato che stiamo vedendo con la nazionale italiana è il frutto di un gioco di incastri di potere fra le diverse leghe che porta ad un nulla di fatto poiché si auto annullano tra di loro. Per questo il calcio italiano non va avanti perché non c’è uno che si decide e dice che è il momento di rivoluzionare il calcio in Italia e di far giocare i giovani. Tra i 5 e i 6 anni rischiamo ancora di non andare ai mondiali e non avremo più giocatori per la nazionale. A quel punto dovremo andarci a prendere dalla Serie C. Nelle ultime settimana è stato pubblicato le stime sul monte ingaggi della Serie C e la Serie B che sono bombe vere e proprie. Quando li recuperi questi soldi? La categoria dei presidenti, chiunque essi siano, ha un ego espanso che non ho mai visto in nessun altro settore merceologico o industriale. Per questo è una categoria particolare. Ghirelli si è dimesso da Presidente della Lega Pro perché ha cercato di fare una riforma di campionato che andava nella direzione di provare a fare un campionato più equilibrato, dando la possibilità alle piccole e medie squadre dell’epoca di provare a giocarsela senza avere il budget del Padova, del Catanzaro e del Bari dell’epoca. I club grandi che erano all’interno del consiglio della Lega diedero la maggioranza qualificata in modo che per far passare questa riforma, nonostante il voto, non serve solo la maggioranza semplice. Alcuni club grandi convinsero quelli medi ad aiutarli a tenere questo status quo per continuare a spendere un boato di soldi nel monte ingaggi in modo che nel giro di 2 o 3 anni potessero ritornare in Serie B. La volontà di cambiare le cose non c’è e nessuno prova a cambiare perché per fare queste riforme ci vogliono 2 o 3 anni e quando si arriva all’elezione del Presidente Federale si cerca di ottenere il massimo perchè qualsiasi cosa succede nessuno gli può dire nulla perché ha il controllo totale, come lui stesso ha detto, e il pieno consenso perché è stato eletto e non c’è alcun motivo per cui si debba ritirare. I voti li prendi mantenendo lo status quo perché se cominciasse a dire di rendere i campionati più equilibrati avrebbe perso tanti voti. Siamo in un paese democratico e liberale e bisogna dire le cose come stanno. Se un Presidente decide di fare la follia di acquistare Marcel Vulpis a 58 anni e di dargli 60.000 per giocare in club di Serie D, non c’è nessuna legge che te lo vieta. Questo è un paese sfasciato alle radici, non c’è una cosa dritta".