Calcio
ON AIR - Lucchesi: "Allegri scelta logica, sono stupito dallo scetticismo nei suoi confronti, Malagò persona straordinariamente capace, ma ha bisogno del supporto di tutti"
25.06.2026 13:11 di Napoli Magazine
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A "1 Football Club", programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Fabrizio Lucchesi, direttore sportivo ex, fra le tante, di Roma ed Empoli. Di seguito, un estratto dell'intervista. 
 
Sulla vicenda Marco Palestra, con l'Inter beffata e il ragazzo che ha scelto il Chelsea: si può davvero dire che abbia scelto il Chelsea soltanto per i soldi?
 
“Per me è un po' riduttivo. È chiaro che l'aspetto economico abbia avuto il suo peso, ma il Chelsea gioca nel campionato più competitivo del mondo. C'è il fascino della Premier League, quello di Londra e di un club tra i più importanti a livello internazionale. È normale che un ragazzo tenga conto di tutti questi fattori. Certo, le società italiane oggi non possono competere economicamente con determinati club inglesi e questa è semplicemente la fotografia della situazione attuale".
 
Direttore, restando su un tema che riguarda l'intero sistema calcio, che cosa pensa della situazione della FIGC e del ruolo di Giovanni Malagò? Ritiene che ci sia anche un risvolto politico in questa vicenda?
 
“Ho sempre pensato che anche la politica debba ricordare che il calcio non è soltanto un fenomeno sociale, ma è un'impresa a tutti gli effetti. Il calcio professionistico genera un fatturato enorme, dà lavoro a decine di migliaia di persone e ha bisogno che anche la politica sostenga concretamente il sistema calcio italiano. Giovanni Malagò è una persona di altissimo spessore, con uno standing praticamente inarrivabile nel panorama nazionale. È un uomo di grande valore, ma da solo non può risolvere tutte le problematiche. Ha bisogno del supporto di tutte le componenti del sistema, che dovrebbero mettere da parte gli interessi personali e tornare a mettere al centro il bene comune, cioè il calcio. Altrimenti diventa difficile sostenere un sistema che ha costi enormi e che necessita del contributo di tutti. A Malagò faccio i miei auguri: è una persona straordinariamente capace, ma serve il sostegno dell'intero movimento".
 
Spostando l'attenzione sul Napoli, sembra che Aurelio De Laurentiis abbia scelto di trasformare i risultati in un sistema stabile. Il prossimo allenatore dovrebbe essere Massimiliano Allegri. La convince questa scelta?
 
“Devo dire che resto stupito quando sento dello scetticismo nei confronti di Allegri. Gli allenatori bravi esistono e Allegri appartiene certamente a questa categoria. Poi, nel nostro mondo, anche quando un allenatore di valore non vince viene immediatamente messo in discussione: fa parte delle regole del gioco. Mettere in dubbio un profilo come quello di Allegri, considerando la sua esperienza e le sue capacità gestionali, soprattutto in un momento in cui bisogna rilanciare un progetto importante come quello del Napoli, mi sorprende. Dopo la scorsa stagione era evidente che ci fossero alcuni problemi, anche se la rosa del Napoli non era inferiore a quella dell'Inter. Ripartire da un allenatore come Allegri mi sembra una scelta logica. Sono davvero pochi gli allenatori che possono ricoprire un ruolo di questo livello".
 
Direttore, da ultimo direttore sportivo capace di vincere lo Scudetto con la Roma, le chiedo: la convince l'eventuale arrivo di Mason Greenwood in giallorosso?
 
“Le valutazioni sui calciatori sono sempre relative al contesto. Il valore di un giocatore va giudicato all'interno del progetto tecnico, del modo in cui intende impiegarlo l'allenatore, delle caratteristiche della squadra e della complementarità con gli altri elementi della rosa. Per questo è difficile dire oggi se un profilo convinca oppure no. Ognuno può avere preferenze personali, ma siamo soltanto a fine giugno e il mercato è ancora nella sua fase iniziale. Prima di esprimere giudizi definitivi è giusto aspettare e vedere quale sarà il quadro complessivo costruito dalla società".
 
Si parla della possibilità che il Napoli possa cedere sia Alex Meret sia Vanja Milinkovic-Savic per arrivare a Guglielmo Vicario. Se fosse lei il direttore sportivo del Napoli, farebbe questa scelta?
 
“Ci manca solo che mi metta a dare consigli a De Laurentiis e ad Allegri. Dico però una cosa: dopo quella dell'allenatore, la scelta del portiere è la più difficile che esista nella costruzione di una squadra. È un ruolo delicatissimo e richiede grande convinzione. Se davvero il Napoli dovesse decidere di cambiare portiere per puntare su Vicario, significa che la società e l'allenatore hanno valutato attentamente il profilo e sono pienamente convinti della scelta. Per questo non me la sento di metterla in discussione. Il rispetto per chi prende queste decisioni deve sempre prevalere".
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ON AIR - Lucchesi: "Allegri scelta logica, sono stupito dallo scetticismo nei suoi confronti, Malagò persona straordinariamente capace, ma ha bisogno del supporto di tutti"

di Redazione

25/06/2026 - 13:11

A "1 Football Club", programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Fabrizio Lucchesi, direttore sportivo ex, fra le tante, di Roma ed Empoli. Di seguito, un estratto dell'intervista. 
 
Sulla vicenda Marco Palestra, con l'Inter beffata e il ragazzo che ha scelto il Chelsea: si può davvero dire che abbia scelto il Chelsea soltanto per i soldi?
 
“Per me è un po' riduttivo. È chiaro che l'aspetto economico abbia avuto il suo peso, ma il Chelsea gioca nel campionato più competitivo del mondo. C'è il fascino della Premier League, quello di Londra e di un club tra i più importanti a livello internazionale. È normale che un ragazzo tenga conto di tutti questi fattori. Certo, le società italiane oggi non possono competere economicamente con determinati club inglesi e questa è semplicemente la fotografia della situazione attuale".
 
Direttore, restando su un tema che riguarda l'intero sistema calcio, che cosa pensa della situazione della FIGC e del ruolo di Giovanni Malagò? Ritiene che ci sia anche un risvolto politico in questa vicenda?
 
“Ho sempre pensato che anche la politica debba ricordare che il calcio non è soltanto un fenomeno sociale, ma è un'impresa a tutti gli effetti. Il calcio professionistico genera un fatturato enorme, dà lavoro a decine di migliaia di persone e ha bisogno che anche la politica sostenga concretamente il sistema calcio italiano. Giovanni Malagò è una persona di altissimo spessore, con uno standing praticamente inarrivabile nel panorama nazionale. È un uomo di grande valore, ma da solo non può risolvere tutte le problematiche. Ha bisogno del supporto di tutte le componenti del sistema, che dovrebbero mettere da parte gli interessi personali e tornare a mettere al centro il bene comune, cioè il calcio. Altrimenti diventa difficile sostenere un sistema che ha costi enormi e che necessita del contributo di tutti. A Malagò faccio i miei auguri: è una persona straordinariamente capace, ma serve il sostegno dell'intero movimento".
 
Spostando l'attenzione sul Napoli, sembra che Aurelio De Laurentiis abbia scelto di trasformare i risultati in un sistema stabile. Il prossimo allenatore dovrebbe essere Massimiliano Allegri. La convince questa scelta?
 
“Devo dire che resto stupito quando sento dello scetticismo nei confronti di Allegri. Gli allenatori bravi esistono e Allegri appartiene certamente a questa categoria. Poi, nel nostro mondo, anche quando un allenatore di valore non vince viene immediatamente messo in discussione: fa parte delle regole del gioco. Mettere in dubbio un profilo come quello di Allegri, considerando la sua esperienza e le sue capacità gestionali, soprattutto in un momento in cui bisogna rilanciare un progetto importante come quello del Napoli, mi sorprende. Dopo la scorsa stagione era evidente che ci fossero alcuni problemi, anche se la rosa del Napoli non era inferiore a quella dell'Inter. Ripartire da un allenatore come Allegri mi sembra una scelta logica. Sono davvero pochi gli allenatori che possono ricoprire un ruolo di questo livello".
 
Direttore, da ultimo direttore sportivo capace di vincere lo Scudetto con la Roma, le chiedo: la convince l'eventuale arrivo di Mason Greenwood in giallorosso?
 
“Le valutazioni sui calciatori sono sempre relative al contesto. Il valore di un giocatore va giudicato all'interno del progetto tecnico, del modo in cui intende impiegarlo l'allenatore, delle caratteristiche della squadra e della complementarità con gli altri elementi della rosa. Per questo è difficile dire oggi se un profilo convinca oppure no. Ognuno può avere preferenze personali, ma siamo soltanto a fine giugno e il mercato è ancora nella sua fase iniziale. Prima di esprimere giudizi definitivi è giusto aspettare e vedere quale sarà il quadro complessivo costruito dalla società".
 
Si parla della possibilità che il Napoli possa cedere sia Alex Meret sia Vanja Milinkovic-Savic per arrivare a Guglielmo Vicario. Se fosse lei il direttore sportivo del Napoli, farebbe questa scelta?
 
“Ci manca solo che mi metta a dare consigli a De Laurentiis e ad Allegri. Dico però una cosa: dopo quella dell'allenatore, la scelta del portiere è la più difficile che esista nella costruzione di una squadra. È un ruolo delicatissimo e richiede grande convinzione. Se davvero il Napoli dovesse decidere di cambiare portiere per puntare su Vicario, significa che la società e l'allenatore hanno valutato attentamente il profilo e sono pienamente convinti della scelta. Per questo non me la sento di metterla in discussione. Il rispetto per chi prende queste decisioni deve sempre prevalere".