Jeda, ex attaccante del Cagliari allenato da Massimiliano Allegri, è intervenuto ai microfoni di Radio Tutto Napoli: ""Bisogna tifare Carlo Ancelotti e il Brasile. Al di là delle critiche, la Nazionale va sempre sostenuta. Credo che Ancelotti sia stato l'elemento fondamentale per questa squadra. All'inizio in Brasile c'era un po' di scetticismo, ma adesso stanno capendo che era la persona giusta per guidare la Seleção. Sarà una partita complicata, perché il Giappone è una squadra organizzata e nelle gare a eliminazione diretta può succedere di tutto. Però se il Brasile supererà questo ostacolo, potrà davvero pensare di arrivare fino in fondo".
Cosa deve migliorare il Brasile nella fase a eliminazione diretta?
"Deve capire che un Mondiale è un torneo breve e non c'è tempo per fare calcoli. Bisogna preparare ogni partita al massimo, essere aggressivi, difendere e attaccare tutti insieme. Contro la Scozia abbiamo visto un recupero palla alto trasformato subito in gol: questo è il Brasile che voglio vedere. Ha tantissime individualità, ma deve diventare una squadra vera. Se ci riuscirà, potrà essere protagonista".
Tu hai avuto Allegri come allenatore. Cosa rispondi a chi lo definisce un tecnico troppo difensivista?
"Io non sono assolutamente d'accordo. Il tifoso ha sempre il diritto di avere la propria opinione, ma io parlo per esperienza diretta. Quando Allegri ha avuto una squadra con qualità tecniche importanti, l'ha sempre fatta giocare bene. Negli ultimi anni è stato giudicato per organici che, a mio avviso, avevano limiti tecnici e caratteriali. Mi chiedo: con quella rosa del Milan, quale altro allenatore avrebbe vinto lo Scudetto? Allegri è un allenatore di grandissime capacità, sa comunicare, sa gestire il gruppo ed è un vincente".
Che Napoli immagini con Allegri?
"Non credo sia arrivato presentando una lista infinita di acquisti. È troppo intelligente. Sa benissimo che il Napoli ha già una rosa molto forte e probabilmente servirà soltanto completarla con qualche innesto mirato. Mi aspetto una squadra con grande personalità, che entri in campo sempre per vincere. Il Napoli ha giocatori di livello e Allegri può valorizzarli".
Qual è il suo punto di forza nella gestione dello spogliatoio?
"È un allenatore che ascolta tantissimo i calciatori. Io l'ho vissuto in prima persona. Se avevo un problema fisico andavo da lui e ne parlavamo serenamente. Mi diceva: 'Parliamone con il preparatore e troviamo la soluzione migliore'. Non è uno di quelli che impone tutto senza confronto. Sa benissimo che in campo vanno i giocatori e che sono loro a decidere le partite. Lui dà indicazioni tattiche, prepara la squadra e poi lascia anche libertà ai calciatori quando dimostrano di meritarsela. È il comandante del gruppo, ma non si mette mai al di sopra della squadra. Accetta il confronto, ascolta e proprio nella gestione dei rapporti umani dà il meglio di sé. Per questo credo che possa fare molto bene anche a Napoli".
di Redazione
29/06/2026 - 17:53
Jeda, ex attaccante del Cagliari allenato da Massimiliano Allegri, è intervenuto ai microfoni di Radio Tutto Napoli: ""Bisogna tifare Carlo Ancelotti e il Brasile. Al di là delle critiche, la Nazionale va sempre sostenuta. Credo che Ancelotti sia stato l'elemento fondamentale per questa squadra. All'inizio in Brasile c'era un po' di scetticismo, ma adesso stanno capendo che era la persona giusta per guidare la Seleção. Sarà una partita complicata, perché il Giappone è una squadra organizzata e nelle gare a eliminazione diretta può succedere di tutto. Però se il Brasile supererà questo ostacolo, potrà davvero pensare di arrivare fino in fondo".
Cosa deve migliorare il Brasile nella fase a eliminazione diretta?
"Deve capire che un Mondiale è un torneo breve e non c'è tempo per fare calcoli. Bisogna preparare ogni partita al massimo, essere aggressivi, difendere e attaccare tutti insieme. Contro la Scozia abbiamo visto un recupero palla alto trasformato subito in gol: questo è il Brasile che voglio vedere. Ha tantissime individualità, ma deve diventare una squadra vera. Se ci riuscirà, potrà essere protagonista".
Tu hai avuto Allegri come allenatore. Cosa rispondi a chi lo definisce un tecnico troppo difensivista?
"Io non sono assolutamente d'accordo. Il tifoso ha sempre il diritto di avere la propria opinione, ma io parlo per esperienza diretta. Quando Allegri ha avuto una squadra con qualità tecniche importanti, l'ha sempre fatta giocare bene. Negli ultimi anni è stato giudicato per organici che, a mio avviso, avevano limiti tecnici e caratteriali. Mi chiedo: con quella rosa del Milan, quale altro allenatore avrebbe vinto lo Scudetto? Allegri è un allenatore di grandissime capacità, sa comunicare, sa gestire il gruppo ed è un vincente".
Che Napoli immagini con Allegri?
"Non credo sia arrivato presentando una lista infinita di acquisti. È troppo intelligente. Sa benissimo che il Napoli ha già una rosa molto forte e probabilmente servirà soltanto completarla con qualche innesto mirato. Mi aspetto una squadra con grande personalità, che entri in campo sempre per vincere. Il Napoli ha giocatori di livello e Allegri può valorizzarli".
Qual è il suo punto di forza nella gestione dello spogliatoio?
"È un allenatore che ascolta tantissimo i calciatori. Io l'ho vissuto in prima persona. Se avevo un problema fisico andavo da lui e ne parlavamo serenamente. Mi diceva: 'Parliamone con il preparatore e troviamo la soluzione migliore'. Non è uno di quelli che impone tutto senza confronto. Sa benissimo che in campo vanno i giocatori e che sono loro a decidere le partite. Lui dà indicazioni tattiche, prepara la squadra e poi lascia anche libertà ai calciatori quando dimostrano di meritarsela. È il comandante del gruppo, ma non si mette mai al di sopra della squadra. Accetta il confronto, ascolta e proprio nella gestione dei rapporti umani dà il meglio di sé. Per questo credo che possa fare molto bene anche a Napoli".