Calcio
RADIO CRC - Chiariello: "Nazionale, questa squadra è superiore a quella di qualche anno fa, il livello è medio alto, Goretzka? Preferisco Hasa"
26.03.2026 10:48 di Napoli Magazine
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Umberto Chiariello, giornalista, nel suo editoriale per Radio CRC, ha commentato il momento attuale dell'Italia, impegnata contro l'Irlanda del Nord per la qualificazione al Mondiale: "Le Nazionali lasciano spazio al campionato, anzi: è il campionato che lascia il passo alle nazionali, e anche l'attenzione cambia. Ora parlare di rimonte, di Champions League o di mercato con nomi come Goretzka che circolano, chiamatemi pure pazzo ma preferisco Hasa per l'anno prossimo e lascia il tempo che trova, perché la testa è tutta rivolta a domani. L'Italia si gioca una fetta, se non tutta, della propria residua credibilità calcistica. è una sorta di conditio ad excludendum: se l'Italia vince, non succede nulla di straordinario, è la norma. Ma tutta la vera attenzione è rivolta all'evento del 31, in trasferta contro Bosnia o Galles, a seconda di chi vinceè l'altra semifinale playoff. Battere l'Irlanda del Nord domani a Bergamo è la condizione sine qua non per aspirare alla normalità calcistica: quella che prevede la partecipazione dell'Italia ai Mondiali. Siamo, per palmares secondi solo al Brasile: loro con cinque titoli mondiali, noi con quattro, più due Europei. Pensate che l'Inghilterra â pur rappresentando la Premier League  ha un solo titolo mondiale e zero Europei, e quel titolo del '66 è ancora discusso per il famoso "gol fantasma". Non essere al Mondiale sarebbe qualcosa di incredibile. Dopo due esclusioni consecutive, una terza sarebbe un fallimento epocale, senza precedenti nella nostra storia. Battere l'Irlanda del Nord non è un'impresa: è una squadra modesta, che fuori casa soffre molto. Le squadre britanniche, infatti, sono spesso forti in casa ma perdono solidità lontano dal proprio pubblico. Ecco perché sarebbe preferibile affrontare la Bosnia piuttosto che il Galles: i gallesi in casa si esaltano, mentre fuori sono più vulnerabili. Il loro stile di gioco, fatto di corsa e fisicità, è ancora molto diretto. Non si può pensare che Irlanda del Nord, Bosnia o Galles possano impedirci di andare al Mondiale. Possiamo farci male solo da soli, con paure e insicurezze. Questa Italia non è una squadra di fuoriclasse, ma ha un livello medio alto. Dire il contrario è sbagliato. In porta c'è Donnarumma, tra i migliori al mondo. In difesa: Mancini, Bastoni, Calafiori â tutti giocatori di alto livello europeo. Sugli esterni: Di Marco è tra i migliori terzini sinistri al mondo, Politano è esperto e affidabile. A centrocampo: Tonali, Barella, Locatelli, tutti protagonisti nei rispettivi club. Davanti: Kean, Retegui, con alternative come Scamacca ed Esposito. Sono tutti giocatori di prima fascia, titolari nei loro club, spesso in squadre di vertice come Inter, Juventus, Napoli, Arsenal o Newcastle. Questa squadra è superiore a quella di qualche anno fa, che pure fece bene con Conte pur avendo meno qualità, sì, ci sono pressione e ansia. Sì, l'allenatore può trasmettere tensione. Ma dobbiamo ricordarci chi siamo. L'inno di Mameli lo dice chiaramente: siam pronti alla morte, è un richiamo alla nostra storia, a Scipione l'Africano, simbolo di vittoria anche nelle difficoltà. Questa volta non saranno i - vichinghi - o celti a fermarci. Siamo l'Italia: quattro volte campioni del mondo, due volte campioni d'Europa. Abbiamo una squadra di livello. Non dobbiamo abbatterci: dobbiamo andare al Mondiale". 

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RADIO CRC - Chiariello: "Nazionale, questa squadra è superiore a quella di qualche anno fa, il livello è medio alto, Goretzka? Preferisco Hasa"

di Redazione

26/03/2026 - 10:48

Umberto Chiariello, giornalista, nel suo editoriale per Radio CRC, ha commentato il momento attuale dell'Italia, impegnata contro l'Irlanda del Nord per la qualificazione al Mondiale: "Le Nazionali lasciano spazio al campionato, anzi: è il campionato che lascia il passo alle nazionali, e anche l'attenzione cambia. Ora parlare di rimonte, di Champions League o di mercato con nomi come Goretzka che circolano, chiamatemi pure pazzo ma preferisco Hasa per l'anno prossimo e lascia il tempo che trova, perché la testa è tutta rivolta a domani. L'Italia si gioca una fetta, se non tutta, della propria residua credibilità calcistica. è una sorta di conditio ad excludendum: se l'Italia vince, non succede nulla di straordinario, è la norma. Ma tutta la vera attenzione è rivolta all'evento del 31, in trasferta contro Bosnia o Galles, a seconda di chi vinceè l'altra semifinale playoff. Battere l'Irlanda del Nord domani a Bergamo è la condizione sine qua non per aspirare alla normalità calcistica: quella che prevede la partecipazione dell'Italia ai Mondiali. Siamo, per palmares secondi solo al Brasile: loro con cinque titoli mondiali, noi con quattro, più due Europei. Pensate che l'Inghilterra â pur rappresentando la Premier League  ha un solo titolo mondiale e zero Europei, e quel titolo del '66 è ancora discusso per il famoso "gol fantasma". Non essere al Mondiale sarebbe qualcosa di incredibile. Dopo due esclusioni consecutive, una terza sarebbe un fallimento epocale, senza precedenti nella nostra storia. Battere l'Irlanda del Nord non è un'impresa: è una squadra modesta, che fuori casa soffre molto. Le squadre britanniche, infatti, sono spesso forti in casa ma perdono solidità lontano dal proprio pubblico. Ecco perché sarebbe preferibile affrontare la Bosnia piuttosto che il Galles: i gallesi in casa si esaltano, mentre fuori sono più vulnerabili. Il loro stile di gioco, fatto di corsa e fisicità, è ancora molto diretto. Non si può pensare che Irlanda del Nord, Bosnia o Galles possano impedirci di andare al Mondiale. Possiamo farci male solo da soli, con paure e insicurezze. Questa Italia non è una squadra di fuoriclasse, ma ha un livello medio alto. Dire il contrario è sbagliato. In porta c'è Donnarumma, tra i migliori al mondo. In difesa: Mancini, Bastoni, Calafiori â tutti giocatori di alto livello europeo. Sugli esterni: Di Marco è tra i migliori terzini sinistri al mondo, Politano è esperto e affidabile. A centrocampo: Tonali, Barella, Locatelli, tutti protagonisti nei rispettivi club. Davanti: Kean, Retegui, con alternative come Scamacca ed Esposito. Sono tutti giocatori di prima fascia, titolari nei loro club, spesso in squadre di vertice come Inter, Juventus, Napoli, Arsenal o Newcastle. Questa squadra è superiore a quella di qualche anno fa, che pure fece bene con Conte pur avendo meno qualità, sì, ci sono pressione e ansia. Sì, l'allenatore può trasmettere tensione. Ma dobbiamo ricordarci chi siamo. L'inno di Mameli lo dice chiaramente: siam pronti alla morte, è un richiamo alla nostra storia, a Scipione l'Africano, simbolo di vittoria anche nelle difficoltà. Questa volta non saranno i - vichinghi - o celti a fermarci. Siamo l'Italia: quattro volte campioni del mondo, due volte campioni d'Europa. Abbiamo una squadra di livello. Non dobbiamo abbatterci: dobbiamo andare al Mondiale".