Sabato 17 (ore 21.00) e domenica 18 ottobre (ore 19.00), al Teatro Sala Molière di Pozzuoli (in ArtGarage - via Bognar, 21), diretto da Nando Paone, è di scena “Charta Intimus” di e con Bernardo Casertano (produzione Fortezza est e Teatro Akropolis). “Charta”, il latino del termine carta, è l’ultimo tassello di una trilogia sulla condizione umana, che intercetta tre fasi della vita dell’uomo: infanzia, età adulta, genitorialità. Genitorialità appunto, spettacolo per un solo attore con sagome di carta, è la personale riflessione sulla possibilità di diventare genitore. In una stanza si materializza la storia di Pinocchio che diventa padre, il figlio per antonomasia che affronta il tema della paternità. La visione personale di una esperienza enorme e il tentativo di descriverla attraverso una metafora farsesca. Quella di una prova impossibile da superare, ma possibile da affrontare. Pinocchio si trova di fronte alla paternità con la natura che gli è più congeniale, quella di burattino, ed è disarmato al punto da assurgere a simbolo del racconto.
“Quando Pinocchio impara a leggere diventa un essere mediocre, perde il legno e con esso l’inorganico, l’infanzia e si avvia a diventare un bambino perbene, cioè un cittadino che può esprimersi solo attraverso l’ottusità dei proverbi. Alla fine, Pinocchio insegnerà a leggere al padre analfabeta con l’arroganza che è propria della paternità; nessuno è padre a un altro, del resto.” da Bene Crudele
La carta è un materiale duttile, che assume diverse forme e consistenze così come la natura umana.
di Redazione
12/10/2026 - 12:26
Sabato 17 (ore 21.00) e domenica 18 ottobre (ore 19.00), al Teatro Sala Molière di Pozzuoli (in ArtGarage - via Bognar, 21), diretto da Nando Paone, è di scena “Charta Intimus” di e con Bernardo Casertano (produzione Fortezza est e Teatro Akropolis). “Charta”, il latino del termine carta, è l’ultimo tassello di una trilogia sulla condizione umana, che intercetta tre fasi della vita dell’uomo: infanzia, età adulta, genitorialità. Genitorialità appunto, spettacolo per un solo attore con sagome di carta, è la personale riflessione sulla possibilità di diventare genitore. In una stanza si materializza la storia di Pinocchio che diventa padre, il figlio per antonomasia che affronta il tema della paternità. La visione personale di una esperienza enorme e il tentativo di descriverla attraverso una metafora farsesca. Quella di una prova impossibile da superare, ma possibile da affrontare. Pinocchio si trova di fronte alla paternità con la natura che gli è più congeniale, quella di burattino, ed è disarmato al punto da assurgere a simbolo del racconto.
“Quando Pinocchio impara a leggere diventa un essere mediocre, perde il legno e con esso l’inorganico, l’infanzia e si avvia a diventare un bambino perbene, cioè un cittadino che può esprimersi solo attraverso l’ottusità dei proverbi. Alla fine, Pinocchio insegnerà a leggere al padre analfabeta con l’arroganza che è propria della paternità; nessuno è padre a un altro, del resto.” da Bene Crudele
La carta è un materiale duttile, che assume diverse forme e consistenze così come la natura umana.