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IL COMMENTO - Lo Monaco: “Zeballos esterno interessante, è un buon affare per il Napoli"
10.07.2026 21:30 di Napoli Magazine
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A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuto Pietro Lo Monaco, dirigente sportivo.

Sul profilo di Zeballos, Lo Monaco ha espresso un giudizio positivo: "Zeballos è un esterno interessante che predilige partire da sinistra. Ha una buona tecnica, ama creare superiorità numerica e cercare l’assist più che la conclusione personale. Non è un grande realizzatore, ma considerando che è in scadenza di contratto credo che il Napoli abbia concluso un buon affare a condizioni favorevoli. Con Neres, Politano, Zeballos e Allison Santos il reparto esterni sarebbe decisamente ben assortito".

Secondo l’ex dirigente, l’abbondanza sulle corsie offensive non rappresenta un problema: "Ormai è normale vedere esterni offensivi impiegati a piede invertito. Il Napoli dispone già di due coppie di buon livello e, con il rientro di Noa Lang, avrà ancora più alternative".

Lo Monaco ha poi indicato un altro giovane talento argentino che seguirebbe con attenzione: "Nel Boca Juniors c’è un giocatore che reputo persino più forte di Zeballos. Si chiama Aranda, è un classe 2007, gioca prevalentemente a destra ma può fare anche il trequartista. Ha qualità fisiche e tecniche importanti, anche se il suo costo è già elevato".

L’ex direttore sportivo ha quindi allargato il discorso alla valorizzazione dei giovani, criticando l’approccio del calcio italiano: "In Italia continuiamo a definire giovani calciatori che hanno già 23 anni. Vergara è un classe 2003, ha già giocato in Serie C e in Serie B: non è più un ragazzo da aspettare, è un professionista formato. È un problema culturale che riguarda quasi tutte le società di Serie A".

Nel corso dell’intervento Lo Monaco ha citato anche diversi esempi di giovani italiani poco valorizzati: "Liberali è un 2007 di enorme talento che è stato lasciato andare per una cifra minima. Allison Santos ha qualità straordinarie e il giorno in cui prenderà piena coscienza del proprio potenziale crescerà ancora tantissimo. Anche tanti ragazzi del settore giovanile della Fiorentina, come Martinelli, Amatucci, Bianco e Lucchesi, sono stati poco valorizzati nonostante il loro talento".

Proprio sul tema dei vivai, il dirigente è stato molto critico: "I settori giovanili non servono a vincere i campionati Primavera, ma a costruire calciatori per la prima squadra. Se questo passaggio viene meno, tutto il lavoro perde significato. Anche il Napoli, nonostante i risultati ottenuti negli ultimi anni, continua ad avere un problema di cultura nella valorizzazione dei propri giovani e paga ancora l’assenza di strutture adeguate".

Infine, Lo Monaco ha collegato questo tema alle difficoltà della Nazionale italiana: "Il fatto che l’Italia abbia saltato gli ultimi Mondiali dipende anche da questa mentalità. Un tempo c’erano meno risorse economiche ma si lavorava molto di più sui giovani e sulle idee. Oggi, invece, troppo spesso prevalgono logiche esclusivamente aziendali che finiscono per penalizzare la crescita dei talenti italiani".

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IL COMMENTO - Lo Monaco: “Zeballos esterno interessante, è un buon affare per il Napoli"

di Redazione

10/07/2026 - 21:30

A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuto Pietro Lo Monaco, dirigente sportivo.

Sul profilo di Zeballos, Lo Monaco ha espresso un giudizio positivo: "Zeballos è un esterno interessante che predilige partire da sinistra. Ha una buona tecnica, ama creare superiorità numerica e cercare l’assist più che la conclusione personale. Non è un grande realizzatore, ma considerando che è in scadenza di contratto credo che il Napoli abbia concluso un buon affare a condizioni favorevoli. Con Neres, Politano, Zeballos e Allison Santos il reparto esterni sarebbe decisamente ben assortito".

Secondo l’ex dirigente, l’abbondanza sulle corsie offensive non rappresenta un problema: "Ormai è normale vedere esterni offensivi impiegati a piede invertito. Il Napoli dispone già di due coppie di buon livello e, con il rientro di Noa Lang, avrà ancora più alternative".

Lo Monaco ha poi indicato un altro giovane talento argentino che seguirebbe con attenzione: "Nel Boca Juniors c’è un giocatore che reputo persino più forte di Zeballos. Si chiama Aranda, è un classe 2007, gioca prevalentemente a destra ma può fare anche il trequartista. Ha qualità fisiche e tecniche importanti, anche se il suo costo è già elevato".

L’ex direttore sportivo ha quindi allargato il discorso alla valorizzazione dei giovani, criticando l’approccio del calcio italiano: "In Italia continuiamo a definire giovani calciatori che hanno già 23 anni. Vergara è un classe 2003, ha già giocato in Serie C e in Serie B: non è più un ragazzo da aspettare, è un professionista formato. È un problema culturale che riguarda quasi tutte le società di Serie A".

Nel corso dell’intervento Lo Monaco ha citato anche diversi esempi di giovani italiani poco valorizzati: "Liberali è un 2007 di enorme talento che è stato lasciato andare per una cifra minima. Allison Santos ha qualità straordinarie e il giorno in cui prenderà piena coscienza del proprio potenziale crescerà ancora tantissimo. Anche tanti ragazzi del settore giovanile della Fiorentina, come Martinelli, Amatucci, Bianco e Lucchesi, sono stati poco valorizzati nonostante il loro talento".

Proprio sul tema dei vivai, il dirigente è stato molto critico: "I settori giovanili non servono a vincere i campionati Primavera, ma a costruire calciatori per la prima squadra. Se questo passaggio viene meno, tutto il lavoro perde significato. Anche il Napoli, nonostante i risultati ottenuti negli ultimi anni, continua ad avere un problema di cultura nella valorizzazione dei propri giovani e paga ancora l’assenza di strutture adeguate".

Infine, Lo Monaco ha collegato questo tema alle difficoltà della Nazionale italiana: "Il fatto che l’Italia abbia saltato gli ultimi Mondiali dipende anche da questa mentalità. Un tempo c’erano meno risorse economiche ma si lavorava molto di più sui giovani e sulle idee. Oggi, invece, troppo spesso prevalgono logiche esclusivamente aziendali che finiscono per penalizzare la crescita dei talenti italiani".