Cultura & Gossip
CAMPANIA TEATRO FESTIVAL - I grandi autori aprono il mese di luglio, il programma
29.06.2026 16:54 di Napoli Magazine
aA
Shakespeare e Fernando Pessoa guidano la ventesima giornata attraverso riletture dei classici e i racconti sportivi di SportOpera
 
Ventesima giornata
Mercoledì 1 luglio 2026
Internazionale
Teatro Mercadante
ore 21:00
 
Casting Lear
Prosa nazionale
Sala Assoli
ore 21:00
 
Lisbona - Negli occhi di Pessoa
 
Osservatorio
Teatro Tedér
ore 21:00
 
Amártema
 
SportOpera
Cortile delle Carrozze
ore 21:00
 
Eptathlon
 
Mostre fotografiche
Vico Mauriello, Palazzo Reale di Napoli
 
Con i tuoi occhi
Fotografie di 
Salvatore Liguori
SIRIA
Fotografie di 
Romeo Civilli
Jazz: la pellicola del suono
Fotografie di 
Salvatore Pastore
 
C'è una parola che resiste al tempo perché continua a essere riscritta: quella dei grandi autori, che attraversa i secoli senza perdere la capacità di interrogare il presente. Così Shakespeare e Fernando Pessoa sono i grandi protagonisti che inaugurano il mese di luglio nella diciannovesima edizione del Campania Teatro Festival, diretta da Ruggero Cappuccio, organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, e finanziata dalla Regione Campania.
Mercoledì 1° luglio nuove drammaturgie e racconti sportivi fanno della scena un luogo di ricerca, memoria e immaginazione. La ventesima giornata propone quattro appuntamenti: “Casting Lear”, per la sezione Internazionale, “Lisbona – Negli occhi di Pessoa” per Prosa Nazionale, e ancora “Amártema” per Osservatorio. Prosegue la rassegna di SportOpera, a cura di Claudio Di Palma e organizzata da Vesuvioteatro, “Eptathlon”.
Se fosse possibile stilare una classifica dei testi più rappresentati nella storia del teatro, “Re Lear” sarebbe certamente nelle posizioni di vertice. Eppure nessuno lo aveva mai trasformato in una versione-simulacro che intreccia vita e scena come fa l'artista spagnola Andrea Jiménez con “Casting Lear”, spettacolo di cui è autrice, interprete e regista insieme a Úrsula Martínez con drammaturgia di Olga Iglesias. Per la prima volta in Italia, andrà in scena al Teatro Mercadante alle ore 21:00, con replica il giorno seguente alle ore 19:00. Lo spettacolo nasce da una domanda profondamente personale: «Mio padre è Lear, ma non è mai entrato in un teatro. Io sono Cordelia». Ogni sera un diverso attore italiano interpreta Lear, trasformandosi in «un possibile padre: qualcuno disposto davvero a sedersi in teatro per conversare». Paolo Mazzarelli sarà il Lear nella prima serata, seguito da Enrico Ianniello il 2 luglio. In scena anche Pablo Gallego, figura chiave nella costruzione di uno spettacolo che prende forma nelle ore che precedono lo spettacolo e sotto gli occhi del pubblico. Ne scaturisce «una porta aperta per riflettere sul nostro rapporto con i padri: quelli biologici, ma anche quelli metaforici, incluso William Shakespeare stesso», in un continuo cortocircuito tra finzione e realtà che interroga la paternità, l'amore, il perdono e il peso dell'eredità. Perché, scrive ancora Jiménez, «ciò che viene prima continua a perseguitarci anche quando vorremmo ignorarlo». Judit Colomer firma le scene e il disegno luci, mentre il sound design è a cura di Lucas Ariel. I costumi sono di Yaiza Pinillos. Una produzione Barco Pirata e Teatro de la Abadía con Andrea Jiménez.
 
Lisbona è uno stato d’animo, un luogo magico e sensuale dove si avverte costantemente una dolce e inevitabile nostalgia del presente. Ferdinando Pessoa, il grande poeta portoghese, ne è stato il cantore: non solo ha raccontato la sua città, ma ha saputo, in modo originale e sorprendente, mostrarci la relazione insondabile che lega ciascuno di noi alle cose mute, a quello che pensiamo di non vedere e che invece percepiamo con il cuore e poi nascondiamo negli abissi della nostra memoria. Partendo da “Lisbona, negli occhi di Ferdinando Pessoa”, racconto breve di Luca Cedrola, il regista Graziano Piazza è in scena nell’omonimo spettacolo che debutta, in prima assoluta, alla Sala Assoli alle ore 21:00. Una pièce nella quale gli occhi di Pessoa, ombre magiche e luminose, generano l’incontro tra il mondo interiore e la vita degli altri, in un continuo gioco di rimandi, riflessi, interazioni e fughe. Scenografie sonore del musicista Paolo Coletta. Una produzione Luisa SRL.
 
“Amártema”, con la regia di Anna Orabona e Arianna Moffa, è invece la proposta al Teatro Tedér, sempre alle 21:00. Una reinterpretazione del “Macbeth” di Shakespeare in chiave di teatro - danza, che assume i caratteri di una tragedia contemporanea e ci interroga sul concetto di colpa, come da greco antico del titolo, ampliando lo spettro d’indagine al libero arbitrio, alla libertà e a una responsabilità che non è solo individuale, ma diventa anche collettiva. Gli attori sono Francesca Zampelli, Silvia Mormile e Domenico Riccio. I danzatori, invece, sono Anna Simeoli, Chiara Monda, Flavia Maezza, Stefania Palumbo e Asia Varlese su coreografie di Arianna Moffa. Il disegno luci è di Anna Orabona, i costumi di Daniele Nicoletti, le musiche di Gabriel Miranda. Una produzione Amartema Arte e Danza – Liberamente APS.
La rassegna SportOpera, a cura di Claudio di Palma e organizzata da Vesuvioteatro, prosegue alle ore 21:00, al Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale e in replica il 2 luglio alla stessa ora. I riflettori sono puntati su “Eptathlon” con Silvia Ajelli, Linda Dalisi, Sara Lupoli, Annalisa Madonna, Fabrizia Sacchi, Giovanna Sannino e Caterina Tieghi. La regia è a cura delle interpreti, con il coordinamento scenico di Claudio di Palma. Sette stanze sportive al femminile, sette storie di esploratrici del tempo e dello spazio, sette numeri identificativi di una vita intera. Si parte dal 35 di “Una ragazza nel mare” di e con Fabrizia Sacchi. Trentacinque come le miglia che in quattordici ore e trentaquattro minuti percorse a nuoto la campionessa olimpica americana Gertrude Ederle. Trudy fu la prima donna ad affrontare, esattamente cento anni fa, la traversata della Manica stabilendo un tempo record assoluto, sia maschile che femminile. Impiegò infatti 14 ore e 34 minuti, un risultato che nessuno riuscì a migliorare fino al 1950. Morì nel 2003, aveva 98 anni. “La Quinta di Mahler”, con Caterina Tieghi, è invece liberamente ispirato al ritratto letterario che la giornalista Emanuela Audisio ha dedicato in un suo libro a Ekaterina Gordeeva, ex pattinatrice artistica su ghiaccio dell’Unione Sovietica, vincitrice di due medaglie olimpiche. Il riferimento numerico questa volta è 1°, che non è da intendersi come piazzamento, ma come il giorno di gennaio che dà inizio al 1989. In quella occasione Sergej Grink'kov bacia la sua compagna di pattinaggio e di vita Ekaterina. Il destino oscilla sull'equilibrio miracoloso dei pattini, slitta pericolosamente sul ghiaccio e decide di far nascere, vivere, vincere, morire, perdere e rinascere. Sergej scomparve a soli 28 anni nel 1995 per un attacco cardiaco, Ekaterina si esibì per lui danzando sulle note della famosa sinfonia del compositore austriaco, cercando con le braccia qualcuno che non c’era più. Altri due profili letterari a carattere sportivo, quelli che Emanuela Audisio ha dedicato rispettivamente ad Ana Fidelia Quirot e a Kerri Strug, hanno liberamente ispirato “Fidelia” con Annalisa Madonna e “Un altro salto buono” con Silvia Ajelli, che ne ha curato anche l’adattamento. Nel primo si racconta la storia dell’atleta cubana che, dopo aver vinto negli 800 metri una medaglia d’argento ai Mondiali del ’91 e un bronzo alle Olimpiadi dell’anno successivo, subì un terribile incidente domestico con ustioni che coinvolsero il 38% del corpo. Era incinta, e le fiamme penetrarono a fondo, fino a raggiungere la sua bambina che morì una settimana dopo. Le gambe, almeno quelle, erano salve. Compiranno ancora per anni il doppio giro di pista e sapranno essere, su quella distanza, le più veloci del mondo. Kerri Strug era invece una delle “magnifiche sette” della squadra americana di ginnastica artistica alle Olimpiadi di Atlanta del 1996, protagonista di una vicenda sportiva leggendaria. Dopo essersi infortunata alla caviglia sinistra nel primo esercizio, è costretta al secondo volteggio gareggiando su un piede solo, resistente, ostinato, che tiene in asse l’orgoglio di una squadra, di un’intera nazione e anche di uno spietato torturatore. Il punteggio finale della giuria è 9,712, e tanto basta per consegnare agli Stati Uniti l’oro olimpico, interrompendo il dominio dell’Est. “Coppi e il diavolo” di Gianni Brera ha invece liberamente ispirato “Giulia”, coreografia e interpretazione di Sara Lupoli. Dopo 270 chilometri di pedalate, Fausto Coppi diventa campione del mondo a Lugano nel 1953. Al traguardo, una donna bellissima ha un soprabito bianco di gran taglio, il campione una maglia, anch’essa bianca, ora attraversata dall’iride. Il frullio della bici si muta. Il campione finisce. Resta memoria di una cappa bianca e di una Bianchi. F12 è la categoria paralimpica del getto del peso per ipovedenti.  E “Un lancio nel buio” è il titolo del testo di Antonio Marfella, interpretato da Giovanna Sannino. Un’atleta vìola lo spazio buio dei suoi occhi mirando lontano. Dimentica la sua aspirazione di bambina: correre e saltare. Fa volare un peso, ora. Lo lancia lontano, molto lontano, sul limite del mondo, dove solo lei può vederlo. Accadde alle ultime Olimpiadi, quelle di Parigi: una pugile italiana, Angela Carini, abbandona il ring e il sogno olimpico dopo 46 secondi. Getta la spugna, come si dice, dopo aver ricevuto due soli pugni dall’algerina Imane Khelif. A quell’episodio, che ebbe vasta eco sui media di tutto il mondo, fa riferimento “Intersex” di e con Linda Dalisi. Quei pugni li ha scagliati un’altra donna? Non è una donna? Testosterone naturalmente alto dell’una o infima etica di qualche suggeritore dell’altra? Sullo sfondo la boxe: solitudini e cazzotti… incassati, inferti, delusi. Le scene di “Eptathlon” sono realizzate dagli allievi dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli, cattedra del professor Luigi Ferrigno.
 
Soul e rhythm & blues napoletano per il Dopo Festival, a cura di Drop Eventi, nel Giardino Romantico di Palazzo Reale: listening bar dalle 19:00, alle 22:15 Sabba: Tribute to Showmen, omaggio agli Showmen e a un repertorio che ha fatto la storia della musica italiana.
 
CASTING LEAR
CON ANDREA JIMÉNEZ
E CON LA PARTECIPAZIONE DI PAOLO MAZZARELLI
CREAZIONE E TESTO ANDREA JIMÉNEZ
A partire da Re Lear di WILLIAM SHAKESPEARE nella traduzione di JUAN MAYORGA
REGIA ANDREA JIMÉNEZ E ÚRSULA MARTÍNEZ
DRAMATURG OLGA IGLESIAS
SCENE E DISEGNO LUCI JUDIT COLOMER
SOUND DESIGN LUCAS ARIEL
COSTUMI YAIZA PINILLOS
DIREZIONE DEL MOVIMENTO INES NARVÁEZ E AMAYA GALEOTE
ASSISTENTE ALLA REGIA ÓSCAR MARTÍNEZ-GIL
DIREZIONE DI PRODUZIONE E PRODUZIONE ESECUTIVA NURIA – CRUZ MORENO
VICEDIRETTORE DI PRODUZIONE FABIÁN OJEDA VILLAFUERTE
RESPONSABILE DI PRODUZIONE E DIREZIONE DI SCENA BLANCA SERRANO
TOUR MANAGER E DIREZIONE DI SCENA PACO FLOR E MÉLANIE PINDADO
DIREZIONE TECNICA MANUEL FUSTER E ALBERTO DE LAS HERA
COORDINAMENTO ATTORI OSPITI MARÍA DÍAZ
TECNICI LUCI RAÚL BAENA E EDUARDO VIZUETE
REALIZZAZIONE SCENE ÓSCAR MUÑOZ (LA CAVERNA DEL ÉREBO)
AMMINISTRAZIONE HENAR HERNÁNDEZ
RESPONSABILE UFFICIO STAMPA MARÍA DÍAZ
FOTOGRAFIA SERGIO PARRA
GRAFICA EVA RAMÓN
TRASPORTI FJS TRANSPORTES
PRODUZIONE BARCO PIRATA E TEATRO DE LA ABADÍA CON ANDREA JIMÉNEZ
Teatro Mercadante
1 luglio, ore 21:00
Replica 2 luglio, ore 19:00
Durata 1 ora e 20 minuti
lingua spagnolo con sovratitoli in italiano
 
LISBONA – NEGLI OCCHI DI FERNANDO PESSOA
DRAMMATURGIA LUCA CEDROLA
REGIA GRAZIANO PIAZZA
CON GRAZIANO PIAZZA
SCENOGRAFIE SONORE PAOLO COLETTA
REGISTA ASSISTENTE MARTA CIRELLO
PRODUZIONE LUISA SRL 
Sala Assoli
1 luglio, ore 21:00
Durata 1 ora
Debutto assoluto
 
AMÁRTEMA
Liberamente ispirato a Macbeth di William Shakespeare
REGIA ANNA ORABONA E ARIANNA MOFFA
AIUTO REGIA MARCO NAPOLITANO
IN SCENA
I DANZATORI ANNA SIMEOLI, CHIARA MONDA, FLAVIA MAEZZA, STEFANIA PALUMBO, ASIA VARLESE
E CON GLI ATTORI FRANCESCA ZAMPELLI, SILVIA MORMILE, DOMENICO RICCIO
DISEGNO LUCI ANNA ORABONA
COREOGRAFIE ARIANNA MOFFA
COSTUMI DANIELE NICOLETTI
MUSICHE GABRIEL MIRANDA
PRODUZIONE AMARTEMA ARTE E DANZA – LIBERAMENTE APS
Teatro Tedér
1 luglio, ore 21:00
Durata 50 minuti
 
EPTATHLON
CON SILVIA AJELLI, LINDA DALISI, SARA LUPOLI, ANNALISA MADONNA, FABRIZIA SACCHI, GIOVANNA SANNINO, CATERINA TIEGHI
REGIA A CURA DELLE INTERPRETI
COORDINAMENTO SCENICO CLAUDIO DI PALMA
SCENE ALLIEVI ACCADEMIA DELLE BELLE ARTI (CATTEDRA DEL PROFESSOR LUIGI FERRIGNO)
Cortile delle Carrozze, Palazzo Reale di Napoli
1 luglio, ore 21:00
Replica 2 luglio, ore 21:00
Durata 1 ora e 15 minuti
Debutto assoluto
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di Redazione

29/06/2026 - 16:54

Shakespeare e Fernando Pessoa guidano la ventesima giornata attraverso riletture dei classici e i racconti sportivi di SportOpera
 
Ventesima giornata
Mercoledì 1 luglio 2026
Internazionale
Teatro Mercadante
ore 21:00
 
Casting Lear
Prosa nazionale
Sala Assoli
ore 21:00
 
Lisbona - Negli occhi di Pessoa
 
Osservatorio
Teatro Tedér
ore 21:00
 
Amártema
 
SportOpera
Cortile delle Carrozze
ore 21:00
 
Eptathlon
 
Mostre fotografiche
Vico Mauriello, Palazzo Reale di Napoli
 
Con i tuoi occhi
Fotografie di 
Salvatore Liguori
SIRIA
Fotografie di 
Romeo Civilli
Jazz: la pellicola del suono
Fotografie di 
Salvatore Pastore
 
C'è una parola che resiste al tempo perché continua a essere riscritta: quella dei grandi autori, che attraversa i secoli senza perdere la capacità di interrogare il presente. Così Shakespeare e Fernando Pessoa sono i grandi protagonisti che inaugurano il mese di luglio nella diciannovesima edizione del Campania Teatro Festival, diretta da Ruggero Cappuccio, organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, e finanziata dalla Regione Campania.
Mercoledì 1° luglio nuove drammaturgie e racconti sportivi fanno della scena un luogo di ricerca, memoria e immaginazione. La ventesima giornata propone quattro appuntamenti: “Casting Lear”, per la sezione Internazionale, “Lisbona – Negli occhi di Pessoa” per Prosa Nazionale, e ancora “Amártema” per Osservatorio. Prosegue la rassegna di SportOpera, a cura di Claudio Di Palma e organizzata da Vesuvioteatro, “Eptathlon”.
Se fosse possibile stilare una classifica dei testi più rappresentati nella storia del teatro, “Re Lear” sarebbe certamente nelle posizioni di vertice. Eppure nessuno lo aveva mai trasformato in una versione-simulacro che intreccia vita e scena come fa l'artista spagnola Andrea Jiménez con “Casting Lear”, spettacolo di cui è autrice, interprete e regista insieme a Úrsula Martínez con drammaturgia di Olga Iglesias. Per la prima volta in Italia, andrà in scena al Teatro Mercadante alle ore 21:00, con replica il giorno seguente alle ore 19:00. Lo spettacolo nasce da una domanda profondamente personale: «Mio padre è Lear, ma non è mai entrato in un teatro. Io sono Cordelia». Ogni sera un diverso attore italiano interpreta Lear, trasformandosi in «un possibile padre: qualcuno disposto davvero a sedersi in teatro per conversare». Paolo Mazzarelli sarà il Lear nella prima serata, seguito da Enrico Ianniello il 2 luglio. In scena anche Pablo Gallego, figura chiave nella costruzione di uno spettacolo che prende forma nelle ore che precedono lo spettacolo e sotto gli occhi del pubblico. Ne scaturisce «una porta aperta per riflettere sul nostro rapporto con i padri: quelli biologici, ma anche quelli metaforici, incluso William Shakespeare stesso», in un continuo cortocircuito tra finzione e realtà che interroga la paternità, l'amore, il perdono e il peso dell'eredità. Perché, scrive ancora Jiménez, «ciò che viene prima continua a perseguitarci anche quando vorremmo ignorarlo». Judit Colomer firma le scene e il disegno luci, mentre il sound design è a cura di Lucas Ariel. I costumi sono di Yaiza Pinillos. Una produzione Barco Pirata e Teatro de la Abadía con Andrea Jiménez.
 
Lisbona è uno stato d’animo, un luogo magico e sensuale dove si avverte costantemente una dolce e inevitabile nostalgia del presente. Ferdinando Pessoa, il grande poeta portoghese, ne è stato il cantore: non solo ha raccontato la sua città, ma ha saputo, in modo originale e sorprendente, mostrarci la relazione insondabile che lega ciascuno di noi alle cose mute, a quello che pensiamo di non vedere e che invece percepiamo con il cuore e poi nascondiamo negli abissi della nostra memoria. Partendo da “Lisbona, negli occhi di Ferdinando Pessoa”, racconto breve di Luca Cedrola, il regista Graziano Piazza è in scena nell’omonimo spettacolo che debutta, in prima assoluta, alla Sala Assoli alle ore 21:00. Una pièce nella quale gli occhi di Pessoa, ombre magiche e luminose, generano l’incontro tra il mondo interiore e la vita degli altri, in un continuo gioco di rimandi, riflessi, interazioni e fughe. Scenografie sonore del musicista Paolo Coletta. Una produzione Luisa SRL.
 
“Amártema”, con la regia di Anna Orabona e Arianna Moffa, è invece la proposta al Teatro Tedér, sempre alle 21:00. Una reinterpretazione del “Macbeth” di Shakespeare in chiave di teatro - danza, che assume i caratteri di una tragedia contemporanea e ci interroga sul concetto di colpa, come da greco antico del titolo, ampliando lo spettro d’indagine al libero arbitrio, alla libertà e a una responsabilità che non è solo individuale, ma diventa anche collettiva. Gli attori sono Francesca Zampelli, Silvia Mormile e Domenico Riccio. I danzatori, invece, sono Anna Simeoli, Chiara Monda, Flavia Maezza, Stefania Palumbo e Asia Varlese su coreografie di Arianna Moffa. Il disegno luci è di Anna Orabona, i costumi di Daniele Nicoletti, le musiche di Gabriel Miranda. Una produzione Amartema Arte e Danza – Liberamente APS.
La rassegna SportOpera, a cura di Claudio di Palma e organizzata da Vesuvioteatro, prosegue alle ore 21:00, al Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale e in replica il 2 luglio alla stessa ora. I riflettori sono puntati su “Eptathlon” con Silvia Ajelli, Linda Dalisi, Sara Lupoli, Annalisa Madonna, Fabrizia Sacchi, Giovanna Sannino e Caterina Tieghi. La regia è a cura delle interpreti, con il coordinamento scenico di Claudio di Palma. Sette stanze sportive al femminile, sette storie di esploratrici del tempo e dello spazio, sette numeri identificativi di una vita intera. Si parte dal 35 di “Una ragazza nel mare” di e con Fabrizia Sacchi. Trentacinque come le miglia che in quattordici ore e trentaquattro minuti percorse a nuoto la campionessa olimpica americana Gertrude Ederle. Trudy fu la prima donna ad affrontare, esattamente cento anni fa, la traversata della Manica stabilendo un tempo record assoluto, sia maschile che femminile. Impiegò infatti 14 ore e 34 minuti, un risultato che nessuno riuscì a migliorare fino al 1950. Morì nel 2003, aveva 98 anni. “La Quinta di Mahler”, con Caterina Tieghi, è invece liberamente ispirato al ritratto letterario che la giornalista Emanuela Audisio ha dedicato in un suo libro a Ekaterina Gordeeva, ex pattinatrice artistica su ghiaccio dell’Unione Sovietica, vincitrice di due medaglie olimpiche. Il riferimento numerico questa volta è 1°, che non è da intendersi come piazzamento, ma come il giorno di gennaio che dà inizio al 1989. In quella occasione Sergej Grink'kov bacia la sua compagna di pattinaggio e di vita Ekaterina. Il destino oscilla sull'equilibrio miracoloso dei pattini, slitta pericolosamente sul ghiaccio e decide di far nascere, vivere, vincere, morire, perdere e rinascere. Sergej scomparve a soli 28 anni nel 1995 per un attacco cardiaco, Ekaterina si esibì per lui danzando sulle note della famosa sinfonia del compositore austriaco, cercando con le braccia qualcuno che non c’era più. Altri due profili letterari a carattere sportivo, quelli che Emanuela Audisio ha dedicato rispettivamente ad Ana Fidelia Quirot e a Kerri Strug, hanno liberamente ispirato “Fidelia” con Annalisa Madonna e “Un altro salto buono” con Silvia Ajelli, che ne ha curato anche l’adattamento. Nel primo si racconta la storia dell’atleta cubana che, dopo aver vinto negli 800 metri una medaglia d’argento ai Mondiali del ’91 e un bronzo alle Olimpiadi dell’anno successivo, subì un terribile incidente domestico con ustioni che coinvolsero il 38% del corpo. Era incinta, e le fiamme penetrarono a fondo, fino a raggiungere la sua bambina che morì una settimana dopo. Le gambe, almeno quelle, erano salve. Compiranno ancora per anni il doppio giro di pista e sapranno essere, su quella distanza, le più veloci del mondo. Kerri Strug era invece una delle “magnifiche sette” della squadra americana di ginnastica artistica alle Olimpiadi di Atlanta del 1996, protagonista di una vicenda sportiva leggendaria. Dopo essersi infortunata alla caviglia sinistra nel primo esercizio, è costretta al secondo volteggio gareggiando su un piede solo, resistente, ostinato, che tiene in asse l’orgoglio di una squadra, di un’intera nazione e anche di uno spietato torturatore. Il punteggio finale della giuria è 9,712, e tanto basta per consegnare agli Stati Uniti l’oro olimpico, interrompendo il dominio dell’Est. “Coppi e il diavolo” di Gianni Brera ha invece liberamente ispirato “Giulia”, coreografia e interpretazione di Sara Lupoli. Dopo 270 chilometri di pedalate, Fausto Coppi diventa campione del mondo a Lugano nel 1953. Al traguardo, una donna bellissima ha un soprabito bianco di gran taglio, il campione una maglia, anch’essa bianca, ora attraversata dall’iride. Il frullio della bici si muta. Il campione finisce. Resta memoria di una cappa bianca e di una Bianchi. F12 è la categoria paralimpica del getto del peso per ipovedenti.  E “Un lancio nel buio” è il titolo del testo di Antonio Marfella, interpretato da Giovanna Sannino. Un’atleta vìola lo spazio buio dei suoi occhi mirando lontano. Dimentica la sua aspirazione di bambina: correre e saltare. Fa volare un peso, ora. Lo lancia lontano, molto lontano, sul limite del mondo, dove solo lei può vederlo. Accadde alle ultime Olimpiadi, quelle di Parigi: una pugile italiana, Angela Carini, abbandona il ring e il sogno olimpico dopo 46 secondi. Getta la spugna, come si dice, dopo aver ricevuto due soli pugni dall’algerina Imane Khelif. A quell’episodio, che ebbe vasta eco sui media di tutto il mondo, fa riferimento “Intersex” di e con Linda Dalisi. Quei pugni li ha scagliati un’altra donna? Non è una donna? Testosterone naturalmente alto dell’una o infima etica di qualche suggeritore dell’altra? Sullo sfondo la boxe: solitudini e cazzotti… incassati, inferti, delusi. Le scene di “Eptathlon” sono realizzate dagli allievi dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli, cattedra del professor Luigi Ferrigno.
 
Soul e rhythm & blues napoletano per il Dopo Festival, a cura di Drop Eventi, nel Giardino Romantico di Palazzo Reale: listening bar dalle 19:00, alle 22:15 Sabba: Tribute to Showmen, omaggio agli Showmen e a un repertorio che ha fatto la storia della musica italiana.
 
CASTING LEAR
CON ANDREA JIMÉNEZ
E CON LA PARTECIPAZIONE DI PAOLO MAZZARELLI
CREAZIONE E TESTO ANDREA JIMÉNEZ
A partire da Re Lear di WILLIAM SHAKESPEARE nella traduzione di JUAN MAYORGA
REGIA ANDREA JIMÉNEZ E ÚRSULA MARTÍNEZ
DRAMATURG OLGA IGLESIAS
SCENE E DISEGNO LUCI JUDIT COLOMER
SOUND DESIGN LUCAS ARIEL
COSTUMI YAIZA PINILLOS
DIREZIONE DEL MOVIMENTO INES NARVÁEZ E AMAYA GALEOTE
ASSISTENTE ALLA REGIA ÓSCAR MARTÍNEZ-GIL
DIREZIONE DI PRODUZIONE E PRODUZIONE ESECUTIVA NURIA – CRUZ MORENO
VICEDIRETTORE DI PRODUZIONE FABIÁN OJEDA VILLAFUERTE
RESPONSABILE DI PRODUZIONE E DIREZIONE DI SCENA BLANCA SERRANO
TOUR MANAGER E DIREZIONE DI SCENA PACO FLOR E MÉLANIE PINDADO
DIREZIONE TECNICA MANUEL FUSTER E ALBERTO DE LAS HERA
COORDINAMENTO ATTORI OSPITI MARÍA DÍAZ
TECNICI LUCI RAÚL BAENA E EDUARDO VIZUETE
REALIZZAZIONE SCENE ÓSCAR MUÑOZ (LA CAVERNA DEL ÉREBO)
AMMINISTRAZIONE HENAR HERNÁNDEZ
RESPONSABILE UFFICIO STAMPA MARÍA DÍAZ
FOTOGRAFIA SERGIO PARRA
GRAFICA EVA RAMÓN
TRASPORTI FJS TRANSPORTES
PRODUZIONE BARCO PIRATA E TEATRO DE LA ABADÍA CON ANDREA JIMÉNEZ
Teatro Mercadante
1 luglio, ore 21:00
Replica 2 luglio, ore 19:00
Durata 1 ora e 20 minuti
lingua spagnolo con sovratitoli in italiano
 
LISBONA – NEGLI OCCHI DI FERNANDO PESSOA
DRAMMATURGIA LUCA CEDROLA
REGIA GRAZIANO PIAZZA
CON GRAZIANO PIAZZA
SCENOGRAFIE SONORE PAOLO COLETTA
REGISTA ASSISTENTE MARTA CIRELLO
PRODUZIONE LUISA SRL 
Sala Assoli
1 luglio, ore 21:00
Durata 1 ora
Debutto assoluto
 
AMÁRTEMA
Liberamente ispirato a Macbeth di William Shakespeare
REGIA ANNA ORABONA E ARIANNA MOFFA
AIUTO REGIA MARCO NAPOLITANO
IN SCENA
I DANZATORI ANNA SIMEOLI, CHIARA MONDA, FLAVIA MAEZZA, STEFANIA PALUMBO, ASIA VARLESE
E CON GLI ATTORI FRANCESCA ZAMPELLI, SILVIA MORMILE, DOMENICO RICCIO
DISEGNO LUCI ANNA ORABONA
COREOGRAFIE ARIANNA MOFFA
COSTUMI DANIELE NICOLETTI
MUSICHE GABRIEL MIRANDA
PRODUZIONE AMARTEMA ARTE E DANZA – LIBERAMENTE APS
Teatro Tedér
1 luglio, ore 21:00
Durata 50 minuti
 
EPTATHLON
CON SILVIA AJELLI, LINDA DALISI, SARA LUPOLI, ANNALISA MADONNA, FABRIZIA SACCHI, GIOVANNA SANNINO, CATERINA TIEGHI
REGIA A CURA DELLE INTERPRETI
COORDINAMENTO SCENICO CLAUDIO DI PALMA
SCENE ALLIEVI ACCADEMIA DELLE BELLE ARTI (CATTEDRA DEL PROFESSOR LUIGI FERRIGNO)
Cortile delle Carrozze, Palazzo Reale di Napoli
1 luglio, ore 21:00
Replica 2 luglio, ore 21:00
Durata 1 ora e 15 minuti
Debutto assoluto