Sabato 21 marzo ore 20.45 al Teatro Comunale Diana di Nocera Inferiore, va in scena Assetati, il quarto spettacolo de “L’Essere E L’Umano” edizione 2026, rassegna firmata da Artenauta Teatro (ideata dalla direttrice artistica e regista Simona Tortora, con l’organizzazione di Giuseppe Citarella e il patrocinio del Comune di Nocera Inferiore). Lo spettacolo è tratto dal testo di Wajdi Mouawad, per la regia e spazio scenico di Davide Pascarella, con Davide Pascarella. Produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale | in collaborazione con A.M.A. Factory. Assetati è presentato in collaborazione con il Teatro Pubblico Campano.
Assetati di Wajdi Mouawad (autore libano-canadese e vincitore del Premio Ubu 2024 come miglior testo straniero con Come gli uccelli messo in scena da Il Mulino di Amleto), è il progetto con cui Davide Pascarella vince il Premio Leo de Berardinis, alla sua terza edizione, per artisti e compagnie under 35. È uno spettacolo dai ritmi serrati. Davide Pascarella (autore, attore e regista) passa da un personaggio all’altro con destrezza ed eleganza. Nel 2025 l’attore campano ha vinto il bando Biennale College Teatro 2025/2026 per Autori Under 30 alla Biennale di Venezia, con il testo Bacio sogno autodistruzione. A premiarlo è stato il grande Willem Dafoe secondo il quale «il lavoro di Pascarella si fa apprezzare per la totale ed empatica adesione a una scrittura poetica, magmatica, a tratti anche sentimentale, eppure vigorosa. Nello scavo interiore, nel confronto con il disagio contemporaneo che attanaglia una generazione, il lavoro fa intuire un potenziale di crescita che merita ogni attenzione».
Lo spettacolo. È il 1991. C’è un ragazzo, Murdoch, che una mattina si sveglia parlando e non smette più. C’è una ragazza che si chiama Norvège, piange di orrore e si è chiusa in camera perché ha un mostro nella pancia. C’è un uomo che si chiama Boon, è un antropologo forense, ha appena trovato due cadaveri congelati sul fondo di un fiume: sono abbracciati da così tanto tempo che i corpi si sono fusi l’uno nell’altro. Questi personaggi si alternano senza mai esistere insieme sulla scena. Sono in tempi e in spazi diversi. Corrono paralleli scappando l’uno dall’altro. Eccoli qui allora, in scena, tutti e tre in un solo corpo, quello di Davide Pascarella. In uno spazio senza definizioni, tra la vita e la morte, tra la realtà e l’invenzione. Sospesi tra i documenti e gli oggetti di chi esiste, e il mondo-microcosmo di chi appartiene solo a un “universo poetico”.
«Questi personaggi sono assetati, così dice Mouawad – spiega Davide Pascarella – Ma questa sete non è solo quella sete bella, la sete di vita, che li pervade: è anche la sete, la “Crave” di Sarah Kane, che ti corrode. Una sete per cui si muore. E morire di sete è terribile. “Assetati” parla di sentirsi dilaniati dal dolore che sentiamo, parla della bruttezza che mangia vivi gli esseri umani e della bellezza che li salva. Parla dell’adolescenza che illumina la vita. Parla di smettere di credere ai propri sogni finché quei sogni non ti vengono a cercare e ti chiedono il conto di non averli sognati abbastanza forte. È un testo che ha ancora, credo, il potere di cambiare chi lo legge. A me è successo. La mia sete enorme di fare questo spettacolo è la conseguenza di un debito di amore che ho verso questo suo potere magico, che mi ha restituito quello che credevo perso. Io sono qui per conto di Boon, perché lui mi ha chiesto di fare questo spettacolo, come Boon è in questo testo per conto di qualcun altro, che ha chiesto a lui di scriverlo. Perché “Assetati” è il mio spettacolo, sì. Ma è anche il testo di Wajdi Mouawad, scritto in Québec nel 2006. Ed è anche il testo che Boon scrive nel suo immaginario 1991, alla fine dello spettacolo. È un testo circolare che si manifesta come un incantesimo. E che, come in “Inception”, scavalla continuamente i livelli di quello che è reale, per arrivare dal livello profondo della fantasia al livello intermedio del palco del teatro, per poi uscire dalla porta insieme a noi ed entrare così nel mondo reale».
Wajdi Mouawad. Nato in Libano nel 1968, si è trasferito prima a Parigi e poi a Montréal a causa della guerra scoppiata nel paese natio. Mouawad è scrittore, drammaturgo, regista e attore. In Francia e nel Québec è considerato uno degli autori di teatro contemporanei più importanti degli ultimi anni. Lo spettacolo Incendies è stato riadattato a film, ottenendo la candidatura all’Oscar come miglior film straniero nel 2010. Anima, il suo secondo romanzo, ha ottenuto il Prix Méditerranée 2013 e il Premi Llibreter de narrativa 2014. Fazi Editore ha pubblicato anche Il volto ritrovato, il suo romanzo d’esordio. È autore di adattamenti alla messa in scena fra cui il Don Chisciotte di Miguel de Cervantes e Trainspotting di Irvine Welsh.
ASSETATI in scena al Teatro Diana SABATO 21 MARZO 2026 ORE 20.45,
per la rassegna L’Essere E L’Umano
A CURA DI ARTENAUTA TEATRO
Teatro Comunale Diana, Nocera Inferiore (SA)
Per informazioni: infoartenautateatro@gmail.com.
DIREZIONE ARTISTICA: SIMONA TORTORA

di Redazione
18/03/2026 - 10:34
Sabato 21 marzo ore 20.45 al Teatro Comunale Diana di Nocera Inferiore, va in scena Assetati, il quarto spettacolo de “L’Essere E L’Umano” edizione 2026, rassegna firmata da Artenauta Teatro (ideata dalla direttrice artistica e regista Simona Tortora, con l’organizzazione di Giuseppe Citarella e il patrocinio del Comune di Nocera Inferiore). Lo spettacolo è tratto dal testo di Wajdi Mouawad, per la regia e spazio scenico di Davide Pascarella, con Davide Pascarella. Produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale | in collaborazione con A.M.A. Factory. Assetati è presentato in collaborazione con il Teatro Pubblico Campano.
Assetati di Wajdi Mouawad (autore libano-canadese e vincitore del Premio Ubu 2024 come miglior testo straniero con Come gli uccelli messo in scena da Il Mulino di Amleto), è il progetto con cui Davide Pascarella vince il Premio Leo de Berardinis, alla sua terza edizione, per artisti e compagnie under 35. È uno spettacolo dai ritmi serrati. Davide Pascarella (autore, attore e regista) passa da un personaggio all’altro con destrezza ed eleganza. Nel 2025 l’attore campano ha vinto il bando Biennale College Teatro 2025/2026 per Autori Under 30 alla Biennale di Venezia, con il testo Bacio sogno autodistruzione. A premiarlo è stato il grande Willem Dafoe secondo il quale «il lavoro di Pascarella si fa apprezzare per la totale ed empatica adesione a una scrittura poetica, magmatica, a tratti anche sentimentale, eppure vigorosa. Nello scavo interiore, nel confronto con il disagio contemporaneo che attanaglia una generazione, il lavoro fa intuire un potenziale di crescita che merita ogni attenzione».
Lo spettacolo. È il 1991. C’è un ragazzo, Murdoch, che una mattina si sveglia parlando e non smette più. C’è una ragazza che si chiama Norvège, piange di orrore e si è chiusa in camera perché ha un mostro nella pancia. C’è un uomo che si chiama Boon, è un antropologo forense, ha appena trovato due cadaveri congelati sul fondo di un fiume: sono abbracciati da così tanto tempo che i corpi si sono fusi l’uno nell’altro. Questi personaggi si alternano senza mai esistere insieme sulla scena. Sono in tempi e in spazi diversi. Corrono paralleli scappando l’uno dall’altro. Eccoli qui allora, in scena, tutti e tre in un solo corpo, quello di Davide Pascarella. In uno spazio senza definizioni, tra la vita e la morte, tra la realtà e l’invenzione. Sospesi tra i documenti e gli oggetti di chi esiste, e il mondo-microcosmo di chi appartiene solo a un “universo poetico”.
«Questi personaggi sono assetati, così dice Mouawad – spiega Davide Pascarella – Ma questa sete non è solo quella sete bella, la sete di vita, che li pervade: è anche la sete, la “Crave” di Sarah Kane, che ti corrode. Una sete per cui si muore. E morire di sete è terribile. “Assetati” parla di sentirsi dilaniati dal dolore che sentiamo, parla della bruttezza che mangia vivi gli esseri umani e della bellezza che li salva. Parla dell’adolescenza che illumina la vita. Parla di smettere di credere ai propri sogni finché quei sogni non ti vengono a cercare e ti chiedono il conto di non averli sognati abbastanza forte. È un testo che ha ancora, credo, il potere di cambiare chi lo legge. A me è successo. La mia sete enorme di fare questo spettacolo è la conseguenza di un debito di amore che ho verso questo suo potere magico, che mi ha restituito quello che credevo perso. Io sono qui per conto di Boon, perché lui mi ha chiesto di fare questo spettacolo, come Boon è in questo testo per conto di qualcun altro, che ha chiesto a lui di scriverlo. Perché “Assetati” è il mio spettacolo, sì. Ma è anche il testo di Wajdi Mouawad, scritto in Québec nel 2006. Ed è anche il testo che Boon scrive nel suo immaginario 1991, alla fine dello spettacolo. È un testo circolare che si manifesta come un incantesimo. E che, come in “Inception”, scavalla continuamente i livelli di quello che è reale, per arrivare dal livello profondo della fantasia al livello intermedio del palco del teatro, per poi uscire dalla porta insieme a noi ed entrare così nel mondo reale».
Wajdi Mouawad. Nato in Libano nel 1968, si è trasferito prima a Parigi e poi a Montréal a causa della guerra scoppiata nel paese natio. Mouawad è scrittore, drammaturgo, regista e attore. In Francia e nel Québec è considerato uno degli autori di teatro contemporanei più importanti degli ultimi anni. Lo spettacolo Incendies è stato riadattato a film, ottenendo la candidatura all’Oscar come miglior film straniero nel 2010. Anima, il suo secondo romanzo, ha ottenuto il Prix Méditerranée 2013 e il Premi Llibreter de narrativa 2014. Fazi Editore ha pubblicato anche Il volto ritrovato, il suo romanzo d’esordio. È autore di adattamenti alla messa in scena fra cui il Don Chisciotte di Miguel de Cervantes e Trainspotting di Irvine Welsh.
ASSETATI in scena al Teatro Diana SABATO 21 MARZO 2026 ORE 20.45,
per la rassegna L’Essere E L’Umano
A CURA DI ARTENAUTA TEATRO
Teatro Comunale Diana, Nocera Inferiore (SA)
Per informazioni: infoartenautateatro@gmail.com.
DIREZIONE ARTISTICA: SIMONA TORTORA
