Ci sarà una ripresa
Difficile fare previsioni
Matt Rizzetta, presidente del Napoli Basketball, ha parlato ai microfoni di CalcioNapoli24.
Dobbiamo partire dal calcio, perché Napoli è una città pallonara. Ci ha confermato che l'intenzione di puntare al pezzo più pregiato della polisportiva non è tramontata. Prima o poi, in un modo o nell'altro, questo obiettivo potrebbe concretizzarsi. A che punto siamo? E quanto sarebbe importante portare il Napoli al centro di questo progetto, che è sempre stato uno dei suoi obiettivi?
"Innanzitutto, voglio ribadire il mio impegno nei confronti di una realtà calcistica come il Campobasso, che mi ha dato tanto in questi ultimi sette anni, cinque dei quali da presidente. È un impegno che … il piacere di diventare presidente qui, cercherei di portare avanti, con grande rispetto e ambizione, il percorso che lui ha costruito in questi ultimi vent'anni, provando magari a dargli ulteriore slancio".
L'ha emozionata vedere il pubblico dell'Alcott Arena tutto esaurito contro Milano? Ha detto di immaginare guardando ai prossimi dieci anni: una scena simile anche al Maradona, con lo stadio pieno e questa sinergia tra le diverse realtà della polisportiva, è così che immagina il futuro?
"Sì. Quando sono arrivato a Napoli, i tifosi storici mi hanno raccontato delle bellissime domeniche vissute tra gli anni Sessanta e l'inizio degli anni Novanta, quando si condividevano le giornate tra calcio e ... non dipende soltanto da me, ma, per quanto riguarda il mio impegno, sia sul piano infrastrutturale sia su quello sportivo, potete contare sulla mia massima disponibilità e su quella del mio gruppo".
Ha parlato delle infrastrutture, un elemento decisivo per qualsiasi progetto sportivo. Al Napoli Calcio mancano alcune strutture fondamentali: penso al centro sportivo e al settore giovanile, aspetti sui quali il presidente De Laurentiis, per vari motivi, non è riuscito a intervenire come avrebbe voluto. Sarebbero queste alcune delle priorità del suo progetto nel caso in cui dovesse acquisire il Napoli?
"Questo vale per qualsiasi azienda, soprattutto in ambito sportivo. Quando si intraprende un progetto del genere, bisogna guardare almeno dieci anni avanti. Non voglio illudere nessuno, né nel basket né nel calcio, nella pallavolo, nella pallanuoto, nel rugby o in qualsiasi altra disciplina. Non sono qui per vendere fumo o creare false aspettative. A prescindere dalla realtà che prenderemo in gestione, sarà necessario un periodo di transizione e di programmazione. Se si trattasse di una società calcistica, dovremmo sicuramente pianificare un percorso di due o tre anni per sistemare le cose e creare le condizioni per compiere un salto di qualità. L'obiettivo, poi, sarebbe costruire nell'arco di cinque, dieci o vent'anni una realtà capace di competere a livelli sempre più alti, anche a livello mondiale. È vero, si può anche riuscire a fare qualcosa di straordinario in una singola stagione. Ma la cosa più importante è riuscire a ripetersi anno dopo anno, garantendo continuità. Per farlo bisogna investire anche in quegli aspetti che oggi non producono risultati immediati, ma che potranno dare i loro frutti tra cinque, dieci o vent'anni".
di Redazione
22/10/2026 - 13:10
Matt Rizzetta, presidente del Napoli Basketball, ha parlato ai microfoni di CalcioNapoli24.
Dobbiamo partire dal calcio, perché Napoli è una città pallonara. Ci ha confermato che l'intenzione di puntare al pezzo più pregiato della polisportiva non è tramontata. Prima o poi, in un modo o nell'altro, questo obiettivo potrebbe concretizzarsi. A che punto siamo? E quanto sarebbe importante portare il Napoli al centro di questo progetto, che è sempre stato uno dei suoi obiettivi?
"Innanzitutto, voglio ribadire il mio impegno nei confronti di una realtà calcistica come il Campobasso, che mi ha dato tanto in questi ultimi sette anni, cinque dei quali da presidente. È un impegno che … il piacere di diventare presidente qui, cercherei di portare avanti, con grande rispetto e ambizione, il percorso che lui ha costruito in questi ultimi vent'anni, provando magari a dargli ulteriore slancio".
L'ha emozionata vedere il pubblico dell'Alcott Arena tutto esaurito contro Milano? Ha detto di immaginare guardando ai prossimi dieci anni: una scena simile anche al Maradona, con lo stadio pieno e questa sinergia tra le diverse realtà della polisportiva, è così che immagina il futuro?
"Sì. Quando sono arrivato a Napoli, i tifosi storici mi hanno raccontato delle bellissime domeniche vissute tra gli anni Sessanta e l'inizio degli anni Novanta, quando si condividevano le giornate tra calcio e ... non dipende soltanto da me, ma, per quanto riguarda il mio impegno, sia sul piano infrastrutturale sia su quello sportivo, potete contare sulla mia massima disponibilità e su quella del mio gruppo".
Ha parlato delle infrastrutture, un elemento decisivo per qualsiasi progetto sportivo. Al Napoli Calcio mancano alcune strutture fondamentali: penso al centro sportivo e al settore giovanile, aspetti sui quali il presidente De Laurentiis, per vari motivi, non è riuscito a intervenire come avrebbe voluto. Sarebbero queste alcune delle priorità del suo progetto nel caso in cui dovesse acquisire il Napoli?
"Questo vale per qualsiasi azienda, soprattutto in ambito sportivo. Quando si intraprende un progetto del genere, bisogna guardare almeno dieci anni avanti. Non voglio illudere nessuno, né nel basket né nel calcio, nella pallavolo, nella pallanuoto, nel rugby o in qualsiasi altra disciplina. Non sono qui per vendere fumo o creare false aspettative. A prescindere dalla realtà che prenderemo in gestione, sarà necessario un periodo di transizione e di programmazione. Se si trattasse di una società calcistica, dovremmo sicuramente pianificare un percorso di due o tre anni per sistemare le cose e creare le condizioni per compiere un salto di qualità. L'obiettivo, poi, sarebbe costruire nell'arco di cinque, dieci o vent'anni una realtà capace di competere a livelli sempre più alti, anche a livello mondiale. È vero, si può anche riuscire a fare qualcosa di straordinario in una singola stagione. Ma la cosa più importante è riuscire a ripetersi anno dopo anno, garantendo continuità. Per farlo bisogna investire anche in quegli aspetti che oggi non producono risultati immediati, ma che potranno dare i loro frutti tra cinque, dieci o vent'anni".