Cultura & Gossip
RASSEGNA - Napoli Queer Festival 2026, sei giorni di programmazione tra spettacoli, cinema, musica, workshop e arti visive
16.04.2026 13:03 di Napoli Magazine
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È in corso Napoli Queer Festival 2026, terza edizione della rassegna in programma a Napoli da martedì 14 a domenica 19 aprile 2026, un invito a entrare in ciò che è “fuori”, per riscrivere insieme ciò che può diventare centro.

Presentato da Casa del Contemporaneo e dal Teatro Pubblico Campano, il Festival si realizzerà in diversi spazi della città, Sala Assoli Moscato e Teatro Nuovo Napoli, in dialogo partecipato con alcune delle realtà più significative del territorio come La Santissima Community Hub, Teatro Avanposto Numero 0, Körper | Centro Nazionale di Produzione della Danza, FOQUS – Fondazione Quartieri Spagnoli, Centro Studi sul Teatro Napoletano Meridionale ed Europeo, Libreria Tamu, Feltrinelli, Mamamu, Rootz Café & Records Shop, contribuendo a costruire una programmazione diffusa e partecipata.

L’ideazione artistica e la direzione del progetto sono affidate a Giuseppe Affinito e all’associazione Cartesiane Culture, nata a partire dalla prima edizione del Festival e composta da lavorator? dello spettacolo, artist? e attivist?. 

Questi gli appuntamenti da venerdì 17 a domenica 19 aprile

Venerdì 17 aprile 

ore 10.00 > ore 13.00, Körper - Centro Nazionale di Produzione della Danza
SharingPractices@NapoliQueer

 

ME FOR DINNER

masterclass con Gaya de Medeiros 

in inglese

 

Il workshop si basa su una serie di pratiche che hanno aiutato Gaya de Medeiros a porsi alcune domande su sè stessa come performer, sulle possibilità di relazionarsi con il pubblico e sulle strategie drammaturgiche nell’affrontare temi autobiografici e identitari. Ecco alcuni argomenti su cui lavorare:

- Riscaldamento / consapevolezza di sé: movimenti di danza ispirati alla Gyrokinesis per lavorare sulla mobilità e rafforzare la colonna vertebrale e gli arti.

- Vogue (Runaways): dove gli stereotipi di genere si intrecciano con la sopravvivenza e la sperimentazione di molteplici performatività

- Esercizi per riflettere sulla gerarchia (o sulla sua dissoluzione) tra performer e pubblico. Pratiche per discutere in gruppo strategie per giocare con la percezione e l’interazione con le persone che abbiamo di fronte durante l’atto performativo.

Il workshop vuole essere uno spazio di scambio, sfida collettiva e vulnerabilità. In questi incontri, spero che potremo costruire dialoghi onesti, connessioni generose e affetti intensi.

 

ore 17.00, la Feltrinelli - Via Ponte di Tappia

INDIFESI SOTTO LA NOTTE. NARRAZIONI DELL’AIDS IN ITALIA TRA GLI ANNI ‘80 E ‘90

con l’autore Luca Starita in dialogo con Domenico Ingenito

presentazione libro

 

Nel 1982 si diagnostica il primo caso di Aids in Italia. Nel 1984, i casi sono diciotto. Nel maggio 1991 superano i novemila, e sono in continua crescita. Al diffondersi del virus dell’Hiv si accompagnano la paura, la disinformazione e lo stigma sociale che colpiscono soprattutto persone omosessuali e tossicodipendenti, che si vedono isolate, colpevolizzate, non sufficientemente prese in carico dal sistema sanitario e spesso nemmeno circondate da una rete sociale e affettiva. Il primo in Italia a rompere il silenzio angosciato che circonda l’epidemia è Giovanni Forti, un giornalista affetto dal virus, che nel 1992 in un articolo su L’Espresso offre la testimonianza della sua malattia. Morirà quello stesso anno. Suo marito, il giornalista Brett Shapiro, racconterà nel libro L’intruso la vicenda di Forti, mostrando senza reticenze il calvario, il dolore, ma anche l’amore, la cura e infine la perdita. Partendo da questo testo, Luca Starita analizza le narrazioni – letterarie e non – che dell’Aids sono state fatte in Italia tra gli anni ‘80 e ‘90, raccontando anche il modo in cui la politica e la società hanno affrontato o, più spesso, cercato di ignorare il problema.

 

ore 18.30, Sala Assoli Moscato

MOSTRE & FIERE 

di Filomena Filosottile

 

C’è vita fuori dalle caselle M e F. Irregolari in terre di nessuno. Occupanti delle zone di confine. Fuorilegge fra le tagliole dei generi. Prima ancora di chiedere «chi sono?» la Norma intima loro di andarsene. Le creature mostruose turbano l’ordine costituito. Sono angeli, araldi, tamburine: recano l’annuncio di sconvolgimenti imminenti. E portano domande: chi costituisce l’ordine? chi traccia e dove i confini?

In Mostre & fiere si sottraggono alla lente dei microscopi, si alzano dai tavoli da vivisezione, evadono dalle gabbie in cui le rinchiude la Norma, raccontano il mondo visto dalla loro prospettiva e il brulicare di esistenze che prospera oltre la soglia.

 

a seguire, Sala Assoli Moscato

CONTRO LA POLITICA DELLE BRICIOLE. LA MOSTRUOSITRANS E ALTRE MITOLOGIE FEMMINISTE

con l’autrice Filo Sottile in dialogo con Lud Sciannamblo

presentazione del libro

 

È una notte di pioggia. Sotto una tettoia si radunano novelle Shahrazad. Sono creature mostruose: Gregor Samsa, il Minotauro, Cappuccetto rosso e molte altre. La mostruositrans è la loro attitudine. Discutono, si confrontano, riscrivono i copioni della narrazione sull’esperienza trans. Minano le fondamenta dei miti consolidati, si impegnano in un’archeologia delle tracce disperse, decolonizzano l’incubo del reale e diffondono sogni profetici.

In costante oscillazione tra saggio, narrativa di speculazione, pamphlet e scrittura drammatica, Contro la politica delle briciole si fa forte del potere trasformativo dei racconti mitologici e letterari per contrastare la fissità dei rapporti di genere.

Attraverso la riscrittura dei canoni, l’immaginario offerto da questo libro - che coinvolge e mobilita tutte le creature - si rivela premessa necessaria all’azione di un femminismo rivoluzionario. Se possiamo ri-raccontare i miti da prospettive altre, allora il finale non è scritto e possiamo immaginare un futuro diverso.

 

ore 21.00, Teatro Nuovo

SADBOI 

coreografia e performer Panos Malactos

regia e testo Elias Adam

drammaturgia Panos Malactos, Elias Adam

costumi Miguel Peñaranda Olmeda, visual Sita Messer

musica Lynks, Eric Prydz, Lulu Be, tour management Nikos Mavrakis – TooFarEast

con il supporto dei Servizi Culturali del Ministero dell’Istruzione, Cultura, Sport e Gioventù di Cipro

spettacolo in inglese con sottotitoli in italiano

 

“Avevo un compagno. Poi sono stato mollato. Sono stato mollato, ho comprato un perizoma e ho bisogno di un sacco di validazione”.

Panos Malactos lavora con Elias Adam e indaga il concetto di vulnerabilità scenica radicale. Sadboi ama la sua sofferenza cruda. È gay, arrapato, col cuore spezzato e incredibilmente sereno. Instagramma, dunque esiste.

Sadboi è un ritratto ‘autofiction’ di un sadboi danzatore. Lo spettacolo tenta una narrazione ambigua e complessa, che esplora sesso, amore e tristezza nell’era postmoderna, ipertecnologica e ipersessualizzata. Sadboi mira a creare un’esperienza immersiva in cui una fisicità intensa si interseca con lo spazio virtuale di internet (social media, meme, app di incontri).

Se le canzoni d’amore sono stupide, aspetta di sentire questa. Quante emoji fuoco riceverà? Gli admin di questo spettacolo sono in cerca di validazione.

 

ore 23.00, Mamamu

dj set by PINK TRAUMA

Nate nel caos creativo della Napoli urban con l’intento di trasformare ogni dancefloor in un party privato senza regole. Una selezione che è un cortocircuito continuo e un BRAT manifesto: mixare House e Hyper-pop senza vergogna. Un frullato illegale di disordine e ironia. Un sound che spazia da ossessivi beat industrial ai bassi profondi del club culture europeo fino ai remix più sfacciati del pop contemporaneo.

Mixing classic house with dance hits and dark disco. Brat vibes, goth style, queer mind.

 

Sabato 18 aprile 

ore 12.00, Teatro Avanposto Numero 0

restituzione laboratorio ‘Io sto cercando un angelo’

ore 17.00, Sala Assoli Moscato

MILITANTI PER FORZA: ACCESSIBILITA’ CORPI ESCLUSI E QUESTIONE MERIDIONALE.

tavola rotonda con Giulia Traversi, Diana Anselmo e Daniel Bongioanni

traduzione in LIS a cura della Associazione Gio.Pro.Lis


 

ore 20.30, Teatro Nuovo

PAS MOI 

ideazione, performance, visuals Diana Anselmo

performers Diana Anselmo, Daniel Bongioanni, Antonio Dominelli

suono, composizione Antonio Dominelli

testo della Singsong Paddy Ladd

dramaturg Piersandra di Matteo

coaching nella ricerca e nel materiale performativo Saša Asentic

realizzato con Santarcangelo Festival

produttore esecutivo Chiasma

coprodotto da Scuola Piccola Zattere, TheaterFormen Festival, Gessnerallee Zürich, Fuorimargine Centro di Produzione di Danza e Arti Performative della Sardegna

sostenuto dalla rete R.O.M, dal partner Reykjavik Dance Festival su invito di Santarcangelo Festival. R.O.M è sostenuta dall’Unione Europea nell’ambito del programma Europa Creativa, dal Conseil des arts de Montréal e dal Conseil des arts et des lettres du Québec

con il supporto di Istituto Italiano di Cultura di Oslo, Istituto Italiano di Cultura di Berlino, MIC - Ministero della Cultura, DANAE Festival

all’interno di LANDING, progetto sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale realizzato da Santarcangelo Festival

lingua LIS (Lingua Italiana dei Segni)

sottotitoli italiano

durata 60 minuti

Pas Moi, nuova lecture-performance dialogata di Diana Anselmo, è il capitolo conclusivo di una ricerca documentale e affettiva che smaglia la trama di potere e dominazione tessuta nella storiografia maggiore. Se Je Vous Aime – divenuta poi una mostra personale alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo – mostrava le implicazioni rieducative delle prime immagini in movimento, Pas Moi segue un percorso parallelo e, da una prospettiva sorda e segnante, esplora la genesi dei primi strumenti di registrazione, trasmissione e riproduzione del suono.

Attraverso archivi minori, antistorie e saperi situati, trasmessi corpo-a-corpo, i celebrati apparecchi all’origine della futura industria cinematografica e musicale si rivelano strumenti concepiti con un intento audista e fonocentrico: “guarire” la sordità. Malattia 

da eradicare o far sparire nelle maglie del mondo udente, più che un’identità, una cultura con una propria lingua e una comunità.

Pas Moi prova a immaginare dove si può arrivare se un altro è il punto di partenza. Al di là della “mancanza di udito”, più in là, e più lontano ancora.

 

ore 22.00 > ore 02.00, La Santissima Community Hub

SAFFFO TAKEOVER WITH MAGIC DYKE* & LUMA 

Magic Dyke* hosts & performers Ryder Dyke & Rubber Dyke 

Safffo organization team & Awareness Marta Massarelli, Lu Bellotti, Ilaria Piccolo

Safffo resident dj Luma

show & music

 

Safffo (si, con tre f) è un collettivo FLINTA & queer nato a Roma nel 2022 per sostenere l’espressione artistica queer indipendente. Attraverso feste, performances e un festival annuale con lineups interamente queer, Safffo crea spazi di gioia collettiva più sicuri, basati su consenso e libertà di espressione.

Per il Napoli Queer Festival, Safffo chiama i rinforzi con uno dei collettivi più hot in Europa Magic Dyke*, un gruppo di str!p e danza pluripremiato con base a Berlino, creato da e per la comunità SLINTA* (saffica, lesbica, intersex, non binaria, trans e agender). Dal 2022, Magic Dyke* offre a butch, stud, masc e genderf*ckers uno spazio scenico per sentirsi se-xy in un mondo che dice loro che non lo sono.

Proveniente dall’underground della città di Buenos Aires, Luma costruisce paesaggi sonori intimi e stratificati, dove il tempo si dilata e il corpo può ascoltarsi. In questo set si muoverà tra elettronica sperimentale, ritmi latin, atmosfere ambient e ritmi rarefatti, con un’attenzione particolare alle texture, ai bassi profondi e alle percussioni sottili. 

 

Domenica 19 aprile

ore 15.00, FOQUS - Fondazione Quartieri Spagnoli

L’ORA DELLE STORIE CON PRISCILLA 

a cura di Collettivo Favolos*

in collaborazione con MagnaVeg

Parrucca voluminosa, trucco, tacchi alti e abiti dai colori dell’arcobaleno. Poi una sedia, una stanza piena di giochi e una fiaba. È così che Priscilla legge favole a bambin3. Nessun trauma. Nessuna fuga verso mamma o papà. Nessuna paura. Solo risate, domande, curiosità. 

Bambin3 che hanno visto semplicemente una persona che ama truccarsi e vestirsi con colori vivaci. Hanno ascoltato la storia. Hanno partecipato. Hanno detto la loro. Con naturalezza. E sono stat3 proprio loro a ricordare agli adulti ciò che troppo spesso dimentichiamo: “Ogni bambino e ogni bambina deve essere liber@ di scegliere”.

“Il rosa non è solo per le femmine e il celeste non è solo per i maschi”.

Il progetto L’ora delle storie con Priscilla nasce per creare uno spazio educativo sicuro, dove l’infanzia possa incontrare la diversità senza filtri ideologici e senza paure indotte. Non si parla di orientamento sessuale. Non si fa propaganda. Non si "indottrina".

Si parla di autodeterminazione. Si parla di diritto di essere se stess3. Si parla di educazione affettiva, rispetto e libertà di espressione. L’esperienza dimostra un dato semplice: il pregiudizio non è innato. I bambini non giudicano ciò che è diverso. 

Non escludono. Non etichettano. Sono gli adulti, semmai, a insegnare loro a farlo. In un contesto sociale in cui l’educazione sessuo-affettiva viene spesso ostacolata o caricata di significati distorti, questo progetto rappresenta un gesto chiaro: offrire strumenti, parole e immagini che aiutino i più piccoli a crescere senza vergogna, senza paura, senza silenzi imposti.

Quando le istituzioni arretrano, sono molti i genitori che scelgono di esserci. Di costruire spazi liberi. Di sostenere percorsi educativi fondati sull’ascolto e sull’inclusione. La rivoluzione non è uno slogan. È una voce che legge una fiaba. È una stanza in cui ogni bambino e ogni bambina può sentirsi liber@ di esistere.

 

ore 16.00, Sala Assoli Moscato

MEMORIE DA SOTTOPELLE. MOVIMENTI DI SCIOGLIMENTO DECOLONIALE.

laboratorio di coreo/grafie decoloniali

a cura di Marie Moise e Ivonne Yvonne N’dah

Decolonizzare non è una metafora. Non è sinonimo di qualsiasi forma di cambiamento e non è un gesto puramente simbolico o astratto. Per comprendere il senso di questo orizzonte politico, occorre guardarsi dentro e sentire il fuori: dal passato al presente, come si riverbera la colonialità nei nostri modi di stare in relazione?

Attraverso un lavoro dinamico e interattivo, all’intersezione tra la danza e la rielaborazione corporea dell’esperienza vissuta, si tratterà di mettere in gioco il corpo per osservare le strutture sociali che abitiamo e distendere le articolazioni teoriche e anatomiche in un medesimo movimento in controtempo.

 

ore 19.00, Sala Assoli Moscato

RAIVA 

di Mistura Queer

Raiva - un viaggio sonoro transatlantico è una sessione di ascolto musicale composta da tracce realizzate da persone trans e donne cis indigene e razzializzate brasiliane.

L’ascolto è accompagnato da una videoproiezione con la traduzione in italiano dei testi, così da rendere comprensibili le parole e i contenuti delle canzoni che parlano di lotta al colonialismo, al razzismo e alla transfobia.

Parallelamente, l’artista Mistura Queer guida il pubblico all’ascolto attraverso alcune narrazioni delle identità trans brasiliane e un approfondimento critico a cura di Kukua Dada Rezende, pedagoga, ricercatrice e attivista travesti.

Attraverso i loro suoni, le loro parole e le loro voci, Raiva racconta come l’arte possa essere uno strumento di autodeterminazione, di trasformazione sociale e di costruzione collettiva di memoria e futuro.

La rabbia (raiva, in portoghese) è qui intesa non come distruzione, ma come forza vitale, energia politica e affettiva che muove la creazione, la cura e la possibilità di immaginare altri mondi.

In un panorama globale ancora segnato da disuguaglianze strutturali, le persone trans e le donne cisgender, in particolare nere e razzializzate, rimangono spesso ai margini dei circuiti artistici e culturali, private di spazi di ascolto e rappresentazione.

Raiva nasce dalla necessità di ribaltare questa asimmetria, mettendo al centro soggettività che non solo resistono, ma che da sempre producono conoscenza, estetiche e pratiche di vita radicali.

Il progetto si radica in una prospettiva decoloniale e transcentrata, che non mira a “dare voce” ma ad amplificare un ascolto già presente, aprendo canali di risonanza e dialogo tra un lato e l’altro dell’Oceano Atlantico.

Raiva non è solo una playlist, ma un gesto politico di ascolto. Un archivio di emozioni e suoni che attraversano oceani, corpi e lingue. Un invito a lasciarsi attraversare e ad ascoltare non per capire, ma per lasciarsi trasformare.

 

ore 21.00, Sala Assoli Moscato

ANY OTHER SOLO 

concerto

Un live intimo in solo, per portare di nuovo sui palchi la magia e la delicatezza unica delle canzoni di Adele, che da poco ha annunciato di avere nuova musica pronta da far uscire, e che sicuramente si potrà sentire già da queste prossime date.

Any Other è il progetto principale di Adele Altro, polistrumentista e produttrice milanese attiva da diversi anni sulla scena musicale italiana e internazionale. Con due album e due EP all’attivo, il suo lavoro ha contribuito a riportare l’indie-rock sotto i riflettori, oltre ad averla portata ad esibirsi in tutta Europa e oltre.

Ha tenuto oltre 200 concerti all’estero, esibendosi sui palchi di alcuni dei più importanti festival internazionali, dal Primavera Sound di Barcellona al The Great Escape Festival di Brighton, passando per il Reeperbahn Festival di Amburgo e l’Eurosonic Noorderslag di Groningen, oltre che nel Sud-Est asiatico e in Giappone, tra cui il Luc Fest di Tainan.

Ha composto le musiche per il podcast “Limoni” di Internazionale sul G8 di Genova del 2001 (che poi è diventato il suo primo lavoro da solista, ‘Tentativo’), è entrata a far parte delle Ragazze di Porta Venezia nel progetto di Myss Keta ed è stata una delle artiste italiane selezionate per il programma KeyChange2020.

Dal 2017 collabora con l’Infedele Orchestra di Colapesce e ha suonato in tour congiunti con Colapesce Dimartino, oltre che con Marco Giudici, Yabai, Queer Macete, Andrea Poggio, il trio jazz Cau/Emmi/Fenu nel loro album Pororoca e con She’s Analog.

Il suo terzo album, stillness, stop: you have a right to remember, è stato pubblicato nel 2024 per la 42 Records.

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RASSEGNA - Napoli Queer Festival 2026, sei giorni di programmazione tra spettacoli, cinema, musica, workshop e arti visive

di Redazione

16/04/2026 - 13:03

È in corso Napoli Queer Festival 2026, terza edizione della rassegna in programma a Napoli da martedì 14 a domenica 19 aprile 2026, un invito a entrare in ciò che è “fuori”, per riscrivere insieme ciò che può diventare centro.

Presentato da Casa del Contemporaneo e dal Teatro Pubblico Campano, il Festival si realizzerà in diversi spazi della città, Sala Assoli Moscato e Teatro Nuovo Napoli, in dialogo partecipato con alcune delle realtà più significative del territorio come La Santissima Community Hub, Teatro Avanposto Numero 0, Körper | Centro Nazionale di Produzione della Danza, FOQUS – Fondazione Quartieri Spagnoli, Centro Studi sul Teatro Napoletano Meridionale ed Europeo, Libreria Tamu, Feltrinelli, Mamamu, Rootz Café & Records Shop, contribuendo a costruire una programmazione diffusa e partecipata.

L’ideazione artistica e la direzione del progetto sono affidate a Giuseppe Affinito e all’associazione Cartesiane Culture, nata a partire dalla prima edizione del Festival e composta da lavorator? dello spettacolo, artist? e attivist?. 

Questi gli appuntamenti da venerdì 17 a domenica 19 aprile

Venerdì 17 aprile 

ore 10.00 > ore 13.00, Körper - Centro Nazionale di Produzione della Danza
SharingPractices@NapoliQueer

 

ME FOR DINNER

masterclass con Gaya de Medeiros 

in inglese

 

Il workshop si basa su una serie di pratiche che hanno aiutato Gaya de Medeiros a porsi alcune domande su sè stessa come performer, sulle possibilità di relazionarsi con il pubblico e sulle strategie drammaturgiche nell’affrontare temi autobiografici e identitari. Ecco alcuni argomenti su cui lavorare:

- Riscaldamento / consapevolezza di sé: movimenti di danza ispirati alla Gyrokinesis per lavorare sulla mobilità e rafforzare la colonna vertebrale e gli arti.

- Vogue (Runaways): dove gli stereotipi di genere si intrecciano con la sopravvivenza e la sperimentazione di molteplici performatività

- Esercizi per riflettere sulla gerarchia (o sulla sua dissoluzione) tra performer e pubblico. Pratiche per discutere in gruppo strategie per giocare con la percezione e l’interazione con le persone che abbiamo di fronte durante l’atto performativo.

Il workshop vuole essere uno spazio di scambio, sfida collettiva e vulnerabilità. In questi incontri, spero che potremo costruire dialoghi onesti, connessioni generose e affetti intensi.

 

ore 17.00, la Feltrinelli - Via Ponte di Tappia

INDIFESI SOTTO LA NOTTE. NARRAZIONI DELL’AIDS IN ITALIA TRA GLI ANNI ‘80 E ‘90

con l’autore Luca Starita in dialogo con Domenico Ingenito

presentazione libro

 

Nel 1982 si diagnostica il primo caso di Aids in Italia. Nel 1984, i casi sono diciotto. Nel maggio 1991 superano i novemila, e sono in continua crescita. Al diffondersi del virus dell’Hiv si accompagnano la paura, la disinformazione e lo stigma sociale che colpiscono soprattutto persone omosessuali e tossicodipendenti, che si vedono isolate, colpevolizzate, non sufficientemente prese in carico dal sistema sanitario e spesso nemmeno circondate da una rete sociale e affettiva. Il primo in Italia a rompere il silenzio angosciato che circonda l’epidemia è Giovanni Forti, un giornalista affetto dal virus, che nel 1992 in un articolo su L’Espresso offre la testimonianza della sua malattia. Morirà quello stesso anno. Suo marito, il giornalista Brett Shapiro, racconterà nel libro L’intruso la vicenda di Forti, mostrando senza reticenze il calvario, il dolore, ma anche l’amore, la cura e infine la perdita. Partendo da questo testo, Luca Starita analizza le narrazioni – letterarie e non – che dell’Aids sono state fatte in Italia tra gli anni ‘80 e ‘90, raccontando anche il modo in cui la politica e la società hanno affrontato o, più spesso, cercato di ignorare il problema.

 

ore 18.30, Sala Assoli Moscato

MOSTRE & FIERE 

di Filomena Filosottile

 

C’è vita fuori dalle caselle M e F. Irregolari in terre di nessuno. Occupanti delle zone di confine. Fuorilegge fra le tagliole dei generi. Prima ancora di chiedere «chi sono?» la Norma intima loro di andarsene. Le creature mostruose turbano l’ordine costituito. Sono angeli, araldi, tamburine: recano l’annuncio di sconvolgimenti imminenti. E portano domande: chi costituisce l’ordine? chi traccia e dove i confini?

In Mostre & fiere si sottraggono alla lente dei microscopi, si alzano dai tavoli da vivisezione, evadono dalle gabbie in cui le rinchiude la Norma, raccontano il mondo visto dalla loro prospettiva e il brulicare di esistenze che prospera oltre la soglia.

 

a seguire, Sala Assoli Moscato

CONTRO LA POLITICA DELLE BRICIOLE. LA MOSTRUOSITRANS E ALTRE MITOLOGIE FEMMINISTE

con l’autrice Filo Sottile in dialogo con Lud Sciannamblo

presentazione del libro

 

È una notte di pioggia. Sotto una tettoia si radunano novelle Shahrazad. Sono creature mostruose: Gregor Samsa, il Minotauro, Cappuccetto rosso e molte altre. La mostruositrans è la loro attitudine. Discutono, si confrontano, riscrivono i copioni della narrazione sull’esperienza trans. Minano le fondamenta dei miti consolidati, si impegnano in un’archeologia delle tracce disperse, decolonizzano l’incubo del reale e diffondono sogni profetici.

In costante oscillazione tra saggio, narrativa di speculazione, pamphlet e scrittura drammatica, Contro la politica delle briciole si fa forte del potere trasformativo dei racconti mitologici e letterari per contrastare la fissità dei rapporti di genere.

Attraverso la riscrittura dei canoni, l’immaginario offerto da questo libro - che coinvolge e mobilita tutte le creature - si rivela premessa necessaria all’azione di un femminismo rivoluzionario. Se possiamo ri-raccontare i miti da prospettive altre, allora il finale non è scritto e possiamo immaginare un futuro diverso.

 

ore 21.00, Teatro Nuovo

SADBOI 

coreografia e performer Panos Malactos

regia e testo Elias Adam

drammaturgia Panos Malactos, Elias Adam

costumi Miguel Peñaranda Olmeda, visual Sita Messer

musica Lynks, Eric Prydz, Lulu Be, tour management Nikos Mavrakis – TooFarEast

con il supporto dei Servizi Culturali del Ministero dell’Istruzione, Cultura, Sport e Gioventù di Cipro

spettacolo in inglese con sottotitoli in italiano

 

“Avevo un compagno. Poi sono stato mollato. Sono stato mollato, ho comprato un perizoma e ho bisogno di un sacco di validazione”.

Panos Malactos lavora con Elias Adam e indaga il concetto di vulnerabilità scenica radicale. Sadboi ama la sua sofferenza cruda. È gay, arrapato, col cuore spezzato e incredibilmente sereno. Instagramma, dunque esiste.

Sadboi è un ritratto ‘autofiction’ di un sadboi danzatore. Lo spettacolo tenta una narrazione ambigua e complessa, che esplora sesso, amore e tristezza nell’era postmoderna, ipertecnologica e ipersessualizzata. Sadboi mira a creare un’esperienza immersiva in cui una fisicità intensa si interseca con lo spazio virtuale di internet (social media, meme, app di incontri).

Se le canzoni d’amore sono stupide, aspetta di sentire questa. Quante emoji fuoco riceverà? Gli admin di questo spettacolo sono in cerca di validazione.

 

ore 23.00, Mamamu

dj set by PINK TRAUMA

Nate nel caos creativo della Napoli urban con l’intento di trasformare ogni dancefloor in un party privato senza regole. Una selezione che è un cortocircuito continuo e un BRAT manifesto: mixare House e Hyper-pop senza vergogna. Un frullato illegale di disordine e ironia. Un sound che spazia da ossessivi beat industrial ai bassi profondi del club culture europeo fino ai remix più sfacciati del pop contemporaneo.

Mixing classic house with dance hits and dark disco. Brat vibes, goth style, queer mind.

 

Sabato 18 aprile 

ore 12.00, Teatro Avanposto Numero 0

restituzione laboratorio ‘Io sto cercando un angelo’

ore 17.00, Sala Assoli Moscato

MILITANTI PER FORZA: ACCESSIBILITA’ CORPI ESCLUSI E QUESTIONE MERIDIONALE.

tavola rotonda con Giulia Traversi, Diana Anselmo e Daniel Bongioanni

traduzione in LIS a cura della Associazione Gio.Pro.Lis


 

ore 20.30, Teatro Nuovo

PAS MOI 

ideazione, performance, visuals Diana Anselmo

performers Diana Anselmo, Daniel Bongioanni, Antonio Dominelli

suono, composizione Antonio Dominelli

testo della Singsong Paddy Ladd

dramaturg Piersandra di Matteo

coaching nella ricerca e nel materiale performativo Saša Asentic

realizzato con Santarcangelo Festival

produttore esecutivo Chiasma

coprodotto da Scuola Piccola Zattere, TheaterFormen Festival, Gessnerallee Zürich, Fuorimargine Centro di Produzione di Danza e Arti Performative della Sardegna

sostenuto dalla rete R.O.M, dal partner Reykjavik Dance Festival su invito di Santarcangelo Festival. R.O.M è sostenuta dall’Unione Europea nell’ambito del programma Europa Creativa, dal Conseil des arts de Montréal e dal Conseil des arts et des lettres du Québec

con il supporto di Istituto Italiano di Cultura di Oslo, Istituto Italiano di Cultura di Berlino, MIC - Ministero della Cultura, DANAE Festival

all’interno di LANDING, progetto sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale realizzato da Santarcangelo Festival

lingua LIS (Lingua Italiana dei Segni)

sottotitoli italiano

durata 60 minuti

Pas Moi, nuova lecture-performance dialogata di Diana Anselmo, è il capitolo conclusivo di una ricerca documentale e affettiva che smaglia la trama di potere e dominazione tessuta nella storiografia maggiore. Se Je Vous Aime – divenuta poi una mostra personale alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo – mostrava le implicazioni rieducative delle prime immagini in movimento, Pas Moi segue un percorso parallelo e, da una prospettiva sorda e segnante, esplora la genesi dei primi strumenti di registrazione, trasmissione e riproduzione del suono.

Attraverso archivi minori, antistorie e saperi situati, trasmessi corpo-a-corpo, i celebrati apparecchi all’origine della futura industria cinematografica e musicale si rivelano strumenti concepiti con un intento audista e fonocentrico: “guarire” la sordità. Malattia 

da eradicare o far sparire nelle maglie del mondo udente, più che un’identità, una cultura con una propria lingua e una comunità.

Pas Moi prova a immaginare dove si può arrivare se un altro è il punto di partenza. Al di là della “mancanza di udito”, più in là, e più lontano ancora.

 

ore 22.00 > ore 02.00, La Santissima Community Hub

SAFFFO TAKEOVER WITH MAGIC DYKE* & LUMA 

Magic Dyke* hosts & performers Ryder Dyke & Rubber Dyke 

Safffo organization team & Awareness Marta Massarelli, Lu Bellotti, Ilaria Piccolo

Safffo resident dj Luma

show & music

 

Safffo (si, con tre f) è un collettivo FLINTA & queer nato a Roma nel 2022 per sostenere l’espressione artistica queer indipendente. Attraverso feste, performances e un festival annuale con lineups interamente queer, Safffo crea spazi di gioia collettiva più sicuri, basati su consenso e libertà di espressione.

Per il Napoli Queer Festival, Safffo chiama i rinforzi con uno dei collettivi più hot in Europa Magic Dyke*, un gruppo di str!p e danza pluripremiato con base a Berlino, creato da e per la comunità SLINTA* (saffica, lesbica, intersex, non binaria, trans e agender). Dal 2022, Magic Dyke* offre a butch, stud, masc e genderf*ckers uno spazio scenico per sentirsi se-xy in un mondo che dice loro che non lo sono.

Proveniente dall’underground della città di Buenos Aires, Luma costruisce paesaggi sonori intimi e stratificati, dove il tempo si dilata e il corpo può ascoltarsi. In questo set si muoverà tra elettronica sperimentale, ritmi latin, atmosfere ambient e ritmi rarefatti, con un’attenzione particolare alle texture, ai bassi profondi e alle percussioni sottili. 

 

Domenica 19 aprile

ore 15.00, FOQUS - Fondazione Quartieri Spagnoli

L’ORA DELLE STORIE CON PRISCILLA 

a cura di Collettivo Favolos*

in collaborazione con MagnaVeg

Parrucca voluminosa, trucco, tacchi alti e abiti dai colori dell’arcobaleno. Poi una sedia, una stanza piena di giochi e una fiaba. È così che Priscilla legge favole a bambin3. Nessun trauma. Nessuna fuga verso mamma o papà. Nessuna paura. Solo risate, domande, curiosità. 

Bambin3 che hanno visto semplicemente una persona che ama truccarsi e vestirsi con colori vivaci. Hanno ascoltato la storia. Hanno partecipato. Hanno detto la loro. Con naturalezza. E sono stat3 proprio loro a ricordare agli adulti ciò che troppo spesso dimentichiamo: “Ogni bambino e ogni bambina deve essere liber@ di scegliere”.

“Il rosa non è solo per le femmine e il celeste non è solo per i maschi”.

Il progetto L’ora delle storie con Priscilla nasce per creare uno spazio educativo sicuro, dove l’infanzia possa incontrare la diversità senza filtri ideologici e senza paure indotte. Non si parla di orientamento sessuale. Non si fa propaganda. Non si "indottrina".

Si parla di autodeterminazione. Si parla di diritto di essere se stess3. Si parla di educazione affettiva, rispetto e libertà di espressione. L’esperienza dimostra un dato semplice: il pregiudizio non è innato. I bambini non giudicano ciò che è diverso. 

Non escludono. Non etichettano. Sono gli adulti, semmai, a insegnare loro a farlo. In un contesto sociale in cui l’educazione sessuo-affettiva viene spesso ostacolata o caricata di significati distorti, questo progetto rappresenta un gesto chiaro: offrire strumenti, parole e immagini che aiutino i più piccoli a crescere senza vergogna, senza paura, senza silenzi imposti.

Quando le istituzioni arretrano, sono molti i genitori che scelgono di esserci. Di costruire spazi liberi. Di sostenere percorsi educativi fondati sull’ascolto e sull’inclusione. La rivoluzione non è uno slogan. È una voce che legge una fiaba. È una stanza in cui ogni bambino e ogni bambina può sentirsi liber@ di esistere.

 

ore 16.00, Sala Assoli Moscato

MEMORIE DA SOTTOPELLE. MOVIMENTI DI SCIOGLIMENTO DECOLONIALE.

laboratorio di coreo/grafie decoloniali

a cura di Marie Moise e Ivonne Yvonne N’dah

Decolonizzare non è una metafora. Non è sinonimo di qualsiasi forma di cambiamento e non è un gesto puramente simbolico o astratto. Per comprendere il senso di questo orizzonte politico, occorre guardarsi dentro e sentire il fuori: dal passato al presente, come si riverbera la colonialità nei nostri modi di stare in relazione?

Attraverso un lavoro dinamico e interattivo, all’intersezione tra la danza e la rielaborazione corporea dell’esperienza vissuta, si tratterà di mettere in gioco il corpo per osservare le strutture sociali che abitiamo e distendere le articolazioni teoriche e anatomiche in un medesimo movimento in controtempo.

 

ore 19.00, Sala Assoli Moscato

RAIVA 

di Mistura Queer

Raiva - un viaggio sonoro transatlantico è una sessione di ascolto musicale composta da tracce realizzate da persone trans e donne cis indigene e razzializzate brasiliane.

L’ascolto è accompagnato da una videoproiezione con la traduzione in italiano dei testi, così da rendere comprensibili le parole e i contenuti delle canzoni che parlano di lotta al colonialismo, al razzismo e alla transfobia.

Parallelamente, l’artista Mistura Queer guida il pubblico all’ascolto attraverso alcune narrazioni delle identità trans brasiliane e un approfondimento critico a cura di Kukua Dada Rezende, pedagoga, ricercatrice e attivista travesti.

Attraverso i loro suoni, le loro parole e le loro voci, Raiva racconta come l’arte possa essere uno strumento di autodeterminazione, di trasformazione sociale e di costruzione collettiva di memoria e futuro.

La rabbia (raiva, in portoghese) è qui intesa non come distruzione, ma come forza vitale, energia politica e affettiva che muove la creazione, la cura e la possibilità di immaginare altri mondi.

In un panorama globale ancora segnato da disuguaglianze strutturali, le persone trans e le donne cisgender, in particolare nere e razzializzate, rimangono spesso ai margini dei circuiti artistici e culturali, private di spazi di ascolto e rappresentazione.

Raiva nasce dalla necessità di ribaltare questa asimmetria, mettendo al centro soggettività che non solo resistono, ma che da sempre producono conoscenza, estetiche e pratiche di vita radicali.

Il progetto si radica in una prospettiva decoloniale e transcentrata, che non mira a “dare voce” ma ad amplificare un ascolto già presente, aprendo canali di risonanza e dialogo tra un lato e l’altro dell’Oceano Atlantico.

Raiva non è solo una playlist, ma un gesto politico di ascolto. Un archivio di emozioni e suoni che attraversano oceani, corpi e lingue. Un invito a lasciarsi attraversare e ad ascoltare non per capire, ma per lasciarsi trasformare.

 

ore 21.00, Sala Assoli Moscato

ANY OTHER SOLO 

concerto

Un live intimo in solo, per portare di nuovo sui palchi la magia e la delicatezza unica delle canzoni di Adele, che da poco ha annunciato di avere nuova musica pronta da far uscire, e che sicuramente si potrà sentire già da queste prossime date.

Any Other è il progetto principale di Adele Altro, polistrumentista e produttrice milanese attiva da diversi anni sulla scena musicale italiana e internazionale. Con due album e due EP all’attivo, il suo lavoro ha contribuito a riportare l’indie-rock sotto i riflettori, oltre ad averla portata ad esibirsi in tutta Europa e oltre.

Ha tenuto oltre 200 concerti all’estero, esibendosi sui palchi di alcuni dei più importanti festival internazionali, dal Primavera Sound di Barcellona al The Great Escape Festival di Brighton, passando per il Reeperbahn Festival di Amburgo e l’Eurosonic Noorderslag di Groningen, oltre che nel Sud-Est asiatico e in Giappone, tra cui il Luc Fest di Tainan.

Ha composto le musiche per il podcast “Limoni” di Internazionale sul G8 di Genova del 2001 (che poi è diventato il suo primo lavoro da solista, ‘Tentativo’), è entrata a far parte delle Ragazze di Porta Venezia nel progetto di Myss Keta ed è stata una delle artiste italiane selezionate per il programma KeyChange2020.

Dal 2017 collabora con l’Infedele Orchestra di Colapesce e ha suonato in tour congiunti con Colapesce Dimartino, oltre che con Marco Giudici, Yabai, Queer Macete, Andrea Poggio, il trio jazz Cau/Emmi/Fenu nel loro album Pororoca e con She’s Analog.

Il suo terzo album, stillness, stop: you have a right to remember, è stato pubblicato nel 2024 per la 42 Records.