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DAZN - Romano: "Non sarei la persona che sono senza Napoli, mi ha dato la capacità di essere connessi con positività, c'è stato un cambio netto di mentalità, la piazza è maturata"
11.06.2026 12:35 di Napoli Magazine
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Fabrizio Romano, giornalista ed esperto di mercato internazionale, si è raccontato ai microfoni di DAZN, parlando, tra le tante, del suo profondo legame con Napoli, città in cui è nato e cresciuto: "Non sarei la persona che sono senza Napoli. Per me Napoli è la mia quotidianità pur non vivendoci più. La capacità di essere sempre connessi con positività viene da Napoli. Io sono cresciuto in strada: dopo mangiato giocavo sempre a calcio con amici. Per me Napoli è calcio, strada, divertimento, vita. La piazza di Napoli è maturata. Quando ero piccolo il Napoli non era quello di oggi, si viveva nel mito di Maradona. Oggi il mito c’è ancora, ma c’è la consapevolezza di poter vincere ancora e non si vive più nella sola dimensione di aver avuto il miglior giocatore di sempre nella propria squadra. Credo manchino le strutture, sono purtroppo troppo indietro. Il cambio di mentalità è stato però netto e significativo”.

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DAZN - Romano: "Non sarei la persona che sono senza Napoli, mi ha dato la capacità di essere connessi con positività, c'è stato un cambio netto di mentalità, la piazza è maturata"

di Redazione

11/06/2026 - 12:35

Fabrizio Romano, giornalista ed esperto di mercato internazionale, si è raccontato ai microfoni di DAZN, parlando, tra le tante, del suo profondo legame con Napoli, città in cui è nato e cresciuto: "Non sarei la persona che sono senza Napoli. Per me Napoli è la mia quotidianità pur non vivendoci più. La capacità di essere sempre connessi con positività viene da Napoli. Io sono cresciuto in strada: dopo mangiato giocavo sempre a calcio con amici. Per me Napoli è calcio, strada, divertimento, vita. La piazza di Napoli è maturata. Quando ero piccolo il Napoli non era quello di oggi, si viveva nel mito di Maradona. Oggi il mito c’è ancora, ma c’è la consapevolezza di poter vincere ancora e non si vive più nella sola dimensione di aver avuto il miglior giocatore di sempre nella propria squadra. Credo manchino le strutture, sono purtroppo troppo indietro. Il cambio di mentalità è stato però netto e significativo”.