Il 10 e 11 ottobre, alla Galleria Toledo di Napoli, Le belle bandiere presenta Basso napoletano – variazioni per contrabbasso e voce, nuovo allestimento dello spettacolo di Marco Sgrosso e Felice Del Gaudio. Voce e contrabbasso attraversano una Napoli sotterranea, carnale e inquieta, costruendo una drammaturgia per frammenti che intreccia Eduardo De Filippo, Raffaele Viviani, Totò, Roberto De Simone, Ferdinando Russo, Angelo Manna ed Enzo Moscato. Ne nasce una partitura tra teatro e concerto, dove il dialetto, il canto e il suono restituiscono una città segnata dalla fame, dalla guerra, dal desiderio e dalla superstizione, tra farsa e tragedia.
Note di Marco Sgrosso
“Basso Napoletano” nasce da un antico desiderio di collaborazione, da un’amicizia collaudata e da una reciproca stima artistica tra me e Felice. Siamo partiti dall’idea di una jam-session tra contrabbasso e voce per costruire insieme un percorso tra le sonorità e le parole di una Napoli primitiva, malata, brutale, carnale e ricca di vitalità. Nel comporre l’elaborazione drammaturgica, ho attinto per frammenti, uniti da un filo umorale ed emotivo più che narrativo, ad opere che spaziano da Eduardo De Filippo a Raffaele Viviani, da Totò a Roberto De Simone, Ferdinando Russo, Angelo Manna fino ai toni più aspri e immaginifici di Enzo Moscato, strizzando l’occhio anche ai testi di alcune canzoni celebri reinterpretate liberamente nell’ottica di un concerto per voce e contrabbasso. Il nostro viaggio inizia dal sonno tormentato di una Napoli sotterranea e apocalittica e prosegue nelle spirali di un’allucinazione sospesa tra dramma e farsa, attraversando alcuni topos classici della drammaturgia e della cultura partenopea: il fuoco del vulcano, le sopraffazioni, la fame, le imprecazioni, la preghiera, il sogno che diventa incubo, le serenate romantiche, l’amore mercificato, il sonno indolente, dove trova voce e suono il lamento di una città dalla vitalità scatenata ma guastata dalla guerra, che aspira ad un sofferto risveglio della coscienza nell’armonia placata di una ‘pace senza morte’. lo spettacolo è dedicato a Leo de Berardinis, indimenticabile maestro e compagno di strada di molte avventure teatrali.
di Redazione
06/10/2026 - 15:06
Il 10 e 11 ottobre, alla Galleria Toledo di Napoli, Le belle bandiere presenta Basso napoletano – variazioni per contrabbasso e voce, nuovo allestimento dello spettacolo di Marco Sgrosso e Felice Del Gaudio. Voce e contrabbasso attraversano una Napoli sotterranea, carnale e inquieta, costruendo una drammaturgia per frammenti che intreccia Eduardo De Filippo, Raffaele Viviani, Totò, Roberto De Simone, Ferdinando Russo, Angelo Manna ed Enzo Moscato. Ne nasce una partitura tra teatro e concerto, dove il dialetto, il canto e il suono restituiscono una città segnata dalla fame, dalla guerra, dal desiderio e dalla superstizione, tra farsa e tragedia.
Note di Marco Sgrosso
“Basso Napoletano” nasce da un antico desiderio di collaborazione, da un’amicizia collaudata e da una reciproca stima artistica tra me e Felice. Siamo partiti dall’idea di una jam-session tra contrabbasso e voce per costruire insieme un percorso tra le sonorità e le parole di una Napoli primitiva, malata, brutale, carnale e ricca di vitalità. Nel comporre l’elaborazione drammaturgica, ho attinto per frammenti, uniti da un filo umorale ed emotivo più che narrativo, ad opere che spaziano da Eduardo De Filippo a Raffaele Viviani, da Totò a Roberto De Simone, Ferdinando Russo, Angelo Manna fino ai toni più aspri e immaginifici di Enzo Moscato, strizzando l’occhio anche ai testi di alcune canzoni celebri reinterpretate liberamente nell’ottica di un concerto per voce e contrabbasso. Il nostro viaggio inizia dal sonno tormentato di una Napoli sotterranea e apocalittica e prosegue nelle spirali di un’allucinazione sospesa tra dramma e farsa, attraversando alcuni topos classici della drammaturgia e della cultura partenopea: il fuoco del vulcano, le sopraffazioni, la fame, le imprecazioni, la preghiera, il sogno che diventa incubo, le serenate romantiche, l’amore mercificato, il sonno indolente, dove trova voce e suono il lamento di una città dalla vitalità scatenata ma guastata dalla guerra, che aspira ad un sofferto risveglio della coscienza nell’armonia placata di una ‘pace senza morte’. lo spettacolo è dedicato a Leo de Berardinis, indimenticabile maestro e compagno di strada di molte avventure teatrali.