TITOLO
Resonant Bends
ENSEMBLE NEMA – Napoli Ensemble
Musiche Attuali
DIRETTORE Cosimo Abbate
DATA E LUOGO Martedì 21 aprile 2026, ore 18.00 – Sala Scarlatti, Conservatorio di Napoli San Pietro a Majella
INGRESSO Libero
Resonant Bends nasce come commissione di Progetto Sonora (Eugenio Ottieri, direttore artistico) per la rassegna Contemporary Speech, piattaforma campana di confronto tra linguaggi musicali storici e contemporanei attiva dal 2021. Il progetto è andato in scena per la prima volta nell'ottobre 2025 allo Spazio Arena di Avellino; il concerto del 21 aprile 2026 alla Sala Scarlatti del Conservatorio di Napoli San Pietro a Majella è la prima replica napoletana, che vede NEMA come ensemble ospite dell'istituzione.
Concept
Resonant Bends non è un concerto «sullo Spettralismo», né una rassegna antologica. È un'indagine sulle diramazioni di una sensibilità: quella che fa del timbro, della risonanza e della trasformazione percettiva il proprio nucleo poetico. La formula che ne sintetizza lo spirito – «Spettralismi senza Spettralismo», indica un progetto che coglie lo spirito dello Spettralismo più che la sua lettera: non un catalogo di opere di scuola, ma la scoperta di un filo continuo che attraversa secoli e genealogie diverse.
Lo Spettralismo – quella corrente nata in Francia negli anni Settanta attorno a Gérard Grisey, Tristan Murail e il gruppo L'Itinéraire – è qui la lente focale: il punto di fuga da cui si diramano esplorazioni che vanno da Debussy a Giacinto Scelsi, dalla micropolifonia medievale di Pérotin al pop di Billie Eilish, passando per commissioni originali. Ogni brano si piega (bends) verso il successivo, risuona (resonant) nell'altro, prepara il terreno per ciò che segue. La forma di Resonante Bends è dunque una traiettoria, non una sequenza. Come ha scritto Girolamo De Simone (Konsequenz, 2025): «Non si tratta di un programma costruito per giustapposizione di opere, ma di un percorso strutturato intorno a un'idea portante: lo Spettralismo non come scuola o metodo compositivo in senso stretto, bensì come esperienza liminale, come pratica d'ascolto e di trasformazione percettiva». Resonant Bends è anche la prosecuzione naturale del percorso curatoriale del NEMA: dopo ReMozart (genealogie interne a Mozart) e BachBjörk (dialogo tra barocco e avanguardia pop), questo progetto allarga ulteriormente la lente, lavorando su un'estetica trans-storica che abbraccia sette secoli di musica.
Programma
Claude Debussy (1862–1918) — Nuages, dai Notturni per orchestra. Trascrizione per ensemble di Tommaso D'Agostini, scritta su commissione per il NEMA. Un paesaggio di cambiamenti impercettibili, armonie senza ancoraggio: radice ante litteram della sensibilità spettrale.
Tristan Murail (1947), Treize Couleurs du Soleil Couchant (1978), per ensemble. Uno dei brani più rappresentativi del secondo Novecento e manifesto della poetica spettrale. Qui eseguito per la prima volta al Conservatorio di Napoli: tredici stati percettivi che scorrono l'uno nell'altro senza soluzione di continuità in una affresco di stati sonori in continua trasformazione.
Claude Debussy (1862–1918), Les sons et les parfums tournent dans l'air du soir, dai Preludi op. I, per pianoforte solo. Spirito sinestetico baudelairiano: soglia poetica e tessuto connettivo del concerto.
Francesco De Simone (1998), Shifting matter, per elettronica. Varco percettivo di carattere timbrico e materico.
Yan Maresz (1966), Circumambulation (2003), per flauto solo. Brano virtuosistico che incarna un movimento rituale.
NEMA Ensemble, Resonant Bends (2025), per ensemble ed elettronica. Partitura collettiva e flessibile, fondata sull'improvvisazione coordinata. Tre movimenti: Battimenti (dalla nota singola scelsiana), Texture & Collision (micropolifonia ligetiana), Adjuva (matrice da Pérotin). Ogni replica reinventa il brano da capo.
Giacinto Scelsi (1905–1988), Maknongan, per clarinetto basso solo. La radicalità di un compositore che aveva fatto del singolo suono un universo: oscillazioni microtonali, timbro come spirito e intuizione mistica.
Billie Eilish (2001), When the Party's Over, per ensemble ed elettronica. Trascrizione di Mokoshi Etaba (Osaka, 1989). Non una concessione al pop: come già in BachBjörk, le armonie sospese, il trattamento del silenzio, la dimensione intima del brano della Eilish risuonano in consonanza autentica con il linguaggio del resto del programma.
Ruzbeh Rafie (1981), Suedama (commissione NEMA 2022). Il compositore iraniano abita la prossimità poetica dello Spettralismo con lirismo e rigore timbrico. La cura dei campi armonici come zone da esplorare, la verticalità del suono come materia viva: una proposta internazionale che proietta la riflessione spettrale verso il presente.
Organico
Vincenzo Gaudino, flauto — Francesco Filisdeo, clarinetto — Leonardo Ricci, violino — Davide Maria Viola, violoncello — Andrea Riccio, pianoforte — Francesco De Simone, elettronica — Cosimo Abbate, direttore
NEMA ENSEMBLE
NEMA – Napoli Ensemble Musiche Attuali – è un ensemble cameristico fondato a Napoli nel 2023. Ogni programma del NEMA si fonda su un'idea che diventa forma musicale. I musicisti del NEMA si sono perfezionati nella classe di David Krakauer al corso Innovation in Chamber Music dell'Accademia Chigiana di Siena – una delle istituzioni musicali più autorevoli d'Europa – e da quell'esperienza fondativa hanno avviato una carriera che li ha portati, in pochi anni, a esibirsi in sedi di primo piano a livello nazionale e internazionale: l'Accademia Filarmonica Romana (tra le istituzioni concertistiche di maggiore tradizione e prestigio in Italia), il Bank Austria Salon di Vienna, la Fondazione Pietà de' Turchini di Napoli. Oltre che come gruppo esecutivo, fin dagli esordi l’ensemble si è caratterizzato come una fucina che genera idee, immagina percorsi e affida ai brani un ruolo preciso all'interno di un disegno coerente. Ogni concerto è concepito come una drammaturgia sonora unitaria, in cui repertorio storico, nuove commissioni, trascrizioni, rielaborazioni collettive convergono verso un unico arco percettivo. Non si tratta di affiancare brani diversi, ma di metterli in relazione fino a generare un nuovo campo di ascolto, in cui tradizioni, epoche e linguaggi distanti si incontrano in percorsi coerenti. La caratteristica più originale del NEMA è la sua attitudine a varcare i confini di genere senza perdere rigore: dalla polifonia medievale all'avanguardia del Novecento, dalla musica barocca al pop contemporaneo, ogni progetto rivela genealogie inattese e connessioni estetiche che il programma ha il compito di rendere udibili. Tra i principali progetti dell'ensemble: ReMozart (2023–2024), indagine sugli aspetti più sperimentali e dissonanti di Mozart attraverso nuove commissioni; BachBjörk (2025), che ha dissolto con rigore le frontiere tra antico e ultramoderno, andato in scena in tre repliche profondamente diverse tra loro a Napoli (Fondazione Pietà de' Turchini), Vienna (Bank Austria Salon) e Roma (Accademia Filarmonica Romana); Resonant Bends (2025–), il progetto in corso dedicato allo Spettralismo e alle sue diramazioni. Il rigore cameristico e la tensione interpretativa convivono con l'eterogeneità di stili e registri. Il NEMA è pubblicato da Konsequenz – Associazione Musicale Ferenc Liszt (Napoli), che ha dedicato al progetto Resonant Bends una monografia editoriale (ISBN 9791281275249, 2025) con saggi di Girolamo De Simone (fondatore di Konsequenz), Eugenio Ottieri (direttore artistico Progetto Sonora), Cosimo Abbate, Sara Amoresano, Gianluca Blasio e Andrea Riccio.


di Redazione
13/04/2026 - 18:16
TITOLO
Resonant Bends
ENSEMBLE NEMA – Napoli Ensemble
Musiche Attuali
DIRETTORE Cosimo Abbate
DATA E LUOGO Martedì 21 aprile 2026, ore 18.00 – Sala Scarlatti, Conservatorio di Napoli San Pietro a Majella
INGRESSO Libero
Resonant Bends nasce come commissione di Progetto Sonora (Eugenio Ottieri, direttore artistico) per la rassegna Contemporary Speech, piattaforma campana di confronto tra linguaggi musicali storici e contemporanei attiva dal 2021. Il progetto è andato in scena per la prima volta nell'ottobre 2025 allo Spazio Arena di Avellino; il concerto del 21 aprile 2026 alla Sala Scarlatti del Conservatorio di Napoli San Pietro a Majella è la prima replica napoletana, che vede NEMA come ensemble ospite dell'istituzione.
Concept
Resonant Bends non è un concerto «sullo Spettralismo», né una rassegna antologica. È un'indagine sulle diramazioni di una sensibilità: quella che fa del timbro, della risonanza e della trasformazione percettiva il proprio nucleo poetico. La formula che ne sintetizza lo spirito – «Spettralismi senza Spettralismo», indica un progetto che coglie lo spirito dello Spettralismo più che la sua lettera: non un catalogo di opere di scuola, ma la scoperta di un filo continuo che attraversa secoli e genealogie diverse.
Lo Spettralismo – quella corrente nata in Francia negli anni Settanta attorno a Gérard Grisey, Tristan Murail e il gruppo L'Itinéraire – è qui la lente focale: il punto di fuga da cui si diramano esplorazioni che vanno da Debussy a Giacinto Scelsi, dalla micropolifonia medievale di Pérotin al pop di Billie Eilish, passando per commissioni originali. Ogni brano si piega (bends) verso il successivo, risuona (resonant) nell'altro, prepara il terreno per ciò che segue. La forma di Resonante Bends è dunque una traiettoria, non una sequenza. Come ha scritto Girolamo De Simone (Konsequenz, 2025): «Non si tratta di un programma costruito per giustapposizione di opere, ma di un percorso strutturato intorno a un'idea portante: lo Spettralismo non come scuola o metodo compositivo in senso stretto, bensì come esperienza liminale, come pratica d'ascolto e di trasformazione percettiva». Resonant Bends è anche la prosecuzione naturale del percorso curatoriale del NEMA: dopo ReMozart (genealogie interne a Mozart) e BachBjörk (dialogo tra barocco e avanguardia pop), questo progetto allarga ulteriormente la lente, lavorando su un'estetica trans-storica che abbraccia sette secoli di musica.
Programma
Claude Debussy (1862–1918) — Nuages, dai Notturni per orchestra. Trascrizione per ensemble di Tommaso D'Agostini, scritta su commissione per il NEMA. Un paesaggio di cambiamenti impercettibili, armonie senza ancoraggio: radice ante litteram della sensibilità spettrale.
Tristan Murail (1947), Treize Couleurs du Soleil Couchant (1978), per ensemble. Uno dei brani più rappresentativi del secondo Novecento e manifesto della poetica spettrale. Qui eseguito per la prima volta al Conservatorio di Napoli: tredici stati percettivi che scorrono l'uno nell'altro senza soluzione di continuità in una affresco di stati sonori in continua trasformazione.
Claude Debussy (1862–1918), Les sons et les parfums tournent dans l'air du soir, dai Preludi op. I, per pianoforte solo. Spirito sinestetico baudelairiano: soglia poetica e tessuto connettivo del concerto.
Francesco De Simone (1998), Shifting matter, per elettronica. Varco percettivo di carattere timbrico e materico.
Yan Maresz (1966), Circumambulation (2003), per flauto solo. Brano virtuosistico che incarna un movimento rituale.
NEMA Ensemble, Resonant Bends (2025), per ensemble ed elettronica. Partitura collettiva e flessibile, fondata sull'improvvisazione coordinata. Tre movimenti: Battimenti (dalla nota singola scelsiana), Texture & Collision (micropolifonia ligetiana), Adjuva (matrice da Pérotin). Ogni replica reinventa il brano da capo.
Giacinto Scelsi (1905–1988), Maknongan, per clarinetto basso solo. La radicalità di un compositore che aveva fatto del singolo suono un universo: oscillazioni microtonali, timbro come spirito e intuizione mistica.
Billie Eilish (2001), When the Party's Over, per ensemble ed elettronica. Trascrizione di Mokoshi Etaba (Osaka, 1989). Non una concessione al pop: come già in BachBjörk, le armonie sospese, il trattamento del silenzio, la dimensione intima del brano della Eilish risuonano in consonanza autentica con il linguaggio del resto del programma.
Ruzbeh Rafie (1981), Suedama (commissione NEMA 2022). Il compositore iraniano abita la prossimità poetica dello Spettralismo con lirismo e rigore timbrico. La cura dei campi armonici come zone da esplorare, la verticalità del suono come materia viva: una proposta internazionale che proietta la riflessione spettrale verso il presente.
Organico
Vincenzo Gaudino, flauto — Francesco Filisdeo, clarinetto — Leonardo Ricci, violino — Davide Maria Viola, violoncello — Andrea Riccio, pianoforte — Francesco De Simone, elettronica — Cosimo Abbate, direttore
NEMA ENSEMBLE
NEMA – Napoli Ensemble Musiche Attuali – è un ensemble cameristico fondato a Napoli nel 2023. Ogni programma del NEMA si fonda su un'idea che diventa forma musicale. I musicisti del NEMA si sono perfezionati nella classe di David Krakauer al corso Innovation in Chamber Music dell'Accademia Chigiana di Siena – una delle istituzioni musicali più autorevoli d'Europa – e da quell'esperienza fondativa hanno avviato una carriera che li ha portati, in pochi anni, a esibirsi in sedi di primo piano a livello nazionale e internazionale: l'Accademia Filarmonica Romana (tra le istituzioni concertistiche di maggiore tradizione e prestigio in Italia), il Bank Austria Salon di Vienna, la Fondazione Pietà de' Turchini di Napoli. Oltre che come gruppo esecutivo, fin dagli esordi l’ensemble si è caratterizzato come una fucina che genera idee, immagina percorsi e affida ai brani un ruolo preciso all'interno di un disegno coerente. Ogni concerto è concepito come una drammaturgia sonora unitaria, in cui repertorio storico, nuove commissioni, trascrizioni, rielaborazioni collettive convergono verso un unico arco percettivo. Non si tratta di affiancare brani diversi, ma di metterli in relazione fino a generare un nuovo campo di ascolto, in cui tradizioni, epoche e linguaggi distanti si incontrano in percorsi coerenti. La caratteristica più originale del NEMA è la sua attitudine a varcare i confini di genere senza perdere rigore: dalla polifonia medievale all'avanguardia del Novecento, dalla musica barocca al pop contemporaneo, ogni progetto rivela genealogie inattese e connessioni estetiche che il programma ha il compito di rendere udibili. Tra i principali progetti dell'ensemble: ReMozart (2023–2024), indagine sugli aspetti più sperimentali e dissonanti di Mozart attraverso nuove commissioni; BachBjörk (2025), che ha dissolto con rigore le frontiere tra antico e ultramoderno, andato in scena in tre repliche profondamente diverse tra loro a Napoli (Fondazione Pietà de' Turchini), Vienna (Bank Austria Salon) e Roma (Accademia Filarmonica Romana); Resonant Bends (2025–), il progetto in corso dedicato allo Spettralismo e alle sue diramazioni. Il rigore cameristico e la tensione interpretativa convivono con l'eterogeneità di stili e registri. Il NEMA è pubblicato da Konsequenz – Associazione Musicale Ferenc Liszt (Napoli), che ha dedicato al progetto Resonant Bends una monografia editoriale (ISBN 9791281275249, 2025) con saggi di Girolamo De Simone (fondatore di Konsequenz), Eugenio Ottieri (direttore artistico Progetto Sonora), Cosimo Abbate, Sara Amoresano, Gianluca Blasio e Andrea Riccio.

