A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Pierpaolo Marino, ex direttore sportivo del Napoli: "Il record degli infortuni del Napoli è frutto non solo di una sola défaillance, andrebbe esaminata tutta la procedura della quotidianità, delle relazioni tra settore dei preparatori fisici, dei recuperi infortunati, dei responsabili delle prevenzioni e del responsabile sanitario e dell’allenatore per poter stabilire se questi problemi sono dovuti ad una preparazione spinta, ad una mancanza di cooperazione delle componenti o se queste componenti non sono strutturate in maniera idonea. Il Napoli ha una rosa molto avanti in età media e questo contribuisce sicuramente perché poi bisogna andare a vedere i trascorsi di infortuni, vedi De Bruyne o Lukaku, l’usura dei giocatori conta. Gli infortuni sono iniziati già ad agosto quindi le rotazioni sono state segnate sin dall’inizio. Il settore sanitario e quello della prevenzione infortuni devono dare la lista dei giocatori convocabili e se sono convocabili possono giocare. Nel Napoli molti giocatori hanno anticipato i tempi di recupero e quando il giocatore si fa male nuovamente, in genere è dovuto dal recupero affrettato. Ecco che nessuno è esente da colpe e ci metto anche la società che con Conte ha messo in piedi una rosa un pò avanti di età. De Bruyne non lo avrei preso, a me piace lavorare con i giovani quindi non rientra nella mia filosofia, ma poi non lo avrei preso per i trascorsi perché i suoi infortuni sono storici. Quando questi giocatori li metti nelle mani di allenatori come Conte e Gasperini che lavorano molto dal punto di vista fisico, corrono il rischio di rompersi ancora di più. La società doveva mettere a disposizione giocatori più giovani. Se un allenatore come Conte poi, si trova tra le mani giocatori che durante la settimana saltano uno o due allenamenti perché devono essere preservati, non va bene. Conte ad esempio è uno che non concede mai pause ai giocatori. Applaudo alla soluzione Alisson, un giovane che tutte le grandi squadre seguivano ed è un’operazione in linea con la gestione solita del Napoli, non quella degli ultimi anni. Giocatori come Vergara reggono quel lavoro fisico, poi se vuoi una squadra di età elevata devi prevedere infortuni. A Napoli spesso mi dicevano che volevo occuparmi di tutto, ma se non fai questo lavoro a tutto tondo, non lo fai bene. A Udine per esempio partecipavo quotidianamente a tutte le riunioni tra staff tecnico e sanitario. Da dirigente non partecipavo attivamente, ma ero presente per intervenire ove fosse necessario e soprattutto per rendermi conto di come la catena lavorava e che ci fosse unità di intenti e di vedute. Se un allenatore prevarica il medico e dice questo me lo devi dare per forza perchè ne ho bisogno, si va incontro ad un nuovo infortunio. I tempi di recupero di uno stiramento di primo grado e quindi non profondo, sono 3 settimane. Se vedete la casistica del Napoli, ci sono recuperi di 2 settimane, ma la terza settimana è la più importante perchè il muscolo viene di nuovo elasticizzato per essere pronto a sopportare la pressione della gara".
di Redazione
18/02/2026 - 13:45
A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Pierpaolo Marino, ex direttore sportivo del Napoli: "Il record degli infortuni del Napoli è frutto non solo di una sola défaillance, andrebbe esaminata tutta la procedura della quotidianità, delle relazioni tra settore dei preparatori fisici, dei recuperi infortunati, dei responsabili delle prevenzioni e del responsabile sanitario e dell’allenatore per poter stabilire se questi problemi sono dovuti ad una preparazione spinta, ad una mancanza di cooperazione delle componenti o se queste componenti non sono strutturate in maniera idonea. Il Napoli ha una rosa molto avanti in età media e questo contribuisce sicuramente perché poi bisogna andare a vedere i trascorsi di infortuni, vedi De Bruyne o Lukaku, l’usura dei giocatori conta. Gli infortuni sono iniziati già ad agosto quindi le rotazioni sono state segnate sin dall’inizio. Il settore sanitario e quello della prevenzione infortuni devono dare la lista dei giocatori convocabili e se sono convocabili possono giocare. Nel Napoli molti giocatori hanno anticipato i tempi di recupero e quando il giocatore si fa male nuovamente, in genere è dovuto dal recupero affrettato. Ecco che nessuno è esente da colpe e ci metto anche la società che con Conte ha messo in piedi una rosa un pò avanti di età. De Bruyne non lo avrei preso, a me piace lavorare con i giovani quindi non rientra nella mia filosofia, ma poi non lo avrei preso per i trascorsi perché i suoi infortuni sono storici. Quando questi giocatori li metti nelle mani di allenatori come Conte e Gasperini che lavorano molto dal punto di vista fisico, corrono il rischio di rompersi ancora di più. La società doveva mettere a disposizione giocatori più giovani. Se un allenatore come Conte poi, si trova tra le mani giocatori che durante la settimana saltano uno o due allenamenti perché devono essere preservati, non va bene. Conte ad esempio è uno che non concede mai pause ai giocatori. Applaudo alla soluzione Alisson, un giovane che tutte le grandi squadre seguivano ed è un’operazione in linea con la gestione solita del Napoli, non quella degli ultimi anni. Giocatori come Vergara reggono quel lavoro fisico, poi se vuoi una squadra di età elevata devi prevedere infortuni. A Napoli spesso mi dicevano che volevo occuparmi di tutto, ma se non fai questo lavoro a tutto tondo, non lo fai bene. A Udine per esempio partecipavo quotidianamente a tutte le riunioni tra staff tecnico e sanitario. Da dirigente non partecipavo attivamente, ma ero presente per intervenire ove fosse necessario e soprattutto per rendermi conto di come la catena lavorava e che ci fosse unità di intenti e di vedute. Se un allenatore prevarica il medico e dice questo me lo devi dare per forza perchè ne ho bisogno, si va incontro ad un nuovo infortunio. I tempi di recupero di uno stiramento di primo grado e quindi non profondo, sono 3 settimane. Se vedete la casistica del Napoli, ci sono recuperi di 2 settimane, ma la terza settimana è la più importante perchè il muscolo viene di nuovo elasticizzato per essere pronto a sopportare la pressione della gara".