Ci sono volute ben 18 partite, un’eternità calcistica, ma alla fine il Mondiale 2026 ha finalmente "parlato italiano". Mentre a Genova la città dormiva profondamente, dall'altra parte del mondo ci ha pensato il difensore goleador del Genoa, Leo Ostigard, a rompere un tabù imbarazzante per la Serie A, iscrivendo il nostro campionato nel tabellino dei marcatori della rassegna iridata.
Fino al suo gol, il bilancio per il calcio italiano era impietoso: zero reti nei primi diciassette match, a fronte dei 13 gol della Premier League, gli 8 della Bundesliga e i 3 della Ligue 1. Perfino 18 campionati minori avevano segnato prima della Serie A, specchio di un divario di valori ormai evidente. Un digiuno che fa eco all'assenza della nostra Nazionale, ferma alla notte del 15 giugno 2014 a Manaus, quando Mario Balotelli segnò l'ultimo gol italiano in un Mondiale contro l'Inghilterra. Da allora, dodici anni di attesa umiliante. A ricordare al mondo che la Serie A esiste ancora è stato un difensore norvegese.
Un impatto devastante in tre minuti L'esordio della Norvegia contro l'Iraq si è chiuso sul 4-1 (con la solita doppietta del ciclone Erling Haaland), ma la partita l'ha chiusa il centrale rossoblù. Entrato dalla panchina al minuto 73' per blindare il risultato mentre l'Iraq premeva per il pareggio, a Ostigard sono bastati appena tre minuti per lasciare il segno. Al 76', sugli sviluppi di un corner battuto da Odegaard, il difensore è svettato con prepotenza e fisicità, anticipando tutti e insaccando il gol del momentaneo 3-1.
di Redazione
17/06/2026 - 11:27
Ci sono volute ben 18 partite, un’eternità calcistica, ma alla fine il Mondiale 2026 ha finalmente "parlato italiano". Mentre a Genova la città dormiva profondamente, dall'altra parte del mondo ci ha pensato il difensore goleador del Genoa, Leo Ostigard, a rompere un tabù imbarazzante per la Serie A, iscrivendo il nostro campionato nel tabellino dei marcatori della rassegna iridata.
Fino al suo gol, il bilancio per il calcio italiano era impietoso: zero reti nei primi diciassette match, a fronte dei 13 gol della Premier League, gli 8 della Bundesliga e i 3 della Ligue 1. Perfino 18 campionati minori avevano segnato prima della Serie A, specchio di un divario di valori ormai evidente. Un digiuno che fa eco all'assenza della nostra Nazionale, ferma alla notte del 15 giugno 2014 a Manaus, quando Mario Balotelli segnò l'ultimo gol italiano in un Mondiale contro l'Inghilterra. Da allora, dodici anni di attesa umiliante. A ricordare al mondo che la Serie A esiste ancora è stato un difensore norvegese.
Un impatto devastante in tre minuti L'esordio della Norvegia contro l'Iraq si è chiuso sul 4-1 (con la solita doppietta del ciclone Erling Haaland), ma la partita l'ha chiusa il centrale rossoblù. Entrato dalla panchina al minuto 73' per blindare il risultato mentre l'Iraq premeva per il pareggio, a Ostigard sono bastati appena tre minuti per lasciare il segno. Al 76', sugli sviluppi di un corner battuto da Odegaard, il difensore è svettato con prepotenza e fisicità, anticipando tutti e insaccando il gol del momentaneo 3-1.