Poco
Tanto
Mediamente
Mito, scaramanzia, presenze sacre e cucina. Ecco la nuova parete d’artista “NApoliforme” allestita nella MacelleGria di Fuorigrotta (Via Formisano, 10), con in mostra le illustrazioni di Carmine Luino. Continua tra disegni di San Gennaro, “cappuzzelle”, asso di bastoni, “sciò sciò” e la sirena Partenope, la rassegna d’arte contemporanea in spazi inediti, ideata da Donatella Bova, che trasforma le pareti della sua braceria in uno spazio espositivo a rotazione per artisti del territorio. In mostra illustrazioni realizzate con la tecnica del “papercut” (carta intagliata), dove si esplora l’immaginario napoletano, traducendone simboli, figure e suggestioni in composizioni dal linguaggio contemporaneo. “Un percorso visivo - spiega Carmine Luino - dove la forza iconica della cultura partenopea dialoga con la delicatezza della carta intagliata. Dal mito ai simboli apotropaici si trasformano in forme essenziali. Colori, sovrapposizioni e texture reinterpretano l’identità di Napoli attraverso sei opere, ciascuna capace di custodire una storia e rivelare, ritaglio dopo ritaglio, un frammento dell’anima della città”. Al centro l’arte visiva di Luino, artista visivo, filmmaker, fotografo e progettista culturale. La sua ricerca artistica si focalizza sul taglio della carta (Papièlcut) e sugli immaginari del Mediterraneo, esplorando il rapporto tra memoria, comunità e territorio attraverso installazioni, mostre e processi partecipativi. Accanto alla produzione visiva e multimediale unisce da oltre vent'anni una intensa attività educativa e sociale, collaborando con università, festival, istituti penitenziari e realtà culturali di primo piano. È inoltre cofondatore di Caracò Editore e del teatro NEST di Napoli, utilizzando costantemente l'arte come strumento di inclusione e rigenerazione sociale.
di Redazione
31/10/2026 - 15:52
Mito, scaramanzia, presenze sacre e cucina. Ecco la nuova parete d’artista “NApoliforme” allestita nella MacelleGria di Fuorigrotta (Via Formisano, 10), con in mostra le illustrazioni di Carmine Luino. Continua tra disegni di San Gennaro, “cappuzzelle”, asso di bastoni, “sciò sciò” e la sirena Partenope, la rassegna d’arte contemporanea in spazi inediti, ideata da Donatella Bova, che trasforma le pareti della sua braceria in uno spazio espositivo a rotazione per artisti del territorio. In mostra illustrazioni realizzate con la tecnica del “papercut” (carta intagliata), dove si esplora l’immaginario napoletano, traducendone simboli, figure e suggestioni in composizioni dal linguaggio contemporaneo. “Un percorso visivo - spiega Carmine Luino - dove la forza iconica della cultura partenopea dialoga con la delicatezza della carta intagliata. Dal mito ai simboli apotropaici si trasformano in forme essenziali. Colori, sovrapposizioni e texture reinterpretano l’identità di Napoli attraverso sei opere, ciascuna capace di custodire una storia e rivelare, ritaglio dopo ritaglio, un frammento dell’anima della città”. Al centro l’arte visiva di Luino, artista visivo, filmmaker, fotografo e progettista culturale. La sua ricerca artistica si focalizza sul taglio della carta (Papièlcut) e sugli immaginari del Mediterraneo, esplorando il rapporto tra memoria, comunità e territorio attraverso installazioni, mostre e processi partecipativi. Accanto alla produzione visiva e multimediale unisce da oltre vent'anni una intensa attività educativa e sociale, collaborando con università, festival, istituti penitenziari e realtà culturali di primo piano. È inoltre cofondatore di Caracò Editore e del teatro NEST di Napoli, utilizzando costantemente l'arte come strumento di inclusione e rigenerazione sociale.