NAPOLI - C'è chi conquista le copertine con i gol e chi, invece, costruisce le vittorie con la continuità. Amir Rrahmani appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Il centrale kosovaro continua ad essere uno dei pilastri del Napoli e la stagione 2025/26 ha confermato ancora una volta il suo peso specifico all'interno della squadra azzurra.
In un calcio che cambia velocemente, Rrahmani è rimasto una certezza. Una sicurezza. Un riferimento. E non è un caso se, anche guardando al nuovo ciclo tecnico, il suo nome è destinato ad essere uno dei primi sulla lavagnetta di Massimiliano Allegri.
I numeri parlano chiaro. In Serie A ha collezionato 21 presenze, tutte da titolare, con 2 gol, 1 assist, quasi 1.800 minuti giocati e una valutazione media superiore al 7, confermandosi tra i difensori più affidabili del campionato.
Ma è soprattutto nelle statistiche difensive che emerge il suo valore. Rrahmani ha mantenuto una precisione nei passaggi superiore al 92%, viaggiando oltre gli 83 passaggi a partita, dato che lo colloca tra i migliori difensori europei nell'impostazione dal basso. A questo si aggiungono un'efficacia nei duelli aerei superiore al 71%, una percentuale di tackle vinti superiore al 60% e oltre 280 palloni recuperati, confermando la sua completezza sia nella costruzione sia nella fase di non possesso.
Sono dati che raccontano molto più di una semplice stagione. Raccontano di un difensore moderno, capace di leggere le situazioni con largo anticipo, di guidare la linea, di uscire palla al piede senza frenesia e di trasmettere tranquillità a tutto il reparto.
Ed è proprio qui che entra in gioco Allegri.
Le squadre dell'allenatore livornese hanno sempre avuto un punto fermo: una grande organizzazione difensiva. Da Chiellini e Barzagli fino a Bonucci, passando per Bremer, Allegri ha sempre costruito le proprie squadre partendo dalla solidità della retroguardia. In questo contesto Rrahmani rappresenta il profilo ideale.
Esperienza internazionale, conoscenza dell'ambiente Napoli, leadership silenziosa e una continuità di rendimento che pochi possono vantare. Il kosovaro non è il classico difensore spettacolare, ma è quello che ogni allenatore vorrebbe avere: affidabile, concentrato, sempre dentro la partita.
Con accanto un compagno dalle caratteristiche complementari, Rrahmani potrà diventare ancora di più il regista della difesa azzurra. Sarà lui a comandare la linea, a guidare le uscite, a dare equilibrio quando il Napoli dovrà abbassarsi e a far partire l'azione quando Allegri chiederà costruzione pulita.
Nel calcio moderno si parla spesso di bomber, fantasisti e fuoriclasse offensivi. Ma le squadre vincenti nascono sempre dalla solidità. E Rrahmani, ormai da anni, rappresenta una delle garanzie assolute del Napoli.
Forse non sarà il giocatore più celebrato. Difficilmente finirà sulle prime pagine dopo ogni partita. Ma è proprio questo il bello dei grandi difensori: ti accorgi davvero della loro importanza soltanto quando non ci sono.
E il Napoli che sta nascendo con Allegri difficilmente potrà rinunciare al suo gigante silenzioso.

di Redazione
09/07/2026 - 08:00
NAPOLI - C'è chi conquista le copertine con i gol e chi, invece, costruisce le vittorie con la continuità. Amir Rrahmani appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Il centrale kosovaro continua ad essere uno dei pilastri del Napoli e la stagione 2025/26 ha confermato ancora una volta il suo peso specifico all'interno della squadra azzurra.
In un calcio che cambia velocemente, Rrahmani è rimasto una certezza. Una sicurezza. Un riferimento. E non è un caso se, anche guardando al nuovo ciclo tecnico, il suo nome è destinato ad essere uno dei primi sulla lavagnetta di Massimiliano Allegri.
I numeri parlano chiaro. In Serie A ha collezionato 21 presenze, tutte da titolare, con 2 gol, 1 assist, quasi 1.800 minuti giocati e una valutazione media superiore al 7, confermandosi tra i difensori più affidabili del campionato.
Ma è soprattutto nelle statistiche difensive che emerge il suo valore. Rrahmani ha mantenuto una precisione nei passaggi superiore al 92%, viaggiando oltre gli 83 passaggi a partita, dato che lo colloca tra i migliori difensori europei nell'impostazione dal basso. A questo si aggiungono un'efficacia nei duelli aerei superiore al 71%, una percentuale di tackle vinti superiore al 60% e oltre 280 palloni recuperati, confermando la sua completezza sia nella costruzione sia nella fase di non possesso.
Sono dati che raccontano molto più di una semplice stagione. Raccontano di un difensore moderno, capace di leggere le situazioni con largo anticipo, di guidare la linea, di uscire palla al piede senza frenesia e di trasmettere tranquillità a tutto il reparto.
Ed è proprio qui che entra in gioco Allegri.
Le squadre dell'allenatore livornese hanno sempre avuto un punto fermo: una grande organizzazione difensiva. Da Chiellini e Barzagli fino a Bonucci, passando per Bremer, Allegri ha sempre costruito le proprie squadre partendo dalla solidità della retroguardia. In questo contesto Rrahmani rappresenta il profilo ideale.
Esperienza internazionale, conoscenza dell'ambiente Napoli, leadership silenziosa e una continuità di rendimento che pochi possono vantare. Il kosovaro non è il classico difensore spettacolare, ma è quello che ogni allenatore vorrebbe avere: affidabile, concentrato, sempre dentro la partita.
Con accanto un compagno dalle caratteristiche complementari, Rrahmani potrà diventare ancora di più il regista della difesa azzurra. Sarà lui a comandare la linea, a guidare le uscite, a dare equilibrio quando il Napoli dovrà abbassarsi e a far partire l'azione quando Allegri chiederà costruzione pulita.
Nel calcio moderno si parla spesso di bomber, fantasisti e fuoriclasse offensivi. Ma le squadre vincenti nascono sempre dalla solidità. E Rrahmani, ormai da anni, rappresenta una delle garanzie assolute del Napoli.
Forse non sarà il giocatore più celebrato. Difficilmente finirà sulle prime pagine dopo ogni partita. Ma è proprio questo il bello dei grandi difensori: ti accorgi davvero della loro importanza soltanto quando non ci sono.
E il Napoli che sta nascendo con Allegri difficilmente potrà rinunciare al suo gigante silenzioso.
