Lorenzo Insigne, attaccante del Pescara, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni Rai: “Mancano due partite e ora serve saper gestire i risultati. Dobbiamo conquistare punti pesanti a tutti i costi, mantenendo alta la concentrazione dal primo all’ultimo minuto. Per me è speciale essere tornato qui, dove tutto è iniziato 14 anni fa. Sono orgoglioso del percorso fatto finora, perché nulla è scontato: dietro ci sono tanti sacrifici. Pescara mi ha dato tanto: quando arrivai ero un ragazzo con il sogno della Serie A e, grazie a mister Zeman che ha creduto in me, sono riuscito a raggiungerla. Nell’ultima gara siamo stati troppo statici e poco reattivi, come ha sottolineato anche il mister. Una squadra che lotta per salvarsi non può concedere certi gol, e purtroppo non è la prima volta che accade - riporta PescaraSport24 -. Stiamo lasciando per strada punti fondamentali, spesso per cali di concentrazione e scarsa percezione del pericolo. Da gennaio esprimiamo un buon calcio, ma dobbiamo restare lucidi fino al fischio finale. Non credo sia un problema fisico: molti di noi, me compreso, arrivavano da mesi di inattività, ma con lo staff abbiamo lavorato per ritrovare la condizione. È soprattutto una questione di attenzione. A fine partita ho scherzato con Abate, dicendogli: ‘Ma che studi Guardiola per far giocare così la tua squadra?’. Lui, come altri tecnici giovani, penso anche ad Aquilani, ha idee interessanti che mi piacciono. Allenatore in futuro? C’è tempo: voglio continuare a giocare e divertirmi, mi sento ancora giovane. Ora siamo ai playout dopo essere stati a lungo ultimi e staccati. I tifosi non ci hanno mai fatto mancare il loro supporto e c’è entusiasmo: saranno fattori determinanti in questo finale di stagione".
di Redazione
29/04/2026 - 00:28
Lorenzo Insigne, attaccante del Pescara, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni Rai: “Mancano due partite e ora serve saper gestire i risultati. Dobbiamo conquistare punti pesanti a tutti i costi, mantenendo alta la concentrazione dal primo all’ultimo minuto. Per me è speciale essere tornato qui, dove tutto è iniziato 14 anni fa. Sono orgoglioso del percorso fatto finora, perché nulla è scontato: dietro ci sono tanti sacrifici. Pescara mi ha dato tanto: quando arrivai ero un ragazzo con il sogno della Serie A e, grazie a mister Zeman che ha creduto in me, sono riuscito a raggiungerla. Nell’ultima gara siamo stati troppo statici e poco reattivi, come ha sottolineato anche il mister. Una squadra che lotta per salvarsi non può concedere certi gol, e purtroppo non è la prima volta che accade - riporta PescaraSport24 -. Stiamo lasciando per strada punti fondamentali, spesso per cali di concentrazione e scarsa percezione del pericolo. Da gennaio esprimiamo un buon calcio, ma dobbiamo restare lucidi fino al fischio finale. Non credo sia un problema fisico: molti di noi, me compreso, arrivavano da mesi di inattività, ma con lo staff abbiamo lavorato per ritrovare la condizione. È soprattutto una questione di attenzione. A fine partita ho scherzato con Abate, dicendogli: ‘Ma che studi Guardiola per far giocare così la tua squadra?’. Lui, come altri tecnici giovani, penso anche ad Aquilani, ha idee interessanti che mi piacciono. Allenatore in futuro? C’è tempo: voglio continuare a giocare e divertirmi, mi sento ancora giovane. Ora siamo ai playout dopo essere stati a lungo ultimi e staccati. I tifosi non ci hanno mai fatto mancare il loro supporto e c’è entusiasmo: saranno fattori determinanti in questo finale di stagione".