Mentre il Paese festeggia l'anniversario della vittoria Mondiale tra nostalgia per quello che eravamo e tristezza per i tre Mondiali consecutivi mancati, la Nazionale cerca ancora il modo di ripartire dopo la drammatica notte di Zenica e il compito è nelle mani del nuovo presidente federale, Giovanni Malagò, che in queste settimane sta cercando la formula e gli uomini giusti per la rinascita e vuole partire dal direttore tecnico: "Questa è la settimana del dt, non cambio opinione. Siamo a giovedì e spero nel weekend di calmare l'agitazione. Sto lavorando molto, ci può anche essere una sorpresa", ha detto a margine della cerimonia delle lauree honoris causa dell'ACS Asomi College of Science al Salone d'onore del Coni nel quale gli è stata conferita l'onorificenza in sport diplomacy. Per la panchina Roberto Mancini sembra aver superato la concorrenza. Sono quindi ore decisive per il nuovo dt azzurro, ma il suo nome è ancora circondato dal mistero perché più passa il tempo e più diminuiscono le possibilità che sia Paolo Maldini, che era la prima scelta di Malagò. Il neo presidente federale ci spera e aspetta ancora, ma il tempo stringe e giorno dopo giorno cresce la convinzione che l'ex difensore non accetterà il ruolo, anche perché farlo prevederebbe uno spostamento di vita a Roma che è difficile da ipotizzare conoscendo le sue abitudini. "Una volta superato questo primo argomento del dt, paradossalmente si potrebbe procedere più facilmente sul resto", ha detto ancora Malagò interrogato sul nome del nuovo ct, ma la frase forse più interessante è quella che parlava di possibile "sorpresa". Se non sarà Maldini, chi sarà il nuovo dt azzurro? Al momento in pole position ci sono due ex compagni del rossonero, Costacurta e Albertini, ma anche se più defilati non sono da escludere le ipotesi che portano a Bergomi e Zola, che piacciono per le competenze ad alcune componenti federali.
di Redazione
09/07/2026 - 21:53
Mentre il Paese festeggia l'anniversario della vittoria Mondiale tra nostalgia per quello che eravamo e tristezza per i tre Mondiali consecutivi mancati, la Nazionale cerca ancora il modo di ripartire dopo la drammatica notte di Zenica e il compito è nelle mani del nuovo presidente federale, Giovanni Malagò, che in queste settimane sta cercando la formula e gli uomini giusti per la rinascita e vuole partire dal direttore tecnico: "Questa è la settimana del dt, non cambio opinione. Siamo a giovedì e spero nel weekend di calmare l'agitazione. Sto lavorando molto, ci può anche essere una sorpresa", ha detto a margine della cerimonia delle lauree honoris causa dell'ACS Asomi College of Science al Salone d'onore del Coni nel quale gli è stata conferita l'onorificenza in sport diplomacy. Per la panchina Roberto Mancini sembra aver superato la concorrenza. Sono quindi ore decisive per il nuovo dt azzurro, ma il suo nome è ancora circondato dal mistero perché più passa il tempo e più diminuiscono le possibilità che sia Paolo Maldini, che era la prima scelta di Malagò. Il neo presidente federale ci spera e aspetta ancora, ma il tempo stringe e giorno dopo giorno cresce la convinzione che l'ex difensore non accetterà il ruolo, anche perché farlo prevederebbe uno spostamento di vita a Roma che è difficile da ipotizzare conoscendo le sue abitudini. "Una volta superato questo primo argomento del dt, paradossalmente si potrebbe procedere più facilmente sul resto", ha detto ancora Malagò interrogato sul nome del nuovo ct, ma la frase forse più interessante è quella che parlava di possibile "sorpresa". Se non sarà Maldini, chi sarà il nuovo dt azzurro? Al momento in pole position ci sono due ex compagni del rossonero, Costacurta e Albertini, ma anche se più defilati non sono da escludere le ipotesi che portano a Bergomi e Zola, che piacciono per le competenze ad alcune componenti federali.