Il Como ha messo nel mirino Thiago Pitarch, diciottenne di proprietà del Real Madrid. Dieci presenze nella Liga, sei in Champions League, giocando addirittura da titolare le partite con il Manchester City e il Bayern Monaco. Con l'arrivo di un nuovo tecnico è possibile che ci siano investimenti corposi a metà campo, come Vitinha - messo nel mirino nelle ultime settimane - e quindi i lombardi vorrebbero provare a fare un colpo alla Nico Paz.
Quindi sì, un trasferimento a titolo definitivo, ma con il diritto di ricompra dei madrileni. Per Pitarch sarebbe un'opportunità per misurarsi con la Champions League, oltre a crescere in Serie A.
Thiago Pitarch, nei mesi scorsi, ha parlato del suo trasferimento alle Merengues. "È successo durante un allenamento. Mi hanno detto che il Real Madrid era interessato a me e non ho esitato. Ho detto ai miei genitori: ‘Sì, andiamo’. È successo tutto molto in fretta perché non c’era molto da pensarci. Penso di essermi integrato bene nel gruppo, soprattutto con Valverde e Brahim. Con gli spagnoli parlo di più, ma entrambi mi aiutano tanto durante le partite. Mi dicono di stare calmo, di giocare come so fare, di lottare e di non avere paura con la palla tra i piedi”.
di Redazione
05/06/2026 - 15:50
Il Como ha messo nel mirino Thiago Pitarch, diciottenne di proprietà del Real Madrid. Dieci presenze nella Liga, sei in Champions League, giocando addirittura da titolare le partite con il Manchester City e il Bayern Monaco. Con l'arrivo di un nuovo tecnico è possibile che ci siano investimenti corposi a metà campo, come Vitinha - messo nel mirino nelle ultime settimane - e quindi i lombardi vorrebbero provare a fare un colpo alla Nico Paz.
Quindi sì, un trasferimento a titolo definitivo, ma con il diritto di ricompra dei madrileni. Per Pitarch sarebbe un'opportunità per misurarsi con la Champions League, oltre a crescere in Serie A.
Thiago Pitarch, nei mesi scorsi, ha parlato del suo trasferimento alle Merengues. "È successo durante un allenamento. Mi hanno detto che il Real Madrid era interessato a me e non ho esitato. Ho detto ai miei genitori: ‘Sì, andiamo’. È successo tutto molto in fretta perché non c’era molto da pensarci. Penso di essermi integrato bene nel gruppo, soprattutto con Valverde e Brahim. Con gli spagnoli parlo di più, ma entrambi mi aiutano tanto durante le partite. Mi dicono di stare calmo, di giocare come so fare, di lottare e di non avere paura con la palla tra i piedi”.