Cultura & Gossip
INFO - Agenda settimanale degli spettacoli dal 16 al 22 febbraio in Campania, programmati dal Circuito Teatro Pubblico Campano
13.02.2026 18:26 di Napoli Magazine
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Di seguito l'agenda settimanale degli spettacoli dal 16 al 22 febbraio in Campania, programmati dal Circuito Teatro Pubblico Campano.

Teatro Verdi di Salerno
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Da giovedì 19 a domenica 22 febbraio
(da giovedì a sabato ore 21.00, domenica ore 18.00)
 
Lungo viaggio verso la notte
di Eugene O’Neill
adattamento Chiara De Marchi
traduzione Bruno Fonzi
 
interpretato da Gabriele Lavia e Federica Di Martino
 
e con Jacopo Venturiero, Ian Gualdani, Beatrice Ceccherini
 
regia Gabriele Lavia
 
scene Alessandro Camera
disegno luci Giuseppe Filipponio
costumi Andrea Viotti
suono Riccardo Benassi
musiche Andrea Nicolini
 
produzione Effimera
 
“Le vite degli uomini sono fatte di tenerezza e violenza. Di Amore e disprezzo. Comprensione e rigetto. Di famiglia e della sua rovina.”
Gabriele Lavia
 
Gabriele Lavia e la sua Compagnia affrontano l’opera di Eugene O’Neill “Lungo Viaggio Verso la Notte”.
Scritto tra il 1941 e il 1942 (prima assoluta nel febbraio 1956 a Stoccolma) “Lungo Viaggio Verso la Notte” dopo la morte dell’autore vinse il Premio Pulitzer per la drammaturgia nel 1957 ed è considerato il capolavoro del drammaturgo statunitense. 
Ha avuto numerose messe in scena in tutto il mondo, con la prima in Italia nel 1957 al Teatro Valle di Roma a cura di Renzo Ricci. Dell’opera, Sidney Lumet diresse la regia per il primo adattamento cinematografico nel 1962 con Katharine Hepburn e Ralph Richardson.
Long Day’s Journey into Night e` il titolo che Eugene O’Neill da` alla sua opera centrale, alla sua opera-confessione. (Il padre di O’Neill era stato un attore di grande successo, come il protagonista della sua opera teatrale). 
La casa-prigione della “famigliaccia” che O’Neill ci racconta, in fondo, e` proprio casa sua. E qui sta il cammino tortuoso di una possibile messa-in-scena-viaggio di quest’opera, davvero amara, scritta da O’Neill ormai vicino alla morte per fare “un viaggio all’indietro” nella sua vita. Un viaggio impietoso dentro l’amarezza di un fallimento senza riscatto.
__________________
 
Teatro Umberto di Nola
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Giovedì 19 febbraio, ore 20.45
 
Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Venerdì 20 febbraio, ore 21.00
 
Teatro Diana di Nocera Inferiore
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Sabato 21, ore 20.45, e domenica 22 febbraio, ore 18.00
 
Carlo Buccirosso in
 
Qualcosa è andato storto
una commedia scritta e diretta da Carlo Buccirosso
 
con 
Elvira Zingone, Peppe Miale, Fiorella Zullo,
Stefania Aluzzi, Matteo Tugnoli, Fabrizio Miano
 
e con Tilde Spirito (nel ruolo della nonna)
 
costumi Zaira De Vincentis, musiche Cosimo Lombardi
scenografie Gilda Cerullo
 
una produzione A.G. Spettacoli
 
Corrado Postiglione è un avvocato di provincia, modesto e pieno di buone intenzioni, alle prese con clienti tanto popolari quanto complicati. Ma il suo vero campo di battaglia è la famiglia: un groviglio di parenti, affini e attriti, in eterno conflitto per beghe di ogni sorta. Nel tentativo di riconquistare una stima perduta e un po’ di pace (anche economica), Corrado si improvvisa acrobata del diritto, tra cavilli e stratagemmi. Ma il colpo basso arriva quando la malattia colpisce la madre, matriarca inflessibile e regista occulta delle vite familiari. 
E da lì, l’eredità – vera protagonista occulta – scatena un’escalation tragicomica fatta di sospetti, rancori e alleanze instabili. Zio Dodò, come lo chiamano in casa, si ritrova solo contro tutti in una battaglia legale (e morale) che nessun codice prevede, con il destino beffardo che lo mette alla prova nell’unico caso davvero personale: la sua stessa famiglia.
Una commedia amara e irresistibile sulla famiglia, le sue nevrosi e le sue verità indicibili. Con una domanda sospesa: si può vincere una causa senza perdersi?
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Teatro Metropolitan di Sant’Anastasia
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Giovedì 19 e venerdì 20 febbraio, ore 20.45
 
Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Domenica 22 febbraio, ore 18.00
 
I promessi suoceri
 
con Paolo Caiazzo e Maria Bolignano
 
e con Antonio D'Avino, Yulia Mayarchuk, Domenico Pinelli, Giovanna Sannino
 
regia Paolo Caiazzo
 
scene Max Comune 
disegno luci Luigi Raia
 
produzione Ag Spettacoli Tradizione e Turismo
 
L’evoluzione da “Papà” a “Suocero” è un momento complicato della vita di un uomo ed è arrivato il momento per Antonio. Ex animatore di villaggi turistici non ha mai perdonato sua moglie Elisa, insegnante di italiano, per avergli impedito una carriera artistica.
La sua unica figlia Lucia ha deciso di accettare la proposta di matrimonio del suo amato Renzo e lo comunica ai genitori. 
Con l’inevitabile timore di finire nella soffitta dei ricordi, Antonio essendo legato alle tradizioni, chiede un incontro ufficiale con la famiglia dello sposo.
Dopo i primi convenevoli notano la grande distanza sociale ed economica delle famiglie: Gaetano è erede di un capo clan e Giulia è straniera trapiantata a Napoli ma con un passato da soubrette. 
Si cerca comunque di trovare punti di incontro fino a quando una verità inconfessabile costringe Antonio e gli altri ad ostacolare il progetto di nozze. Così Renzo e Lucia, come quelli Manzoniani, si troveranno davanti ad una inspiegabile strategia per un “Questo matrimonio non s’ha da fare”. 
Le dinamiche ed i colori strizzano l’occhio alla umana comicità della commedia all’italiana dei tempi d’oro, condita con i meccanismi del teatro classico partenopeo. Non a caso l’esordio del colloquio tra i suoceri è un chiaro omaggio a quello di “Miseria e Nobiltà” di Eduardo Scarpetta.
I nostri giovani troveranno, come quelli del romanzo, mille impedimenti al loro matrimonio. Con una serie di colpi di scena a catena la matassa si ingarbuglia fino ad apparire inestricabile. Anche con loro però la divina provvidenza interverrà?… (spoiler) Sì!
Interverrà ma in maniera molto particolare, regalando un lieto fine, ma che non potrà rimarginare vecchie ferite e scheletri finalmente liberati dagli armadi dei nostri “Promessi Suoceri”.
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Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Da venerdì 20 a domenica 22 febbraio 
(feriali ore 20.30, festivi ore 18.15)
 
Peppe Iodice in
 
Ho visto Maradona!
di Peppe Iodice, Francesco Burzo e Marco Critelli
 
con Salvatore Catanese
 
scene Livio Sessa, costumi Rosy Orso
 
regia Francesco Mastandrea
 
una produzione Claudio Malfi
 
Cosa accadrebbe se Peppe Iodice per un giorno si trovasse a contatto con l’aldilà? Cosa racconterebbe Peppe di ritorno dal luogo dove ci sono tutte le verità che forse non vediamo, o non vogliamo vedere?
Questo è l’incipit del nuovo spettacolo, grazie ad una serie di incontri soprannaturali, uno su tutti quello con il piede oro, patrono laico della città di Napoli, Iodice ci rivela tutto ciò che ha visto, capito, scoperto, tutti gli incontri che ha fatto e che gli hanno aperto finalmente gli occhi.
Un gioco narrativo che permette al comico napoletano di essere ancora più libero, sincero, autentico, un meccanismo che innesca il talento di Iodice con una visione del mondo priva di ogni freno e convenzione.
Intorno a lui gli amici di sempre, ma anche ospiti indesiderati che si erano riuniti per l’ultimo saluto e che invece si trovano di fronte un Peppe Iodice più vivo che mai, pronto a scatenarsi e a divertire ancora una volta i suoi tantissimi fans.
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Teatro La Provvidenza di Vallo della Lucania
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Venerdì 20 febbraio, ore 20.45
 
Teatro Auditorium Tommasiello di Teano
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Sabato 21 febbraio, ore 20.45
 
Mi dimetto da uomo
scritto da Sergio Assisi e Simone Repetto
 
con Sergio Assisi
 
e con Giuseppe Cantore
 
regia Sergio Assisi
 
produzione GoodMood in collaborazione con Quisquilie Production
 
In un mondo che ha perso ogni punto di riferimento, Sergio, spaesato come tutti noi, parla con il pubblico a cuore aperto, spazia fra narrazione e satira di costume e, grazie ad un linguaggio chiaro e diretto, abbatte fin da subito la quarta parete per lanciarsi alla ricerca delle risposte di cui ognuno di noi avrebbe bisogno. 
Come un giullare, Sergio scherza, racconta e riflette, ora cinico ora conciliante, in un flusso affabulatorio irresistibile. Analizza insieme al pubblico abitudini, speranze, sogni e miserie. Tenta di aggrapparsi alla bellezza, all’amore, alla poesia, come fossero rami di un albero che si protende verso le stelle, ma l’egoismo, la grettezza e gli umani limiti, lo risucchiano verso il basso e lo costringono a domandarsi:
“Dovrei forse dimettermi dall’essere uomo?”
E mentre cerca delle risposte, un’entità irrompe sul palco nei momenti meno opportuni. Uno spiritello buffo, irriverente, impietoso, che corregge, puntualizza, svela, rivendica, irride, incarna concetti ed idee, e cosa peggiore di tutte, inchioda Sergio alla amara verità. 
Alla fine di questa brillante analisi, forse farà pace con il suo demone, forse torneranno ad essere una sola entità o forse, giunti ad un bivio, si separeranno. È sempre difficile dirlo. 
Il risultato cambia a seconda della disponibilità del pubblico, dell’umore del protagonista e dell’intestino del suo spiritello, perché si tratta di una continua lotta fra alto e basso, dentro e fuori, bello e brutto. 
Quel che certamente accade ogni sera è che si ride, ci si commuove o per lo meno si riflette nel riconoscersi membri di questa immensa e sconclusionata tribù che chiamiamo “umanità”.
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Teatro Barone di Melito di Napoli
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Sabato 21, ore 20.45, e domenica 22 febbraio, ore 18.00
 
Sapore di mare. Il Musical
scritto da Enrico Vanzina e Fausto Brizzi
 
con
Fatima Trotta, Edoardo Piacente, Giulia Carra, Luca Quarchioni, Lorenzon Tognocchi, Marta Melchiorre, Paky Vicente, Paolo Barillari, Anna Foria, Carlotta Sibilla, Elisa Filace, Giuseppe Galizia, Renato Tognocchi, Andrea Casati, Pietro Mascheroni, Francesco Bianchini, Claudia Campolongo, Marta Bitti
 
regia Maurizio Colombi
 
coreografie Rita Pivano, scenografia Clara Abbruzzese
disegno luci Valerio Tiberi, suono Maurizio Capitini
 
produzione Show Bees - SAVÀ Produzioni Creative
 
Prepara pinne, fucile ed occhiali e…tuffati con noi nei favolosi anni 60!
Forte dei Marmi, 1964. Si intrecciano le storie d’amore, d’amicizie e le aspirazioni di un gruppo di giovani ragazzi e delle loro famiglie durante la villeggiatura nella splendida Versilia. 
Tra i protagonisti ecco i fratelli milanesi Luca e Felicino, oramai habitué del posto, ma anche Gianni, proveniente da Genova, alle prese con una complicata situazione amorosa con la bella fidanzata Selvaggia.  
Da Napoli, arrivano in Versilia i fratelli Paolo e Marina, protagonisti di intrighi amorosi: Paolo si innamora di Susan, fidanzata inglese di Felicino, mentre Marina si imbarca in una spensierata storia estiva con Luca.
Sullo sfondo del mare toscano e al ritmo delle più belle canzoni degli anni ‘60 le avventure di questo gruppo di ragazzi si intrecciano tra flirt, delusioni sentimentali, giochi in riva al mare e falò sulla spiaggia per quella che sarà … un’estate da non dimenticare!
Quando l’estate finisce, il ritorno a casa si riempie di speranze e di promesse, ma solo una di queste, a distanza di anni, verrà mantenuta.
Interamente rielaborata sui grandi successi dell’epoca come “Abbronzatissima” di Edoardo Vianello, “Una rotonda sul mare” di Fred Bongusto, “Nessuno mi può giudicare” di Caterina Caselli, “Non son degno di te” di Gianni Morandi e tantissime altre hit.
Preparati a un viaggio nostalgico e travolgente che ti farà rivivere l’essenza di un’epoca ricca di passione, speranza e gioia di vivere grazie a uno strepitoso cast e a una band dal vivo che ti faranno emozionare, cantare e ballare sulla poltrona!
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Teatro Nuovo di Salerno
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Sabato 21, ore 21.00, e domenica 22 febbraio, ore 18.30
 
Giochiamo al varietà
testo e regia Antonello Costa
 
con Antonello Costa e Gianpiero Perone
 
Da anni Antonello Costa è considerato uno dei massimi esponenti del varietà italiano. Attore comico completo, canta, balla e crea tutti i numeri del suo enorme repertorio, al quale, in questo novo scoppiettante show, attinge per conquistare il pubblico e ricondurlo alle atmosfere di un teatro nobile e povero allo stesso tempo, ricco di suggestioni e ricco di apparenze, quello che è appartenuto ai grandi mattatori della rivista e dell’avanspettacolo. 
Monologo, caratterizzazione, numeri ballati, cantati, mimati, la canzone comica, il calembour, la macchietta, il tributo, lo sketch, il tormentone, la parodia, il centone e l’immancabile finale tirabis vi aspettano, tra luci e costumi…
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Teatro Nuovo di Napoli
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Sabato 21 febbraio, ore 19.00
 
Così è (se vi pare)
di Luigi Pirandello
elaborazione e regia Paolo Spezzaferri
 
personaggi e interpreti 
Lamberto Laudisi, Paolo Spezzaferri
Consigliere Agazzi, Gianluca D’Agostino 
Amalia Laudisi, Rossella Amato 
Signor Ponza, Pietro Juliano 
Dina Valentina Martiniello 
Signora Frola, Anita Mosca 
Signor Sirelli, Peppe Carosella 
Signora Sirelli, Marilia Testa Loffredo 
Prefetto, Mario Troise 
Signora Ponza, Flaminia Matrone
 
 luci Francesco Sabatino, fonica Paride Lucciola
macchinista Gennaro Daniele
costumi Federica Calabrese
 
produzione Gli Ipocriti Melina Balsamo
 
È la grottesca vicenda di una suocera (Signora Frola) e il proprio genero (Signor Ponza) che si contendono, accusandosi reciprocamente di follia, l’identità della figlia-moglie: per la signora Frola la figlia è viva e, tuttora, moglie del signor Ponza; per quest’ultimo, invece, è la seconda moglie con la quale asseconda pietosamente la follia dell’ex suocera mai rassegnatasi alla morte della figlia. 
Tutto il paese è in subbuglio per questa “strana coppia” ed i curiosi che cercano di venire a capo dell’enigma-giallo, animano il salotto del consigliere Agazzi. 
Tra reiterati colpi di scena solo Laudisi, cognato dell’Agazzi, è l’unico a sostenere con le sue disquisizioni filosofiche l’impossibilità di conoscere se stessi e gli altri. 
La sistematica e ghignante demolizione operata dal Laudisi ai danni delle sicurezze dei curiosi e le sue tirate da fine dicitore e entertainer salottiero, ci riportano all’enunciazione Pirandelliana: la verità può essere raggiunta solo attraverso l’immaginazione (forse). 
Insomma un attuale “Talk show” dove con la compiacente regia del conduttore (Laudisi - Pirandello) e il chiacchiericcio degli ospiti del salotto, si oscilla freneticamente tra finzione e realtà, offrendo “il pasto quotidiano” alla folla dei curiosi. 
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Teatro Eduardo De  Filippo di Agropoli
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Domenica 22 febbraio, ore 18.00
 
Gli innamorati
di Carlo Goldoni
adattamento e regia Roberto Valerio
 
con 
Massimo Cimaglia, Loredana Giordano, Valentina Carli, Leone Tarchiani,
Maria Lauria, Lorenzo Carpinelli, Damiano Spitaleri, Alberto Gandolfo
 
scene e costumi Guido Fiorato, musiche Paolo Coletta
light designer Michele Lavanga, assistente regia Gloria Martelli
assistente scene e costumi Anna Varaldo
realizzazione scene Laboratorio Scarpa, Faenza
direttore di palcoscenico Matteo Hintermann
tecnico luci Marco Golinucci, sarta Giulia Zaffino
 
co-produzione
Centro di Produzione Accademia Perduta/Romagna Teatri, 
La Contrada Teatro Stabile di Trieste e La Pirandelliana.
 
Gli Innamorati è una storia d’amore universale, sfaccettata e attualissima, i cui protagonisti sono più vicini alla nostra contemporaneità di quanto si possa pensare.
Un amore dietro al quale si celano contraddizioni e tensioni, così come contraddittori sono i personaggi, alcuni caratterizzati da personalità razionali e “borghesi”, altri più istintivi e impulsivi, contrapposti nei loro atteggiamenti e nel loro modo di affrontare la vita.
 
Note di Regia
Specchiatevi, o giovani, in questi Innamorati ch'io vi presento; 
ridete di loro, e non fate che si abbia a rider di voi. 
 
Così Carlo Goldoni introduce la sua commedia al lettore, e in questa breve frase c’è davvero tutto il succo dell’opera. Due giovani innamorati (Eugenia e Fulgenzio) ci mostrano come un amore dolce, limpido e senza inganni si possa trasformare senza alcun motivo in folle gelosia: da qui nascono una serie di ripicche, furibonde liti, alternate a dolci riappacificazioni e languidi desideri.
Esiste un tema più universale e contemporaneo di questo? 
Chi di noi non ha sofferto, penato per amore rendendosi anche ridicolo agli occhi degli altri?  
Quale altro sentimento scuote e dilania le nostre anime quanto l’amore folle?
Diventa allora necessario rimettere in scena questo capolavoro goldoniano che ci rammenta quanto ancora oggi ci sia di sciocco, buffo, nei nostri comportamenti durante un innamoramento; ma anche quanto si possa essere fragili, indifesi e alla mercè delle onde del cuore.
Goldoni non si accontenta di raccontare in modo semplice la vicenda, al contrario ci presenta una magnifica galleria di personaggi intorno ai due giovani amanti che consigliano, rimproverano, ingarbugliano ancor di più la vicenda. Il campione assoluto nel creare scompiglio e nel creare strade drammaturgiche aggrovigliate, è Fabrizio (lo zio di Eugenia), magnifica maschera di chiacchierone, bonario bugiardo che esalta e magnifica tutte le persone che lo circondano provocando ilarità degli altri personaggi e di riflesso del pubblico.
Con una scenografia contemporanea e costumi moderni, nasce uno spettacolo asciutto, diretto, senza fronzoli, che mescola leggerezza, risate, momenti di grande commedia a cupe atmosfere per poter rappresentar un amore più violento di tutti gli altri; uno spettacolo in cui trionfa il Teatro e la magnifica macchina teatrale inventata dal più grande drammaturgo italiano, capace con un testo scritto nel 1759, di parlare ancora oggi alle persone sedute in platea.
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di Redazione

13/02/2026 - 18:26

Di seguito l'agenda settimanale degli spettacoli dal 16 al 22 febbraio in Campania, programmati dal Circuito Teatro Pubblico Campano.

Teatro Verdi di Salerno
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Da giovedì 19 a domenica 22 febbraio
(da giovedì a sabato ore 21.00, domenica ore 18.00)
 
Lungo viaggio verso la notte
di Eugene O’Neill
adattamento Chiara De Marchi
traduzione Bruno Fonzi
 
interpretato da Gabriele Lavia e Federica Di Martino
 
e con Jacopo Venturiero, Ian Gualdani, Beatrice Ceccherini
 
regia Gabriele Lavia
 
scene Alessandro Camera
disegno luci Giuseppe Filipponio
costumi Andrea Viotti
suono Riccardo Benassi
musiche Andrea Nicolini
 
produzione Effimera
 
“Le vite degli uomini sono fatte di tenerezza e violenza. Di Amore e disprezzo. Comprensione e rigetto. Di famiglia e della sua rovina.”
Gabriele Lavia
 
Gabriele Lavia e la sua Compagnia affrontano l’opera di Eugene O’Neill “Lungo Viaggio Verso la Notte”.
Scritto tra il 1941 e il 1942 (prima assoluta nel febbraio 1956 a Stoccolma) “Lungo Viaggio Verso la Notte” dopo la morte dell’autore vinse il Premio Pulitzer per la drammaturgia nel 1957 ed è considerato il capolavoro del drammaturgo statunitense. 
Ha avuto numerose messe in scena in tutto il mondo, con la prima in Italia nel 1957 al Teatro Valle di Roma a cura di Renzo Ricci. Dell’opera, Sidney Lumet diresse la regia per il primo adattamento cinematografico nel 1962 con Katharine Hepburn e Ralph Richardson.
Long Day’s Journey into Night e` il titolo che Eugene O’Neill da` alla sua opera centrale, alla sua opera-confessione. (Il padre di O’Neill era stato un attore di grande successo, come il protagonista della sua opera teatrale). 
La casa-prigione della “famigliaccia” che O’Neill ci racconta, in fondo, e` proprio casa sua. E qui sta il cammino tortuoso di una possibile messa-in-scena-viaggio di quest’opera, davvero amara, scritta da O’Neill ormai vicino alla morte per fare “un viaggio all’indietro” nella sua vita. Un viaggio impietoso dentro l’amarezza di un fallimento senza riscatto.
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Teatro Umberto di Nola
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Giovedì 19 febbraio, ore 20.45
 
Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Venerdì 20 febbraio, ore 21.00
 
Teatro Diana di Nocera Inferiore
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Sabato 21, ore 20.45, e domenica 22 febbraio, ore 18.00
 
Carlo Buccirosso in
 
Qualcosa è andato storto
una commedia scritta e diretta da Carlo Buccirosso
 
con 
Elvira Zingone, Peppe Miale, Fiorella Zullo,
Stefania Aluzzi, Matteo Tugnoli, Fabrizio Miano
 
e con Tilde Spirito (nel ruolo della nonna)
 
costumi Zaira De Vincentis, musiche Cosimo Lombardi
scenografie Gilda Cerullo
 
una produzione A.G. Spettacoli
 
Corrado Postiglione è un avvocato di provincia, modesto e pieno di buone intenzioni, alle prese con clienti tanto popolari quanto complicati. Ma il suo vero campo di battaglia è la famiglia: un groviglio di parenti, affini e attriti, in eterno conflitto per beghe di ogni sorta. Nel tentativo di riconquistare una stima perduta e un po’ di pace (anche economica), Corrado si improvvisa acrobata del diritto, tra cavilli e stratagemmi. Ma il colpo basso arriva quando la malattia colpisce la madre, matriarca inflessibile e regista occulta delle vite familiari. 
E da lì, l’eredità – vera protagonista occulta – scatena un’escalation tragicomica fatta di sospetti, rancori e alleanze instabili. Zio Dodò, come lo chiamano in casa, si ritrova solo contro tutti in una battaglia legale (e morale) che nessun codice prevede, con il destino beffardo che lo mette alla prova nell’unico caso davvero personale: la sua stessa famiglia.
Una commedia amara e irresistibile sulla famiglia, le sue nevrosi e le sue verità indicibili. Con una domanda sospesa: si può vincere una causa senza perdersi?
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Teatro Metropolitan di Sant’Anastasia
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Giovedì 19 e venerdì 20 febbraio, ore 20.45
 
Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Domenica 22 febbraio, ore 18.00
 
I promessi suoceri
 
con Paolo Caiazzo e Maria Bolignano
 
e con Antonio D'Avino, Yulia Mayarchuk, Domenico Pinelli, Giovanna Sannino
 
regia Paolo Caiazzo
 
scene Max Comune 
disegno luci Luigi Raia
 
produzione Ag Spettacoli Tradizione e Turismo
 
L’evoluzione da “Papà” a “Suocero” è un momento complicato della vita di un uomo ed è arrivato il momento per Antonio. Ex animatore di villaggi turistici non ha mai perdonato sua moglie Elisa, insegnante di italiano, per avergli impedito una carriera artistica.
La sua unica figlia Lucia ha deciso di accettare la proposta di matrimonio del suo amato Renzo e lo comunica ai genitori. 
Con l’inevitabile timore di finire nella soffitta dei ricordi, Antonio essendo legato alle tradizioni, chiede un incontro ufficiale con la famiglia dello sposo.
Dopo i primi convenevoli notano la grande distanza sociale ed economica delle famiglie: Gaetano è erede di un capo clan e Giulia è straniera trapiantata a Napoli ma con un passato da soubrette. 
Si cerca comunque di trovare punti di incontro fino a quando una verità inconfessabile costringe Antonio e gli altri ad ostacolare il progetto di nozze. Così Renzo e Lucia, come quelli Manzoniani, si troveranno davanti ad una inspiegabile strategia per un “Questo matrimonio non s’ha da fare”. 
Le dinamiche ed i colori strizzano l’occhio alla umana comicità della commedia all’italiana dei tempi d’oro, condita con i meccanismi del teatro classico partenopeo. Non a caso l’esordio del colloquio tra i suoceri è un chiaro omaggio a quello di “Miseria e Nobiltà” di Eduardo Scarpetta.
I nostri giovani troveranno, come quelli del romanzo, mille impedimenti al loro matrimonio. Con una serie di colpi di scena a catena la matassa si ingarbuglia fino ad apparire inestricabile. Anche con loro però la divina provvidenza interverrà?… (spoiler) Sì!
Interverrà ma in maniera molto particolare, regalando un lieto fine, ma che non potrà rimarginare vecchie ferite e scheletri finalmente liberati dagli armadi dei nostri “Promessi Suoceri”.
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Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Da venerdì 20 a domenica 22 febbraio 
(feriali ore 20.30, festivi ore 18.15)
 
Peppe Iodice in
 
Ho visto Maradona!
di Peppe Iodice, Francesco Burzo e Marco Critelli
 
con Salvatore Catanese
 
scene Livio Sessa, costumi Rosy Orso
 
regia Francesco Mastandrea
 
una produzione Claudio Malfi
 
Cosa accadrebbe se Peppe Iodice per un giorno si trovasse a contatto con l’aldilà? Cosa racconterebbe Peppe di ritorno dal luogo dove ci sono tutte le verità che forse non vediamo, o non vogliamo vedere?
Questo è l’incipit del nuovo spettacolo, grazie ad una serie di incontri soprannaturali, uno su tutti quello con il piede oro, patrono laico della città di Napoli, Iodice ci rivela tutto ciò che ha visto, capito, scoperto, tutti gli incontri che ha fatto e che gli hanno aperto finalmente gli occhi.
Un gioco narrativo che permette al comico napoletano di essere ancora più libero, sincero, autentico, un meccanismo che innesca il talento di Iodice con una visione del mondo priva di ogni freno e convenzione.
Intorno a lui gli amici di sempre, ma anche ospiti indesiderati che si erano riuniti per l’ultimo saluto e che invece si trovano di fronte un Peppe Iodice più vivo che mai, pronto a scatenarsi e a divertire ancora una volta i suoi tantissimi fans.
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Teatro La Provvidenza di Vallo della Lucania
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Venerdì 20 febbraio, ore 20.45
 
Teatro Auditorium Tommasiello di Teano
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Sabato 21 febbraio, ore 20.45
 
Mi dimetto da uomo
scritto da Sergio Assisi e Simone Repetto
 
con Sergio Assisi
 
e con Giuseppe Cantore
 
regia Sergio Assisi
 
produzione GoodMood in collaborazione con Quisquilie Production
 
In un mondo che ha perso ogni punto di riferimento, Sergio, spaesato come tutti noi, parla con il pubblico a cuore aperto, spazia fra narrazione e satira di costume e, grazie ad un linguaggio chiaro e diretto, abbatte fin da subito la quarta parete per lanciarsi alla ricerca delle risposte di cui ognuno di noi avrebbe bisogno. 
Come un giullare, Sergio scherza, racconta e riflette, ora cinico ora conciliante, in un flusso affabulatorio irresistibile. Analizza insieme al pubblico abitudini, speranze, sogni e miserie. Tenta di aggrapparsi alla bellezza, all’amore, alla poesia, come fossero rami di un albero che si protende verso le stelle, ma l’egoismo, la grettezza e gli umani limiti, lo risucchiano verso il basso e lo costringono a domandarsi:
“Dovrei forse dimettermi dall’essere uomo?”
E mentre cerca delle risposte, un’entità irrompe sul palco nei momenti meno opportuni. Uno spiritello buffo, irriverente, impietoso, che corregge, puntualizza, svela, rivendica, irride, incarna concetti ed idee, e cosa peggiore di tutte, inchioda Sergio alla amara verità. 
Alla fine di questa brillante analisi, forse farà pace con il suo demone, forse torneranno ad essere una sola entità o forse, giunti ad un bivio, si separeranno. È sempre difficile dirlo. 
Il risultato cambia a seconda della disponibilità del pubblico, dell’umore del protagonista e dell’intestino del suo spiritello, perché si tratta di una continua lotta fra alto e basso, dentro e fuori, bello e brutto. 
Quel che certamente accade ogni sera è che si ride, ci si commuove o per lo meno si riflette nel riconoscersi membri di questa immensa e sconclusionata tribù che chiamiamo “umanità”.
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Teatro Barone di Melito di Napoli
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Sabato 21, ore 20.45, e domenica 22 febbraio, ore 18.00
 
Sapore di mare. Il Musical
scritto da Enrico Vanzina e Fausto Brizzi
 
con
Fatima Trotta, Edoardo Piacente, Giulia Carra, Luca Quarchioni, Lorenzon Tognocchi, Marta Melchiorre, Paky Vicente, Paolo Barillari, Anna Foria, Carlotta Sibilla, Elisa Filace, Giuseppe Galizia, Renato Tognocchi, Andrea Casati, Pietro Mascheroni, Francesco Bianchini, Claudia Campolongo, Marta Bitti
 
regia Maurizio Colombi
 
coreografie Rita Pivano, scenografia Clara Abbruzzese
disegno luci Valerio Tiberi, suono Maurizio Capitini
 
produzione Show Bees - SAVÀ Produzioni Creative
 
Prepara pinne, fucile ed occhiali e…tuffati con noi nei favolosi anni 60!
Forte dei Marmi, 1964. Si intrecciano le storie d’amore, d’amicizie e le aspirazioni di un gruppo di giovani ragazzi e delle loro famiglie durante la villeggiatura nella splendida Versilia. 
Tra i protagonisti ecco i fratelli milanesi Luca e Felicino, oramai habitué del posto, ma anche Gianni, proveniente da Genova, alle prese con una complicata situazione amorosa con la bella fidanzata Selvaggia.  
Da Napoli, arrivano in Versilia i fratelli Paolo e Marina, protagonisti di intrighi amorosi: Paolo si innamora di Susan, fidanzata inglese di Felicino, mentre Marina si imbarca in una spensierata storia estiva con Luca.
Sullo sfondo del mare toscano e al ritmo delle più belle canzoni degli anni ‘60 le avventure di questo gruppo di ragazzi si intrecciano tra flirt, delusioni sentimentali, giochi in riva al mare e falò sulla spiaggia per quella che sarà … un’estate da non dimenticare!
Quando l’estate finisce, il ritorno a casa si riempie di speranze e di promesse, ma solo una di queste, a distanza di anni, verrà mantenuta.
Interamente rielaborata sui grandi successi dell’epoca come “Abbronzatissima” di Edoardo Vianello, “Una rotonda sul mare” di Fred Bongusto, “Nessuno mi può giudicare” di Caterina Caselli, “Non son degno di te” di Gianni Morandi e tantissime altre hit.
Preparati a un viaggio nostalgico e travolgente che ti farà rivivere l’essenza di un’epoca ricca di passione, speranza e gioia di vivere grazie a uno strepitoso cast e a una band dal vivo che ti faranno emozionare, cantare e ballare sulla poltrona!
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Teatro Nuovo di Salerno
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Sabato 21, ore 21.00, e domenica 22 febbraio, ore 18.30
 
Giochiamo al varietà
testo e regia Antonello Costa
 
con Antonello Costa e Gianpiero Perone
 
Da anni Antonello Costa è considerato uno dei massimi esponenti del varietà italiano. Attore comico completo, canta, balla e crea tutti i numeri del suo enorme repertorio, al quale, in questo novo scoppiettante show, attinge per conquistare il pubblico e ricondurlo alle atmosfere di un teatro nobile e povero allo stesso tempo, ricco di suggestioni e ricco di apparenze, quello che è appartenuto ai grandi mattatori della rivista e dell’avanspettacolo. 
Monologo, caratterizzazione, numeri ballati, cantati, mimati, la canzone comica, il calembour, la macchietta, il tributo, lo sketch, il tormentone, la parodia, il centone e l’immancabile finale tirabis vi aspettano, tra luci e costumi…
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Teatro Nuovo di Napoli
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Sabato 21 febbraio, ore 19.00
 
Così è (se vi pare)
di Luigi Pirandello
elaborazione e regia Paolo Spezzaferri
 
personaggi e interpreti 
Lamberto Laudisi, Paolo Spezzaferri
Consigliere Agazzi, Gianluca D’Agostino 
Amalia Laudisi, Rossella Amato 
Signor Ponza, Pietro Juliano 
Dina Valentina Martiniello 
Signora Frola, Anita Mosca 
Signor Sirelli, Peppe Carosella 
Signora Sirelli, Marilia Testa Loffredo 
Prefetto, Mario Troise 
Signora Ponza, Flaminia Matrone
 
 luci Francesco Sabatino, fonica Paride Lucciola
macchinista Gennaro Daniele
costumi Federica Calabrese
 
produzione Gli Ipocriti Melina Balsamo
 
È la grottesca vicenda di una suocera (Signora Frola) e il proprio genero (Signor Ponza) che si contendono, accusandosi reciprocamente di follia, l’identità della figlia-moglie: per la signora Frola la figlia è viva e, tuttora, moglie del signor Ponza; per quest’ultimo, invece, è la seconda moglie con la quale asseconda pietosamente la follia dell’ex suocera mai rassegnatasi alla morte della figlia. 
Tutto il paese è in subbuglio per questa “strana coppia” ed i curiosi che cercano di venire a capo dell’enigma-giallo, animano il salotto del consigliere Agazzi. 
Tra reiterati colpi di scena solo Laudisi, cognato dell’Agazzi, è l’unico a sostenere con le sue disquisizioni filosofiche l’impossibilità di conoscere se stessi e gli altri. 
La sistematica e ghignante demolizione operata dal Laudisi ai danni delle sicurezze dei curiosi e le sue tirate da fine dicitore e entertainer salottiero, ci riportano all’enunciazione Pirandelliana: la verità può essere raggiunta solo attraverso l’immaginazione (forse). 
Insomma un attuale “Talk show” dove con la compiacente regia del conduttore (Laudisi - Pirandello) e il chiacchiericcio degli ospiti del salotto, si oscilla freneticamente tra finzione e realtà, offrendo “il pasto quotidiano” alla folla dei curiosi. 
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Teatro Eduardo De  Filippo di Agropoli
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Domenica 22 febbraio, ore 18.00
 
Gli innamorati
di Carlo Goldoni
adattamento e regia Roberto Valerio
 
con 
Massimo Cimaglia, Loredana Giordano, Valentina Carli, Leone Tarchiani,
Maria Lauria, Lorenzo Carpinelli, Damiano Spitaleri, Alberto Gandolfo
 
scene e costumi Guido Fiorato, musiche Paolo Coletta
light designer Michele Lavanga, assistente regia Gloria Martelli
assistente scene e costumi Anna Varaldo
realizzazione scene Laboratorio Scarpa, Faenza
direttore di palcoscenico Matteo Hintermann
tecnico luci Marco Golinucci, sarta Giulia Zaffino
 
co-produzione
Centro di Produzione Accademia Perduta/Romagna Teatri, 
La Contrada Teatro Stabile di Trieste e La Pirandelliana.
 
Gli Innamorati è una storia d’amore universale, sfaccettata e attualissima, i cui protagonisti sono più vicini alla nostra contemporaneità di quanto si possa pensare.
Un amore dietro al quale si celano contraddizioni e tensioni, così come contraddittori sono i personaggi, alcuni caratterizzati da personalità razionali e “borghesi”, altri più istintivi e impulsivi, contrapposti nei loro atteggiamenti e nel loro modo di affrontare la vita.
 
Note di Regia
Specchiatevi, o giovani, in questi Innamorati ch'io vi presento; 
ridete di loro, e non fate che si abbia a rider di voi. 
 
Così Carlo Goldoni introduce la sua commedia al lettore, e in questa breve frase c’è davvero tutto il succo dell’opera. Due giovani innamorati (Eugenia e Fulgenzio) ci mostrano come un amore dolce, limpido e senza inganni si possa trasformare senza alcun motivo in folle gelosia: da qui nascono una serie di ripicche, furibonde liti, alternate a dolci riappacificazioni e languidi desideri.
Esiste un tema più universale e contemporaneo di questo? 
Chi di noi non ha sofferto, penato per amore rendendosi anche ridicolo agli occhi degli altri?  
Quale altro sentimento scuote e dilania le nostre anime quanto l’amore folle?
Diventa allora necessario rimettere in scena questo capolavoro goldoniano che ci rammenta quanto ancora oggi ci sia di sciocco, buffo, nei nostri comportamenti durante un innamoramento; ma anche quanto si possa essere fragili, indifesi e alla mercè delle onde del cuore.
Goldoni non si accontenta di raccontare in modo semplice la vicenda, al contrario ci presenta una magnifica galleria di personaggi intorno ai due giovani amanti che consigliano, rimproverano, ingarbugliano ancor di più la vicenda. Il campione assoluto nel creare scompiglio e nel creare strade drammaturgiche aggrovigliate, è Fabrizio (lo zio di Eugenia), magnifica maschera di chiacchierone, bonario bugiardo che esalta e magnifica tutte le persone che lo circondano provocando ilarità degli altri personaggi e di riflesso del pubblico.
Con una scenografia contemporanea e costumi moderni, nasce uno spettacolo asciutto, diretto, senza fronzoli, che mescola leggerezza, risate, momenti di grande commedia a cupe atmosfere per poter rappresentar un amore più violento di tutti gli altri; uno spettacolo in cui trionfa il Teatro e la magnifica macchina teatrale inventata dal più grande drammaturgo italiano, capace con un testo scritto nel 1759, di parlare ancora oggi alle persone sedute in platea.