Giovanni Simeone è stato a un passo dal lasciare il Torino in estate, ma alla fine è rimasto e a Sky Sport Insider è tornato sull'argomento: "È vero, c’era la possibilità di andare al River, che è una squadra a cui voglio tanto bene. Mi potevo spostare: avrei cambiato calcio e vita. Abbiamo deciso insieme che c’era bisogno di me in questa squadra e sono molto contento di essere rimasto. Ho capito che serve anche la mia leadership per aiutare i compagni giovani che sono arrivati. Serve esperienza e voglio dimostrare di poter continuare a fare quello che ho fatto l’anno scorso”
Simeone non cerca scuse, ma analizza anche perché quest'anno è in ritardo nelle reti segnate: "Parto dalla partita contro la Roma. Due giorni prima ho avuto un blocco alla schiena e mi era già capitato a Napoli: è difficile tornare in pochi giorni. Per fortuna sono comunque riuscito a giocare, ho resistito e ho provato a dare tutto quello che avevo andando anche vicino alla rete. Devo ringraziare tutto lo staff per avermi aiutato a recuperare così in fretta. Ma il gol non è un problema: non ci penso tanto. Io ci devo provare tutte le partite, a volte non si riesce e conosco queste dinamiche: ci sono partite in cui ti sblocchi in un attimo o magari ti possono capitare partite senza rete. So come funziona”
Simeone parla anche del suo allenatore: "È giovane, ma conosce molto bene l’Italia per quanto ha giocato qui. Sa come funziona la Serie A, ha tanta energia, gli piace avere rapporto con i giocatori. Ascolta molto, è una cosa buona: cerca di trovare il modo migliore per far stare bene i giocatori. Se pensiamo al campo, ha idee, un’identità precisa che vuole portare avanti partita dopo partita. Tra i giocatori se devo dire uno che mi ha sorpreso quello è Comuzzo. Pietro sembra esperto ma è giovanissimo, ha ancora tanta strada da fare. Prendiamo la partita proprio contro la Fiorentina: è stato bravissimo ad annullare uno come Mastantuono. Mi ha colpito molto".
di Redazione
16/10/2026 - 13:44
Giovanni Simeone è stato a un passo dal lasciare il Torino in estate, ma alla fine è rimasto e a Sky Sport Insider è tornato sull'argomento: "È vero, c’era la possibilità di andare al River, che è una squadra a cui voglio tanto bene. Mi potevo spostare: avrei cambiato calcio e vita. Abbiamo deciso insieme che c’era bisogno di me in questa squadra e sono molto contento di essere rimasto. Ho capito che serve anche la mia leadership per aiutare i compagni giovani che sono arrivati. Serve esperienza e voglio dimostrare di poter continuare a fare quello che ho fatto l’anno scorso”
Simeone non cerca scuse, ma analizza anche perché quest'anno è in ritardo nelle reti segnate: "Parto dalla partita contro la Roma. Due giorni prima ho avuto un blocco alla schiena e mi era già capitato a Napoli: è difficile tornare in pochi giorni. Per fortuna sono comunque riuscito a giocare, ho resistito e ho provato a dare tutto quello che avevo andando anche vicino alla rete. Devo ringraziare tutto lo staff per avermi aiutato a recuperare così in fretta. Ma il gol non è un problema: non ci penso tanto. Io ci devo provare tutte le partite, a volte non si riesce e conosco queste dinamiche: ci sono partite in cui ti sblocchi in un attimo o magari ti possono capitare partite senza rete. So come funziona”
Simeone parla anche del suo allenatore: "È giovane, ma conosce molto bene l’Italia per quanto ha giocato qui. Sa come funziona la Serie A, ha tanta energia, gli piace avere rapporto con i giocatori. Ascolta molto, è una cosa buona: cerca di trovare il modo migliore per far stare bene i giocatori. Se pensiamo al campo, ha idee, un’identità precisa che vuole portare avanti partita dopo partita. Tra i giocatori se devo dire uno che mi ha sorpreso quello è Comuzzo. Pietro sembra esperto ma è giovanissimo, ha ancora tanta strada da fare. Prendiamo la partita proprio contro la Fiorentina: è stato bravissimo ad annullare uno come Mastantuono. Mi ha colpito molto".