Gianluca Di Marzio, giornalista ed esperto di mercato, ha parlato della Fiorentina e di Fabio Paratici all'interno di "Caffè Di Marzio", consueto podcast di mercato: "Fabio Paratici si è già preso la Fiorentina. Nel giorno del suo 54° compleanno, il direttore sportivo viola può festeggiare non solo una ricorrenza personale, ma anche un avvio di mercato che lo ha riportato al centro della scena del calcio italiano. Dopo l'esperienza al Tottenham e gli anni ricchi di successi alla Juventus, Paratici ha impresso immediatamente il suo marchio sul nuovo progetto viola. La sua forza, però, non è quella di chi spende senza limiti. Finora la Fiorentina ha investito circa 40 milioni di euro per quattro acquisti: 25 milioni per Atta, 15 per Vieri, mentre Dragusin e Jiménez sono arrivati con formule in prestito che prevedono il riscatto a determinate condizioni. Più che le cifre, a colpire è il metodo. Paratici, infatti, continua a distinguersi per la capacità di lavorare lontano dai riflettori, seguendo contemporaneamente numerose trattative e arrivando spesso prima della concorrenza. Un modo di operare che gli ha permesso di consegnare rapidamente a Fabio Grosso una squadra più giovane, tecnica e competitiva. Grande merito va anche ad Alessandro Ferrari e Roberto Goretti, che la scorsa estate hanno convinto Paratici ad accettare un contratto quinquennale e a sposare il progetto della Fiorentina. Una scelta che oggi sta dando i primi frutti non solo sul mercato, ma anche nell'organizzazione del club. Il dirigente, infatti, sta intervenendo in profondità sulla struttura societaria del Viola Park, inserendo uomini di fiducia in diversi settori. L'ultima nomina è quella di Marco Bruzzone come responsabile dell'area medica, ma il lavoro di riorganizzazione coinvolge diversi ambiti della società. Il mercato, inoltre, è tutt'altro che concluso. Tra i nomi seguiti con maggiore attenzione resta quello di Ulay, centrocampista ivoriano del Trabzonspor, una trattativa che la Fiorentina continua a portare avanti nonostante le smentite. Se dovesse andare in porto, sarebbe probabilmente l'operazione più costosa della storia del club, superando i 25 milioni investiti per Atta. Sempre aperte anche le piste che portano a Valdepegnas, esterno sinistro del Real Madrid, seguito con largo anticipo dalla dirigenza viola, e a Nico Oso del Siviglia, altro profilo monitorato con attenzione. Il vero capolavoro di Paratici, però, è un altro: la Fiorentina è riuscita a rinforzarsi senza dover sacrificare i propri uomini migliori. Dodò, Gudmundsson, Piccoli e De Gea sono rimasti al loro posto, mentre l'unica uscita di rilievo è stata quella di Fazzini, passato al Cagliari in prestito con diritto di riscatto. La sensazione è che il lavoro del direttore sportivo sia appena iniziato. La Fiorentina continua a muoversi con anticipo, pianificando ogni operazione nei dettagli e confermando quella che, finora, è stata la caratteristica principale della gestione Paratici: arrivare prima degli altri".
di Redazione
13/07/2026 - 14:22
Gianluca Di Marzio, giornalista ed esperto di mercato, ha parlato della Fiorentina e di Fabio Paratici all'interno di "Caffè Di Marzio", consueto podcast di mercato: "Fabio Paratici si è già preso la Fiorentina. Nel giorno del suo 54° compleanno, il direttore sportivo viola può festeggiare non solo una ricorrenza personale, ma anche un avvio di mercato che lo ha riportato al centro della scena del calcio italiano. Dopo l'esperienza al Tottenham e gli anni ricchi di successi alla Juventus, Paratici ha impresso immediatamente il suo marchio sul nuovo progetto viola. La sua forza, però, non è quella di chi spende senza limiti. Finora la Fiorentina ha investito circa 40 milioni di euro per quattro acquisti: 25 milioni per Atta, 15 per Vieri, mentre Dragusin e Jiménez sono arrivati con formule in prestito che prevedono il riscatto a determinate condizioni. Più che le cifre, a colpire è il metodo. Paratici, infatti, continua a distinguersi per la capacità di lavorare lontano dai riflettori, seguendo contemporaneamente numerose trattative e arrivando spesso prima della concorrenza. Un modo di operare che gli ha permesso di consegnare rapidamente a Fabio Grosso una squadra più giovane, tecnica e competitiva. Grande merito va anche ad Alessandro Ferrari e Roberto Goretti, che la scorsa estate hanno convinto Paratici ad accettare un contratto quinquennale e a sposare il progetto della Fiorentina. Una scelta che oggi sta dando i primi frutti non solo sul mercato, ma anche nell'organizzazione del club. Il dirigente, infatti, sta intervenendo in profondità sulla struttura societaria del Viola Park, inserendo uomini di fiducia in diversi settori. L'ultima nomina è quella di Marco Bruzzone come responsabile dell'area medica, ma il lavoro di riorganizzazione coinvolge diversi ambiti della società. Il mercato, inoltre, è tutt'altro che concluso. Tra i nomi seguiti con maggiore attenzione resta quello di Ulay, centrocampista ivoriano del Trabzonspor, una trattativa che la Fiorentina continua a portare avanti nonostante le smentite. Se dovesse andare in porto, sarebbe probabilmente l'operazione più costosa della storia del club, superando i 25 milioni investiti per Atta. Sempre aperte anche le piste che portano a Valdepegnas, esterno sinistro del Real Madrid, seguito con largo anticipo dalla dirigenza viola, e a Nico Oso del Siviglia, altro profilo monitorato con attenzione. Il vero capolavoro di Paratici, però, è un altro: la Fiorentina è riuscita a rinforzarsi senza dover sacrificare i propri uomini migliori. Dodò, Gudmundsson, Piccoli e De Gea sono rimasti al loro posto, mentre l'unica uscita di rilievo è stata quella di Fazzini, passato al Cagliari in prestito con diritto di riscatto. La sensazione è che il lavoro del direttore sportivo sia appena iniziato. La Fiorentina continua a muoversi con anticipo, pianificando ogni operazione nei dettagli e confermando quella che, finora, è stata la caratteristica principale della gestione Paratici: arrivare prima degli altri".