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A NAPOLI - Uno studio sull’epigrafe cifrata di Santa Maria La Nova “smonta” la pista Dracula
21.07.2026 15:41 di Napoli Magazine
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Una svolta nello studio dell’enigmatica iscrizione custodita nella chiesa di Santa Maria La Nova di Napoli potrebbe ridimensionare le teorie che negli ultimi anni avevano collegato il sito alla presunta tomba di Vlad Tepes, il principe valacco noto come Dracula.
 
È quanto emerso dalla conferenza tenutasi ieri al Museo Filangieri, dove è stata presentata la ricerca firmata da Cosimo Palma dell’Università di Pisa e Louie Helm di RockstarResearch.com (USA), dedicata all’analisi crittografica dell’epigrafe.
 
Lo studio dimostra che il testo presenta forti corrispondenze con il ceco medievale tra XIV e XVI secolo e costituisce una preghiera penitenziale, con richiami al peccato, alla misericordia divina e alla salvezza dell’anima.
 
Una lettura che, pur senza voler chiudere definitivamente il dibattito storico, andrebbe nella direzione opposta rispetto alle precedenti ipotesi che facevano dell'iscrizione una prova a favore dell'ipotesi secondo cui Santa Maria La Nova rappresenterebbe il possibile luogo di sepoltura di Vlad III di Valacchia.
 
Gli autori hanno sottolineato più volte la necessità di mantenere un approccio prudente e scientifico: “I progressi nella decrittazione sono stati finora molto lenti – è stato spiegato durante l’incontro – ma sono stati sempre portati all’attenzione della comunità internazionale di studiosi, che li ha vagliati e ha persino proposto ulteriori piste investigative”.
 
La ricerca utilizza strumenti di crittoanalisi, modelli statistici e intelligenza artificiale applicati ai corpora linguistici slavi medievali, individuando convergenze significative.
 
Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche Salvatore Forte e Francesco De Falco dell’associazione culturale IVI, che hanno evidenziato l’importanza di continuare ad approfondire in modo rigoroso e multidisciplinare i misteri storici legati al patrimonio monumentale napoletano.
 
Lo studio, pubblicato negli atti di convegno della conferenza di crittologia storica HistoCrypt 2026, tenutasi recentemente in Amiens (Francia), spera di trovare risonanza tra ulteriori crittografi di lingua slava, con l’obiettivo di trovare supporto per completare la decifra dell’enigma entro il prossimo anno. 
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A NAPOLI - Uno studio sull’epigrafe cifrata di Santa Maria La Nova “smonta” la pista Dracula

di Redazione

21/07/2026 - 15:41

Una svolta nello studio dell’enigmatica iscrizione custodita nella chiesa di Santa Maria La Nova di Napoli potrebbe ridimensionare le teorie che negli ultimi anni avevano collegato il sito alla presunta tomba di Vlad Tepes, il principe valacco noto come Dracula.
 
È quanto emerso dalla conferenza tenutasi ieri al Museo Filangieri, dove è stata presentata la ricerca firmata da Cosimo Palma dell’Università di Pisa e Louie Helm di RockstarResearch.com (USA), dedicata all’analisi crittografica dell’epigrafe.
 
Lo studio dimostra che il testo presenta forti corrispondenze con il ceco medievale tra XIV e XVI secolo e costituisce una preghiera penitenziale, con richiami al peccato, alla misericordia divina e alla salvezza dell’anima.
 
Una lettura che, pur senza voler chiudere definitivamente il dibattito storico, andrebbe nella direzione opposta rispetto alle precedenti ipotesi che facevano dell'iscrizione una prova a favore dell'ipotesi secondo cui Santa Maria La Nova rappresenterebbe il possibile luogo di sepoltura di Vlad III di Valacchia.
 
Gli autori hanno sottolineato più volte la necessità di mantenere un approccio prudente e scientifico: “I progressi nella decrittazione sono stati finora molto lenti – è stato spiegato durante l’incontro – ma sono stati sempre portati all’attenzione della comunità internazionale di studiosi, che li ha vagliati e ha persino proposto ulteriori piste investigative”.
 
La ricerca utilizza strumenti di crittoanalisi, modelli statistici e intelligenza artificiale applicati ai corpora linguistici slavi medievali, individuando convergenze significative.
 
Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche Salvatore Forte e Francesco De Falco dell’associazione culturale IVI, che hanno evidenziato l’importanza di continuare ad approfondire in modo rigoroso e multidisciplinare i misteri storici legati al patrimonio monumentale napoletano.
 
Lo studio, pubblicato negli atti di convegno della conferenza di crittologia storica HistoCrypt 2026, tenutasi recentemente in Amiens (Francia), spera di trovare risonanza tra ulteriori crittografi di lingua slava, con l’obiettivo di trovare supporto per completare la decifra dell’enigma entro il prossimo anno.