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IL COMMENTO - Trotta: "De Bruyne fa la differenza da regista, Napoli-Roma? Partita difficile, McTominay è determinante"
22.10.2026 15:56 di Napoli Magazine
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A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Ivano Trotta, allenatore ed ex calciatore di Napoli e Juve. Di seguito, un estratto dell’intervista.  

Dove può arrivare la Roma?

“Per me, la Roma può competere per lo Scudetto. È una squadra competitiva e le due pedine che Gasperini diceva di voler aggiungere potrebbero arrivare a gennaio. L'infortunio di Dybala può essere motivo di preoccupazione, ma la rosa è comunque di alto livello. Non era facile reagire dopo la partita contro il Real Madrid, nonostante la grande dimostrazione di forza e riuscire a fare sei punti tra la sfida con il Genoa e quella di Champions League. Non credo che la Roma possa competere fino in fondo in Champions, ma per la vittoria del campionato penso proprio di sì. Gasperini, poi, è un allenatore veramente forte".

Passando all'avversario che la Roma sfiderà sabato alle 18, il Napoli, Kevin De Bruyne in cabina di regia sembra aver incantato contro il Bodø/Glimt, anche grazie al supporto di Anguissa e McTominay. Tuttavia, sembra che uno dei due centrocampisti possa lasciare il posto a Lobotka. Secondo lei, chi sarà a fargli spazio?

“Sabato sarà una partita difficilissima, perché contro la Roma sarà una sfida vera e importante. Non saprei dire chi resterà fuori. De Bruyne, in quella posizione, l'ho visto molto bene, quindi sicuramente qualcun altro potrebbe lasciargli spazio. Però, con l'importanza delle partite e tanti impegni ravvicinati, secondo me non conta soltanto chi inizia, ma soprattutto chi subentra e come riesce a incidere".

Alla luce delle prestazioni di Kevin De Bruyne, alla fine ha avuto ragione chi ha puntato su di lui in cabina di regia:quando gioca in quella posizione è più di un valore aggiunto per il Napoli. Kevin riuscirà ad abbracciare definitivamente questa nuova interpretazione del ruolo?

“Credo di sì, perché gli anni passano per tutti, purtroppo anche per lui. Tanti calciatori, a un certo punto della carriera, arretrano di una quindicina di metri e questo cambia molto: hanno la possibilità di avere quel decimo di secondo in più per pensare quando ricevono il pallone. De Bruyne, inoltre, ha una qualità tale da mettere la palla dove vuole e quando vuole. Se si avvicina troppo alla zona offensiva, invece, può essere marcato più facilmente. Oggi, secondo me, la scelta di tenerlo in una posizione un po' più arretrata è giusta".

Per tornare a quello che è successo ieri, facciamo anche un salto indietro nel tempo, di 22-23 anni. Il Como, che allora visse una breve parentesi in Serie A, era la squadra in cui giocavi anche lei. In Inghilterra, invece, il Manchester United vinceva il campionato: era una corazzata, quella di Sir Alex Ferguson. Ieri, tra Como e Manchester United, è venuta fuori una partita che sembrava quasi uscita da Football Manager. Se lo sarebbe mai aspettato?

“Ormai il Como è una realtà a tutti gli effetti, quindi non mi sono meravigliato. Ha giocatori importanti e una società che lo ha reso un club di primo piano. Il Manchester United, invece, è da qualche anno in una fase calante e non riesco a capire perché non riesca a trovare la strada giusta per ripartire. È quasi un insulto alla sua storia vedere una squadra del genere in queste condizioni, non soltanto nella partita contro il Como, ma più in generale. Il Manchester United, ai tempi di Ferguson, ha fatto scuola e ha scritto pagine importanti del calcio mondiale. Spero che riesca a ritrovare la retta via. Per quanto riguarda il Como, invece, non può più essere considerato una scoperta o una sorpresa: è ormai un club importante anche a livello internazionale".

Il Napoli, deve recuperare il terreno perso, quantomeno in campionato. In Champions League è riuscito a portare a casa una vittoria importante, tre punti che tengono vive le speranze di raggiungere i playoff. In Serie A sarebbe fondamentale vincere contro la Roma, ma la sfida casalinga del Maradona potrebbe essere una di quelle in cui, nella corsa al recupero dei punti persi, anche un pareggio sarebbe accettabile. È d'accordo?

“Sì, perché una sconfitta sarebbe pesante. Un pareggio permetterebbe al Napoli di mantenere la Roma a distanza, in un momento in cui i giallorossi non stanno attraversando una fase particolarmente brillante in campionato. Perdere sarebbe molto negativo".

Secondo lei, il recupero di Scott McTominay, uno che è abituato a stare zitto e pedalare, potrebbe essere il fattore decisivo, il quid pluris di questa partita?

“Sicuramente. Il recupero di McTominay è determinante. Se non ci fosse stato, sarei stato molto più preoccupato in vista della partita contro la Roma. Con lui, invece, tutto è possibile. Fortunatamente il Napoli è riuscito a recuperarlo, e questo è un bene".

Da ex centrocampista di grande spessore quale lei è stato, per lei chi è oggi il miglior centrocampista della Serie A? E, soprattutto, McTominay può tornare ai suoi livelli?

“Se torna a giocare in piena condizione, dopo l'operazione, è uno dei centrocampisti più forti non soltanto in Italia, ma anche in Europa".

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IL COMMENTO - Trotta: "De Bruyne fa la differenza da regista, Napoli-Roma? Partita difficile, McTominay è determinante"

di Redazione

22/10/2026 - 15:56

A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Ivano Trotta, allenatore ed ex calciatore di Napoli e Juve. Di seguito, un estratto dell’intervista.  

Dove può arrivare la Roma?

“Per me, la Roma può competere per lo Scudetto. È una squadra competitiva e le due pedine che Gasperini diceva di voler aggiungere potrebbero arrivare a gennaio. L'infortunio di Dybala può essere motivo di preoccupazione, ma la rosa è comunque di alto livello. Non era facile reagire dopo la partita contro il Real Madrid, nonostante la grande dimostrazione di forza e riuscire a fare sei punti tra la sfida con il Genoa e quella di Champions League. Non credo che la Roma possa competere fino in fondo in Champions, ma per la vittoria del campionato penso proprio di sì. Gasperini, poi, è un allenatore veramente forte".

Passando all'avversario che la Roma sfiderà sabato alle 18, il Napoli, Kevin De Bruyne in cabina di regia sembra aver incantato contro il Bodø/Glimt, anche grazie al supporto di Anguissa e McTominay. Tuttavia, sembra che uno dei due centrocampisti possa lasciare il posto a Lobotka. Secondo lei, chi sarà a fargli spazio?

“Sabato sarà una partita difficilissima, perché contro la Roma sarà una sfida vera e importante. Non saprei dire chi resterà fuori. De Bruyne, in quella posizione, l'ho visto molto bene, quindi sicuramente qualcun altro potrebbe lasciargli spazio. Però, con l'importanza delle partite e tanti impegni ravvicinati, secondo me non conta soltanto chi inizia, ma soprattutto chi subentra e come riesce a incidere".

Alla luce delle prestazioni di Kevin De Bruyne, alla fine ha avuto ragione chi ha puntato su di lui in cabina di regia:quando gioca in quella posizione è più di un valore aggiunto per il Napoli. Kevin riuscirà ad abbracciare definitivamente questa nuova interpretazione del ruolo?

“Credo di sì, perché gli anni passano per tutti, purtroppo anche per lui. Tanti calciatori, a un certo punto della carriera, arretrano di una quindicina di metri e questo cambia molto: hanno la possibilità di avere quel decimo di secondo in più per pensare quando ricevono il pallone. De Bruyne, inoltre, ha una qualità tale da mettere la palla dove vuole e quando vuole. Se si avvicina troppo alla zona offensiva, invece, può essere marcato più facilmente. Oggi, secondo me, la scelta di tenerlo in una posizione un po' più arretrata è giusta".

Per tornare a quello che è successo ieri, facciamo anche un salto indietro nel tempo, di 22-23 anni. Il Como, che allora visse una breve parentesi in Serie A, era la squadra in cui giocavi anche lei. In Inghilterra, invece, il Manchester United vinceva il campionato: era una corazzata, quella di Sir Alex Ferguson. Ieri, tra Como e Manchester United, è venuta fuori una partita che sembrava quasi uscita da Football Manager. Se lo sarebbe mai aspettato?

“Ormai il Como è una realtà a tutti gli effetti, quindi non mi sono meravigliato. Ha giocatori importanti e una società che lo ha reso un club di primo piano. Il Manchester United, invece, è da qualche anno in una fase calante e non riesco a capire perché non riesca a trovare la strada giusta per ripartire. È quasi un insulto alla sua storia vedere una squadra del genere in queste condizioni, non soltanto nella partita contro il Como, ma più in generale. Il Manchester United, ai tempi di Ferguson, ha fatto scuola e ha scritto pagine importanti del calcio mondiale. Spero che riesca a ritrovare la retta via. Per quanto riguarda il Como, invece, non può più essere considerato una scoperta o una sorpresa: è ormai un club importante anche a livello internazionale".

Il Napoli, deve recuperare il terreno perso, quantomeno in campionato. In Champions League è riuscito a portare a casa una vittoria importante, tre punti che tengono vive le speranze di raggiungere i playoff. In Serie A sarebbe fondamentale vincere contro la Roma, ma la sfida casalinga del Maradona potrebbe essere una di quelle in cui, nella corsa al recupero dei punti persi, anche un pareggio sarebbe accettabile. È d'accordo?

“Sì, perché una sconfitta sarebbe pesante. Un pareggio permetterebbe al Napoli di mantenere la Roma a distanza, in un momento in cui i giallorossi non stanno attraversando una fase particolarmente brillante in campionato. Perdere sarebbe molto negativo".

Secondo lei, il recupero di Scott McTominay, uno che è abituato a stare zitto e pedalare, potrebbe essere il fattore decisivo, il quid pluris di questa partita?

“Sicuramente. Il recupero di McTominay è determinante. Se non ci fosse stato, sarei stato molto più preoccupato in vista della partita contro la Roma. Con lui, invece, tutto è possibile. Fortunatamente il Napoli è riuscito a recuperarlo, e questo è un bene".

Da ex centrocampista di grande spessore quale lei è stato, per lei chi è oggi il miglior centrocampista della Serie A? E, soprattutto, McTominay può tornare ai suoi livelli?

“Se torna a giocare in piena condizione, dopo l'operazione, è uno dei centrocampisti più forti non soltanto in Italia, ma anche in Europa".