Nel corso del suo intervento, Ciccio Marolda ha analizzato il momento del Napoli in vista della trasferta di Firenze, soffermandosi sull’impatto avuto da Rasmus Hojlund, sulla situazione di Frank Anguissa e sulle difficoltà incontrate dalla squadra in questo avvio di stagione.
"Hojlund? Ha avuto un impatto ottimo nella scorsa stagione, perché nessuno si aspettava che facesse quello che ha fatto. Quest’anno, per sfruttarlo al massimo, penso che si debba assicurare al giocatore un po’ più di assistenza. Non può essere lasciato a se stesso. Se viene assistito bene, Hojlund può essere veramente una risorsa importante anche in questa stagione. A Firenze il Napoli ci arriva con la necessità di fare risultato, anche un pareggio, perché non può permettersi di riprendere una striscia negativa. Se hai delle ambizioni, statisticamente non puoi perdere più di quattro o cinque partite in una stagione. Il Napoli non può permettersi di perdere ancora e soprattutto non può staccarsi troppo dalle prime della classifica.
Anguissa? Dovremmo dire probabilmente delle cose politicamente non troppo corrette, perché Anguissa l’anno scorso è stato male, ha avuto un infortunio serio e quest’anno sta patendo ancora degli acciacchi. Non so se sul rinnovo di contratto abbiano pesato e pesino queste cose, onestamente. Certo è che Anguissa, quando è in buona forma fisica, non dico in eccellente forma ma in buona forma, diventa un giocatore importante. Ha muscoli, altezza e peso in un centrocampo che oggi è abbastanza leggerino e quindi potrebbe essere un giocatore importante da recuperare. Il problema è capire se sarà una stagione caratterizzata da presenze intermittenti, una volta c’è e quattro no. Questo sarebbe un bel problema per il Napoli.
La partita con la Fiorentina? È importante, anzi importantissima, proprio perché il Napoli ha avuto due stop e non può staccarsi ancora di più dalla vetta della classifica o dai primi quattro posti. Per quanto riguarda la Fiorentina, in realtà stiamo imparando a conoscerla adesso, perché non abbiamo visto ancora una squadra definita nelle prime tre giornate. Bisognerà quindi stare attenti. La Fiorentina ha un centrocampo forte e sulla destra ha un attaccante che sta creando parecchi problemi agli avversari. Il Napoli dovrà stare attento soprattutto a non perdere la sfida a centrocampo.
Allegri? Come dici tu, il Napoli ha avuto un calendario sicuramente molto impegnativo e in più non ha fatto mercato. Sta pagando ancora l’effetto Conte e dei mercati di Conte: non ha potuto spendere denari, doveva vendere prima di comprare ed è riuscito a fare un po’ di cassa soltanto con Gutiérrez. Poi ha avuto cinque o sei infortuni all’inizio della stagione. Quindi il povero Allegri qualche alibi ce l’ha. Io non capisco perché con Allegri ci sia tanta prevenzione, onestamente. Probabilmente fa parte di un calcio un po’ vecchio per quanto riguarda gli allenatori, ma se è vero che il calcio italiano sta vivendo una trasformazione in panchina e stanno emergendo molti giovani, è altrettanto vero che nessun giovane si è ancora imposto completamente. Un po’ di esperienza come quella di Allegri può essere utile, soprattutto per un Napoli che deve trovare nell’allenatore un valore aggiunto, non avendo, per usare parole sincere, aggiunto valore alla squadra con il mercato.
Favasuli? Deve essere una lezione per il Napoli sotto un paio di aspetti. Il primo è che si possono comprare buoni giocatori senza svenarsi e senza buttare via i soldi, come è capitato soprattutto nell’ultima stagione. L’altro è che questo Napoli, che ha otto giocatori ultratrentenni e altri quattro che si avviano a festeggiare i trent’anni, è una squadra che deve essere rigenerata nel fisico, nelle idee e nella voglia di vincere. Favasuli è quindi una lezione per il futuro immediato: più gioventù, più gente che corre e meno spese pazze.
Idee e giovani? Sicuramente servono idee e soprattutto la capacità di andare a scovare buoni giocatori senza spendere tanto. I buoni giocatori ci sono, bisogna avere la capacità di andarli a trovare e di portarli in squadra. In Serie A vedo che si comincia a buttare dentro ragazzi di diciotto o diciannove anni. Mi auguro che questo continui e che ci sia un rinnovamento, che sarà utile per il campionato ma che dovrà essere utile anche per la Nazionale. Quando mancano risorse economiche importanti, sono proprio le idee a fare la differenza.
Un’eventuale sconfitta a Firenze? Questo è un ambiente ancora un po’ depresso, nonostante l’ultimo successo, ed è anche un ambiente prevenuto. Mi auguro ovviamente che questo scenario non si verifichi, perché sarebbe veramente difficile vivere due o tre settimane con una visione negativa della squadra e del campionato. E poi ci sarebbe anche il ritorno della Champions League. Il Napoli ha bisogno di tranquillità e la tranquillità, nel calcio, la ottieni soltanto facendo risultati. Dobbiamo essere fiduciosi. Un periodo del genere sarebbe un handicap terribile per il Napoli.
Il doppio play? Nell’emergenza può andare bene tutto e il doppio play ha funzionato anche discretamente. Il problema arriverà quando torneranno a disposizione giocatori importanti come Mertens e Anguissa e bisognerà capire come sistemare De Bruyne. A quel punto bisognerà chiedersi chi esce per continuare a giocare con il doppio play. Sono situazioni che Allegri dovrà valutare con il rientro degli indisponibili".
di Redazione
17/09/2026 - 21:34
Nel corso del suo intervento, Ciccio Marolda ha analizzato il momento del Napoli in vista della trasferta di Firenze, soffermandosi sull’impatto avuto da Rasmus Hojlund, sulla situazione di Frank Anguissa e sulle difficoltà incontrate dalla squadra in questo avvio di stagione.
"Hojlund? Ha avuto un impatto ottimo nella scorsa stagione, perché nessuno si aspettava che facesse quello che ha fatto. Quest’anno, per sfruttarlo al massimo, penso che si debba assicurare al giocatore un po’ più di assistenza. Non può essere lasciato a se stesso. Se viene assistito bene, Hojlund può essere veramente una risorsa importante anche in questa stagione. A Firenze il Napoli ci arriva con la necessità di fare risultato, anche un pareggio, perché non può permettersi di riprendere una striscia negativa. Se hai delle ambizioni, statisticamente non puoi perdere più di quattro o cinque partite in una stagione. Il Napoli non può permettersi di perdere ancora e soprattutto non può staccarsi troppo dalle prime della classifica.
Anguissa? Dovremmo dire probabilmente delle cose politicamente non troppo corrette, perché Anguissa l’anno scorso è stato male, ha avuto un infortunio serio e quest’anno sta patendo ancora degli acciacchi. Non so se sul rinnovo di contratto abbiano pesato e pesino queste cose, onestamente. Certo è che Anguissa, quando è in buona forma fisica, non dico in eccellente forma ma in buona forma, diventa un giocatore importante. Ha muscoli, altezza e peso in un centrocampo che oggi è abbastanza leggerino e quindi potrebbe essere un giocatore importante da recuperare. Il problema è capire se sarà una stagione caratterizzata da presenze intermittenti, una volta c’è e quattro no. Questo sarebbe un bel problema per il Napoli.
La partita con la Fiorentina? È importante, anzi importantissima, proprio perché il Napoli ha avuto due stop e non può staccarsi ancora di più dalla vetta della classifica o dai primi quattro posti. Per quanto riguarda la Fiorentina, in realtà stiamo imparando a conoscerla adesso, perché non abbiamo visto ancora una squadra definita nelle prime tre giornate. Bisognerà quindi stare attenti. La Fiorentina ha un centrocampo forte e sulla destra ha un attaccante che sta creando parecchi problemi agli avversari. Il Napoli dovrà stare attento soprattutto a non perdere la sfida a centrocampo.
Allegri? Come dici tu, il Napoli ha avuto un calendario sicuramente molto impegnativo e in più non ha fatto mercato. Sta pagando ancora l’effetto Conte e dei mercati di Conte: non ha potuto spendere denari, doveva vendere prima di comprare ed è riuscito a fare un po’ di cassa soltanto con Gutiérrez. Poi ha avuto cinque o sei infortuni all’inizio della stagione. Quindi il povero Allegri qualche alibi ce l’ha. Io non capisco perché con Allegri ci sia tanta prevenzione, onestamente. Probabilmente fa parte di un calcio un po’ vecchio per quanto riguarda gli allenatori, ma se è vero che il calcio italiano sta vivendo una trasformazione in panchina e stanno emergendo molti giovani, è altrettanto vero che nessun giovane si è ancora imposto completamente. Un po’ di esperienza come quella di Allegri può essere utile, soprattutto per un Napoli che deve trovare nell’allenatore un valore aggiunto, non avendo, per usare parole sincere, aggiunto valore alla squadra con il mercato.
Favasuli? Deve essere una lezione per il Napoli sotto un paio di aspetti. Il primo è che si possono comprare buoni giocatori senza svenarsi e senza buttare via i soldi, come è capitato soprattutto nell’ultima stagione. L’altro è che questo Napoli, che ha otto giocatori ultratrentenni e altri quattro che si avviano a festeggiare i trent’anni, è una squadra che deve essere rigenerata nel fisico, nelle idee e nella voglia di vincere. Favasuli è quindi una lezione per il futuro immediato: più gioventù, più gente che corre e meno spese pazze.
Idee e giovani? Sicuramente servono idee e soprattutto la capacità di andare a scovare buoni giocatori senza spendere tanto. I buoni giocatori ci sono, bisogna avere la capacità di andarli a trovare e di portarli in squadra. In Serie A vedo che si comincia a buttare dentro ragazzi di diciotto o diciannove anni. Mi auguro che questo continui e che ci sia un rinnovamento, che sarà utile per il campionato ma che dovrà essere utile anche per la Nazionale. Quando mancano risorse economiche importanti, sono proprio le idee a fare la differenza.
Un’eventuale sconfitta a Firenze? Questo è un ambiente ancora un po’ depresso, nonostante l’ultimo successo, ed è anche un ambiente prevenuto. Mi auguro ovviamente che questo scenario non si verifichi, perché sarebbe veramente difficile vivere due o tre settimane con una visione negativa della squadra e del campionato. E poi ci sarebbe anche il ritorno della Champions League. Il Napoli ha bisogno di tranquillità e la tranquillità, nel calcio, la ottieni soltanto facendo risultati. Dobbiamo essere fiduciosi. Un periodo del genere sarebbe un handicap terribile per il Napoli.
Il doppio play? Nell’emergenza può andare bene tutto e il doppio play ha funzionato anche discretamente. Il problema arriverà quando torneranno a disposizione giocatori importanti come Mertens e Anguissa e bisognerà capire come sistemare De Bruyne. A quel punto bisognerà chiedersi chi esce per continuare a giocare con il doppio play. Sono situazioni che Allegri dovrà valutare con il rientro degli indisponibili".