Calcio
ON AIR - Di Gennaro: "Vedo un De Bruyne diverso, potrebbe essere un nuovo acquisto per il Napoli"
07.10.2026 22:59 di Napoli Magazine
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L'ex calciatore Antonio Di Gennaro è intervenuto in diretta a Radio Kiss Kiss Napoli per analizzare la ripresa del campionato dopo la lunga sosta per le Nazionali. Tra i temi affrontati il momento del Napoli, il possibile rilancio di Kevin De Bruyne e la necessità per gli azzurri di recuperare rapidamente terreno: “De Bruyne forse potrebbe essere il nuovo acquisto. Già l’anno scorso, dopo un inizio così così, mi sembrava di aver visto qualche segnale positivo. Ricordo una partita, mi sembra contro la Lazio, in cui entrò e lo vidi bene, poi invece ha avuto qualche problema. Credo che quest’anno sia un altro De Bruyne e queste partite con la Nazionale gli abbiano fatto bene”.

Per Di Gennaro la ripartenza sarà particolarmente importante per il Napoli, chiamato a ritrovare continuità dopo le difficoltà iniziali: “Bisogna fare di necessità virtù. Riprende un campionato nel quale credo che il Napoli non possa più sbagliare neanche una virgola. Deve recuperare il passo”. Fondamentali saranno anche i rientri degli altri indisponibili: “La rosa diventa fondamentale, così come i recuperi dei giocatori che sono fuori da più tempo. Politano e gli altri potranno essere importanti andando avanti nella stagione”.

L'ex centrocampista si è soffermato anche sulle conseguenze della lunga sosta: “La maglia della Nazionale è qualcosa di speciale, di unico, e bisogna accettarlo. Però questa lunga sosta di tre settimane, con partite ravvicinate, fa capire che nel calcio italiano ed europeo certe situazioni, dal punto di vista dell’organizzazione, non vengono sempre gestite nel modo migliore. Per alcuni la sosta ha fatto bene, in particolare a De Bruyne. Altri, invece, possono avere periodi più lunghi di recupero dagli infortuni. Anche l’anno scorso il Napoli ha sofferto questa difficoltà”.

Il discorso si è poi allargato allo scarso utilizzo dei giovani da parte dei grandi club italiani: “Non succederà mai, perché tutte le grandi squadre pescano poco dai propri settori giovanili e non hanno fiducia o coraggio di far giocare questi ragazzi. Questo è un po’ il refrain degli ultimi anni del nostro calcio”.

Secondo Di Gennaro, anche la preparazione estiva è profondamente cambiata: “Una volta si facevano tre settimane piene di ritiro. Adesso, dopo dieci o dodici giorni, si parte per tournée all’estero per motivi economici, con fusi orari e voli molto lunghi. È chiaro che possono nascere delle difficoltà. È un discorso prettamente economico, inutile nasconderlo”.

Altro tema centrale è quello della presenza dei calciatori stranieri: “I nostri giovani, e lo dico con dispiacere, hanno trovato maggiori difficoltà anche per la presenza degli stranieri. In Italia il 68% dei giocatori è straniero. Se non cambiamo certe situazioni sarà sempre così. Non ce l’ho con gli stranieri, per l’amor del cielo. Ben vengano, ma devono essere quelli veri, quelli forti, quelli che cambiano le prospettive di una squadra e migliorano anche il nostro prodotto”.

Di Gennaro porta come esempio il caso di Mattia Liberali: “Liberali era nel Milan, poi è andato a Catanzaro e ha fatto un campionato strepitoso. Adesso lo ha preso il Como ma non gioca. Ma perché Liberali non gioca nel Milan? Quest’estate si pensava di comprare un ragazzo straniero di 18 anni per più di 30 milioni. Questo fa capire qual è il nostro mondo adesso”.

Il problema, secondo l'ex centrocampista, non è la presenza in sé degli stranieri, ma la qualità degli investimenti e la valorizzazione del talento italiano: “Comprare tanto per comprare non serve. Se spendi meno, puoi investire sulla qualità italiana invece che sulla non qualità straniera. Si punta molto sul fisico, ma se il fisico non è accompagnato dalla tecnica diventa un problema. I nostri ragazzi hanno paura di dribblare perché spesso non vengono neanche messi nelle condizioni di farlo”.

Tra gli esempi positivi Di Gennaro ha citato anche Kayode: “Kayode era un prodotto del nostro settore giovanile, è andato via e si è visto che è una forza della natura. E come lui ce ne sono tanti”.

Infine, un passaggio sul lavoro di Roberto Mancini con i giovani in Nazionale: “Mancini sui giovani ci ha sempre creduto. Ricordo il 2018: alla prima convocazione del nuovo corso chiamò Zaniolo, che non aveva ancora giocato né in campionato né in Champions League con la Roma. Da quel punto di vista siamo avvantaggiati. Però al nostro calcio servirebbero anni per sistemare il sistema. Non sarà facile, però se non diamo delle regole sarà sempre così. Dovrebbero tornare a giocare meno stranieri nel nostro campionato. Non sono contrario agli stranieri, ma devono arrivare quelli forti, quelli che cambiano le squadre e migliorano anche i giocatori italiani”.

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ON AIR - Di Gennaro: "Vedo un De Bruyne diverso, potrebbe essere un nuovo acquisto per il Napoli"

di Redazione

07/10/2026 - 22:59

L'ex calciatore Antonio Di Gennaro è intervenuto in diretta a Radio Kiss Kiss Napoli per analizzare la ripresa del campionato dopo la lunga sosta per le Nazionali. Tra i temi affrontati il momento del Napoli, il possibile rilancio di Kevin De Bruyne e la necessità per gli azzurri di recuperare rapidamente terreno: “De Bruyne forse potrebbe essere il nuovo acquisto. Già l’anno scorso, dopo un inizio così così, mi sembrava di aver visto qualche segnale positivo. Ricordo una partita, mi sembra contro la Lazio, in cui entrò e lo vidi bene, poi invece ha avuto qualche problema. Credo che quest’anno sia un altro De Bruyne e queste partite con la Nazionale gli abbiano fatto bene”.

Per Di Gennaro la ripartenza sarà particolarmente importante per il Napoli, chiamato a ritrovare continuità dopo le difficoltà iniziali: “Bisogna fare di necessità virtù. Riprende un campionato nel quale credo che il Napoli non possa più sbagliare neanche una virgola. Deve recuperare il passo”. Fondamentali saranno anche i rientri degli altri indisponibili: “La rosa diventa fondamentale, così come i recuperi dei giocatori che sono fuori da più tempo. Politano e gli altri potranno essere importanti andando avanti nella stagione”.

L'ex centrocampista si è soffermato anche sulle conseguenze della lunga sosta: “La maglia della Nazionale è qualcosa di speciale, di unico, e bisogna accettarlo. Però questa lunga sosta di tre settimane, con partite ravvicinate, fa capire che nel calcio italiano ed europeo certe situazioni, dal punto di vista dell’organizzazione, non vengono sempre gestite nel modo migliore. Per alcuni la sosta ha fatto bene, in particolare a De Bruyne. Altri, invece, possono avere periodi più lunghi di recupero dagli infortuni. Anche l’anno scorso il Napoli ha sofferto questa difficoltà”.

Il discorso si è poi allargato allo scarso utilizzo dei giovani da parte dei grandi club italiani: “Non succederà mai, perché tutte le grandi squadre pescano poco dai propri settori giovanili e non hanno fiducia o coraggio di far giocare questi ragazzi. Questo è un po’ il refrain degli ultimi anni del nostro calcio”.

Secondo Di Gennaro, anche la preparazione estiva è profondamente cambiata: “Una volta si facevano tre settimane piene di ritiro. Adesso, dopo dieci o dodici giorni, si parte per tournée all’estero per motivi economici, con fusi orari e voli molto lunghi. È chiaro che possono nascere delle difficoltà. È un discorso prettamente economico, inutile nasconderlo”.

Altro tema centrale è quello della presenza dei calciatori stranieri: “I nostri giovani, e lo dico con dispiacere, hanno trovato maggiori difficoltà anche per la presenza degli stranieri. In Italia il 68% dei giocatori è straniero. Se non cambiamo certe situazioni sarà sempre così. Non ce l’ho con gli stranieri, per l’amor del cielo. Ben vengano, ma devono essere quelli veri, quelli forti, quelli che cambiano le prospettive di una squadra e migliorano anche il nostro prodotto”.

Di Gennaro porta come esempio il caso di Mattia Liberali: “Liberali era nel Milan, poi è andato a Catanzaro e ha fatto un campionato strepitoso. Adesso lo ha preso il Como ma non gioca. Ma perché Liberali non gioca nel Milan? Quest’estate si pensava di comprare un ragazzo straniero di 18 anni per più di 30 milioni. Questo fa capire qual è il nostro mondo adesso”.

Il problema, secondo l'ex centrocampista, non è la presenza in sé degli stranieri, ma la qualità degli investimenti e la valorizzazione del talento italiano: “Comprare tanto per comprare non serve. Se spendi meno, puoi investire sulla qualità italiana invece che sulla non qualità straniera. Si punta molto sul fisico, ma se il fisico non è accompagnato dalla tecnica diventa un problema. I nostri ragazzi hanno paura di dribblare perché spesso non vengono neanche messi nelle condizioni di farlo”.

Tra gli esempi positivi Di Gennaro ha citato anche Kayode: “Kayode era un prodotto del nostro settore giovanile, è andato via e si è visto che è una forza della natura. E come lui ce ne sono tanti”.

Infine, un passaggio sul lavoro di Roberto Mancini con i giovani in Nazionale: “Mancini sui giovani ci ha sempre creduto. Ricordo il 2018: alla prima convocazione del nuovo corso chiamò Zaniolo, che non aveva ancora giocato né in campionato né in Champions League con la Roma. Da quel punto di vista siamo avvantaggiati. Però al nostro calcio servirebbero anni per sistemare il sistema. Non sarà facile, però se non diamo delle regole sarà sempre così. Dovrebbero tornare a giocare meno stranieri nel nostro campionato. Non sono contrario agli stranieri, ma devono arrivare quelli forti, quelli che cambiano le squadre e migliorano anche i giocatori italiani”.