Cultura & Gossip
LA RASSEGNA - Lunedì 29 giugno il Campania Teatro Festival tra poesia, storia e sport
27.06.2026 16:42 di Napoli Magazine
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IL CAMPANIA TEATRO FESTIVAL TRA POESIA, STORIA E SPORT

Nella diciottesima giornata debutta Sportopera con "Me, We, Alì"

In cartellone anche "Lettere a un giovane poeta", "E adesso parlo io" e l'incontro dedicato ad Annibale Ruccello

Diciottesima giornata

Lunedì 29 giugno 2026

Prosa nazionale

Sala Assoli

ore 21:00

Lettere a un giovane poeta

Osservatorio

Teatro Tedér

ore 21:00

E adesso parlo io

Progetti speciali

Giardino Romantico delle Carrozze

ore 19:00

Caro agli dèi

Vita breve di Annibale Ruccello

Sportopera

Cortile delle Carrozze

ore 21:00

Me, we, Alì

Mostre fotografiche

Vico Mauriello, Palazzo Reale di Napoli

Con i tuoi occhi

Fotografie di

Salvatore Liguori

SIRIA

Fotografie di

Romeo Civilli

Jazz: la pellicola del suono

Fotografie di

Salvatore Pastore

Dalle pagine di Rilke alla voce di Francesco II di Borbone, dal ricordo di Annibale Ruccello fino alla figura di Muhammad Alì: il teatro incontra la storia, la memoria e lo sport nella diciottesima giornata della diciannovesima edizione del Campania Teatro Festival, diretta da Ruggero Cappuccio, organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, e finanziata dalla Regione Campania.

Lunedì 29 giugno “Me, We, Alì” segna l’apertura di Sportopera, la rassegna, a cura di Claudio Di Palma e organizzata da Vesuvioteatro, che racconta lo sport in modo inedito. Il programma della giornata si sviluppa anche tra l'omaggio ad Annibale Ruccello con l'incontro “Caro agli dèi. Vita breve di Annibale Ruccello” con Massimiliano Palmese, la lezione universale che Rilke dà in “Lettere a un giovane poeta”, di e con Paolo Mazzarelli e, infine, la rilettura della figura di Francesco II di Borbone in “E adesso parlo io”, scritto e diretto da Roberto D’Alessandro.

Ad aprire i cinque appuntamenti di Sportopera, la rassegna a tema sportivo curata da Claudio Di Palma e organizzata da Vesuvioteatro, sarà “Me, W, Alì”, melologo scritto e interpretato dallo stesso Di Palma con Enrico Valanzuolo alla tromba, Gianluigi Montagnaro agli effetti e voce, con i visual di Luigi Marmo. Nella cornice del Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, sempre alle ore 21:00, la rassegna sceglie quest'anno come filo conduttore i numeri: quelli che misurano il gesto atletico, ma anche quelli che diventano identità e simbolo, capaci di raccontare lo sport ben oltre la competizione. “Me, We” è una poesia bisillabica, la più breve al mondo, composta dal genio della boxe Muhammad Alì. “Me, We, Alì” è l’instancabile vocazione alla libertà di un ragazzino nero del Kentucky. I suoi tre round: un desiderio alle stelle che si realizza, uno storico rifiuto che lo sconfigge, l’inevitabile ritorno che lo rende eterno. “Me, We”, perché il bene del singolo uomo corrisponda sempre al bene di una intera comunità.

Massimiliano Palmese, scrittore e regista napoletano, prosegue il suo lavoro di cinema documentario su personalità eccentriche del nostro Novecento, approdando a “un poeta del nostro teatro”, quell’Annibale Ruccello (1956-86), attore e drammaturgo nato a Castellammare di Stabia e scomparso in un drammatico incidente stradale giusto quarant’anni fa. Lo racconta nell’incontro al Giardino Romantico di Palazzo Reale, alle ore 19:00. “Commentando la morte di Ruccello a soli trent’anni,” dice Palmese, “spesso ci si chiede quanto ancora l’autore avrebbe avuto da offrirci, quasi che la sua fosse un’opera incompleta, perché ‘interrotta’. Invece io vorrei provare a dimostrare che, in così pochi anni, l’autore oggi di culto ci ha consegnato un’opera eccezionale, e a suo modo perfetta. Questo perché, da studioso di antropologia quale era, l’analisi che Ruccello fa del mondo e dell’animo umano mi sembra arrivare a profondità estreme, come a dei fondali toccati i quali l’autore riemerge con personaggi imponenti, anche nella loro eccessività”. “Avrà pure scritto un pugno di opere (Le cinque rose di Jennifer, Week-end, Notturno di donna con ospiti, Ferdinando, Mamma. Piccole tragedie minimali), ma con queste Ruccello sta trovando il suo meritato posto nella storia del teatro italiano”. Dopo “Il caso Braibanti” (Nastro d’Argento 2021), “Bellezza, addio” sul poeta romano Dario Bellezza, e la docufiction “Sandro Penna. Se la vita sapesse il mio amore” di cui ha appena terminato le riprese tra Perugia e Roma, Palmese girerà “Caro agli dèi” dopo l’estate tra Castellammare e Napoli: “per la prima volta nella mia città”. “Voglio intervistare amici e colleghi di Ruccello, che oggi sono tra più grandi nomi del nostro teatro” - gli amici erano Toni Servillo, Isa Danieli, Giuliana De Sio, Silvio Orlando, Mario Martone, Enzo Moscato… - “ma voglio anche coinvolgere la nuova leva di attori napoletani, e insieme a loro dimostrare che quello di Annibale è una drammaturgia dell’inquietudine attualissima. E lui è un vero e proprio poeta del nostro teatro”. Per questo omaggio, Palmese ha chiamato al suo fianco Arturo Muselli, l’attore che ha lavorato con Paolo Sorrentino, Gianni Amelio, Edoardo De Angelis, per poi imporsi con l’iconico personaggio di Sangue Blu in Gomorra. E che ora è reduce dalle riprese della nuova stagione della serie internazionale Netflix “Peaky Blinders”. 

“Lettere a un giovane poeta” di Rainer Maria Rilke, nell’interpretazione, adattamento e regia di Paolo Mazzarelli, debutta in prima assoluta alla Sala Assoli, alle ore 21:00. Questa straordinaria opera-non opera rappresenta ancora oggi, a distanza di quasi un secolo dalla pubblicazione postuma del 1929, una guida universale al creare, al comprendere, e in definitiva al vivere. Portare sulle scene questo materiale unico e (non) letterario, gravido di luce e di linfa vitale, diventa dunque un’esigenza naturale, quasi un elemento salvifico in un’epoca che sembra perduta, provando a restituirne la forza illuminante in un rito collettivo. “Un’opera d’arte è buona se nasce da necessità”: questo, insieme a molto altro, scrive Rilke nella prima delle lettere rivolte al giovane Kappus, aspirante poeta che gli chiede un’opinione sul valore dei suoi versi. Mazzarelli, con uno spettacolo semplice, che si avvale delle poetiche animazioni di Nora e dagli illuminanti squarci musicali di Stephan Micus, colma un bisogno e crea una di quelle “misteriose esistenze, la cui vita, accanto alla nostra che svanisce, perdura”. Una produzione Compagnia Umberto Orsini.

Una conferenza stampa convocata dopo 164 anni. È quella indetta da Sua Altezza Reale Francesco II di Borbone in “E adesso parlo io”, lo spettacolo scritto e diretto da Roberto D’Alessandro, in scena al Teatro Tedér alle ore 21:00. Nel ruolo del sovrano c’è l’attore Nicola Paduano. I giornalisti, pronti a prendere appunti per realizzare un’intervista impossibile, sono Roberto D’Alessandro, Luca Faustinella ed Emilio Russo. Franceschiello, ultimo re delle Due Sicilie, sovrano mite e sfortunato che salì al trono giovanissimo e dopo poco più di un anno e mezzo vide il suo regno travolto dall’avanzata sabauda, vuole chiarire, argomentare, raccontare come gli eventi della Storia abbiano confermato le sue preoccupazioni: il suo popolo, dice, soffre ancora oggi le conseguenze di quell’invasione. Non chiede nulla per sé, non reclama troni o vendette, ma desidera soltanto una nuova primavera per la sua terra e per quella gente che non ha mai smesso di amare.

Ironia e racconti di vita vissuta per il Dopo Festival nel Giardino Romantico di Palazzo Reale, a cura di Drop Eventi: listening bar dalle 19:00 e, alle 21:30 Fabian Grutt e il suo Stand Up Comedy Show. Attore, autore e stand-up comedian con oltre vent'anni di esperienza tra teatro, televisione e comicità dal vivo, coinvolge il pubblico con uno stile brillante e autobiografico.

LETTERE A UN GIOVANE POETA

DI RAINER MARIA RILKE
INTERPRETAZIONE, ADATTAMENTO E REGIA PAOLO MAZZARELLI
ANIMAZIONI NORA
DISEGNO LUCI MATTEO ZIGLIO
MUSICHE STEPHAN MICUS
PRODUZIONE COMPAGNIA UMBERTO ORSINI

Sala Assoli
29 giugno, ore 21:00

Durata 1 ora

Debutto assoluto

E ADESSO PARLO IO

Conferenza stampa di S.A.R. Francesco II di Borbone

SCRITTO E DIRETTO DA ROBERTO D’ALESSANDRO
CON NICOLA PADUANO
E CON ROBERTO D’ALESSANDRO, LUCA FAUSTINELLA, EMILIO RUSSO
SCENE RO.DA
COSTUMI JANNY ALTAMURA
UFFICIO STAMPA MARIA ROSARIA FABBRICATORE
PRODUZIONE ASSOCIAZIONE CULTURALE LA NUOVA DRAMMATURGIA

Teatro Tedér
29 giugno, ore 21:00

Durata 1 ora e 15 minuti

CARO AGLI DÈI. VITA BREVE DI ANNIBALE RUCCELLO

Incontro sulla vita di Annibale Ruccello

CON MASSIMILIANO PALMESE 

Terrazza prospiciente il Giardino Romantico, Palazzo Reale di Napoli
29 giugno, ore 19:00

ME, WE, ALl – Concerto

MELOLOGO DI CLAUDIO DI PALMA
CON
ENRICO VALANZUOLO – tromba
GIANLUIGI MONTAGNARO – effetti e voce
CLAUDIO DI PALMA – voce
VISUAL LUIGI MARMO

Cortile delle Carrozze, Palazzo Reale di Napoli
29 giugno, ore 21:00

Durata 45 minuti 

Debutto assoluto

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LA RASSEGNA - Lunedì 29 giugno il Campania Teatro Festival tra poesia, storia e sport

di Redazione

27/06/2026 - 16:42

IL CAMPANIA TEATRO FESTIVAL TRA POESIA, STORIA E SPORT

Nella diciottesima giornata debutta Sportopera con "Me, We, Alì"

In cartellone anche "Lettere a un giovane poeta", "E adesso parlo io" e l'incontro dedicato ad Annibale Ruccello

Diciottesima giornata

Lunedì 29 giugno 2026

Prosa nazionale

Sala Assoli

ore 21:00

Lettere a un giovane poeta

Osservatorio

Teatro Tedér

ore 21:00

E adesso parlo io

Progetti speciali

Giardino Romantico delle Carrozze

ore 19:00

Caro agli dèi

Vita breve di Annibale Ruccello

Sportopera

Cortile delle Carrozze

ore 21:00

Me, we, Alì

Mostre fotografiche

Vico Mauriello, Palazzo Reale di Napoli

Con i tuoi occhi

Fotografie di

Salvatore Liguori

SIRIA

Fotografie di

Romeo Civilli

Jazz: la pellicola del suono

Fotografie di

Salvatore Pastore

Dalle pagine di Rilke alla voce di Francesco II di Borbone, dal ricordo di Annibale Ruccello fino alla figura di Muhammad Alì: il teatro incontra la storia, la memoria e lo sport nella diciottesima giornata della diciannovesima edizione del Campania Teatro Festival, diretta da Ruggero Cappuccio, organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, e finanziata dalla Regione Campania.

Lunedì 29 giugno “Me, We, Alì” segna l’apertura di Sportopera, la rassegna, a cura di Claudio Di Palma e organizzata da Vesuvioteatro, che racconta lo sport in modo inedito. Il programma della giornata si sviluppa anche tra l'omaggio ad Annibale Ruccello con l'incontro “Caro agli dèi. Vita breve di Annibale Ruccello” con Massimiliano Palmese, la lezione universale che Rilke dà in “Lettere a un giovane poeta”, di e con Paolo Mazzarelli e, infine, la rilettura della figura di Francesco II di Borbone in “E adesso parlo io”, scritto e diretto da Roberto D’Alessandro.

Ad aprire i cinque appuntamenti di Sportopera, la rassegna a tema sportivo curata da Claudio Di Palma e organizzata da Vesuvioteatro, sarà “Me, W, Alì”, melologo scritto e interpretato dallo stesso Di Palma con Enrico Valanzuolo alla tromba, Gianluigi Montagnaro agli effetti e voce, con i visual di Luigi Marmo. Nella cornice del Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, sempre alle ore 21:00, la rassegna sceglie quest'anno come filo conduttore i numeri: quelli che misurano il gesto atletico, ma anche quelli che diventano identità e simbolo, capaci di raccontare lo sport ben oltre la competizione. “Me, We” è una poesia bisillabica, la più breve al mondo, composta dal genio della boxe Muhammad Alì. “Me, We, Alì” è l’instancabile vocazione alla libertà di un ragazzino nero del Kentucky. I suoi tre round: un desiderio alle stelle che si realizza, uno storico rifiuto che lo sconfigge, l’inevitabile ritorno che lo rende eterno. “Me, We”, perché il bene del singolo uomo corrisponda sempre al bene di una intera comunità.

Massimiliano Palmese, scrittore e regista napoletano, prosegue il suo lavoro di cinema documentario su personalità eccentriche del nostro Novecento, approdando a “un poeta del nostro teatro”, quell’Annibale Ruccello (1956-86), attore e drammaturgo nato a Castellammare di Stabia e scomparso in un drammatico incidente stradale giusto quarant’anni fa. Lo racconta nell’incontro al Giardino Romantico di Palazzo Reale, alle ore 19:00. “Commentando la morte di Ruccello a soli trent’anni,” dice Palmese, “spesso ci si chiede quanto ancora l’autore avrebbe avuto da offrirci, quasi che la sua fosse un’opera incompleta, perché ‘interrotta’. Invece io vorrei provare a dimostrare che, in così pochi anni, l’autore oggi di culto ci ha consegnato un’opera eccezionale, e a suo modo perfetta. Questo perché, da studioso di antropologia quale era, l’analisi che Ruccello fa del mondo e dell’animo umano mi sembra arrivare a profondità estreme, come a dei fondali toccati i quali l’autore riemerge con personaggi imponenti, anche nella loro eccessività”. “Avrà pure scritto un pugno di opere (Le cinque rose di Jennifer, Week-end, Notturno di donna con ospiti, Ferdinando, Mamma. Piccole tragedie minimali), ma con queste Ruccello sta trovando il suo meritato posto nella storia del teatro italiano”. Dopo “Il caso Braibanti” (Nastro d’Argento 2021), “Bellezza, addio” sul poeta romano Dario Bellezza, e la docufiction “Sandro Penna. Se la vita sapesse il mio amore” di cui ha appena terminato le riprese tra Perugia e Roma, Palmese girerà “Caro agli dèi” dopo l’estate tra Castellammare e Napoli: “per la prima volta nella mia città”. “Voglio intervistare amici e colleghi di Ruccello, che oggi sono tra più grandi nomi del nostro teatro” - gli amici erano Toni Servillo, Isa Danieli, Giuliana De Sio, Silvio Orlando, Mario Martone, Enzo Moscato… - “ma voglio anche coinvolgere la nuova leva di attori napoletani, e insieme a loro dimostrare che quello di Annibale è una drammaturgia dell’inquietudine attualissima. E lui è un vero e proprio poeta del nostro teatro”. Per questo omaggio, Palmese ha chiamato al suo fianco Arturo Muselli, l’attore che ha lavorato con Paolo Sorrentino, Gianni Amelio, Edoardo De Angelis, per poi imporsi con l’iconico personaggio di Sangue Blu in Gomorra. E che ora è reduce dalle riprese della nuova stagione della serie internazionale Netflix “Peaky Blinders”. 

“Lettere a un giovane poeta” di Rainer Maria Rilke, nell’interpretazione, adattamento e regia di Paolo Mazzarelli, debutta in prima assoluta alla Sala Assoli, alle ore 21:00. Questa straordinaria opera-non opera rappresenta ancora oggi, a distanza di quasi un secolo dalla pubblicazione postuma del 1929, una guida universale al creare, al comprendere, e in definitiva al vivere. Portare sulle scene questo materiale unico e (non) letterario, gravido di luce e di linfa vitale, diventa dunque un’esigenza naturale, quasi un elemento salvifico in un’epoca che sembra perduta, provando a restituirne la forza illuminante in un rito collettivo. “Un’opera d’arte è buona se nasce da necessità”: questo, insieme a molto altro, scrive Rilke nella prima delle lettere rivolte al giovane Kappus, aspirante poeta che gli chiede un’opinione sul valore dei suoi versi. Mazzarelli, con uno spettacolo semplice, che si avvale delle poetiche animazioni di Nora e dagli illuminanti squarci musicali di Stephan Micus, colma un bisogno e crea una di quelle “misteriose esistenze, la cui vita, accanto alla nostra che svanisce, perdura”. Una produzione Compagnia Umberto Orsini.

Una conferenza stampa convocata dopo 164 anni. È quella indetta da Sua Altezza Reale Francesco II di Borbone in “E adesso parlo io”, lo spettacolo scritto e diretto da Roberto D’Alessandro, in scena al Teatro Tedér alle ore 21:00. Nel ruolo del sovrano c’è l’attore Nicola Paduano. I giornalisti, pronti a prendere appunti per realizzare un’intervista impossibile, sono Roberto D’Alessandro, Luca Faustinella ed Emilio Russo. Franceschiello, ultimo re delle Due Sicilie, sovrano mite e sfortunato che salì al trono giovanissimo e dopo poco più di un anno e mezzo vide il suo regno travolto dall’avanzata sabauda, vuole chiarire, argomentare, raccontare come gli eventi della Storia abbiano confermato le sue preoccupazioni: il suo popolo, dice, soffre ancora oggi le conseguenze di quell’invasione. Non chiede nulla per sé, non reclama troni o vendette, ma desidera soltanto una nuova primavera per la sua terra e per quella gente che non ha mai smesso di amare.

Ironia e racconti di vita vissuta per il Dopo Festival nel Giardino Romantico di Palazzo Reale, a cura di Drop Eventi: listening bar dalle 19:00 e, alle 21:30 Fabian Grutt e il suo Stand Up Comedy Show. Attore, autore e stand-up comedian con oltre vent'anni di esperienza tra teatro, televisione e comicità dal vivo, coinvolge il pubblico con uno stile brillante e autobiografico.

LETTERE A UN GIOVANE POETA

DI RAINER MARIA RILKE
INTERPRETAZIONE, ADATTAMENTO E REGIA PAOLO MAZZARELLI
ANIMAZIONI NORA
DISEGNO LUCI MATTEO ZIGLIO
MUSICHE STEPHAN MICUS
PRODUZIONE COMPAGNIA UMBERTO ORSINI

Sala Assoli
29 giugno, ore 21:00

Durata 1 ora

Debutto assoluto

E ADESSO PARLO IO

Conferenza stampa di S.A.R. Francesco II di Borbone

SCRITTO E DIRETTO DA ROBERTO D’ALESSANDRO
CON NICOLA PADUANO
E CON ROBERTO D’ALESSANDRO, LUCA FAUSTINELLA, EMILIO RUSSO
SCENE RO.DA
COSTUMI JANNY ALTAMURA
UFFICIO STAMPA MARIA ROSARIA FABBRICATORE
PRODUZIONE ASSOCIAZIONE CULTURALE LA NUOVA DRAMMATURGIA

Teatro Tedér
29 giugno, ore 21:00

Durata 1 ora e 15 minuti

CARO AGLI DÈI. VITA BREVE DI ANNIBALE RUCCELLO

Incontro sulla vita di Annibale Ruccello

CON MASSIMILIANO PALMESE 

Terrazza prospiciente il Giardino Romantico, Palazzo Reale di Napoli
29 giugno, ore 19:00

ME, WE, ALl – Concerto

MELOLOGO DI CLAUDIO DI PALMA
CON
ENRICO VALANZUOLO – tromba
GIANLUIGI MONTAGNARO – effetti e voce
CLAUDIO DI PALMA – voce
VISUAL LUIGI MARMO

Cortile delle Carrozze, Palazzo Reale di Napoli
29 giugno, ore 21:00

Durata 45 minuti 

Debutto assoluto